mercoledì 23 agosto 2017
you are here: Home arrow Notizie arrow Ricerche arrow Repository del CRD presso Inail, un'esperienza d'uso e alcune note nel merito
Repository del CRD presso Inail, un'esperienza d'uso e alcune note nel merito Stampa E-mail
Inserito da Editor   
giovedì 22 giugno 2017


Va salutato come un evento positivo, importante  e utile l'apertura sul sito dell'Inail del Repository del CRD .

Il CRD ( Centro ricerche e documentazione rischi e danni da lavoro ) costituito da Cgil Cisl Uil è stato attivo nell'arco temporale dal 1974 al 1985. Questi materiali sono una preziosa fonte d'interesse storiografico poiché in essi sono contenute le storie delle lotte contro la nocività promosse in prima persona dai lavoratori e dalle lavoratrici di quell'epoca.

  Il materiale raccolto, riordinato e digitalizzato è ora accessibile e consente di approfondire il tema della rappresentanza sindacale del movimento dei lavoratori.

Abbiamo deciso di testare questo importante strumento. Dobbiamo dire, sommessamente, che l'accesso non è certo facilitato. Dopo avere conquistato un account siamo andati alla ricerca della Repository del CRD. 
Questo data base sembra essere un clandestino "a bordo" del grande sito dell'Inail . Solo grazie al motore di ricerca interno al sito siamo riusciti ad arrivare alla pagina ove c'è, finalmente, somma cortesia dello sviluppatore, un link alla Repository del Crd ...

Scorrendo i nomi degli AA, persone e organizzazioni sindacali, si è avviato un film della memoria di tante e tanti delegati sindacali, operai, sindacalisti che dalla metà degli anni '60 costruirono le prime esperienze di lotte alla nocività nelle fabbriche e in agricoltura, nei trasporti.

Ritengo che sia necessario per chi si addentra nella lettura e nell'approfondimento dotarsi delle chiavi di lettura e degli strumenti interpretativi adeguati.

Non esiste una continuità tra le forme delle lotte contro le nocività degli anni '70 e la realtà d'oggi.

Innanzitutto occorre mettere in evidenza il fatto che la questione salute e sicurezza del lavoro era assai spesso  oggetto di conflitti anche duri  con le controparti datoriali, con i medici di fabbrica, con i Servizi Sanitari Aziendali e talvolta, anzi spesso, anche con Inail.

In molte aziende erano i lavoratori che prendevano l'iniziativa di richiedere migliori condizioni di lavoro, dai ritmi alle nocività. E' in questo contesto che si costruisce la prima Dispensa FIOM FIM UILM che contiene una metodologia di valutazione soggettiva del rischio da parte del Gruppo Omogeneo dei lavoratori.

Cerco di mettere in evidenza le differenze tra la situazione attuale e quella degli anni '70:
- quello del '70 è un movimento che vive nel territorio e ricerca nel territorio le soluzioni ai problemi di miglioramento. La richiesta di un decentramento delle specifiche funzioni dello Stato come la vigilanza ed ispezione negli ambienti di lavoro trova risposte positive in alcune Regioni con la istituzione di Servizi territoriali di medicina del lavoro, posti in capo, prima della Riforma Sanitaria, alle Province e/o ai Consorzi Socio Sanitari... 
In quest'epoca invece si vorrebbero agenzie centralizzate che non disturbino troppo le aziende, come ebbe a dire recentemente il brillante ministro Poletti.
- è un movimento che pratica la "non delega" sul tema della salute: i primi esperti, sia pure grezzi, che hanno le conoscenze sui rischi presenti nel lavoro, sulla gravosità, sulla sostenibilità fisica e psicologica di una determinata organizzazione del lavoro sono i lavoratori. Per "non delega" s'intende il fatto che la responsabilità sulla tutela della propria salute non è delegabile ad altri ma ce se ne assume la piena responsabilità.

Molta acqua è passata sotto i ponti: ora è il medico competente, il RSPP e/o il consulente   che decide nella valutazione dei rischi cosa fare e non fare.... Il più delle volte, purtroppo, la consultazione del RLS resta una formalità. 

Si vedano le relazioni svolte dai gruppi di Medicina del Lavoro dell'epoca contenute nel database: erano chiare, rivolte a tutti e potevano essere lette non solo dai delegati ma anche dai lavoratori ... 

Molti documenti di valutazione dei rischi di oggi sono invece elaborati in modo tale che hanno un solo lettore possibile, coloro che li hanno redatti. Certo, vi sono aziende serie che percorrono fino in fondo quanto previsto dal d.lgs81/2008 e s.m.i. sulla consultazione dei lavoratori .... ma sono una esigua minoranza .

- La discontinuità tra l'esperienza degli anni ' 70 e oggi è palese. Nessuna nostalgia per una fase nella quale i rischi per la salute nel lavoro erano molto alti, i lavoratori si trovavano  a dovere superare molte difficoltà: dal ruolo dei medici di fabbrica "dalle mani sporche" conniventi con l'impresa nel sottovalutare determinati rischi, agli Enti preposti alla vigilanza, come l'Ispettorato del lavoro dell'epoca che non svolgevano il loro compito mancanza di personale o per altri motivi...  

Molta acqua è passata sotto i ponti. Siamo traslocati ad un'alta dimensione, ad un altro mondo. La Direttiva europea 391.89 recepita negli anni '90 dall'Italia prevede una forma di partecipazione dei lavoratori imperniata sulla figura del RLS.

- Dal modello conflittuale, per quanto attiene salute e sicurezza nel lavoro si è passati ad un modello cosiddetto partecipativo ove lavoratori e impresa sono vincolati alla collaborazione per attuare le migliori pratiche di gestione dei rischi nel luogo di lavoro. Questo modello non è mai stato metabolizzato nella realtà italiana. 

- La forza propulsiva della Direttiva 391.89 nel tempo si è affievolita, la stessa Commissione europea crede sempre di meno all'impianto scaturito dalla Direttiva 391.89. Da tempo non elabora più direttive in materia e stenta ad aggiornare in modo dignitoso la Direttiva cancerogeni. 

Tutto questo avviene mentre in diversi Stati membri vengono riscritte le norme base dei diritti del lavoro in forma di riduzione degli stessi ai minimi livelli. In Italia abbiamo avuto il Jobs Act, in Francia Macron ha promesso un ulteriore peggioramento della Legge sul lavoro. Le nuove norme in genere rendono più facile la licenziabilità dei lavoratori e la precarizzazione del rapporto di lavoro: con queste norme che riducono ai minimi termini il diritto del lavoro le forme di partecipazione attiva da parte dei lavoratori sono e saranno sempre più difficili. 
 
La partecipazione dei lavoratori è garantita solo in un ristretto numero di aziende di grande dimensione e ottimali per la qualità dei processi e dei prodotti.

Partiamo da qui per dire che il Convegno del 22 e 23 giugno che si celebrerà a Roma per annunciare sia la nascita della Repository del Crd sia le prospettive della partecipazione dei lavoratori in quest'epoca nella gestione dei rischi nei luoghi di lavoro si è assunto un compito molto arduo.

Il primo passo, per non finire fuori strada, è quello di distinguere la funzione della Repository del Crd come giacimento utile alla ricerca storiografica, per studiare e conoscere le forme di partecipazione dei lavoratori in quell'epoca, in quel contesto di organizzazione del lavoro e di norme vigenti. Come abbiamo detto allora era prevalente un modello conflittuale per affrontare le questioni delle nocività e delle necessarie bonifiche: la rappresentanza era validata sul campo da parte dei lavoratori, il rapporto fiduciario tra lavoratori e delegati si misurava sui risultati delle trattative dirette con l'azienda.

Nella fase attuale le occasioni di partecipazione dei lavoratori in materia di gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nel lavoro appaiono meno richieste da parte delle aziende. Il circuito ordinario di gestione dei rischi viene definito da Medico Competente e RSPP con la ratifica del RLS, è il RLS il perno formale della partecipazione delegata dei lavoratori. Si tratta di scoprire quanto il RLS fa partecipi i lavoratori sui temi e sulle decisioni condivise con MC, RSPP e lane aziendale.
Ma su questi e su altri aspetti della partecipazione vedremo le relazioni del Convegno di domani.

Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione
( già Direttore dal 1980 al 1991 del Centro Regionale Prevenzione Cgil Cisl Uil Emilia Romagna :-)
Ultimo aggiornamento ( giovedì 22 giugno 2017 )
< Prec.   Pros. >
Eu Cookies
Informativa Generale sull'applicazione della norma  " Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie" (Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014) per saperne di più >>> clicca qui 


Notizie Salute Sicurezza Lavoro Ambiente
Aggiornamenti


GLI AGGIORNAMENTI DI DIARIO PREVENZIONE RIPRENDERANNO IL 30 AGOSTO

BUONE VACANZE

Evidenze


Rinasce l’archivio del Crd


Diego Alhaique



Una mattina di primavera del 1999 squillò molto presto il telefono di casa. Era Gastone Marri. Mi comunicava che l’archivio del Centro ricerche e documentazione rischi e danni da lavoro (Crd) stava per essere mandato al macero. Leader della Cgil nel periodo più ricco e intenso della partecipazione diretta dei lavoratori alle lotte di fabbrica contro la nocività delle condizioni di lavoro, Marri aveva ideato il Crd, l’aveva fortemente voluto e poi diretto, dalla sua costituzione nel 1974. Sapeva bene, quindi, l’immensa perdita di memoria storica che una tale evenienza avrebbe comportato. L’archivio giaceva abbandonato in quella che era stata la sua sede, a Roma, in viale Regina Margherita, in un appartamento al primo piano di un vecchio palazzo umbertino, in affitto al Centro unitario dei patronati, che però da lì a poco l’avrebbero lasciato. 


continua ---> leggi tutto


Newsletter


Vuoi ricevere la newsletter

di diario prevenzione 

gratuita nella tua email ?



Per iscriverti alla lista

clicca >> qui

La newsletter è gratuita: riceverai al tuo indirizzo e-mail una rassegna stampa quindicinale contenente le principali novità pubblicate su riviste e siti italiani e internazionali che si occupano di prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. La newsletter di diario prevenzione è il mezzo migliore per aggiornarsi.









Podcast









Ambiente Lavoro Salute - Podcast di Diario Prevenzione 

25 luglio  2017 - puntata n° 47
a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di 

- La precarietà nella professione di giornalista, rischi per la salute. Un numero monografico della Rivista HesaMag 15 - 2017


- MIOPI ALLO SPECCHIO - A proposito della cultura dei genitori che si oppongono alle vaccinazioni dei figli

- ATTACCO AL CAPITALE UMANO DEL SSN ( da saluteinternazionale.info)

- Rinasce l’archivio del Crd  di Diego Alhaique



(34 MINUTI)



Per ascoltare le puntate

clicca 


***


Emeroteca Rss

EMEROTECA RSS
di diario prevenzione



i titoli degli articoli e/o degli abstract appena pubblicati dalle Riviste scientifiche più importanti in materia di ambiente lavoro e salute.

EMEROTECA RSS


OH&S Global News
OH&S GLOBAL NEWS

Health and Safety NewsWire from Hazards

Act Now !

Act NOW!

I contenuti di diario prevenzione sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Unported
Privacy Policy

visite dal 23 settembre 2013