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giovedì 03 maggio 2012
Ricerca e tecnologie della sicurezza

04/05/12 - ESTATE IN VISTA. ARIA CONDIZIONATA IN UFFICIO: ISTRUZIONI PER L'USO CONDIZIONATORI D'ARIA IN UFFICIO

3 maggio 2012. Con l'arrivo del grande caldo, il ricorso al climatizzatore è inevitabile. Ma spesso questi apparecchi vengono utilizzati in modo improprio, comportando sprechi d'energia e, soprattutto, malessere per chi lavora. Eppure le regole di prevenzione per non correre alcun rischio sono poche e semplici da rispettare

ROMA - Male alla schiena e alla gola, raffreddore, dolori addominali, torcicollo. Ma anche bronchiti, polmoniti e infezioni batteriche. Se, con l'arrivo delle prime "ondate" di caldo, il ricorso ai climatizzatori per molti di noi rappresenta una preziosa ancora di salvezza, è tuttavia molto articolato anche il ventaglio di rischi per la nostra salute in caso di utilizzo sbagliato di questo tipo di apparecchiature. Rischi che non corriamo solo nelle nostre case, ma anche nei luoghi di lavoro. Negli ultimi anni, infatti, - anche a causa dell'aumento dell'aspettativa di comfort da parte della popolazione - in molti uffici si trovano apparecchi di climatizzazione a parete che, grazie alla facilità di installazione e al costo ridotto rispetto a impianti di condizionamento più complessi (si possono addirittura acquistare nei centri commerciali), rappresentano la scelta più rapida per soddisfare le richieste degli utenti. Come già detto, però, l'uso di questi apparecchi non può prescindere da una corretta installazione, una puntuale manutenzione e soprattutto una corretta gestione.

Cosa prevede lo standard Uni. Secondo la definizione dello standard Uni 10339 si intendono climatizzatori quegli apparecchi che "sono in grado di realizzare e mantenere simultaneamente negli ambienti condizioni termiche, igrometriche (tasso di umidità, ndr) e velocità dell'aria comprese entro i limiti richiesti per il comfort della persona". I condizionatori più utilizzati sono costituiti da una unità interna che provvede alla climatizzazione del locale e da una unità esterna necessaria allo scambio termico fra il fluido utilizzato per la climatizzazione e l'aria esterna. Gli apparecchi di nuova costruzione hanno spesso caratteristiche innovative che non rientrano in questa definizione, come per esempio la "ionizzazione" per eliminare le particelle inquinanti o la "foto catalizzazione" per eliminare germi e batteri. Alcuni modelli, inoltre, possono anche immettere in ambiente aria esterna, mentre altri possono anche essere privi di unità esterna.

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  • Gioia Tauro, edile muore cadendo da un ponteggio

    Un operaio di 51 ani, Francesco Barca, ha perso la vita cadendo da un capannone nella zona industriale di Gioia Tauro (Reggio Calabria). Era padre di cinque figli. Il lavoratore era saluto sul tetto per verificare alcune lamiere in plastica, quando una di queste ha ceduto facendolo precipitare per circa dieci metri.

    Grande cordoglio arriva alla Fillea Cgil di Gioia Tauro, a cui il lavoratore edile era iscritto. L'organizzazione "si sente vicina al dramma che ha colpito la sua famiglia e tutti i lavoratori edili del territorio - si legge in una nota -. Perché la morte di un  lavoratore edile segna la vita di ogni operaio. La morte nei cantieri edili non è mai una tragica fatalità, ma è mancato rispetto delle regole e sfruttamento di chi ha bisogno di sopravvivere".

    Il sindacato ricorda Barca, "operaio edile di Rizziconi , padre di cinque figli , figlio di un territorio devastato dalla disoccupazione. Francesco - spiega - aveva perso il lavoro regolare diversi anni fa e da allora era rimasto nel limbo del lavoro nero. Un lavoro che bisogna fare per sostenere la famiglia". Queste, prosegue la categoria, "sono le storture prodotte dalla legge Fornero e dal Jobs act, perché chi perde il lavoro ad una certa età deve arrangiarsi con lavori occasionali e precari e soprattutto poco sicuri".

     La vita umana e la dignità della persona "sono valori che non hanno prezzo e che vengono prima di qualsiasi altra logica, per questo perdere la vita nel lavoro è una tragedia umana ed una grande ingiustizia sociale. Per noi sindacato, l'impedire le morti sul lavoro ed il battersi per la salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è il primo dei nostri compiti e per questo, drammi come questi rappresentano prima di tutto una nostra sconfitta".

    L'incidente mortale chiama in causa il sindacato e le sue responsabilità, dunque, "ma anche tutti i soggetti che svolgono un ruolo sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro, che non possono dirsi soddisfatti perché la perdita anche di una sola vita è uno scandalo che ci deve indignare. Occorre che le istituzioni preposte e tutti i soggetti che hanno delle responsabilità su questo tema lavorino in sinergia per far rispettare le norme in materia, non sempre applicate nei luoghi di lavoro, e soprattutto per costruire una cultura nuova che veda nella sicurezza un investimento economico oltre che una scelta eticamente giusta, necessaria per il bene delle persone e di tutta la società", conclude il sindacato.

    LEGGI ANCHE Napoli: 14 morti in sei mesi, 6 in edilizia
    Palermo, muore edile di 66 anni

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 puntata n° 37  
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