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11/06/12 - Comunicato stampa presidio ex lavoratori ThyssenKrupp davanti al Comune 15 giugno h 9,30 Stampa E-mail
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lunedì 11 giugno 2012
11/06/12 - Comunicato stampa presidio ex lavoratori ThyssenKrupp davanti al Comune 15 giugno ore 9,30
 



A ormai un anno di distanza dal 30 giugno scorso, quando abbiamo avuto un incontro con il Sindaco P. Fassino (http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/20110630_video_17034053.shtml) in cui veniva garantito il suo impegno e di quello della sua Amministrazione a lavorare per favorire un lavoro “certo e sicuro nell’ambito del percorso di mobilità, per tutti i lavoratori”, ci ritroviamo senza lavoro e persino la Lettera Aperta rivoltagli il 7 marzo scorso non ha sbloccato la situazione.
 

Il processo di primo grado, conclusosi recentemente con la condanna di tutti gli imputati a pene severe, che ci garantiva una certa disponibilità da parte degli organi di informazione a parlare anche della “questione lavoro” che riguarda i lavoratori ancora in mobilità (una decina, in gran parte costituiti Parti Civili nel processo), è andata scemando e ci ritroviamo in una situazione di preoccupazione e incertezza per il nostro futuro e quello delle nostre famiglie. 

Francamente non capiamo la refrattarietà del Sindaco e dell’Amministrazione a voler comunicare con noi. Non è certo mancato il tempo e ci siamo sempre dimostrati propositivi nell’ambito del progetto, illustrato in campagna elettorale, della Gran Torino Capitale del Lavoro. Abbiamo solo spinto affinché il programma elettorale di Fassino non rimanga solo un programma di intenti ma venga attuato concretamente: oggi più di ieri è urgente un’inversione di rotta, è necessario che l’amministrazione attui un programma per il rilancio del lavoro a Torino e provincia insieme ai lavoratori e ai sindacati, mettendo al centro anche il rafforzamento e lo sviluppo dei servizi (istruzione, trasporti, sanità, cultura) e la difesa dei diritti. Pper questo abbiamo sempre messo a disposizione professionalità e competenze al servizio della Città, perché ci venga garantito il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso per tutti noi.
Non è più il momento di aspettare, il tempo scorre e tra pochi mesi per noi si apre la strada della fine di tutti gli ammortizzatori sociali e quindi della disoccupazione.

Per spingere il Sindaco a darci un incontro di chiarimento sul lavoro svolto in questi mesi, che speriamo non sia trascorso invano ma sia servito all’Amministrazione per lavorare nel senso della ricollocazione dignitosa da noi auspicato, saremo in presidio davanti al Comune venerdì 15 giugno dalle ore 9,30. 

Invitiamo a partecipare al presidio tutti coloro che condividono le nostre proposte o sentano comunque l’esigenza di un’inversione di rotta da parte dell’Amministrazione soprattutto per quanto riguarda la questione lavoro, misura necessaria per consentirci di uscire dalla crisi. 

Torino, 11 giugno 2012                                                   

Ex lavoratori ThyssenKrupp Torino




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  • Gioia Tauro, edile muore cadendo da un ponteggio

    Un operaio di 51 ani, Francesco Barca, ha perso la vita cadendo da un capannone nella zona industriale di Gioia Tauro (Reggio Calabria). Era padre di cinque figli. Il lavoratore era saluto sul tetto per verificare alcune lamiere in plastica, quando una di queste ha ceduto facendolo precipitare per circa dieci metri.

    Grande cordoglio arriva alla Fillea Cgil di Gioia Tauro, a cui il lavoratore edile era iscritto. L'organizzazione "si sente vicina al dramma che ha colpito la sua famiglia e tutti i lavoratori edili del territorio - si legge in una nota -. Perché la morte di un  lavoratore edile segna la vita di ogni operaio. La morte nei cantieri edili non è mai una tragica fatalità, ma è mancato rispetto delle regole e sfruttamento di chi ha bisogno di sopravvivere".

    Il sindacato ricorda Barca, "operaio edile di Rizziconi , padre di cinque figli , figlio di un territorio devastato dalla disoccupazione. Francesco - spiega - aveva perso il lavoro regolare diversi anni fa e da allora era rimasto nel limbo del lavoro nero. Un lavoro che bisogna fare per sostenere la famiglia". Queste, prosegue la categoria, "sono le storture prodotte dalla legge Fornero e dal Jobs act, perché chi perde il lavoro ad una certa età deve arrangiarsi con lavori occasionali e precari e soprattutto poco sicuri".

     La vita umana e la dignità della persona "sono valori che non hanno prezzo e che vengono prima di qualsiasi altra logica, per questo perdere la vita nel lavoro è una tragedia umana ed una grande ingiustizia sociale. Per noi sindacato, l'impedire le morti sul lavoro ed il battersi per la salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è il primo dei nostri compiti e per questo, drammi come questi rappresentano prima di tutto una nostra sconfitta".

    L'incidente mortale chiama in causa il sindacato e le sue responsabilità, dunque, "ma anche tutti i soggetti che svolgono un ruolo sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro, che non possono dirsi soddisfatti perché la perdita anche di una sola vita è uno scandalo che ci deve indignare. Occorre che le istituzioni preposte e tutti i soggetti che hanno delle responsabilità su questo tema lavorino in sinergia per far rispettare le norme in materia, non sempre applicate nei luoghi di lavoro, e soprattutto per costruire una cultura nuova che veda nella sicurezza un investimento economico oltre che una scelta eticamente giusta, necessaria per il bene delle persone e di tutta la società", conclude il sindacato.

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