Fonte: Antropocene.org che ringraziamo
Lo studio «Modern sea-level rise breaks 4,000-year stability in southeastern China» [L’attuale innalzamento del livello del mare interrompe una stabilità di 4.000 anni nella Cina Sud-orientale], pubblicato il 15 ottobre sulla rivista Nature, mostra che durante l’epoca dell’Olocene, il livello medio globale del mare ha seguito tre fasi distinte da 11.700 anni fa fino ai giorni nostri: (1) rapido innalzamento all’inizio dell’Olocene causato dallo scioglimento dei ghiacci terrestri; (2) 4.000 anni di stabilità da circa 4.200 anni fa fino alla metà del XIX secolo, quando i processi regionali hanno dominato il cambiamento del livello del mare; e (3) accelerazione dell’innalzamento dalla metà del XIX secolo.
Un team di scienziati guidato dai ricercatori della Rutgers University (New Jersey – USA) ha pubblicato uno studio che dimostra che l’innalzamento del livello del mare sta avvenendo a un ritmo più rapido che in qualsiasi altro momento degli ultimi 4.000 anni, con le città costiere della Cina particolarmente a rischio.
I risultati, pubblicati sulla rivista Nature, mostrano che dal 1900 il livello globale del mare è aumentato a un ritmo medio di 1,5 millimetri, ovvero circa un sedicesimo di pollice, all’anno, un ritmo che supera di gran lunga qualsiasi periodo di un secolo negli ultimi quattro millenni.
«Il tasso medio globale di innalzamento del livello del mare dal 1900 è il tasso più rapido degli ultimi quattro millenni», ha affermato Yucheng Lin, che ha condotto la ricerca come ricercatore post-dottorato presso la Rutgers, e che è uno scienziato presso l’agenzia nazionale di ricerca australiana, la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization di Hobart.
Gli scienziati hanno esaminato migliaia di dati geologici provenienti da diverse fonti, tra cui antiche barriere coralline e mangrovie, che fungono da archivi naturali dei livelli del mare del passato. Hanno ricostruito le variazioni del livello del mare risalendo a quasi 12.000 anni fa: l’inizio dell’attuale era geologica, l’Olocene, che seguì l’ultima grande era glaciale.
Yucheng Lin ha affermato che questa accelerazione è determinata da due forze principali: l’espansione termica e lo scioglimento dei ghiacciai. Con il riscaldamento del pianeta dovuto ai cambiamenti climatici, gli oceani assorbono calore e si espandono. Allo stesso tempo, le calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide si stanno sciogliendo, aggiungendo ulteriore acqua agli oceani.
«Il riscaldamento fa sì che l’oceano occupi maggior volume», ha detto Lin,«e i ghiacciai rispondono più velocemente perché sono più piccoli delle calotte glaciali, che spesso hanno le dimensioni di continenti. Stiamo assistendo a una crescente accelerazione in Groenlandia».
Sebbene l’innalzamento dei mari sia un problema globale, la Cina si trova ad affrontare una doppia minaccia. Molte delle sue città più grandi ed economicamente più importanti, tra cui Shanghai, Shenzhen e Hong Kong, si trovano in regioni delta, naturalmente soggette a sprofondamento perché costruite su sedimenti spessi e morbidi.
«I delta sono luoghi fantastici, adatti all’agricoltura, alla pesca, allo sviluppo urbano e naturalmente attraggono civiltà», ha detto Lin,«ma sono molto piatti e sono soggetti a subsidenza causata dall’uomo, quindi un innalzamento prolungato del livello del mare potrebbe sommergerli molto rapidamente».
Sebbene i ricercatori si siano concentrati sulla Cina, gli insegnamenti tratti dallo studio sono applicabili a livello globale, ha affermato Lin. Molte grandi città, come New York, Giacarta e Manila, sono costruite su pianure costiere basse e affrontano rischi simili.
«Siamo stati in grado di quantificare il tasso naturale di innalzamento del livello del mare in quest’area», ha affermato Lin, «ma con l’intervento umano, principalmente tramite l’estrazione delle acque sotterranee, osserviamo un abbassamento ancora più rapido».
La subsidenza è il graduale abbassamento o assestamento graduale della superficie terrestre. Può verificarsi naturalmente a causa di processi geologici o può essere causata da attività umane, come l’estrazione di acque sotterranee.
Per determinare in che modo l’innalzamento del livello del mare influenzerà negativamente i delta cinesi, il team ha esaminato una combinazione di dati geologici, di subsidenza e di impatti delle attività umane nelle regioni costiere, in particolare nel delta del fiume Yangtze e nel delta del fiume delle Perle.[1] Queste aree ospitano diverse megalopoli.
A Shanghai, alcune parti della città sono sprofondate di oltre un metro (circa tre piedi) nel corso del XX secolo a causa dell’eccessivo sfruttamento delle falde acquifere, ha affermato Lin. Si tratta di un tasso di crescita di ordini di grandezza superiore all’attuale tasso globale di innalzamento del livello del mare.
«L’innalzamento del livello del mare di qualche centimetro aumenterà notevolmente il rischio di inondazioni nei delta», ha affermato Lin. «Queste aree non sono importanti solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale. Se si verificano rischi costieri in quelle zone, la catena di approvvigionamento globale sarà vulnerabile».
Nonostante i risultati, Lin ha dichiarato che la ricerca offre delle speranze. Città come Shanghai hanno già adottato misure per ridurre l’abbassamento del suolo, regolamentando l’uso delle acque sotterranee e persino reiniettando acqua dolce nelle falde acquifere sotterranee. «Shanghai ora non sta più sprofondando così velocemente», ha affermato Lin, riferendosi alle azioni intraprese dalla città alla fine del XX secolo e più di recente. «Hanno riconosciuto il problema e hanno iniziato a regolamentare l’uso delle acque sotterranee».
[1] Anche conosciuto come grande baia del Guangdong-Hong Kong-Macao situato nella provincia del Guangdong. [N.d.T.]
Kitta MacPherson
Traduzione a cura della Redazione di Antropocene.org
Fonte: Climate&Capitalism 28.10.2025
