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03/09/09- DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 "Testo coordinato con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106"
E' disponibile Il "Testo coordinato con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106" Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123,in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Testo dell'intesa Stato Regioni in materia di accertamento dell'assenza di tossicodipendenza nei lavoratori che svolgono mansioni pericolose per se e per gli altri. Questo testo assai ridondante e di difficile gestione è stato redatto dai funzionari ministeriali e delle regioni senza una adeguata consultazione delle parti sociali.
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DATI INAIL SUGLI INFORTUNI SUL LAVORO 2009.OCCORRE MOLTO EQUILIBRIO NELLA INTEPRETAZIONE DEI DATI. Stampa E-mail
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mercoledì 21 luglio 2010
DATI INAIL SUGLI INFORTUNI SUL LAVORO 2009.OCCORRE MOLTO EQUILIBRIO NELLA INTEPRETAZIONE DEI DATI.

Era da tempo che i lavoratori,  i professionisti della prevenzione, i rappresentanti delle parti sociali, sindacati e associazioni imprenditoriali,  attendevano un calo significativo, una flessione del numero degli infortuni gravi e mortali. Dopo dieci e più anni di investimenti, più o meno consistenti, di valutazioni dei rischi, di azioni di formazione e informazione,  la flessione del 9,7% del numero complesivo degli infortuni è una buona notizia.

Occorre tuttavia molta prudenza e cautela nella interpretazione di questi dati poichè sarebbe un errore abbastanza grave farne discendere un giudizio di miglioramento diffuso e omogeneo e  di una migliore capacità di tutto il sistema delle imprese nella valutazione e gestione dei rischi presenti nel lavoro. Questa rappresentazione della realtà sarebbe non vera,fuorviante e nociva.

Le differenze tra i settori e comparti produttivi più organizzati in medie e grandi imprese,  come quelli del settore manifatturiero e  i settori dei servizi  a basso valore aggiunto quali  pulimento, lavori stradali,  agricoltura ,  trasporti sono palesi.
 
Così come sarà interessante analizzare in profondità le differenze dei dati tra micro, piccole e medie imprese per settore e comparto: è verosimile che  le potenzialità di sviluppare una buona organizzazione del lavoro e di lavoro sicuro siano ancor più collegate alla dimensione e al valore aggiunto prodotto.


Le imprese che affidano la propria competitività alla compressione di tutti i costi, ivi compresi quelli della sicurezza,  purtroppo sono ben presenti ed è in questa area d'imprese che si annida la cattiva gestione della sicurezza, lavoro irregolare e la sottodenuncia del fenomeno infortunistico.

Per questi motivi occorre per davvero molto equilibrio e pazienza nella lettura dei dati resi disponibili per definire con migliore precisione un quadro più realistico della distribuzione del fenomeno infortunistico in Italia, nei diversi settori e comparti, al fine di perfenzionare strategie ancor più mirate per una riduzione strutturale del fenomeno infortunistico.
 In tal senso una maggiore parsimonia da parte dei gruppi dirigenti Inail nelle interpretazioni "ottimistiche" del dato sarebbe stata più produttiva.


L'esigenza di legittimare il disegno della costruzione del Polo della Prevenzione posto in capo a Inail ha portato i dirigenti Inail e il Ministro del Lavoro ad enfatizzare questo dato trascurando per altro che il risultato di questo calo è anche il frutto del lavoro dei Servizi di prevenzione delle USL, dell'impegno dei Rls e della nuova generazione di tecnici e preposti aziendali che si sono fatti carico della sfida per ridurre gli incidenti sul lavoro. Non conosciamo il criterio con il quale  è stato stimato da Inail  il peso del minore numero di ore lavorate , a causa della crisi, sul minor numero d'infortuni, lo prendiamo per valido...

Per concludere, è bene che vi sia stata una flessione significativa del numero degli infortuni, il problema vero è quello di trasformare questa tendenza al decremento del numero degli infortuni da "congiunturale" a "strutturale": questa è la sfida più vera, una sfida che avremo di fronte per i prossimi anni. Il momento più cruciale l'avremo quando si registrerà finalmente  una ripresa della produzione: allora si misurerà per davvero se il sistema della produzione  avrà appreso, in forma diffusa ed omogenea,  a lavorare con maggiore sicurezza...

Gino Rubini editor di www.diario-prevenzione.it


15.30 21/07/2010
 
 
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 21 luglio 2010 )
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