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martedì 08 maggio 2012
08/05/12 - LAVORO: CARCASSI (UIL), A RISCHIO LA SICUREZZA DEI MARITTIMI

 "La situazione sulla salute e sicurezza sul lavoro per quanto attiene ai lavoratori dei porti e dei marittimi (regolati dai decreti 271/99 e 272/99) rischia concretamente di avviarsi ad una crisi profonda". A lanciare l'allarme è Paolo Carcassi, Segretario Confederale UIL.
"Il prossimo 16 maggio - spiega - scadrà, infatti, la proroga alla prosecuzione delle attuali normative: se non si interverrà sollecitamente, verrà applicata la legge 81/08 che non tiene conto delle peculiarità del lavoro dei marittimi e dei portuali, rischiando di creare gravi intralci all’operatività delle prestazioni. 

Le Parti Sociali, Sindacato e Datori di lavoro unitamente alle strutture ministeriali, hanno definito testi ampiamente condivisi che, tuttavia, non possono essere emanati per impedimenti procedurali. Il Sindacato chiede, dunque, che il Governo assuma urgentemente decisioni che consentano di prorogare i termini dell’operatività degli attuali decreti e di provvedere, nel contempo, ad eliminare gli ostacoli all’emanazione di nuove normative efficaci".

fonte AGENPARL
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  • Morti in Saras, Fiom dona risarcimento

    Sette anni fa tre operai morivano soffocati all’interno di una cisterna interrata di un impianto di desolforazione della raffineria Saras di Sarroch, presso Villa San Pietro (Cagliari). Era il 26 maggio 2009: Daniele Melis, di 26 anni, Luigi Solinas di 27 e Bruno Muntoni di 52, quest'ultimo sposato e padre di tre figli. Dipendenti della cooperativa sociale “Comesa”, che aveva in appalto alcuni lavori all’interno della Saras, rimasero uccisi in seguito alle esalazioni di vapori tossici. Ma i loro nomi non sono stati dimenticati, tutt’altro: a loro viene infatti oggi (martedì 9 febbraio) dedicata la sala musicale del Comune, aperta ai giovani del paese, che sarà insonorizzata grazie ai 25 mila euro donati dalla Fiom, che li ha ricevuti come risarcimento al processo in quanto parte civile. Alla cerimonia (che si tiene alle ore 15) partecipa anche il segretario generale dei metalmeccanici Cgil Maurizio Landini, oggi in Sardegna per l’Assemblea regionale di quadri e delegati.

    “Vogliamo ricordare a tutti i quadri sindacali della Sardegna le ragioni che ci hanno portato a costituirci parte civile” commenta il segretario generale della Fiom Cgil regionale Mariano Carboni, in una conversazione con il quotidiano La Nuova Sardegna: “La più forte fu che, un attimo dopo la morte di queste tre persone, dall'interno della raffineria c'era chi si affrettava a dichiarare che l'incidente era avvenuto per responsabilità loro. Il processo invece ha ben chiarito che i tre operai sono morti perché lavoravano in un contesto non sicuro”. Il secondo motivo a spingere la Fiom a costituirsi parte civile fu che “bisognava stimolare la ricerca della verità e promuovere una nuova consapevolezza sul tema della sicurezza, perché nello stabilimento lavoravano e lavorano ogni giorno migliaia di persone”. Da allora molto è stato fatto: “Si è lavorato – conclude il segretario della Fiom Sardegna – per correggere le storture, sulla consapevolezza del rischio. È necessario investire sulla formazione, accertandosi anche della sua reale efficacia. Ed è indispensabile che l'azienda investa in sicurezza, quindi nella prevenzione dei pericoli connessi con le lavorazioni”.

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