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06/03/12 - «LABORATORIO AUSL: A RISCHIO LA SALUTE DEI LAVORATORI, IL SINDACO INTERVENGA» Stampa E-mail
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martedì 06 marzo 2012
06/03/12 - «LABORATORIO AUSL: A RISCHIO LA SALUTE DEI LAVORATORI, IL SINDACO INTERVENGA»
Il consigliere della Fds Diego Rubboli in un'interpellanza a Matteucci


Il laboratorio analisi dell’Ospedale di Ravenna è un posto di lavoro pericoloso per la salute? Non è un paradosso ma la domanda che pone il consigliere comunale Diego Rubboli, della Federazione della sinistra, al Sindaco in un’interrogazione. Secondo Rubboli, infatti l’Ausl, pur essendo a conoscenza dei potenziali rischi per gli operatori sanitari, non avrebbe mai provveduto ad assicurare condizioni ideali di lavoro. Tanto che, dice il consigliere: «Una delle prime denunce documentate risale al 2003 ed è stata la segnalazione di un ambiente malsano per inquinamento ambientale correlato a vari malesseri accusati da molti operatori. Sotto accusa sono state principalmente le emissioni di sostanze chimiche esalate nell’ambiente dagli strumenti nel corso delle procedure analitiche, in assenza di un sistema di idonea aspirazione e di un ricambio dei volumi d’aria adeguato».

Non solo, sempre secondo il consigliere comunista, a fronte del mancato intervento dell’azienda, «successivamente si sono verificati casi molto seri di patologie correlate alla postazione di lavoro ed ufficialmente riconosciute come provocate da contaminazione ambientale ed intossicazione da sostanze chimiche. In tempi più recenti, dal 2009 fino al mese scorso, è stato ancor più frequente il verificarsi di malesseri vari fra gli operatori (irritazione e gonfiore delle mucose naso–gola, afonia, epistassi, reazioni allergiche, arrossamento e secchezza degli occhi, prurito ed irritazione della pelle) costringendo più volte alcuni operatori al ricovero in Pronto Soccorso (infortunio sul lavoro) anche con prognosi di alcuni giorni. In alcuni casi è stata anche la presenza negli ambienti di intenso odore a volte insopportabile a segnalare la fuoriuscita di sostanze chimiche e di solventi organici».

Ecco allora che Rubboli chiede cosa intenda fare il Sindaco affinché l’Ausl affronti e sani questa situazione «per evitare conseguenze sempre più gravi alla salute dei lavoratori interessati».
E questo in virtù di due considerazioni, la prima, scrive, è «che un’attenta e sensibile amministrazione dovrebbe imporre il divieto di usare prodotti irritanti, attualmente utilizzati sia per la disinfezione sia per la pulizia, che potenzialmente sono in grado di scatenare ed aggravare intossicazioni sempre più importanti», la seconda è «e che evidentemente l’esperienza passata non ha insegnato nulla e la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori è considerata secondaria e sacrificata a scelte miopi che di volta in volta premiano il risparmio economico immediato e non considerano che la prevenzione è il mezzo più idoneo sia per preservare la salute sia per un vero risparmio sociale e collettivo». 

E Rubboli rammenta come negli anni ’80, problemi analoghi abbiano portato a conseguenze anche più  tragiche e afflitto alcuni lavoratori sia del Laboratorio Analisi sia del Servizio di Anatomia Patologica con gravi patologie riconosciute per causa di servizio e correlate all’esposizione prolungata a sostanze chimiche e solventi organici nell’ambiente di lavoro. «Questa memoria storica – chiede Rubboli –  è stata cancellata come un fardello troppo ingombrante?»



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