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14/08/12 - SICUREZZA LAVORO, ASL LUCCA LANCIA ALLARME SU APPALTI LAVORI IN CASA Stampa E-mail
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martedì 14 agosto 2012
14/08/12 - SICUREZZA LAVORO, ASL LUCCA LANCIA ALLARME SU APPALTI LAVORI IN CASA

(AIS) Lucca, 13 ago 2012 - Il Dipartimento della Prevenzione dell’Azienda USL 2 di Lucca lancia l’allarme su quanto può essere azzardato e rischioso dare in appalto i lavori per la propria casa o per qualsiasi altro intervento edilizio senza che siano seguite le regole.

“Sempre più spesso chi esegue un lavoro nel  rispetto delle regole si lamenta del fatto che rischia di non essere competitivo nei confronti di chi esegue lavori al nero - dicono dalla Asl - Gli imprenditori regolari chiedono quindi al Dipartimento della Prevenzione controlli per individuare e quindi richiamare all’applicazione delle leggi coloro che lavorano fuori dalle regole, gli ‘evasori della sicurezza’. Basta leggere la cronaca di queste settimane per rendersi conto che anche associazioni di categoria, ad esempio la CNA di Livorno, dicono basta a questo fenomeno, invitando i cittadini a segnalare i casi sospetti. E’ molto pericoloso dare in appalto un intervento edilizio a chi non segue le regole.


 Perché chi lavora al nero spesso rinuncia all’ adozione di misure di sicurezza sul lavoro, utilizzando attrezzature e apprestamenti non adatti per raggiungere parti elevate, fino a salire sui tetti senza alcuna difesa in caso di caduta dagli stessi e rinunciare ad una corretta organizzazione del lavoro evitando tra l’altro di redigere gli appositi elaborati relativi alla pianificazione dei lavori in sicurezza (Piano Operativo della Sicurezza, Piano di Sicurezza e Coordinamento, Piano di Montaggio Uso e Smontaggio del ponteggio) e di avvalersi di personale formato. Oggi si parla molti di evasori ma si dimentica che evasore è anche colui che svolge un lavoro senza assicurare il personale che utilizza e non rilascia regolare fattura per l’intervento effettuato. Questi ‘evasori della sicurezza’ vengono mantenuti in vita da chi si rivolge a loro con l’idea di un risparmio che poi non si realizza e anzi alla fine la spesa può essere molto più alta.

Infatti noi committenti, quando diamo in appalto la costruzione o manutenzione delle nostre abitazioni in modo scorretto, rischiamo di essere denunciati alla Procura della Repubblica, pagare qualche migliaio di euro di multe  e perfino rischiare di vederci  sospesa l’efficacia del titolo abilitativo. Questo vuol dire che siamo noi tutti, cittadini e potenziali committenti, i primi a poter contrastare e impedire il propagarsi di attività fuori legge”.

red

fonte AGENZIA INFORMAZIONE SANITARIA AIS




Ultimo aggiornamento ( martedì 14 agosto 2012 )
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Identificazione dei lavoratori con precedente esposizione ad amianto, diagnosi precoce dei tumori polmonari e sorveglianza sanitaria.

 
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ATTI DEL CONVEGNO NAZIONALE

PROMOSSO DALLA FONDAZIONE VITTIME DELL’AMIANTO “BEPI FERRO”

AULA MAGNA, PALAZZO BO, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA
4 DICEMBRE 2014

Scarica l'intera monografia (pdf, 1.5M)

Scarica la versione italiana dell'articolo di H. Vainio, P. Oksa, T. Tuomi, T. Vehmas, H.Wolff "Aggiornamento dei Criteri di Helsinki 2014: l’amianto continua a essere una sfida per la prevenzione e l’attribuzione delle patologie", Epidemiol Prev 2016; 40(1 Suppl 1): 15-19 (pdf, 400K)

Scarica la bibliografia aggiuntiva del contributo di A. Granieri alla Tavola rotonda (pdf, 200K)


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Rassegna.it - Salute e sicurezza
  • Sindacati: «Piena operatività al Piano nazionale amianto»

    “Il Piano nazionale amianto deve essere pienamente operativo, perché la fibra killer in Italia continua a mietere oltre 3mila vittime all'anno”. Questa in estrema sintesi la richiesta di Cgil, Cisl e Uil illustrata quest'oggi (29 aprile), all'indomani della Giornata mondiale delle vittime del lavoro, nel corso di un'iniziativa tenutasi presso la sala della Regina della Camera dei deputati.

    Accogliamo positivamente la disponibilità del Governo ad aprire un tavolo tecnico, il 5 maggio, così come ha annunciato quest'oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Speriamo non sia un'ulteriore operazione di metodo, ma che venga arricchita di contenuti”. A dichiararlo, il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari, a conclusione della conferenza. Il dirigente sindacale si è detto "onestamente preoccupato, perché, a fronte di una contrazione dei posti di lavoro, aumentano gli infortuni, soprattutto in edilizia. Le cause sono la precarietà, intesa come scarsa professionalità, e l'innalzamento dell'età pensionabile: i lavori non sono tutti uguali”.

    Sul tema amianto, l'esponente Cgil torna a ribadire l'importanza del confronto tra istituzioni nazionali e locali, parti sociali e associazioni delle vittime, sottolineando poi tre temi, emersi nel corso del dibattito, che dovrebbero essere considerati e valorizzati nel piano nazionale amianto: “Rivendicare l'uscita anticipata dal lavoro per gli esposti all'amianto; ampliare la logica dei bonus per i privati che decidono di effettuare operazioni di bonifica, cosa che potrebbe avere un effetto anticiclico per il settore delle costruzioni; investire e favorire una filiera industriale adeguata ai processi di bonifica”.

    Per Cgil, Cisl e Uil, “gli obiettivi e gli aggiornamenti del piano nazionale amianto devono favorire le attività di coordinamento della sorveglianza sanitaria di esposti ed ex esposti. È necessario – spiegano in un documento i confederali – prevedere adeguati finanziamenti alla ricerca per la cura delle neoplasie asbesto-correlate e il potenziamento dei centri di specializzazione della cura, il varo di registri dei tumori con una sezione specifica per quelli di natura professionale”.

    Sul fronte della prevenzione, i sindacati chiedono alle regioni, con la collaborazione di Province e Comuni, “la realizzazione di un censimento e di un piano straordinario di lavoro per la rimozione dei materiali contenenti amianto”, e “un'attività coordinata e omogenea del sistema delle agenzie ambientali”. Infine, le tre sigle sollecitano “lo stanziamento di maggiori risorse per il fondo vittime dell'amianto, affinché ci possa essere un risarcimento dignitoso delle vittime”. Per i dirigenti sindacali, occorre poi “razionalizzare i diversi fondi e le politiche assistenziali”.

    Inoltre, secondo Cgil, Cisl e Uil, è necessario agire anche a livello internazionale: “Dalla piena attuazione della risoluzione del Parlamento europeo di lotta all'amianto, alla revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni per l'adeguamento delle misure di prevenzione e di sorveglianza lungo tutta la vita, passando per la ricerca delle terapie efficaci delle neoplasie asbesto correlate". "Fondamentale – concludono i sindacati nel documento – che venga sancito in tutti i Paesi il divieto di impiegare amianto per qualsiasi utilizzo”.

    Al dibattito hanno preso parte, fra gli altri, i segretari confederali Cisl e Uil, Giuseppe Farina e Silvana Roseto, i presidenti delle commissioni Ambiente, Lavoro e Salute della Camera, rispettivamente Ermete Realacci, Cesare Damiano e Mario Marazziti; Mario Scotti della Civ-Inail; Fabiola Leuzzi di Confindustria e il sottosegretario De Vincenti. Hanno partecipato le associazioni vittime dell’amianto; il Comitato fondo vittime dell’amianto; i rappresentanti di Iss e Ispra e le direzioni generali interessate dei ministeri dell’Ambiente e della Salute e i sindaci dei comuni più coinvolti, tra cui Concetta Palazzetti, primo cittadino di Casale Monferrato.

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Notizie di Diario Prevenzione
 puntata n° 35 
7 marzo 2016

Il Notiziario


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Intervista ad Andrea Marchetti sullo stato
dell'arte della salute e sicurezza nel lavoro a Ravenna 


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