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16/04/12 - STRESS DA LAVORO IN AUMENTO PER I CITTADINI EUROPEI Stampa E-mail
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lunedì 16 aprile 2012
16/04/12 - STRESS DA LAVORO IN AUMENTO PER I CITTADINI EUROPEI

Stress lavoro correlato e importanza della sicurezza e della salute sul lavoro per la competitività europea in vista del prolungamento dell'età lavorativa. Questo l'oggetto di una ricerca condotta da Ipsos MORI per conto dell'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro (EU-OSHA), presentata pochi giorni fa. I risultati delle interviste a oltre 35 mila cittadini in 36 paesi europei non lasciano spazio a dubbi, 8 intervistati su 10 pensano che lo stress da lavoro correlato sia destinato ad aumentare nei prossimi 5 anni. Risultati che preoccupano non poco i dirigenti di azienda (79%) che considerano lo stress un elemento importante in termini di performance economica tanto quanto l'infortunio sul lavoro.

Secondo Christa Sedlatschek, direttore dell'EU-OSHA "La crisi finanziaria e i cambiamenti che si susseguono nel mondo del lavoro esercitano pressioni sempre maggiori sui lavoratori; non deve stupire, quindi, che lo stress lavoro correlato sia una delle principali preoccupazioni della gente” e aggiunge "Fare fronte ai rischi psicosociali è uno dei principali aspetti delle attività dell'EU-OSHA per migliorare la vita dei lavoratori in Europa".

Gli "stressati" tuttavia variano da paese a paese. Ad esempio, i norvegesi sono i meno preoccupati (16%), mentre per i greci (83%) lo stress lavoro correlato aumenterà significativamente. E gli italiani sono stressati? La risposta è sì e, secondo 7 italiani su 10 (73%), lo stress lavoro correlato è destinato ad aumentare nei prossimi 5 anni, mentre 2 su 5 (39%) pensano che aumenterà moltissimo. Tra i lavoratori intervistati, sembra che i manager siano i più preoccupati. Infatti, per l'80% della categoria le probabilità di un aumento dello stress lavoro correlato è maggiore rispetto agli impiegati (77%) e a coloro che svolgono lavori manuali (64%).

E allora come prevenire il rischio di una pandemia europea da stress lavoro correlato? Secondo il sondaggio, l'87% dei cittadini europei è convinto che l'adozione di buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia importante per aiutare le persone ad aumentare la competitività e a prolungare la propria vita lavorativa. Sebbene in Europa l'età pensionabile sia in generale di 65 anni, secondo Eurostat nel 2009 l'età media di abbandono del mercato del lavoro è stata di circa 61,5 anni. In base ad un sondaggio di Eurobarometro, quattro europei su dieci (42%) sono convinti di potere continuare a svolgere la propria attività lavorativa fino all'età di 65 anni e oltre, mentre il 17% prevede di non essere in grado di proseguire oltre i 59 anni. L'EU-OSHA è attivamente impegnata nella promozione dell'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012, al fine di promuovere la necessità di una buona salute e sicurezza sul lavoro in tutte le fasi della vita lavorativa.

Sulle soluzioni anche gli italiani dicono la loro. Quasi 9 intervistati su 10 concordano sul fatto che adottare buone pratiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro renda l'Italia più competitiva e prolunghi la vita lavorativa. Dello stesso parere il 94% dei giovani tra i 18 e i 34 anni per i quali, più che per gli adulti, il tema della salute e sicurezza sul lavoro riveste una particolare importanza. Un risultato determinato da una maggiore consapevolezza e informazione sui temi della salute e sicurezza rispetto agli anni passati, benché vi siano ancora differenze. Ad esempio, il 79% degli uomini ha dichiarato di essere ben informato sui rischi in materia di salute e sicurezza sul lavoro rispetto al 65% delle donne.

Consapevole dei rischi in termini di disagio umano e performance economica che lo stress lavoro correlato comporta, all'inizio del 2012, l’ILO ha pubblicato il manuale “Checkpoints di controllo per prevenire lo stress lavoro-correlato: miglioramenti pratici per la prevenzione dello stress sul lavoro”. Il manuale propone una ricetta anti-stress in 50 punti che lavoratori e datori di lavoro, di ogni contesto lavorativo, possono applicare per individuare lo stress e per mitigare i suoi effetti nocivi. I punti rappresentano miglioramenti semplici, a basso costo e di facile applicazione.

Per l'ILO lo stress lavoro correlato è una delle questioni più importanti per molti paesi. Gli effetti negativi di questa patologia sono diversificati e possono manifestarsi come malattie gastrointestinali, problemi gravi a livello fisico, psicosomatico e psico-sociale. Questo può portare, di conseguenza, ad una riduzione delle performance lavorative, ad un aumento degli incidenti e degli infortuni, nonché ad una minore produttività.
 
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Rassegna.it - Salute e sicurezza
  • Rls protagonisti, assemblea nazionale a Napoli

    Dopo due anni torna l’Assemblea unitaria dei Rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori (Rls) e territoriali (Rlst) di Cgil, Cisl e Uil. Quest’anno l’appuntamento è per giovedì 11 febbraio a Napoli, presso l’Aula magna del Dipartimento di Pediatria dell’Università Federico II. Un incontro che intende avviare un percorso, confermando e proseguendo quanto fatto finora, orientato a raggiungere specifici obiettivi di concretezza (da qui anche l’identificativo #girodivite, messo come hashtag e logo) relativamente alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.   Assetto istituzionale, governo della prevenzione, rappresentanza e pariteticità, completamento del Testo Unico (decreto legislativo 81/2008), amianto: questi i punti indicati dai sindacati come “priorità indifferibili”, da anni al centro dell’impegno delle confederazioni.

    Al primo posto vi è il riconoscimento e il rafforzamento della rappresentanza aziendale o territoriale. “È necessario modificare – spiega Sebastiano Calleri, responsabile Salute e sicurezza della Cgil nazionale – tutte quelle previsioni, stratificatesi nel tempo, che non ci paiono orientate all’efficace esercizio del ruolo dei Rls, come ad esempio le recenti norme del Jobs Act relative alla consultazione dell'abolito Registro infortuni”. Più in generale, occorre garantire “l’effettiva e reale presenza di Rls e Rlst in ogni luogo di lavoro, mettendo mano all'annosa questione degli Organismi paritetici e realizzando il Fondo per la rappresentanza territoriale”. Da risolvere, poi, è anche l'aspetto contrattuale: “A otto anni dall'approvazione del Testo Unico ancora non è stato possibile siglare l'accordo applicativo per le aziende aderenti a Confindustria. Un atto di cui tutti avvertono l’esigenza, su cui ribadiamo la nostra disponibilità alla ripresa di un lavoro comune per giungere al risultato”.

    Scarica il documento unitario

    Ad aprire i lavori dell’Assemblea unitaria di Napoli, alle ore 9.30, sono il segretario confederale Cisl Campania Lina Lucci (che porta il saluto delle strutture ospitanti) e il segretario confederale Cgil Fabrizio Solari (che introduce e modera la discussione). Prendono poi la parola Rls, Rlst (settori edile e artigianato) e i patronati. La relazione introduttiva è del segretario confederale Cisl Giuseppe Farina, cui seguono gli interventi di Inail, Conferenza delle Regioni, Confindustria e Rete Impresa Italia. Nel pomeriggio sono programmati, tra gli altri, i contributi del presidente Civ Inail Francesco Rampi e le conclusioni del segretario confederale Uil Silvana Roseto.

    La seconda necessità evidenziata dai sindacati è quella dell'applicazione piena delle norme e del completamento della decretazione delegata. “Sono ancora diverse decine i provvedimenti attuativi che attendono di essere emanati” riprende Calleri: “La mancata applicazione del Testo Unico a settori importanti come scuola, università, vigili del fuoco o trasporti reca un ovvio danno ai lavoratori che vi svolgono la loro opera, escludendoli per altro da prerogative e diritti assicurati ad altri lavoratori”. Altra esigenza indifferibile è la “costruzione del Sistema nazionale informativo per la prevenzione, strumento utile per superare i gap e i ritardi degli istituti e delle istituzioni preposti alla vigilanza e al controllo, ancora in una situazione di stallo che non dovrebbe essere perpetuata a lungo”.

    Vi è, infine, la questione amianto, purtroppo sempre attuale considerando la gravità della situazione e le rilevanti conseguenze sulla salute pubblica e sull'ambiente. I sindacati, spiega il responsabile Cgil, chiedono “lo sblocco del Piano nazionale, attualmente fermo al tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Il Piano va reso operativo al più presto, mettendo in atto un coordinamento funzionale e istituzionale di tutte le attività da parte della presidenza del Consiglio”. Occorre poi agire, conclude Calleri, su più fronti: “garantire risorse per la ricerca e la prevenzione, completare i censimenti a livello regionale dei siti contenenti amianto e per il corretto smaltimento, individuare accuratamente le discariche, completate le azioni di bonifica, valutare le azioni di tutela per lavoratori e cittadini”.

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