Il pianeta non può sopravvivere alla crescente corsa agli armamenti

Fonte Fondazione Sereno Regis che ringraziamo

di Elena Camino

TNI ha da poco pubblicato uno ‘studio di caso’, mettendo in relazione le spese militari previste dalla NATO e gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra suggeriti dall’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC). La conclusione dell’articolo è netta: “il pianeta non può sopravvivere all’attuale corsa agli armamenti”.

The Transnational Institute (TNI): 50 anni di impegno

Il Transnational Institute (TNI) è un istituto internazionale di ricerca e di sostegno alle iniziative impegnate nella costruzione di un pianeta giusto, democratico e sostenibile.  Da quasi 50 anni TNI contribuisce a creare reti tra movimenti sociali, studiosi impegnati e decisori politici.

TNI è stato fondato nel 1974, e la sua storia si intreccia con quella dei movimenti sociali globali, e della loro lotta per la giustizia economica, sociale e ambientale.  Tra i temi ai quali ha dedicato maggiore impegno, vi è lo studio e la denuncia contro il militarismo, e a favore del disarmo: dalla fine degli anni ’70 del 1900 TNI ha ospitato incontri e ha prodotto, in particolare, documentazioni sulla NATO e sulla militarizzazione dell’Europa.

Nel 1982, due collaboratori di TNI, Mary Kaldor e Dan Smith, hanno pubblicato Disarming Europe (Dufour Editions): un testo sul disarmo, il non-allineamento e le nuove forme di difesa.

Anche la crisi ambientale è presente nell’Agenda del TNI da molti anni: è del 1998 la pubblicazione del libro Privatizing Nature (Sheila Newman, Pluto Press), che ispirò un’intera generazione di attivisti a collegare il paradigma economico ai problemi ambientali.

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Meno salario e più stress per i lavoratori

Fonte: Sbilanciamoci che ringraziamo

Stipendi che diminuiscono mentre avanza l’inflazione, divari di genere, stress in aumento, scarsa o nulla formazione e innovazione. E una distanza siderale dei giovani e precari dal sindacato. Il sondaggio della Fondazione Di Vittorio.

dati Istat sulla povertà pubblicati qualche giorno fa segnalavano come quella relativa sia stabile e quella assoluta in aumento. Le crisi internazionali in serie e l’inflazione colpiscono chi ha redditi non continui e precari ma anche i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato il cui potere d’acquisto, ormai lo sanno anche le pietre, è fermo o diminuito nel corso degli ultimi tre decenni. A pochi giorni da quei dati, il quadro sconfortante trova riscontro in un’importante ricerca/inchiesta condotta dalla Fondazione Di Vittorio della Cgil, che con un lavoro meticoloso di mesi ha sottoposto un questionario da cinquanta domande a decine di migliaia di lavoratori – i questionari completati e considerati validi dal team di ricercatori supera i 30mila. Le domande riguardavano il lavoro, la sua organizzazione, il ruolo del sindacato e le risposte sono di grande interesse. Anche quel che manca è interessante. Riassumiamo qualche elemento importante.

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