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LA SETTIMANA
Preoccupazione e paura,
questi paiono essere i sentimenti più diffusi tra lavoratori e
lavoratrici, di questo si discute la sera a cena nelle famiglie, a mensa
o nelle pause nei luoghi di lavoro.
Preoccupazioni e paure che
vengono alimentate da una campagna mediatica ossessiva che non da
tregua:”… se non si fa la riforma del mercato del lavoro si va di nuovo
verso il baratro economico….”
L’uso sfrenato delle tecniche a effetto choc dei media vengono poi condite con un mare di balle e di dati falsi da giornalisti molto servili.
Si dice ad esempio che le
tutele dell’art.18 della Legge 300 riguarderebbero la minoranza dei
lavoratori e delle lavoratrici dipendenti.
E’ vero, secondo lo
studio della Cgia di Mestre, che le aziende con più di 15 dipendenti,
interessate al reintegro di un lavoratore licenziato per ingiustificato
motivo o ingiusta causa sono una minoranza, circa 156.000 su un totale
di 5.250.000 imprese presenti in Italia. Ma è falso che questo diritto
riguardi una minoranza di lavoratori:nelle aziende con più di 15
dipendenti sono occupati circa 7,8 milioni su 12 milioni di operai
impiegati occupati stabilizzati nel settore privato. E’ il 65% dei
lavoratori occupati.
Il fatto di togliere
diritti al 65% dei lavoratori e lavoratrici delle aziende con più di 15
dipendenti non porta un maggiore benessere e sicurezza al restante 35%
dei lavoratori delle piccole aziende… I giovani ora senza lavoro non
troveranno particolare sollievo ad apprendere che in famiglia anche papà
e/o mamma ultracinquantenni, ben lontani dalla pensione, hanno perso o
stanno per perdere il lavoro per … fare spazio …. ai giovani.
L’aspetto più osceno e
imperdonabile di questa campagna è la strumentalizzazione del dramma dei
giovani e delle ragazze senza lavoro contro i padri “privilegiati” in
quanto “protetti” dall’art.18 della Legge 300/70
Il tentativo d’indurre
sensi colpa nei lavoratori anziani che, in quanto “portatori di
diritti”, danneggerebbero i giovani, i propri figli, è un’altra
operazione crudele e stupida che disvela il sadismo di coloro che
animano questa campagna. E’ facile per chi ha seguito i programmi
televisivi individuare i personaggi del governo che hanno animato questa
comunicazione malata e nociva.
Il governo Monti è un
governo squisitamente politico che ha dilatato il perimetro del proprio
mandato fino a porsi l’obiettivo ambizioso di “ridisegnare” la società
italiana e le complesse relazioni che stanno alla base del vivere civile
con una sequenza d’interventi lampo, dalle pensioni al mercato del
lavoro. Il tentativo di “plasmare” secondo i dogmi del neoliberismo il
sistema di relazioni sociali e di cancellare i diritti di base che
supportano la coesione sociale è l’obiettivo politico,non tecnico, di
questo governo d’emergenza.
Abbiamo affrontato questi
aspetti di politiche generali del lavoro perchè hanno diretta attinenza
con il tema della gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nel
lavoro.
Con quale spirito, con
quale grado di libertà d’espressione i lavoratori e i rappresentanti dei
lavoratori per la sicurezza solleveranno obiezioni sul luogo di lavoro
per richiedere un intervento di bonifica o un cambiamento di
organizzazione del lavoro per eliminare un rischio quando sapranno che
su di loro incomberà la minaccia di un licenziamento per ragioni
economiche …. ?
Gli aspetti della salute
della sicurezza e della qualità del lavoro non paiono essere nel
catalogo delle priorità di questo governo.
Se questa “riforma” o
meglio “controriforma”" dovesse passare nelle modalità disegnate dal
presidente Monti e dalla ministro Fornero avremo luoghi di lavoro con
lavoratori silenziosi e impauriti: non è con la paura e il conformismo
che si realizza il lavoro e i prodotti di qualità..
Per questi motivi la protesta pacifica e democratica contro le misure del governo è sacrosanta.
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