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19/04/12 - TROUBLES MUSCULOSQUELETTIQUES : LE PATRONAT EUROPÉEN S’OPPOSE À TOUTE LÉGISLATION Stampa E-mail
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giovedì 19 aprile 2012
19/04/12 - TROUBLES MUSCULOSQUELETTIQUES : LE PATRONAT EUROPÉEN S’OPPOSE À TOUTE LÉGISLATION
 
Dans une lettre adressée aux commissaires européens à l’Industrie et aux Affaires sociales, neuf associations patronales de l’Union européenne ont déclaré qu’elles s’opposaient à une législation européenne sur les troubles musculosquelettiques (Tms) liés au travail.
La raison ? Une éventuelle directive serait une charge trop importante pour les entreprises car, estiment les employeurs, elle coûterait 3,7 milliards d’euros par an, essentiellement pour les Pme.
L’European Trade Union Institute (Etui) qui rapporte ce courrier sur son site souligne que ce courrier “ne mentionne pas le fait largement reconnu que le coût humain et économique des Tms est très supérieur aux coûts supposés d’une meilleure prévention”. Et les coûts de ces Tms sont alors en fait payés par le système de santé et, en France, par la Sécurité sociale.
Les troubles musculo-squelettiques sont en effet la première cause d’absence, d’arrêt de travail et sont responsables de 60 % des incapacités de travail permanente... au point de coûter de 2,6 et 3,8 % du produit national brut des pays de l’Union. Plus de 40 % des travailleurs des pays de l’Union se plaignent de douleurs au dos, dans les épaules, la nuque et les membres supérieurs.
En fait, s’il y a bien un projet de directive sur les Tms, il est dans les circuits de discussion depuis... plus de dix ans.

fonte vivapress.fr

 

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  • Maxidi-Brendoland, Filcams: 2 ore di sciopero, con presidio

    Lunedì 26 settembre scorso un grave infortunio a un operaio gli ha causato la frattura scomposta di entrambe le gambe. Il fatto è avvenuto all'interno del magazzino Maxidì-Brendoland, e in conseguenza di ciò, il 28 settembre, la Filcams Vercelli-Valsesia ha indetto uno sciopero di due ore, con presidio, davanti ai cancelli, per manifestare la preoccupazione e il disappunto rispetto alla carenza delle garanzie di sicurezza all'interno della stessa struttura.

    "La giornata lavorativa del 26 settembre si era preannunciata critica fin dal primo mattino, con il riscontro della caduta dall'alto delle scaffalature di due bancali di materiale: crollo avvenuto nella notte che - fortunatamente - non aveva coinvolto alcun addetto, a cui però ha fatto seguito, all'inizio della mattinata lavorativa, il grave incidente già descritto. Infine, la giornata si è conclusa con il ribaltamento di un muletto avvenuto durante l'orario di lavoro, fortunosamente senza riportare conseguenze", denuncia in una nota il sindacato.

    "I lavoratori di questo sito raccontano di troppi incidenti occorsi in situazioni lavorative completamente prive di sicurezza. Il grave incidente di lunedì scorso, originato da una manovra impropria di una movimentazione di carico da parte di un camionista addetto alle consegne, non è accidentale. Il fattore che accomuna tutte le situazioni di pericolo è determinato dalla schizofrenica carenza organizzativa, derivante dall'assecondare la consegna delle merci in tutti i punti vendita della grande distribuzione. Una carenza cui consegue un accatastamento di merci, un affollamento di personale e mezzi di spostamento non idonei. L'infortunio è sempre dietro l'angolo: più di una volta, si sono scongiurate situazioni che avrebbero potuto avere gravi conseguenze", denuncia ancora il sindacato.

    "Da tempo, abbiamo chiesto alle società che si sono avvicendate nella gestione dell'appalto di modificare l'organizzazione del lavoro, così come abbiamo chiesto che si facessero anche promotrici della modifica delle logiche gestionali del magazzino, che - strutturalmente sottodimensionato - non può assecondare le dinamiche di una logistica concorrenziale, impetuosa e a volte improvvisa. Il fermo con sciopero delle attività del magazzino Maxidì-Brendoland è il minimo di un'azione sindacale a tutela della sicurezza dei lavoratori che operano nella struttura: appaltatore e committente devono capire che questa situazione di grave insolvenza degli adempimenti in materia di sicurezza non è più tollerabile e va modificata", afferma Valter Bossoni, segretario Filcams Vercelli- Valsesia.

     

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