How climate activists finally seized the issue of adaptation in 2023

Per leggere l’articolo tradotto in italiano clicca l’icona blu (la quarta da sinistra in fondo alla pagina)  google translate 

 

Environmental philosopher Andreas Malm has described Sainte-Soline as an “avant-gardist struggle”.
Yohan Bonnet/AFP

Joost de Moor, Sciences Po

The idea of adjusting our lives to face up to the reality of a changing climate was, for a long time, seen as defeatist, or even a capitulation to fossil-fuel interests, by many within the European climate movement. Such “adaptation” was viewed with deep scepticism.

But 2023 challenged such assumptions. In autumn, activists ramped up protests against ski resorts and the winter-sports industry for their seemingly endless appetite for winter sports infrastructure. Environmentalists occupied the Girose Glacier in southeastern France to denounce plans for a new cable car. Deep scepticism was also expressed over whether holding preseason sporting events following the partial destruction of the Théodule Glacier in Switzerland.

By taking a stand, these ecologists were pressing authorities to rethink planning beyond the skiing model and its dependency on “white gold”. Far from constituting adaptation, they argued that the construction of winter sports infrastructure in the remaining snow-capped mountains threatened fragile ecosystems and only postponed the inevitable shift to alternative economic models. For them and others, it constitutes “maladaptation” – actions exacerbating communities’ vulnerability to climate variability.

Even more spectacular were protests against proposed water reservoirs in Sainte-Soline, western France, in March. Up to 30,000 protesters showed their opposition to the project, arguing that the dams, intended to collect fresh water during wet seasons to provide for increasingly drier periods, were inefficient due to water evaporation, and ultimately prioritised the interests of large agribusiness over locals’ rights.

The question of adaptation was therefore thrust into the spotlight like rarely before. Such protests demonstrate how deeply political climate adaptation is. What one group may perceive as positive adaptation may look like maladaptation to another, and a political struggle determines which view prevails. The environmental philosopher Andreas Malm described Sainte-Soline as an “avant-gardist struggle”.

From idea to real life?

For many years, academics have sought to shed light on competing interests that are often hidden in technocratic processes inherent to adaptation. For example, dikes intended to guard against flooding may appear as a reasonable solution to some, but others could consider them a maladaptation due to their tendency to increase flooding downstream. To overcome such tensions, academics have attempted to imagine a model that would not merely serve the interests of the wealthy and powerful or the economic status quo. This has become known as transformational adaptation.

Leggi tutto

Garantire il nostro futuro: riduzione dei gas serra del 90% al 2040 in Ue

Fonte Asvis  che ringraziamo 

Settimana 5-11 febbraio. La Commissione fissa gli obiettivi climatici al 2040. Il Parlamento europeo adotta risoluzioni su Omc, parità di genere, Lgbtiq, disinformazione e ingerenze della Russia nei processi democratici.

Consulta la rassegna dal 5 all’11 febbraio

Il 6 febbraio la Commissione ha adottato un importante Comunicazione quadro per gli obiettivi di decarbonizzazione al 2040 intitolata “Garantire il nostro futuro – L’obiettivo climatico europeo per il 2040 e il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Costruire una società sostenibile, giusta e prospera”.

Nel quadro della legge europea per il clima che stabilisce il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050, presentando la sua visione oltre gli obiettivi 2030 stabiliti dal pacchetto “pronti per il 55%” e integrati successivamente al rialzo con “RePowerEu”, la Commissione europea esprime fiducia nel fatto che come risultato dalla Cop 28 di Dubai anche il resto del mondo si sta rapidamente muovendo sula strada della decarbonizzazione, accogliendo anche nella dichiarazione finale il livello d’ambizione proposto dall’Ue.

Come evidenzia la Commissione gli obiettivi climatici europei perseguono finalità sociali economiche e geopolitiche molte ampie:

la visione dell’Europa alla fine del prossimo decennio è completa: dovrebbe rimanere una destinazione privilegiata per le opportunità di investimento che portano posti di lavoro stabili e di qualità a prova di futuro, con un forte ecosistema industriale. L’Europa dovrebbe essere leader nello sviluppo dei mercati delle tecnologie pulite del futuro, in cui tutti i principali Paesi e imprese cercano di sfruttare le opportunità di mercato. Diventare un continente con energia pulita, a basse emissioni di carbonio e a prezzi accessibili, nonché con alimenti e materiali sostenibili, lo renderà resiliente alle crisi future, come quelle attualmente causate da interruzioni nella fornitura di combustibili fossili. Rimanendo un leader globale e un partner fidato nell’azione per il clima, l’Europa rafforzerà contemporaneamente la sua autonomia strategica aperta e diversificherà le sue catene di valore globali sostenibili per essere padrona del suo destino in un mondo volatile.

Leggi tutto

Regioni . Sicurezza sul lavoro: convenzione Regioni-Inail

Per prevenzione potenziamento Sistema informativo nazionale
( Fonte Regioni.it 4571 – 09/02/2024)
Sottoscritta la convenzione quadro Regioni-Inail per la sicurezza sul lavoro dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, e dal commissario straordinario dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo.
Si punta a rendere più efficaci le attività di contrasto degli infortuni e delle malattie professionali attraverso una maggiore condivisione dei dati con gli enti territoriali nell’ambito del processo di implementazione del Sistema informativo nazionale per la prevenzione (Sinp).
È una convenzione quadro di durata quinquennale che disciplina, in particolare, le modalità di accesso ai servizi Flussi informativi, Registro delle esposizioni e Registro infortuni dell’Inail.
“La convenzione Regioni-Inail – dichiara Fedriga – intende migliorare le attività di prevenzione rivolte alla sicurezza sul lavoro. L’inaccettabile perdurare di morti e incidenti sul lavoro sollecita risposte dirette e una maggiore assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti. Grazie ad una ricognizione più attenta sulle condizioni di sicurezza nei territori si possono migliorare anche le capacità di scoprire e intervenire su mancate o non corrette applicazioni di norme e procedure. A questo serve la condivisione dei dati, a questo serve l’impegno Regioni-Inail per rafforzare l’attività preventiva e di tutela dei lavoratori”.
“La firma della convenzione – spiega D’Ascenzo – rappresenta un importante ulteriore passo in avanti per il rafforzamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Attraverso un’efficace condivisione dei dati, possiamo contribuire a rendere più incisive le azioni di prevenzione sul territorio per contrastare il drammatico fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali e tutelare la salute dei lavoratori”.