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Sicurezza ferroviaria e Commissione Interpelli. RLS scrivono al Presidente Mattarella Stampa E-mail
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mercoledì 07 giugno 2017
Sicurezza ferroviaria e Commissione Interpelli. RLS scrivono al Presidente Mattarella  

I Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del settore ferroviario in una lettera aperta, pubblicata qualche giorno fa su Il Manifesto, si sono rivolti al Presidente della Repubblica ​in merito alla paralisi istituzionale della Commissione Interpelli.

Di seguito la lettera.

Al Presidente delle Repubblica italiana, On. Sergio Mattarella ​


Oggetto: paralisi istituzionale della “Commissione per gli Interpelli” di cui all'articolo 12 del Decreto Legislativo 81/2008. ​

Egregio Presidente, ​Le scriviamo nella nostra qualità di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza del settore ferroviario per segnalarLe la paralisi della Commissione per gli Interpelli di cui all'articolo 12 del Decreto Legislativo 81/2008, meglio noto come Testo Unico sulla sicurezza del lavoro; Organismo istituito presso il ministero del lavoro e composto da rappresentanti dello stesso ministero, di quello della Salute nonché delle Regioni. 
Esso svolge la delicatissima funzione di fornire agli Organismi di Vigilanza, Ispettori ALS e Ispettori del lavoro, indicazioni ed interpretazioni univoche su scala nazionale per l'applicazione omogenea delle leggi in materia di salute e sicurezza del lavoro. ​A differenza di altre Commissioni svolge un lavoro importantissimo con effetti diretti e concreti sul reale funzionamento e sull’efficacia dell'attività istituzionale relativa alla vigilanza nei luoghi di lavoro. ​La Commissione, pur avendo una grande mole di lavoro arretrato e istruttorie già completate, non si riunisce da circa sei mesi. 
Ciò sembrerebbe legato, a seguito dell’adozione del Job act, all'istituzione del nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro il quale avrebbe assorbito tutto il personale già dipendente del Ministero del lavoro, titolare per legge a presiedere e gestire la Commissione per gli Interpelli. Il ministero, con un approccio freddamente burocratico, ad oggi non avrebbe né prorogato gli incarichi ai membri precedenti né nominato i nuovi componenti. Insomma, la causa di quello che a noi pare una sorta di 'pasticcio burocratico' risiederebbe, in origine nella mancata previsione da parte degli estensori della riforma, degli effetti pratici sui vari istituti giuridici già esistenti, e successivamente nel mancato intervento correttivo alle distorsioni prodotte dalla riforma da parte dei vertici ministeriali. 
​Il nostro interesse al pieno funzionamento di questo Organismo non è limitato alla sola pratica “dell'Interpello” che ci riguarda da vicino, già istruita ed in via di definizione, sulla spinosa ed urgente questione del micidiale pedale a Uomo Morto in via di reintroduzione nelle cabine di guida dei treni ma - come lavoratori, RLS e cittadini – anche al suo buon funzionamento ed a quello della macchina amministrativa in generale. ​

Possiamo inoltre ipotizzare un analogo interesse alla ripresa delle attività della Commissione da parte delle Regioni, dei Sindacati, delle imprese e degli Ordini professionali, tutti soggetti legittimati a rivolgersi alla Commissione, presso la quale in effetti hanno depositato numerosi Interpelli rimasti inevasi. ​Per i motivi e le criticità esposte ci rivolgiamo a Lei, non prima di aver chiesto e sollecitato delle informazioni in merito ai responsabili del ministero del Lavoro, rimaste senza esito. ​
Poiché riteniamo l'organicità delle leggi e la tutela delle salute e sicurezza dei lavoratori temi e valori di rango costituzionale, siamo fiduciosi in un suo autorevole intervento quale garante della nostra Carta fondamentale su un tema così rilevante e di stringente attualità. ​

 Siamo fortemente preoccupati per la paralisi di fatto di una importante funzione istituzionale e per questo confidiamo che vi sia - nell'ambito delle prerogative del Presidente, nei modi e nei tempi che Ella riterrà opportuni - la possibilità di un Suo legittimo interessamento, finalizzato a ripristinare al più presto l'operatività della Commissione.


Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, settore ferroviario
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Evidenze


Rinasce l’archivio del Crd


Diego Alhaique



Una mattina di primavera del 1999 squillò molto presto il telefono di casa. Era Gastone Marri. Mi comunicava che l’archivio del Centro ricerche e documentazione rischi e danni da lavoro (Crd) stava per essere mandato al macero. Leader della Cgil nel periodo più ricco e intenso della partecipazione diretta dei lavoratori alle lotte di fabbrica contro la nocività delle condizioni di lavoro, Marri aveva ideato il Crd, l’aveva fortemente voluto e poi diretto, dalla sua costituzione nel 1974. Sapeva bene, quindi, l’immensa perdita di memoria storica che una tale evenienza avrebbe comportato. L’archivio giaceva abbandonato in quella che era stata la sua sede, a Roma, in viale Regina Margherita, in un appartamento al primo piano di un vecchio palazzo umbertino, in affitto al Centro unitario dei patronati, che però da lì a poco l’avrebbero lasciato. 


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25 luglio  2017 - puntata n° 47
a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di 

- La precarietà nella professione di giornalista, rischi per la salute. Un numero monografico della Rivista HesaMag 15 - 2017


- MIOPI ALLO SPECCHIO - A proposito della cultura dei genitori che si oppongono alle vaccinazioni dei figli

- ATTACCO AL CAPITALE UMANO DEL SSN ( da saluteinternazionale.info)

- Rinasce l’archivio del Crd  di Diego Alhaique



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