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26/04/12 - LA SALUTE A RISCHIO IN ITALIA A CAUSA DELLA CRISI Stampa E-mail
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giovedì 26 aprile 2012
26/04/12 - LA SALUTE A RISCHIO IN ITALIA A CAUSA DELLA CRISI 

Preoccupazioni, ansie, paura di perdere il lavoro o di non farcela ad arrivare alla fine del mese sono sicuramente alcuni dei tanti disturbi figli di questa crisi economica che sta attanagliando l’Italia da un pò di tempo ormai. Il risultato è che aumentano i consumi di anti depressivi e diminuiscono quelli di frutta e verdura. Dal Rapporto Osservasalute 2011 dell’Università Cattolica di Roma è emerso infatti che la crisi economica ha pesanti ripercussioni anche sulla nostra salute: si pratica meno sport e si mangia cibo spazzatura. E in questi casi i primi a farne le spese sono quei beni considerati di lusso come le palestre o il consumo di frutta e verdura. 

Questo studio è frutto del lavoro di 175 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che lavorano presso Università ed istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali. Gli italiani quindi tagliano dove possono per far fronte a bisogni più urgenti e primari e mettono a dura prova la loro salute mentale e fisica. In effetti gli impegni sono diventati sempre maggiori e a volte sono così tanti da opprimerci e causarsi disturbi psichici. Di conseguenza è aumentata la ricerca di psicologi e psichiatri. 

In alcuni casi però questi ultimi, insieme ai medici di medicina generali, prescrivono i farmaci anche quando non c’è n’è bisogno, perchè si confonde un disagio scaturito da un evento esterno con un vero quadro di malattia. 

L’uso dei medicinali antidepressivi, a differenza di quello della frutta e verdura, è infatti cresciuto di oltre quattro volte passando da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010.
Si tratta quindi di un effetto del disagio dilagante frutto di questa crisi economica che non interessa solo l’italia, ma anche il resto d’Europa, se pure in misura minore in altri paesi. In Italia sembra che siano le regioni del nord,ma anche l’Emilia Romagna e l’Umbria, quelle più interessate a questo consumo maggiore di medicinali.



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