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27/09/11 - PELLATI (FLAI-CGIL REGGIO EMILIA): "TROPPI INFORTUNI SUL LAVORO" Stampa E-mail
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martedì 27 settembre 2011
27/09/11 - PELLATI (FLAI-CGIL REGGIO EMILIA): "TROPPI INFORTUNI SUL LAVORO"



Il responsabile del comparto: "Agricoltura secondo settore dopo l'ediliza, bisogna introdurre cultura della sicurezza"
REGGIO - Il responsabile della Flai-Cgil di Reggio, Mirco Pellati, ha parlato dei seri infortuni sul lavoro verificatisi a Reggio nelle ultime due settimane nel solo settore agricolo. "Nella giornata di venerdì 16 settembre, nelle campagne vicino a Reggio, si è consumato un infortunio mortale all'interno di una azienda agricola: a perdere la vita un lavoratore straniero della Green Service. Durante la fase di scarico di un mini escavatore dal cassone del camion, il titolare non è riuscito a impedire che il macchinario si ribaltasse e che schiacciasse l'uomo. Oggi tutti ci chiediamo il perché: fatalità, disattenzione, responsabilità, sottovolatuzione del rischio. Ci chiediamo se si poteva evitare. Perché il lavoratore era nei pressi dell’area di manovra del mezzo? Come mai durante la fase di scarico del mezzo le rampe si sono spostate? Tutte domande a cui la medicina del lavoro, gli organi di indagine ispettiva, il tribunale dovranno dare una risposta".
Pochi giorni dopo, domenica 25 settembre, nella Cantina Sociale di Arceto un ragazzo ha "lasciato la mano all’interno di un macchinario, rischiando lesioni permanenti. Le stesse domande", ha chiosato Pellati.
Secondo il responsabile Flai, "l’agricoltura è il secondo settore dopo l’edilizia per numero di infortuni sul lavoro, nonostante molte volte gli infortuni non vengano denunciati, in quanto si tratta spesso di lavoratori irregolari ed extracomunitari, riccattati e ricattabili, l’anello debole di un sistema che di fronte al rischio di perdere il lavoro e quindi anche la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, tacciono e non denunciano.
Nonostante le nostre richieste in tutti i tavoli contrattuali di tutelare e di aumentare i diritti ai lavoratori sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, avere un sistema di rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, applicare la legge indipendentemente dal numero di dipendenti nelle imprese agricole, fare formazione/informazione a tutti i lavoratori e dare vita a una 'cultura della sicurezza', tutte le associazioni imprenditoriali del settore agricolo fanno il possibile per chiedere deroghe alla legge, affrontando il tema come aumento di costi per le imprese e non vedendo invece che gli infortuni spesso sono una spesa per la collettività oltre che la rovina di molte famiglie".

Pellati ha quindi aggiunto che "ci dicono che il loro problema è solo rispettare la legge, non volendo riconoscere che quando avviene un infortunio sul lavoro spesso succede perché non c’è cultura in materia, perché quando si fa formazione bisogna anche creare figure capaci di capire se la formazione è stata recepita, se è stata sufficiente, e va ripetuta spesso. Non come succede oggi nel nostro settore, dove una volta fatto il corso sulla sicurezza (quando viene fatto), ci si ritiene a posto e se non c’è il responsabile alla sicurezza dei lavoratori, basta pagare una piccola quota all’Inail per essere in pari con la legge.
Se non si cambia questa cultura che ritiene la salute e sicurezza solo un costo aggiuntivo per le imprese, invece di un investimento per l’intera società, se non riusciamo a cambiare questa mentalità di fronte a infortuni gravissimi come sono accaduti in questi giorni, non potremo altro che fare cause legali che vedranno vincere questa o quella parte.

 Chi perderà sempre saranno i lavoratori con le loro famiglie e tutto il mondo del lavoro, e non saremo mai capaci di rispondere a quelle domande".

fonte   reggionline.it

 

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  • Maxidi-Brendoland, Filcams: 2 ore di sciopero, con presidio

    Lunedì 26 settembre scorso un grave infortunio a un operaio gli ha causato la frattura scomposta di entrambe le gambe. Il fatto è avvenuto all'interno del magazzino Maxidì-Brendoland, e in conseguenza di ciò, il 28 settembre, la Filcams Vercelli-Valsesia ha indetto uno sciopero di due ore, con presidio, davanti ai cancelli, per manifestare la preoccupazione e il disappunto rispetto alla carenza delle garanzie di sicurezza all'interno della stessa struttura.

    "La giornata lavorativa del 26 settembre si era preannunciata critica fin dal primo mattino, con il riscontro della caduta dall'alto delle scaffalature di due bancali di materiale: crollo avvenuto nella notte che - fortunatamente - non aveva coinvolto alcun addetto, a cui però ha fatto seguito, all'inizio della mattinata lavorativa, il grave incidente già descritto. Infine, la giornata si è conclusa con il ribaltamento di un muletto avvenuto durante l'orario di lavoro, fortunosamente senza riportare conseguenze", denuncia in una nota il sindacato.

    "I lavoratori di questo sito raccontano di troppi incidenti occorsi in situazioni lavorative completamente prive di sicurezza. Il grave incidente di lunedì scorso, originato da una manovra impropria di una movimentazione di carico da parte di un camionista addetto alle consegne, non è accidentale. Il fattore che accomuna tutte le situazioni di pericolo è determinato dalla schizofrenica carenza organizzativa, derivante dall'assecondare la consegna delle merci in tutti i punti vendita della grande distribuzione. Una carenza cui consegue un accatastamento di merci, un affollamento di personale e mezzi di spostamento non idonei. L'infortunio è sempre dietro l'angolo: più di una volta, si sono scongiurate situazioni che avrebbero potuto avere gravi conseguenze", denuncia ancora il sindacato.

    "Da tempo, abbiamo chiesto alle società che si sono avvicendate nella gestione dell'appalto di modificare l'organizzazione del lavoro, così come abbiamo chiesto che si facessero anche promotrici della modifica delle logiche gestionali del magazzino, che - strutturalmente sottodimensionato - non può assecondare le dinamiche di una logistica concorrenziale, impetuosa e a volte improvvisa. Il fermo con sciopero delle attività del magazzino Maxidì-Brendoland è il minimo di un'azione sindacale a tutela della sicurezza dei lavoratori che operano nella struttura: appaltatore e committente devono capire che questa situazione di grave insolvenza degli adempimenti in materia di sicurezza non è più tollerabile e va modificata", afferma Valter Bossoni, segretario Filcams Vercelli- Valsesia.

     

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