| ALCUNE RIFLESSIONI SUL FORUM NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO DI BOLOGNA |
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| Inserito da Editor | |
| mercoledì 03 febbraio 2010 | |
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FORUM NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO Venerdì 29 gennaio si è celebrato a Bologna il Forum Nazionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro promosso dall'Università di Bologna, Fondazione Alma Mater, Fondazione Unipolis e Anmil . E' ancora presto per tracciare un bilancio esaustivo di questa iniziativa che è scaturita dalla sollecitazione lanciata dal Presidente della Repubblica. Nel corso della sua visita a Bologna nel marzo 2007, il Presidente della Repubblica Napolitano sollecitò l’Alma Mater a farsi promotore di un cambiamento e della diffusione di una nuova cultura nell’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La Fondazione Alma Mater per rispondere a questa sollecitazione, un anno fa, ha costituito un tavolo tematico “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. La sessione del Forum del 29 gennaio è stata il debutto in pubblico di questa iniziativa. Ricordiamo che l'obiettivo proposto dalla Fondazione ai partner è la costruzione di un modello innovativo per la valutazione dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I lavori presentati nelle sessioni del pomeriggio del giorno 29 rappresentano ancora una fase iniziale di un percorso, a nostro parere ancora abbastanza lungo, di ricerche e di sperimentazioni sul campo, del modello innovativo per la valutazione sul campo dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Da osservatore che si occupa della materia da qualche tempo, ritengo molto coraggiosa la scelta della FAM di costituire un tavolo interdisciplinare con il compito di costruire tramite la individuazione di item condivisi un modello innovativo di valutazione. Una scelta che va rafforzata con una “assegnazione” molto più precisa dei compiti da affidare ai professori e docenti delle diverse facoltà che partecipano al progetto. I tre gruppi di lavoro, normativa, salute e sicurezza, sistemi di gestione, così definiti rischiano di rimanere chiusi ciascuno nella propria specificità senza creare le trasversalità interdisciplinari utili per una integrazione delle conoscenze che consentano di superare l'attuale “taylorismo cognitivo” di molti lavori di ricerca in materia. Per fare un esempio: sarebbe opportuna una contaminazione tra i giuristi e gli organizzativisti dei sistemi di gestione salute e sicurezza per misurare le differenze e le distanze degli approcci aziendali orientati all'adempimento formale delle norme rispetto a quelli orientati alla valutazione e gestione dinamica dei rischi. In buona sostanza occorre costruire uno “sfondo” culturale interdisciplinare condiviso nei linguaggi e negli indicatori di valutazione. Il primo passo è stato fatto, ma ora occorre anche delineare con maggiore precisione il target di riferimento. In questa regione in prevalenza composta da piccole e micro aziende le culture aziendali riferite alla gestione della sicurezza non sono le stesse delle aziende medie e medio grandi componenti l'attuale panel di riferimento del progetto. Pertanto occorre aprire la finestra su di un mondo assai più difficile da avvicinare e valutare. Un percorso possibile per comprendere queste realtà e quello di analizzare la qualità della gestione della sicurezza prendendo in considerazione la filiera della subfornitura delle imprese eccellenti per misurare se i livelli di eccellenza non subiscano un depotenziamento negli anelli ultimi della filiera della subfornitura di parti e/o semilavorati da parte di microimprese. La definizione degli indicatori di qualità e l'applicazione degli stessi andrebbe estesa alla filiera e non confinata solo all'interno delle mura dell'impresa eccellente. Molto lavoro quindi resta da fare dopo che si sono spenti i riflettori del 1° Forum. Speriamo che la giornata del 29 gennaio non sia il momento conclusivo di questi lavori: sarebbe una occasione perduta per tutti i partner di questa iniziativa. Ci sentiamo anche di avanzare qualche critica : la complessità della materia richiedeva una diversa forma di partecipazione bilanciata fino dalla fase della progettazione da parte delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori. Nei fatti le Organizzazioni sindacali dei lavoratori sono state interpellate solo nella fase conclusiva di questa prima parte dei lavori nella quale prevale, per ora, solo il punto di vista del sistema delle imprese mentre pare essere posto “fuori campo” il punto di vista dei “portatori del bene salute, i lavoratori” e il sistema organizzato che li rappresenta. In parallelo al gruppo d'imprese che lodevolmente hanno partecipato al progetto andava prevista una presenza delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori in grado di elaborare il punto di vista dei “portatori del bene sicurezza e salute”. La presenza dei dirigenti nazionali di Organizzazioni sindacali dei lavoratori che sono intervenuti nelle sessioni programmate del Forum è apprezzabile ma non risolve “il difetto di progettazione” cui accennavo poc'anzi. Infine occorre ripensare l'iniziativa della premiazione che a mio parere ha generato un'alterazione dell'immagine del Forum : nei giornali, nei media l'evento del Forum, nelle finalità e negli obiettivi, è stato sommerso e oscurato, la notizia centrale è diventata quella del premio e l'immagine prevalente quella dell'azienda premiata. Gino Rubini, editor di www.diario-prevenzione.it Bologna 3 febbraio 2010 |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 04 febbraio 2010 ) |
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