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06/03/12 - INCIDENTI LAVORO. UN OPERAIO DI 44 ANNI MUORE SCHIACCIATO AL PORTO DI RAVENNA Stampa E-mail
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martedì 06 marzo 2012
06/03/12 - Incidenti lavoro, muore schiacciato al porto di Ravenna La vittima è un operaio di 44 anni


Daniele Morichini, 44 anni di Sezze (Latina), è morto oggi (6 marzo) in un incidente sul lavoro attorno alle 10 all'interno dell'area portuale di Ravenna. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo, dipendente della ditta esterna 'Ediltecno' di Latina, è rimasto schiacciato mentre stava scaricando dei tubi da un camion che si trovava all'interno di un piazzale della Bunge Italia spa di Porto Corsini. Ne dà notizia l'Ansa.

All'infortunio ha assistito un altro operaio, dipendente della cooperativa ravennate Cofari che, con con un muletto, aiutava la vittima a scaricare le strutture metalliche destinate a incanalare nastri trasportatori per le granaglie. Per cause ancora da accertare, all'improvviso una tubatura si è sbilanciata trascinando la vittima che in quel momento era sul camion.

Il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha espresso le condoglianze alla famiglia dell'operaio, aggiungendo che 'l'imminente anniversario della tragedia della Mecnavi (la nave in cui 25 anni fa, nel porto di Ravenna, morirono soffocati 13 operai, ndr) sarà ancora una volta l'occasione per richiamare la comunità ravennate a un impegno sempre maggiore di tutti'.

fonte rassegna.it


Ultimo aggiornamento ( martedì 06 marzo 2012 )
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Rassegna.it - Salute e sicurezza
  • Gioia Tauro, edile muore cadendo da un ponteggio

    Un operaio di 51 ani, Francesco Barca, ha perso la vita cadendo da un capannone nella zona industriale di Gioia Tauro (Reggio Calabria). Era padre di cinque figli. Il lavoratore era saluto sul tetto per verificare alcune lamiere in plastica, quando una di queste ha ceduto facendolo precipitare per circa dieci metri.

    Grande cordoglio arriva alla Fillea Cgil di Gioia Tauro, a cui il lavoratore edile era iscritto. L'organizzazione "si sente vicina al dramma che ha colpito la sua famiglia e tutti i lavoratori edili del territorio - si legge in una nota -. Perché la morte di un  lavoratore edile segna la vita di ogni operaio. La morte nei cantieri edili non è mai una tragica fatalità, ma è mancato rispetto delle regole e sfruttamento di chi ha bisogno di sopravvivere".

    Il sindacato ricorda Barca, "operaio edile di Rizziconi , padre di cinque figli , figlio di un territorio devastato dalla disoccupazione. Francesco - spiega - aveva perso il lavoro regolare diversi anni fa e da allora era rimasto nel limbo del lavoro nero. Un lavoro che bisogna fare per sostenere la famiglia". Queste, prosegue la categoria, "sono le storture prodotte dalla legge Fornero e dal Jobs act, perché chi perde il lavoro ad una certa età deve arrangiarsi con lavori occasionali e precari e soprattutto poco sicuri".

     La vita umana e la dignità della persona "sono valori che non hanno prezzo e che vengono prima di qualsiasi altra logica, per questo perdere la vita nel lavoro è una tragedia umana ed una grande ingiustizia sociale. Per noi sindacato, l'impedire le morti sul lavoro ed il battersi per la salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è il primo dei nostri compiti e per questo, drammi come questi rappresentano prima di tutto una nostra sconfitta".

    L'incidente mortale chiama in causa il sindacato e le sue responsabilità, dunque, "ma anche tutti i soggetti che svolgono un ruolo sul tema della salute e della sicurezza sul lavoro, che non possono dirsi soddisfatti perché la perdita anche di una sola vita è uno scandalo che ci deve indignare. Occorre che le istituzioni preposte e tutti i soggetti che hanno delle responsabilità su questo tema lavorino in sinergia per far rispettare le norme in materia, non sempre applicate nei luoghi di lavoro, e soprattutto per costruire una cultura nuova che veda nella sicurezza un investimento economico oltre che una scelta eticamente giusta, necessaria per il bene delle persone e di tutta la società", conclude il sindacato.

    LEGGI ANCHE Napoli: 14 morti in sei mesi, 6 in edilizia
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