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CGIL EMILIA ROMAGNA: TERREMOTO, LAVORARE IN SICUREZZA NON E' "ARTIFICIOSO" Stampa E-mail
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mercoledì 30 maggio 2012
CGIL EMILIA ROMAGNA

COMUNICATO STAMPA
TERREMOTO: LAVORARE IN SICUREZZA NON È “ARTIFICIOSO”

A distanza di 24 ore dal sisma che ieri ha colpito le stesse zone dell'Emilia Romagna già “sfregiate dal terremoto del 20 Maggio la conta dei danni ci consegna un'immagine devastante della nostra regione.

13.000 sfollati, 20.000 lavoratori temporaneamente e/o definitivamente senza lavoro, 3500 aziende crollate, inagibili, in sospensione lavorativa, 24 morti dei quali 18 sotto le macerie delle fabbriche, 54 scuole chiuse, 5 ospedali evacuati, 12 municipi chiusi, 37 comuni (senza considerare le frazioni) colpiti, intere filiere al tracollo (biomedicale, parmigiano-reggiano, acetaie, componentistica meccanica, tessile carpigiano, conserve animali), sono i numeri che rappresentano drammaticamente la situazione che sta attraversando l'Emilia -Romagna.

Se come organizzazioni sindacali, con l'accordo raggiunto in Regione lo scorso 25 maggio, abbiamo tutelato il reddito dei lavoratori coinvolti dal terremoto, si pone il problema di affrontare immediatamente l'emergenza sociale ed economica.

In tal senso ci stiamo organizzando con le nostre Camere del Lavoro di Modena, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia, per assicurare, per quanto ci compete, tutto il supporto possibile ai lavoratori ed ai cittadini, in collaborazione con le istituzioni locali e regionali.


Così come il 21 maggio eravamo pronti a reagire, anche oggi stiamo operando “pancia a terra” per non lasciare nulla di intentato.

In questo contesto, con l'amarezza e la rabbia che ci pervade per quello che ci sta accadendo, è francamente insopportabile sentirci accusare di artificiosità quando denunciamo che morire in fabbrica, perchè le mura si sfogliano come carta, non è degno di un paese che si definisce civile.
Siamo i primi a sostenere che se si perdono le nostre peculiarità economiche e produttive si rischia di non avere futuro, ma il lavoro, le produzioni, non possono essere scambiate con la vita.

 Qui si tratta di non chiudere gli occhi e di rendersi conto che esistono anche responsabilità specifiche e che da subito bisogna riprogettare le infrastrutture produttive di questa regione per lavorare in sicurezza e per rilanciare le filiere in difficoltà impedendone la delocalizzazione.


Per essere chiari: deve essere garantita la sicurezza degli stabilimenti attraverso un monitoraggio rigoroso delle strutture da parte degli organi preposti, la certificazione della compatibilità sismica delle stesse strutture in una area che sino a ieri era classificata a bassissimo rischio, per una ripresa dell’attività produttiva.


E' inderogabile avviare un piano regionale per la ricostruzione in grado di sostenere un modello di sviluppo che faccia leva anche sulla qualità delle strutture, del prodotto e del lavoro, impermeabile alla illegalità.
 
SEGRETERIA CGIL EMILIA ROMAGNA

Bologna, 30 Maggio 2012



Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 maggio 2012 )
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  • Qatar 2022: Fillea, la strage sul lavoro più grande

    "Con una media di 2,5 morti al giorno, i cantieri per i Mondiali 2022 in Qatar rappresentano già oggi, con oltre 1.300 vittime sul lavoro, la più grande strage che la storia moderna dello sport mondiale ricordi, e se continuerà  così, senza un intervento deciso della Fifa e della comunità internazionale, al fischio d'inizio si potrebbero contare più di 4.000 morti!" Così la Fillea in un comunicato.

    "Fino ad oggi, la Fifa non si è mai preoccupata di intervenire sul comitato organizzatore per imporre il rispetto dei diritti umani nei cantieri in Qatar, dove in milioni lavorano con orari e condizioni di vita inaccettabili, sottoposti alla legge della kafala, un meccanismo che li rende di fatto schiavi delle agenzie di intermediazione di manodopera. Oltre la metà delle morti sono per infarto e suicidio, un dato tragico, che la dice lunga sulla intollerabile situazione in cui questi giovani operai sono costretti a vivere", continua il sindacato.

    "Per questo, da due anni, in tutto il mondo, i sindacati delle costruzioni, le organizzazioni umanitarie, numerosi coraggiosi giornalisti - molti dei quali arrestati - continuano senza sosta nell'attività di sensibilizzazione su questa strage dimenticata, e per denunciare la responsabilità della Fifa e del suo ex presidente, Blatter, in cui interessi, come le cronache giudiziarie ci hanno confermato, erano decisamente altri", proseguono gli edili della Cgil.

    Anche in Italia gli edili di Cgil, Cisl e Uil si sono mobilitati, con flash mob davanti agli stadi delle massime serie, incontrando i vertici del Coni, scrivendo al sindacato dei calciatori, aderendo alla campagna promossa dalla Bwi, il sindacato mondiale delle costruzioni, che ha come slogan Red Card For Fifa. Ora, con la nuova presidenza Fifa, si aprono nuovi spiragli: perciò, nei giorni scorsi, la Bwi ha inviato una lettera al presidente Infantino, sollecitando un incontro, augurando che si trasformi in atti concreti il suo recente annuncio circa la creazione di un organo di controllo indipendente, per garantire condizioni di lavoro dignitose nei cantieri del Qatar.

    Ma la campagna #RedCardForFifa prosegue, e torna in Italia in occasione della finale più attesa del massimo campionato europeo, la Champions League: Feneal Milano Lodi Pavia, Filca Milano metropoli, Fillea Milano domani saranno in piazza San Carlo, dalle 15 alle 18, per spiegare ai cittadini ed ai tifosi cosa sta accadendo in Qatar, e per distribuire a tutti la "Tarjeta Roja a la Fifa".

    Tutto sulla campagna:
    http://www.filleacgil.it/nazionale/index.php?option=com_content&view=article&id=10103:cantieri-mondiali-qatar-campagna-uncalcioallaschiavitu&catid=34:primo-piano-home-page&Itemid=123

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