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LADRI DI SOLDI E DI SOGNI. ( NEOLIBERISMO IN SVIZZERA. DA AREA7.CH ) Stampa E-mail
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venerdì 04 maggio 2012

LADRI DI SOLDI E DI SOGNI. ( NEOLIBERISMO IN SVIZZERA. DA AREA7.CH )


di Gianfranco Helbling

Il 26 per cento delle famiglie con figli non è in grado di pagare il dentista. O per farlo deve indebitarsi. Non in Grecia, in Spagna, o in Italia: in Svizzera. E non è un caso. No, è il frutto di un piano ben preciso, un piano di sfrenato liberismo. Lanciato vent'anni fa in Svizzera dopo essere stato sperimentato dalle dittature latinoamericane prima e negli Usa di Ronald Reagan e nell'Inghilterra di Margareth Thatcher poi.

In Svizzera furono le università di Basilea e San Gallo i focolai da cui si diffuse l'incendio. Dalla prima uscirono una serie di studi teorici e quell'Aimo Brunetti che, da capo del Seco, lavò il cervello all'intera amministrazione federale. Alla seconda dobbiamo invece il "Libro bianco" che, firmato fra gli altri da David De Pury, servì ad evangelizzare le masse. Compresa la sacerdotessa ticinese del neoliberismo, Marina Masoni.

Il lavoro degli adepti del neoliberismo è stato lungo e paziente. E non è finito. Hanno abbassato le imposte dei ricchi e alzato quelle dei poveri. Il loro capolavoro è la riforma fiscale delle imprese, spinta dall'ultrà del neoliberismo Hans Rudolf Merz: essa ci costerà 80 miliardi, che rimangono nelle tasche di banche, finanziarie, multinazionali e azionisti.

 Ma un gran lavoro è stato anche la liberalizzazione dei servizi pubblici, diventati più cari e meno efficienti. E mentre toglievano limiti a banche e finanza e rendevano ancor più selvaggio il mercato del lavoro, procedevano all'abbattimento sistematico dello Stato sociale.
Risultato: dal 1997 al 2010 la ricchezza detenuta dall'1 per cento più ricco della popolazione è passata dal 35 al 59 per cento del totale. Quella posseduta dal 90 per cento più povero, cioè da tutti noi, è scesa dal 29 al 17 per cento. 

Negli ultimi 16 anni i salari dei top manager sono cresciuti del 33 per cento, i salari medi e bassi del 5 per cento. Nello stesso periodo la ricchezza prodotta con il lavoro è cresciuta del 18 per cento. La differenza è andata ad azionisti, banche e finanziarie: un furto del capitale ai danni del lavoro.
I neoliberisti promettevano più benessere per tutti. In realtà se lo sono tenuto per sé. Grazie a loro oggi sta crescendo la prima generazione di giovani che con certezza sanno che il loro futuro non sarà migliore di quello dei loro genitori. Per la prima volta dal dopoguerra diminuiscono in Svizzera gli studenti dei licei provenienti da classi sociali modeste. Non solo i soldi: quelli rubano anche i sogni.

fonte area7.ch


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Amianto

Identificazione dei lavoratori con precedente esposizione ad amianto, diagnosi precoce dei tumori polmonari e sorveglianza sanitaria.

 
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ATTI DEL CONVEGNO NAZIONALE

PROMOSSO DALLA FONDAZIONE VITTIME DELL’AMIANTO “BEPI FERRO”

AULA MAGNA, PALAZZO BO, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA
4 DICEMBRE 2014

Scarica l'intera monografia (pdf, 1.5M)

Scarica la versione italiana dell'articolo di H. Vainio, P. Oksa, T. Tuomi, T. Vehmas, H.Wolff "Aggiornamento dei Criteri di Helsinki 2014: l’amianto continua a essere una sfida per la prevenzione e l’attribuzione delle patologie", Epidemiol Prev 2016; 40(1 Suppl 1): 15-19 (pdf, 400K)

Scarica la bibliografia aggiuntiva del contributo di A. Granieri alla Tavola rotonda (pdf, 200K)


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Rassegna.it - Salute e sicurezza
  • Sindacati: «Piena operatività al Piano nazionale amianto»

    “Il Piano nazionale amianto deve essere pienamente operativo, perché la fibra killer in Italia continua a mietere oltre 3mila vittime all'anno”. Questa in estrema sintesi la richiesta di Cgil, Cisl e Uil illustrata quest'oggi (29 aprile), all'indomani della Giornata mondiale delle vittime del lavoro, nel corso di un'iniziativa tenutasi presso la sala della Regina della Camera dei deputati.

    Accogliamo positivamente la disponibilità del Governo ad aprire un tavolo tecnico, il 5 maggio, così come ha annunciato quest'oggi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti. Speriamo non sia un'ulteriore operazione di metodo, ma che venga arricchita di contenuti”. A dichiararlo, il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari, a conclusione della conferenza. Il dirigente sindacale si è detto "onestamente preoccupato, perché, a fronte di una contrazione dei posti di lavoro, aumentano gli infortuni, soprattutto in edilizia. Le cause sono la precarietà, intesa come scarsa professionalità, e l'innalzamento dell'età pensionabile: i lavori non sono tutti uguali”.

    Sul tema amianto, l'esponente Cgil torna a ribadire l'importanza del confronto tra istituzioni nazionali e locali, parti sociali e associazioni delle vittime, sottolineando poi tre temi, emersi nel corso del dibattito, che dovrebbero essere considerati e valorizzati nel piano nazionale amianto: “Rivendicare l'uscita anticipata dal lavoro per gli esposti all'amianto; ampliare la logica dei bonus per i privati che decidono di effettuare operazioni di bonifica, cosa che potrebbe avere un effetto anticiclico per il settore delle costruzioni; investire e favorire una filiera industriale adeguata ai processi di bonifica”.

    Per Cgil, Cisl e Uil, “gli obiettivi e gli aggiornamenti del piano nazionale amianto devono favorire le attività di coordinamento della sorveglianza sanitaria di esposti ed ex esposti. È necessario – spiegano in un documento i confederali – prevedere adeguati finanziamenti alla ricerca per la cura delle neoplasie asbesto-correlate e il potenziamento dei centri di specializzazione della cura, il varo di registri dei tumori con una sezione specifica per quelli di natura professionale”.

    Sul fronte della prevenzione, i sindacati chiedono alle regioni, con la collaborazione di Province e Comuni, “la realizzazione di un censimento e di un piano straordinario di lavoro per la rimozione dei materiali contenenti amianto”, e “un'attività coordinata e omogenea del sistema delle agenzie ambientali”. Infine, le tre sigle sollecitano “lo stanziamento di maggiori risorse per il fondo vittime dell'amianto, affinché ci possa essere un risarcimento dignitoso delle vittime”. Per i dirigenti sindacali, occorre poi “razionalizzare i diversi fondi e le politiche assistenziali”.

    Inoltre, secondo Cgil, Cisl e Uil, è necessario agire anche a livello internazionale: “Dalla piena attuazione della risoluzione del Parlamento europeo di lotta all'amianto, alla revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni per l'adeguamento delle misure di prevenzione e di sorveglianza lungo tutta la vita, passando per la ricerca delle terapie efficaci delle neoplasie asbesto correlate". "Fondamentale – concludono i sindacati nel documento – che venga sancito in tutti i Paesi il divieto di impiegare amianto per qualsiasi utilizzo”.

    Al dibattito hanno preso parte, fra gli altri, i segretari confederali Cisl e Uil, Giuseppe Farina e Silvana Roseto, i presidenti delle commissioni Ambiente, Lavoro e Salute della Camera, rispettivamente Ermete Realacci, Cesare Damiano e Mario Marazziti; Mario Scotti della Civ-Inail; Fabiola Leuzzi di Confindustria e il sottosegretario De Vincenti. Hanno partecipato le associazioni vittime dell’amianto; il Comitato fondo vittime dell’amianto; i rappresentanti di Iss e Ispra e le direzioni generali interessate dei ministeri dell’Ambiente e della Salute e i sindaci dei comuni più coinvolti, tra cui Concetta Palazzetti, primo cittadino di Casale Monferrato.

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Notizie di Diario Prevenzione
 puntata n° 35 
7 marzo 2016

Il Notiziario


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Intervista ad Andrea Marchetti sullo stato
dell'arte della salute e sicurezza nel lavoro a Ravenna 


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