(immagine creata con Bing su nostro prompt)
Fonte : Goodelectronics che ringraziamo
Nel 1981, la Carolina del Nord accolse l’industria dei semiconduttori come una promessa di posti di lavoro e modernizzazione, investendo milioni in quella che i leader chiamarono una nuova rivoluzione industriale. Eppure, dietro l’ottimismo, i sostenitori si ponevano già una domanda cruciale: quali costi nascosti avrebbero comportato la crescita dell’alta tecnologia?
Questa domanda rimane senza risposta a più di quarant’anni di distanza. Dalla Silicon Valley in California al Research Triangle in North Carolina, l’industria dei semiconduttori ha lasciato una scia documentata di esposizione chimica, contaminazione delle falde acquifere e rischi per la salute dei lavoratori. I primi allarmi di gruppi come la Silicon Valley Toxics Coalition hanno dimostrato che ciò che accade all’interno degli impianti di fabbricazione di chip ha inevitabilmente ripercussioni sulle comunità circostanti. Ma queste lezioni sono state ampiamente ignorate, mentre gli stati si affrettavano ad attrarre investimenti e a competere tra loro.
Una regolamentazione debole, dati frammentati su salute e ambiente e la segretezza industriale hanno permesso ai danni di accumularsi silenziosamente. Mentre le statistiche sugli infortuni apparivano basse, i referti medici raccontavano una storia diversa: un aumento di ustioni chimiche, rischi riproduttivi e malattie a lungo termine. Misure preventive come la divulgazione delle informazioni sulle sostanze chimiche, il monitoraggio della salute dei lavoratori e la supervisione ambientale continua erano note e praticabili, ma raramente applicate.
Oggi, lo stesso schema si sta ripetendo su scala molto più ampia. La corsa globale ai chip di intelligenza artificiale e ai data center iperscalabili sta dando vita a enormi progetti di costruzione che consumano enormi quantità di acqua ed energia, spesso in regioni già sottoposte a stress. Politiche come il CHIPS e lo Science Act negli Stati Uniti privilegiano velocità e competitività, trattando ancora una volta le salvaguardie ambientali come ostacoli piuttosto che come necessità.
L’articolo scritto da Dee McCrorey e Chip Hughes esamina come l’industria dei semiconduttori si sia ripetutamente espansa senza adeguate misure di sicurezza, con conseguenti danni ambientali a lungo termine e rischi per la salute dei lavoratori.
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