Unions in the North East help asbestos victims receive £3.8 million

Issue date
15 Dec 2017
Asbestos is the biggest cause of workplace deaths. Last year 5,000 people were likely to die prematurely as a result of asbestos exposure. This is around three times the number of road accident deaths. Most of those who die do so as a result of mesothelioma, a kind of cancer that can be caused by very low levels of exposure. Tragically it is always fatal.

Almost all of the people who are dying today were exposed to asbestos decades ago, so asbestos is now often seen as being a problem of the past as its importation and use have been banned since 1999.

That is not the case. The dangers of asbestos are still with us. Asbestos-containing materials can be found in around half a million non-domestic premises (and probably around a million domestic ones).

This means that people are still being exposed to asbestos. It is often people who are working in maintenance, refurbishment or demolition, but people can, and do, become exposed simply by working in a building with asbestos, as fibres can become dislodged and breathed in.

This killer is often hidden or has not been identified as asbestos. As a result it can be found in factories, homes, schools, shops, hospitals, offices, restaurants etc.

Most of these diseases take many years to develop and so deaths occurring now are largely a result of past workplace conditions.

A total of £3.8 million has been secured for asbestos victims and their families in the North East and North Cumbria between April 2016 and September 2017. The Northern TUC Asbestos Support and Campaign Group (ASCG) was launched in 2010 and has helped its clients claim the money during the past 17 months, which includes benefit gains and compensation.

The group, a partnership between Northern TUC, Macmillan Cancer Support, trade unions and West View Advice and Resource Centre, provides support, advice and information (including help with benefit entitlements) to people living with the effects of asbestos exposure, their families and carers. People helped by the group have asbestos-related diseases such as mesothelioma, asbestosis and lung cancer and other workplace cancers.

L’ARTICOLO PROSEGUE SU FONTE TUC.ORG.UK

TRADUZIONE IN ITALIANO BY GOOGLE

L’amianto è la principale causa di decessi sul posto di lavoro. L’anno scorso 5000 persone morirono prematuramente a causa dell’esposizione all’amianto. Questo è circa il triplo del numero delle morti per incidente stradale. La maggior parte di quelli che muoiono lo fanno a causa del mesotelioma, una specie di cancro che può essere causato da livelli molto bassi di esposizione. Tragicamente è sempre fatale.
Quasi tutte le persone che muoiono oggi sono state esposte all’amianto decenni fa, quindi l’amianto è spesso visto come un problema del passato, dal momento che la sua importazione e il suo uso sono stati vietati dal 1999.
Questo non è il caso. I pericoli dell’amianto sono ancora con noi. I materiali contenenti amianto possono essere trovati in circa mezzo milione di locali non domestici (e probabilmente circa un milione di quelli domestici).
Ciò significa che le persone sono ancora esposte all’amianto. Spesso sono le persone che lavorano nella manutenzione, nella ristrutturazione o nella demolizione, ma le persone possono, e lo fanno, essere esposte semplicemente lavorando in un edificio con l’amianto, poiché le fibre possono essere spostate e respirate.
Questo killer è spesso nascosto o non è stato identificato come amianto. Di conseguenza può essere trovato in fabbriche, case, scuole, negozi, ospedali, uffici, ristoranti, ecc.
La maggior parte di queste malattie richiede molti anni per svilupparsi e quindi le morti che si verificano ora sono in gran parte il risultato di condizioni lavorative passate.
Un totale di 3,8 milioni di sterline è stato garantito per le vittime dell’amianto e le loro famiglie nel nord-est e nel nord della Cumbria tra aprile 2016 e settembre 2017. Il gruppo di supporto e campagna dell’asbesto nordico (ASCG) è stato lanciato nel 2010 e ha aiutato i suoi clienti a rivendicare il denaro negli ultimi 17 mesi, che include guadagni e compensi.
Il gruppo, una partnership tra Northern TUC, Macmillan Cancer Support, sindacati e West View Advice and Resource Center, fornisce supporto, consulenza e informazioni (compreso l’aiuto con diritti alle prestazioni) alle persone che vivono con gli effetti dell’esposizione all’amianto, le loro famiglie e gli accompagnatori . Le persone aiutate dal gruppo hanno malattie legate all’amianto come il mesotelioma, l’asbestosi e il cancro ai polmoni e altri tumori sul posto di lavoro.

ETERNIT: sentenza Corte di Cassazione – 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) – Continua la richiesta di GIUSTIZIA

Bologna, 15 dicembre 2017

 

A Roma, davanti al “palazzaccio”  sede della Corte Costituzionale, si sono radunati le delegazioni di AFeVA Casale Monferrato e di AFeVA Emilia Romagna ed i rappresentanti di CGIL Nazionale, Emilia Romagna e Piemonte, assieme al Sindaco di Casale Monferrato, fin dal mattino del 13 Dicembre 2017.

Ex lavoratori degli stabilimenti di Casale e Rubiera, che hanno aspettato la sentenza, fuori in quanto l’udienza si teneva a porte chiuse alla sola presenza degli avvocati.

La notizia, trapelata in tarda mattinata, della richiesta del sostituto procuratore generale Delia Cardia alla prima sezione della Cassazione di dichiarare inammissibili  i ricorsi ha diffuso un sentimento di delusione. I ricorsi erano quelli del sostituto procuratore Gianfranco Colace, che con Raffaele Guariniello e Sara Panelli aveva svolto l’inchiesta e rappresentato l’accusa nel primo processo; il secondo ricorso era stato firmato dalla procura generale, pm Carlo Pellicano e Francesco Saluzzo.

Saranno quindi 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) a carico del miliardario Stephan Schmidheiny: a Torino, Vercelli, Reggio Emilia e Napoli.

Reagiscono sia AFeVA di Casale Monferrato, AFeVA Emilia Romagna (che invita alla mobilitazione anche per il processo CEMENTAL a Reggio Emilia leggi il comunicato) e la CGIL Nazionale di cui a seguire pubblichiamo di seguito il comunicato.

Leggi tutto “ETERNIT: sentenza Corte di Cassazione – 4 i processi per omicidio colposo (aggravato) – Continua la richiesta di GIUSTIZIA”

Processo amianto Cemental: lunedì 18 dicembre la Cgil regionale e l’Associazione Familiari e Vittime Amianto (AFeVA ER) in aula a Reggio Emilia per chiedere giustizia

 

La CGIL ER e le Associazioni AFeVA ER (Associazione Familiari e Vittime Amianto Emilia Romagna) e AEAC (Associazione Esposti Amianto Correggio) invitano i propri Associati e tutti i cittadini ad essere presenti all’udienza del Processo Cemental che si terrà il giorno lunedì 18 dicembre 2017 alle ore 14.00 presso il Tribunale di Reggio Emilia in via Paterlini, 1 (appuntamento alle ore 13.30 davanti al Tribunale).

Si tratta di un appuntamento importante, per stabilire le responsabilità delle morti da amianto alla CEMENTAL di Correggio. A Correggio risultano circa 24 decessi per mesotelioma professionali (a cui andrebbero aggiunti i decessi per tumore al polmone da amianto) a cui si aggiungono altri 4 casi ambientali e familiari (Dati COR_RENAM).

Vogliamo onorare il carattere pubblico del processo, facendo entrare nell’aula la richiesta di giustizia e sostenere le parti civili del processo.
Una udienza importante, dove verranno ascoltati i periti delle parti, in un processo che vede alla sbarra Franco Ponti titolare della ditta Cemental di Correggio che produceva tubi di cemento-amianto accusato di avere causato la morte di Luciano Nanetti ex-dipendente dell’azienda.
CGIL ed AFEVA ER chiedono giustizia e non vendetta, ma ritengono che ci sia un grave problema che si è evidenziato in numerosi processi di amianto, ultimi in regione quello che ha riguardato le OGR di Bologna e la recente sentenza di cassazione sul processo ETERNIT che “spacchetta” il processo stesso in 4 processi (di cui uno a Reggio Emilia per l’ETERNIT di Rubiera) e derubrica l’imputazione in omicidio colposo (aggravato).

CGIL ER    AFeVA ER
Bologna, 15 dicembre 2017

Dall’Eternit ai vetrai di Givors: non perdere la vita nel guadagnarsela

fonte ILLAVOROCULTURALE

Un intervento inedito del sociologo francese Pascal Marichalar, che ha condotto un’inchiesta sulle numerose morti fra gli operai delle vetrerie della cittadina francese di Givors. Risultato ne è il libro Qui a tué les verriers de Givors? Une enquête de sciences sociales (Chi ha ucciso i vetrai di Givors? Un’inchiesta di scienze sociali), appena pubblicato. La traduzione è di Lorenzo Alunni.

Givors

Il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino ha condannato due alti dirigenti del gruppo Eternit s.p.a. a sedici anni di prigione ciascuno. Secondo i giudici, il loro reato è stato quello di aver omesso basiche misure di sicurezza e di aver esposto i propri lavoratori al rischio di disastro sanitario nelle fabbriche di amianto di cui erano proprietari. Basandosi su studi epidemiologici, l’accusa ha dimostrato che questo disastro era poi effettivamente avvenuto, costituendo una circostanza aggravante. Il giorno del verdetto, il magistrato principale ha passato tre ore in piedi a leggere la lista dei nomi di circa tremila vittime delle terribili malattie legate all’amianto. L’anno successivo, la sentenza in appello ha condannato uno degli imputati a una pena ancora più severa: diciotto anni di reclusione (mentre l’altro imputato nel frattempo era morto per anzianità). I giudici hanno ritenuto che questi, nella gestione dell’esposizione all’amianto, avesse tenuto un comportamento non solo negligente, ma anche fraudolento: aveva lasciato intendere che i rischi erano noti e gestiti, mentre sapeva che non lo erano. Tuttavia nel 2014 queste decisioni penali, seguite con ammirazione dalle vittime di malattie industriali dappertutto nel mondo, furono annullate dalla Corte di Cassazione per una questione formale di termine di prescrizione. Di fronte alle proteste, i giudici di Roma si sentirono in obbligo di diffondere un comunicato stampa per precisare che non avevano in nessun modo messo in discussione la responsabilità dell’imputato, ma solo la possibilità legale di sanzionarlo.

Il processo Eternit ha diviso la città piemontese di Casale Monferrato, dove si trovava la principale e più inquinante fabbrica di amianto del gruppo, fino alla sua chiusura negli anni Ottanta. Pur senza leggere gli studi medici, numerosi operai e le loro famiglie sentivano da molto tempo nella propria pelle il pericolo posto dalla loro esposizione alle minuscole fibre bluastre. Ma erano anche attaccati al loro lavoro, e ai vantaggi finanziari e simbolici che esso procurava rispetto ad altri mestieri operai meno valorizzati nella regione. Per molti di loro, la conversione verso una denuncia delle condizioni di lavoro fu un processo difficile e doloroso. Alcuni di loro accettarono “l’offerta del diavolo” avanzata dall’imputato sopravvissuto, ovvero una somma di denaro in cambio del loro ritiro dalla parte civile del processo: finirono per essere gli unici indennizzati.

Dall’altro lato delle Alpi, il processo Eternit venne seguito con attenzione da un collettivo maggioritariamente maschile la cui storia era notevolmente vicina a quella degli operai di Casale Monferrato. L’associazione degli ex vetrai di Givors è stata creata nel 2003 in seguito alla chiusura di una storica vetreria dove, fin dal XVIII secolo, venivano prodotte bottiglie e vasi per l’industria alimentare. Gli operai erano entrati in mobilitazione senza successo per un anno e mezzo per tentare d’impedire la chiusura della loro fabbrica, decisa per ragioni di borsa, quando l’azienda era di proprietà di BSN-Danone. A chiusura avvenuta, hanno continuato a incontrarsi regolarmente e a condividere i propri passatempi (cene, vacanze…). È così che hanno constatato l’ecatombe fra le loro fila: decine di ex vetrai morti in età relativamente giovani, il più delle volte per cancro. Sotto la pressione dei loro familiari e amici, e in particolare dei congiunti dei vetrai, si sono allora lanciati in una mobilitazione di tipo nuovo, per mettere in discussione le condizioni di lavoro alle quali erano stati sottoposti durante la loro carriera.

Tanto a Givors quanto a Casale Monferrato, tale conversione non è stata semplice. L’ex delegato sindacale CGT dell’azienda, Christian Cervantes, figura di punta della mobilitazione contro la chiusura, colpito da due tumori dopo quella stessa chiusura, in un primo momento non ha voluto lanciare una lotta per la giustizia rispetto alle questioni di malattia professionale: «non si sputa nel piatto dove hai mangiato» disse all’epoca. Tuttavia, passo a passo questa conversione è avvenuta, con più facilità quando gli ex vetrai hanno percepito che la loro battaglia non era individuale, ma collettiva, e sarebbe potuta servire a migliorare la quotidianità dei colleghi in attività oggi. Mercedes, la moglie di Christian Cervantes, si è alleata con Laurent Gonon, tipografo in pensione e militante comunista ben noto nella zona. Insieme, hanno avviato un’indagine che ha permesso di stilare un primo punto della situazione delle malattie: 92 casi di cancro su 200 risposte ricevute al loro questionario sulla salute. Con gli archivi dell’azienda, documenti sindacali e testimonianze individuali, hanno potuto ricostruire lo storico delle condizioni di lavoro e individuare decine di situazioni e di prodotti tossici e spesso cancerogeni ai quali i vetrai erano esposti: oli lubrificanti, amianto, silice, nichel, acido cloridrico gassoso, calore estremo, lavoro notturno e così via. Leggi tutto “Dall’Eternit ai vetrai di Givors: non perdere la vita nel guadagnarsela”

Processo amianto Cemental: 18 dicembre 2017 le associazioni AFeVA ER ed AEAC in aula a Reggio Emilia

Bologna, 11 dicembre 2017

Le Associazioni AFeVA ER (Associazione Familiari e Vittime Amianto Emilia Romagna) e AEAC (Associazione Esposti Amianto Correggio) invitano i propri Associati e tutti i cittadini ad essere presenti all’udienza del Processo Cemental che si terrà il giorno

Lunedì 18 dicembre 2017 alle ore 14.00 (appuntamento alle ore 13.30 davanti al Tribunale)

presso il tribunale di Reggio Emilia in via Paterlini, 1.

Invitiamo chi ha intenzione di partecipare a comunicarlo ad afevaemiliaromagna@gmail.com

Si tratta di una udienza importante, dove verranno ascoltati i periti delle parti, in un processo che vede alla sbarra Franco Ponti titolare della ditta Cemental di Correggio che produceva tubi di cemento-amianto accusato di avere causato la morte di Luciano Nanetti ex-dipendente dell’azienda.

Puoi vedere il dossier della CGIL di Reggio Emilia sulla Cemental

Le passate udienze del processo Cemental.

L’udienza del 6 Novembre 2017

L’udienza del 25 settembre 2017

L’udienza del 13 febbraio 2017

L’udienza del 22 dicembre 2016

LAssemblea di Correggio sulla Cemental 13 dicembre 2016

 

 

Amianto, il nuovo Piano della Regione: “Sicurezza al primo posto. Gioco di squadra con sindacati e territori”. Oltre 3 milioni per il 2018

fonte Regione Emilia-Romagna

… E il ministero dell’Ambiente annuncia che le Officine Grandi Riparazioni di Bologna diverranno Sito di interesse nazionale: 1 milione di euro per la bonifica

In sintesi

Archivi di lavoratori attualmente o precedentemente esposti all’amianto. Rafforzamento dell’attività di vigilanza e controllo. Presa in carico “globale” dei pazienti affetti da mesotelioma, per una migliore assistenza garantendo anche il supporto medico-legale e psicologico. Procedure uniformi regionali per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di materiale da parte dei privati cittadini. Sono alcune fra le misure previste.
Quasi 29 milioni dalla Regione per interventi di bonifica negli ultimi 15 anni, di cui 9 stanziati in questa legislatura a favore delle imprese: amianto totalmente rimosso nel 70% dei siti mappati, il restante 30% sotto controllo o in sicurezza.
Bonaccini: “Insieme, collaborando, le cose si fanno bene”. Gazzolo-Venturi: “Rafforziamo il nostro impegno per la tutela della salute e dell’ambiente”.

Brésil : la Cour suprême interdit la production d’amiante

fonte etui

Le lendemain de l’annonce par Eternit de la suspension des produits à base d’amiante à partir de 2019, la Cour suprême fédérale du Brésil a décidé, le 29 novembre, d’interdire l’extraction, la commercialisation et la distribution de l’amiante (variété chrysotile) dans tout le pays. La décision a été prise par 7 voix contre 2. La Cour suprême a rejeté les arguments de l’organisation CNTA / CNTI (Comitão Nacional dos Trabalhadores do Amianto / Centro Nacional de Trabalhadores na Industria), une coalition de syndicats pro-amiante.

Avec 300 000 tonnes produites en 2016, le Brésil est le troisième producteur mondial d’amiante après la Russie (1,1 million de tonnes) et la Chine (400 000 tonnes). Le Brésil est un grand exportateur et consommateur. Avant l’interdiction au niveau national, huit états fédéraux sur 27 (y compris le District fédéral) avaient déjà voté l’interdiction de l’amiante et avaient adopté des mesures sévères afin d’assurer une meilleure protection de la santé publique. Mais jusqu’à la décision de la Cour suprême, la loi brésilienne continuait à permettre l’extraction, l’utilisation et la commercialisation du chrysotile (amiante blanc) au niveau national.

En savoir plus :

IBAS (International Ban Asbestos Secretariat)

ABREA, the Brazialian Association of Asbestos Victims

LEGAMBIENTE, LIBERI DALL’AMIANTO – I RISCHI PER LA SALUTE E L’AMBIENTE

FONTE: STARTNEWS.IT

 

Si stima che in Sicilia il 70% dei siti contenenti cemento amianto sia rappresentato degli edifici residenziali. “Liberi dall’amianto” è inserita nel programma di interventi della Regione.

In occasione dell’incontro sarà presentata l’iniziativa dei Gruppi di acquisto dei servizi per la rimozione e lo smaltimento dei manufatti in cemento amianto, uno strumento a disposizione di cittadini ed aziende per ridurre i costi dello smaltimento e rendere più semplici le procedure burocratiche.

“Liberi dall’amianto” ha l’obiettivo di promuovere una campagna di informazione e formazione rivolta ai cittadini e alle aziende  sui pericoli per la salute e l’ambiente derivanti dall’esposizione all’amianto al fine di  aumentare la consapevolezza sul fenomeno e le conoscenze circa gli strumenti per ridurre e prevenire i rischi dall’inquinamento da fibre d’amianto.

“Liberi dall’amianto” è inserita nel programma di interventi della Regione siciliana 2016/2017, ed è promossa da Legambiente Sicilia in collaborazione con Aduc funzione Sociale, Movimento difesa del cittadino, Federconsumatori, Confconsumatori, , Omnia.

 

 

Processi d’Amianto, un’Odissea Infinita

Per riflettere sull’andamento ed i problemi riscontrati nei processi penali per amianto, la CGIL di Reggio Emilia assieme alla CGIL Emilia Romagna, alla CGIL Nazionale e ad AFeVA Emilia Romagna, hanno promosso un Convegno Nazionale dal titolo:

 “Processi d’Amianto, un’Odissea Infinita”
Il Convegno si terrà il giorno Venerdì 1° Dicembre 2017 dalle ore 9.00 alle ore 17.00
presso la Camera del Lavoro di Reggio Emilia
Via Roma, 53 a Reggio Emilia

Il Convegno sarà concluso da Maurizio Landini per la Segreteria Nazionale CGIL

Parteciperanno: nella sessione antimeridiana, Guido Mora, Ciro Maiocchi, Federica Riccò, Laura D’Amico, Carmine Pinto, Corrado Magnani, Leopoldo Magelli, Luca Masera, Nicola Mezzina, Andrea Caselli.

Alla Tavola rotonda del pomeriggio, coordinata da Giorgio Mottola, parteciperanno: Camilla Fabbri, Laura D’Amico, Nicola Mezzina, Nicola Pondrano, Alberto Zolezzi, Luca Masera, Bruno Giordano.

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