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OLIMPIADI 2012: GRAVI ABUSI CONTRO I LAVORATORI DELLE FILIERE DEGLI ABITI SPORTIVI Stampa E-mail
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giovedì 17 maggio 2012
OLIMPIADI 2012: GRAVI ABUSI CONTRO I LAVORATORI DELLE FILIERE DEGLI ABITI SPORTIVI

Violati i diritti umani dei lavoratori nelle  fabbriche dei fornitori Olimpici 2012.

 "La campagna Fair Play rivela come  le grandi firme  sportive continuino a violare le norme internazionali sul lavoro  nelle loro catene di fornitura.

I lavoratori che producono abbigliamento sportivo  olimpica per Londra 2012 per le migliori marche e le firme più importanti tra cui Adidas trattano i lavoratori con salari da fame. I lavoratori sono costretti a lavorare con  straordinari eccessivi e sono  minacciati di licenziamento immediato se si lamentano per le condizioni di lavoro, secondo un nuovo rapporto dalla  campagna Playfair 2012 pubblicato il 6 maggio.

IL RAPPORTO

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  • Maxidi-Brendoland, Filcams: 2 ore di sciopero, con presidio

    Lunedì 26 settembre scorso un grave infortunio a un operaio gli ha causato la frattura scomposta di entrambe le gambe. Il fatto è avvenuto all'interno del magazzino Maxidì-Brendoland, e in conseguenza di ciò, il 28 settembre, la Filcams Vercelli-Valsesia ha indetto uno sciopero di due ore, con presidio, davanti ai cancelli, per manifestare la preoccupazione e il disappunto rispetto alla carenza delle garanzie di sicurezza all'interno della stessa struttura.

    "La giornata lavorativa del 26 settembre si era preannunciata critica fin dal primo mattino, con il riscontro della caduta dall'alto delle scaffalature di due bancali di materiale: crollo avvenuto nella notte che - fortunatamente - non aveva coinvolto alcun addetto, a cui però ha fatto seguito, all'inizio della mattinata lavorativa, il grave incidente già descritto. Infine, la giornata si è conclusa con il ribaltamento di un muletto avvenuto durante l'orario di lavoro, fortunosamente senza riportare conseguenze", denuncia in una nota il sindacato.

    "I lavoratori di questo sito raccontano di troppi incidenti occorsi in situazioni lavorative completamente prive di sicurezza. Il grave incidente di lunedì scorso, originato da una manovra impropria di una movimentazione di carico da parte di un camionista addetto alle consegne, non è accidentale. Il fattore che accomuna tutte le situazioni di pericolo è determinato dalla schizofrenica carenza organizzativa, derivante dall'assecondare la consegna delle merci in tutti i punti vendita della grande distribuzione. Una carenza cui consegue un accatastamento di merci, un affollamento di personale e mezzi di spostamento non idonei. L'infortunio è sempre dietro l'angolo: più di una volta, si sono scongiurate situazioni che avrebbero potuto avere gravi conseguenze", denuncia ancora il sindacato.

    "Da tempo, abbiamo chiesto alle società che si sono avvicendate nella gestione dell'appalto di modificare l'organizzazione del lavoro, così come abbiamo chiesto che si facessero anche promotrici della modifica delle logiche gestionali del magazzino, che - strutturalmente sottodimensionato - non può assecondare le dinamiche di una logistica concorrenziale, impetuosa e a volte improvvisa. Il fermo con sciopero delle attività del magazzino Maxidì-Brendoland è il minimo di un'azione sindacale a tutela della sicurezza dei lavoratori che operano nella struttura: appaltatore e committente devono capire che questa situazione di grave insolvenza degli adempimenti in materia di sicurezza non è più tollerabile e va modificata", afferma Valter Bossoni, segretario Filcams Vercelli- Valsesia.

     

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