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FONTE UNITE  THE UNION

Commentando la tragica notizia che cinque lavoratori di autobus di Londra sono morti a causa dell'infezione da coronavirus per il segretario regionale del sindacato Unite, Peter Kavanagh ha dichiarato:
“Ognuna di queste morti è una terribile tragedia e il pensiero di tutti in Unite va alle famiglie dei lavoratori di autobus che sono morti di coronavirus.
“Unite assisterà le famiglie dei nostri membri in ogni modo possibile durante questo periodo terribile.
“Unite ha lavorato ininterrottamente con Transport for London (TfL) e gli operatori per garantire la sicurezza dei conducenti e di altri operatori del settore che svolgono un lavoro eroico nel portare il servizio sanitario nazionale e gli operatori sanitari nei luoghi di lavoro.
Queste misure comprendono la pulizia profonda degli autobus, la pulizia aggiuntiva dei punti di contatto, la sigillatura degli schermi attorno al conducente, la fornitura di disinfettante per le mani per tutti e l'allontanamento del sedile del passeggero più vicino al conducente.

...continua a leggere "Inghilterra . Dichiarazione del Sindacato Unite sulla morte per coronavirus tra i conducenti degli autobus di Londra"

 

 

Ancora una giornata di sole eccezionale a Berlino, ma speriamo che il Sozialdistanzierung funzioni sempre. Qualche nodo che viene al pettine. In Germania si valuta (BZ) che ci siano 300.000 anziani assistiti a domicilio da assistenti che vengono da Polonia, Romania etc. Il 95% sono donne e normalmente si danno il turno per fare due mesi in Germania e due mesi a casa loro. In pratica 600.000 persone che lavorano 6 mesi l'anno. Con l'epidemia i problemi sono diventati enormi sia per gli anziani che per le lavoratrici. Infatti non possono andare avanti e indietro essendo obbligate alle quarantene al passaggio di frontiera e molte preferiscono restare in patria dove hanno le famiglia. Gli Alterheimen, ovvero le case per anziani sono ormai stracolme e si rischia una debacle di proporzioni notevoli, che in questa situazione è facile immaginare.

...continua a leggere "Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo (11)"

Il Consiglio Nazionale dei geometri pubblica una guida con le modalità operative per l’attività professionale in questi tempi complicati di pandemia.

Un vero e proprio “vademecum” per cercare di fare il punto sulle attività ammesse e su quelle, invece, vietate a causa del Coronavirus. E’ questo il senso della “lettera aperta” pubblicata da Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri LaureatiVisto che l’attività dei geometri è stata ritenuta un servizio essenziale (codice Ateco 71.12.30 “Attività tecniche svolte dai geometri”), ecco una guida ragionata alla professione. Dall’attività nei cantieri al catasto; dai periti estimatori sino alla sicurezza antincendio, dalla categoria arrivano le modalità operative per muoversi con agilità tra un decreto e l’altro.>>>

L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE  TEKNORING.COM 

 

MERCOLEDì 1 APRILE 2020Infermiera finisce il turno in ospedale e va a fare la spesa a Nonantola: insultata e presa a male parole. E’ accaduto martedì pomeriggio. Racconta la donna, che lavora in un ospedale di Bologna: “E’ stato l’episodio più triste e umiliante che mi è capitato”.

Ecco le parole che ha affidato a Facebook:

[ Ringrazio l'amico dott. Franco Pugliese dal cui account Facebook ho tratto questa storia triste che è utile e necessario fare conoscere . G.Rubini ]

"Buonasera a tutti, sono un infermiera impegnata in reparto COVID con turni massacranti e vorrei raccontarvi l'episodio più triste e umiliante che mi è capitato oggi pomeriggio alla COOP di Nonantola. Come tutti sanno la COOP per riconoscere il nostro impegno ha deciso di darci la possibilità di poter saltare la fila per fare la spesa.
Appena sono arrivata sotto la porta chiusa del negozio in attesa di poter presentare il  badge di servizio ed entrare a fare la spesa sono stata aggredita verbalmente dalle persone in fila dicendo che la fila inizia li in fondo. Anche se non sono obbligata a dare spiegazioni agli sconosciuti ho detto per quale motivo mi trovo davanti alla entrata.
Purtroppo anche questo non ha risolto niente e le voci della fila che mi giungevano arrivavano sempre meno piacevoli. Mi sono sentita umiliata, non avevo più voglia di stare la davanti allo sguardo di tutti. Vorrei tanto dirvi che per me non è un problema di fare tutta la fila basta che qualcuno di voi vada a fare la notte in reparto al posto mio!
Vi consiglio di prima di giudicare le persone pensate un’attimo perché le parole a volte feriscono molto profondamente, oltre il fatto che per controllare il diritto di uno che sta fuori casa o salta la fila ci sono gli organi competenti."

 

L’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con il CUG – Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni – propone, nell’ambito della giornata di studi SicurezzAccessibile, un focus sulle donne lavoratrici all’estero in zone a rischio geopolitico o in situazioni estreme.

La mobilità internazionale dei lavoratori è un elemento fondamentale dello sviluppo delle Istituzioni, delle aziende e dell’attività lavorativa in genere e non costituisce più un processo elitario, ma sta attraversando trasversalmente tutti i tessuti sociali e i livelli lavorativi. Lavorare all’estero è dunque un’opportunità da cogliere, se ci si muove in sicurezza.

Se, tuttavia recarsi all’estero in zone “estreme” rappresenta per ogni lavoratore un elemento maggiore da valutare, può l’essere donna costituire un ostacolo in più nello svolgimento della propria attività lavorativa e un elemento non trascurabile nella valutazione e gestione del rischio, anche da parte dei datori di lavoro?

Se ne discute mercoledì 8 aprile 2020, dalle ore 9:00 alle 13:00 in videoconferenza, con alcune ricercatrici dell’Università di Trieste, rappresentanti del Reggimento “Piemonte Cavalleria” (2°) e della Protezione civile ed esperti del settore.

Programma

 

FONTE : SINDACATO GMB UNION 

Gli infermieri del Brighton and Sussex University Hospital (BSUH) si sentono costretti a fabbricare i propri DPI da fogli laminati e fasce elastiche a causa della mancanza o dell'attrezzatura.

...continua a leggere "Inghilterra. Gli infermieri si sentono costretti a fabbricare i propri DPI da fogli laminati e elastici 03 aprile 2020 ."

Fonte Epicentro (ISS)

3/4/2020 - Indagine sul contagio da COVID-19 nelle RSA: on line il primo rapporto

È on line il primo report prodotto dalla survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie (RSA), avviata il 24 marzo scorso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) - in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Al 30 marzo sono state coinvolte 1634 RSA (64% del totale) distribuite in modo rappresentativo in tutto il territorio nazionale e hanno risposto al questionario 236 strutture pari al 14% delle strutture contattate. Per approfondire consulta la pagina dedicata alla survey e scarica il documento completo “Survey nazionale sul contagio COVID-19 nelle strutture  residenziali e sociosanitarie Primo report. Aggiornamento 30 marzo” (pdf 1,7 Mb).

 

3/4/2020 - Aggiornamento dei dati: i bollettini della sorveglianza integrata COVID-19 in Italia e l’analisi sui pazienti deceduti

Sono online i nuovi dati realizzati dall’ISS: l’infografica giornaliera (pdf 1 Mb), il documento “Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 2 aprile 2020” (pdf 902 kb) - con l’appendice al bollettino con il dettaglio regionale (pdf 1,2 Mb) - e l’infografica sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia.

 

3/4/2020 - Dipendenze e COVID-19

Le dipendenze da sostanze come il tabacco, l’alcol e le droghe ma anche le dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo, cibo, internet e nuove tecnologie, doping) sono importanti fattori di rischio per la salute pubblica e lo diventano ancora di più in una situazione particolare come quella correlata alla pandemia da COVID-19 che prevede un periodo di grandi chiusure e di forzata permanenza a casa. L’ISS apre dunque una sezione dedicata alle dipendenze, e in particolare al fumo, nel contesto COVID-19 per aiutare operatori e cittadini a far fronte all’emergenza con materiale di supporto e approfondimenti sul tema.

Pubblichiamo il Comunicato Stampa delle Organizzazioni Sindacali Confederali e di Categoria Cgil Cisl Uil, FP-Cgil Lombardia, SPI -Cgil Lombardia, Cisl Medici, Fisascat, Uil Lombardia,Uil Pensionati, UilFPl

REGIONE LOMBARDIA NON SI SOTTRAGGA AL PROPRIO RUOLO E AI PROPRI DOVERI:
garantire la presa in cura di tutti i cittadini e la sorveglianza sanitaria rafforzando i servizi territoriali; tutelare il personale di tutti i servizi sanitari, sociosanitari e sociali

COMUNICATO STAMPA

Fonte Fiom Cgil 

Lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e al presidente del Governo spagnolo Pedro Sanchez, da parte di Michael Vassiliadis, presidente di IndustriAll Europe e di Igbce, il sindacato tedesco dei lavoratori chimici, Jörg Hofmann, presidente di IndustriAll global e dell'Ig Metall, il sindacato tedesco dei metalmeccanici,  i sindacati italiani dell'industria - Filctem-Cgil, Fiom-Cgil, Femca-Cisl, Fim-Cisl, Uiltec-Uil, Uilm-Uil - e i sindacati spagnoli dell'industria - Cc.Oo. Fsc, Cc.Oo industria, Ela, Fica-Ugt, Fi-Uso.

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Segnaliamo questo importante contributo e strumento di lavoro proposto da AIIDI.

AIIDI Associazione Italiana degli Igienisti Industriali

INDICAZIONI PER LA TUTELA DELLA SALUTE DEI LAVORATORI NEL CONTESTO DELL’EMERGENZA COVID-19

A cura del Gruppo di Ricerca Risk Assessment and Human Health Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia, Università degli Studi dell’Insubria – Como con il contributo del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana degli Igienisti Industriali (AIDII) Milano, 30 marzo 2020 – Rev.00

Questo documento include la versione aggiornata dei seguenti documenti precedentemente pubblicati:

-Covid-19 Indicazioni per le aziende non sanitarie e attività produttive in genere - (Rev.02)

-Covid-19: chiarimenti sull’uso di mascherine medico-chirurgiche e DPI (rev 05

Il documento è destinato a tutti soggetti aventi ruoli e compiti in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

IL DOCUMENTO

Fonte Inail.it

Con la circolare n. 13 del 3 aprile 2020 sono fornite indicazioni in merito alla sospensione dei termini di prescrizione e decadenza per le richieste di prestazioni e la revisione delle rendite Inail, nonché per la tutela degli infortuni sul lavoro per infezione da nuovo coronavirus.

La circolare n. 13 del 3 aprile 2020 chiarisce che l’art. 42, co. 1, del d.l. 18/2020 ha sospeso dal 23 febbraio 2020 al 1° giugno 2020 il decorso dei termini di decadenza e prescrizione relativi alle richieste di prestazioni erogate dall’Inail, nonché dei termini di decadenza per la revisione delle rendite che scadono nel predetto periodo.

La sospensione si applica anche nei casi di domande per ottenere la rendita in caso di morte in conseguenza di infortunio, nonché di richieste, sia su domanda del titolare sia su disposizione dell’Inail, di revisione delle rendite per inabilità permanente, per infortunio e/o per malattia professionale. I termini riprendono a decorrere dalla scadenza del predetto periodo di sospensione.

La circolare, inoltre, precisa che i casi di infezione da nuovo coronavirus, contratta in occasione di lavoro, e occorsi a qualsiasi soggetto assicurato Inail, sono inquadrati come infortuni sul lavoro.

...continua a leggere "COVID-19: Sospensione termini di prescrizione e decadenza prestazioni Inail. Tutela infortunistica per infezione da Coronavirus"

FONTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA 

lavaggio mani

Continuano a salire le guarigioni, che arrivano complessivamente a 1.852 (+189). In calo sia i ricoverati in terapia intensiva che quelli nei reparti Covid.
15.932 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 599 in più rispetto a ieri; 63.682 i test effettuati, 3.625 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, venerdì 3 aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Complessivamente, sono 6.952 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (312 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 364, 2in meno rispetto a ieri. E si sono registrati 29 ricoverati in meno anche nei reparti non di terapia intensiva (3.915 oggi rispetto ai 3.944 che si contavano ieri). I decessi sono purtroppo passati da 1.811 a 1.902: 91 in più, quindi, di cui 62 uomini e 29 donne.

Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.852 (189 in più rispetto a ieri), 1.293 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 559 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 18 residenti nella provincia di Piacenza, 9 in quella di Parma, 14 in quella di Reggio Emilia, 9 in quella di Modena, 31 in quella di Bologna (nessuno in territorio imolese), 3 in quella di Ferrara, 2 nella provincia di Forlì-Cesena (nessuno nel forlivese), 4 in quella di Rimini. Nessun decesso si è verificato in provincia di Ravenna. Un solo decesso si riferisce a un residente fuori regione.

...continua a leggere "Coronavirus, l’aggiornamento: 15.932 i casi positivi in Emilia-Romagna (+599). I casi lievi in isolamento a domicilio sono 6.952"

 

Luiss.       Università Cattolica    Università Mercatorum 

DIALOGHI TRA MEDICINA E DIRITTO - SECONDO SEMINARIO

Martedì 7 aprile 2020, ore 15.00
IN DIRETTA STREAMING DA:

Università Cattolica del Sacro Cuore:   https://roma.unicatt.it/

COVID-19 E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO

Effetti, responsabilità e tutela dei lavoratori

L'emergenza Covid-19 impone uno stringente dialogo tra medicina e diritto per guidare al meglio, tra l'altro,
l'adattamento dell'organizzazione del lavoro e delle misure per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
Quale è, allora, lo stato della scienza medica e delle policy di sanità pubblica applicabili all'ambiente di lavoro?

Quale rapporto tra le esigenze dettate dall'emergenza COVID e l'impianto normativo normalmente posto a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori (ed anche della loro privacy)? È necessario aggiornare il DVR? La sicurezza dei lavoratori è materia di negoziazione? Quale è la natura e l'efficacia dei protocolli
anti-contagio ed il conseguente regime sanzionatorio? I protocolli sono sufficienti o nei luoghi di lavoro possono emergere obblighi ulteriori? Come può funzionare il sistema della responsabilità civile e penale sulla base degli attuali orientamenti? Ed il nesso di causalità?

IL PROGRAMMA DEI LAVORI 

 

 

Pubblichiamo l'articolo dell'Amministratore delegato di Etui sulle prospettive post-Covid19. Etui è il Centro studi della Confederazione dei Sindacati dei lavoratori europei.

di Philippe Pochet , amministratore delegato di ETUI

È già stato detto e ripetuto: la pandemia di COVID-19 avrà conseguenze significative e durature. Questo editoriale offre un'analisi delle sfide europee e globali. Mira, come tutte le attività di ETUI al momento, a incoraggiare il dibattito e lo scambio di idee sulla crisi e post-crisi.

A livello europeo, i fondamenti dell'integrazione europea sono stati messi in discussione. I pilastri dell'Unione europea sono il mercato unico e la libera circolazione, l'euro e il patto di stabilità e crescita, il diritto della concorrenza e gli aiuti di Stato. Questi tre pilastri sono stati scossi dalla pandemia e saranno sicuramente al centro dei dibattiti futuri. ...continua a leggere "Editoriale # 63: La sfida sarà vedere qui anche il post-Covid19 di Philippe Pochet , amministratore delegato di ETUI"

Fonte Epicentro

Per le persone di 65 anni e oltre

Nell’attuale situazione di emergenza pandemica in cui è stato disposto l’isolamento sociale per contenere la diffusione di COVID-19, la salute psicofisica delle persone over 65 anni può essere particolarmente esposta ai rischi legati all’inattività fisica, a causa della lunga permanenza in casa. I comportamenti sedentari, e in generale lo stare seduti per molte ore al giorno ad esempio davanti alla TV, possono: aumentare il rischio di sovrappeso e di problemi osteoarticolari, agire sul livello del colesterolo, degli zuccheri nel sangue e della pressione, causare disturbi nel ritmo veglia-sonno e avere effetti sulle capacità cognitive, alimentando stati di ansia, tristezza e depressione. Queste condizioni possono avere un impatto maggiore nella popolazione con più di 65 anni di età, che è esposta maggiormente al rischio di solitudine e isolamento, presenta una maggior incidenza di patologie croniche, o si trova più spesso in condizioni di limitata autonomia.

In questo scenario, per queste persone risulta dunque ancora più importante dedicare del tempo all’esercizio fisico, poiché riduce il rischio di condizioni patologiche e di cadute, favorisce un buon funzionamento del sistema muscolo-scheletrico, aiuta a controllare il peso corporeo, contribuisce a preservare l’indipendenza funzionale e il grado di autonomia nella vita quotidiana, aumentando il benessere psicologico e la percezione dell’autoefficacia personale, essenziali nella gestione di stress, ansia e tensione che la situazione attuale può generare.

...continua a leggere "L’attività fisica in casa: investire il tempo in salute… non ha età!"

FONTE DORS.IT CHE RINGRAZIAMO 

Infodemia, fake news e verifica delle fonti informative
a cura di E. Tosco, Dors

Infodemia e fake news

Il Direttore Generale dell'OMS ha dichiarato che rispetto al nuovo Coronavirus "Non stiamo combattendo solo un'epidemia, stiamo combattando anche un'infodemia".

Questa situazione di sovraffollamento informativo, oltre che disorientarci, rende la ricerca e l'individuazione di fonti informative accreditate e corrette molto più difficile, con il rischio di esporci alla disinformazione e alle cosiddette fake news.

I social media sono canali che contribuiscono in modo esponenziale alla trasmissione di questo virus informativo: le informazioni scientificamente corrette, i dati epidemiologici e le voci degli esperti si mischiano alle teorie del complotto, alle cure miracolose contro il coronavirus, alle ipotesi di andamento dell'epidemia formulate dai nuovi virologi del web.

Come muoversi allora in questo nuovo e complesso spazio comunicativo?

...continua a leggere "Sarà vero? Il fact checking ai tempi del Covid 19"

 

Poche novità da Berlin. Ieri 2.777 contagiati, ricoverati 380, di cui 92 in unità di terapia intensiva e 15 decessi.
A livello nazionale 70.718 contagiati certificati, 16.100 guariti e 794 morti.
Ancora rilevante la preoccupazione di Mutti (Angela Merkel) che parla di allungare oltre la Pasqua le misure di prevenzione e contenimento di questa "grossartige Leistung" grande forza espansiva del virus. Obiettivo è portare a livello nazionale le infezioni certificate da un raddoppio ogni 8 giorni (valore attuale 8.2) ad un raddoppio ogni 10 giorni e poi a calare verso i 14 giorni. A Berlino, il tempo di raddoppio dei contagiati è al livello dei 12,1 giorni, con 76 casi ogni 100.000 abitanti. In Hamburg, Baden Wuettenberg e Baviera si va dai 120 ai 130 casi ogni 100.000 abitanti. Probabilmente nella capitale siamo ancora nella fase iniziale dell'epidemia. La diffusione massiccia dei test potrebbe aiutare il contenimento della diffusione ma non è tema di cui so abbastanza. Insomma, per dirla in "italiano" la curva non si è abbassata ancora significativamente.
Perciò Pasqua in casa e si vedrà.
Fasce deboli. Rafforzati i piani per i senza tetto e ipotesi di utilizzo degli hotel per garantire un minimo di isolamento e di cura. il discreto funzionamento della erogazione dei sussidi potrebbe consentire di ridurre il disagio della fascia più povera della popolazione, ivi compresi i bambini che vivono in famiglie povere, quasi sempre con un capofamiglia donna, che sono ancora più in difficoltà non ricevendo il pasto a scuola o al Kita.Il quotidiano BZ calcola che in gravi difficoltà siano 1,65 milioni di cittadini, di cui un quarto pensionati e un terzo bambini.
Occorre, in altre parole, oltre ai provvedimenti governativi una "Welle der Solidaritaet", una ondata di solidarietà da parte del terzo settore, che qui è particolarmente robusto ma che, in una situazione di Sozial Distanzierung fatica ad operare. La povertà in Germania non è mai stata poca e a Berlin supera il 10%, ma non ci si abitua a vedere tante persone rimestare nei cestini del rusco, ve lo posso garantire.
Il discorso di Conte alla TV tedesca è piaciuto abbastanza, almeno per quanto ho potuto capire. Credo che la parte più convincente sia stata quella sulla inesorabilità di un destino comune quando le economie e le storie sono tanto intrecciate come quelle dei paesi fondatori della UE. Peraltro credo personalmente che sia l'unico argomento, assieme al "nessuno si salva da solo" che ha una verità ed una forza intrinseca. La solidarietà la si deve evocare per forza in una situazione come l'attuale, ma non è un argomento molto forte, se non è intesa come bzase della cooperazione. Insomma, il "mors tua vita mea" non è un motto che funziona ai tempo del corona virus, almeno a mio avviso.
Di ragioni per il pessimismo ce ne sono tante, anzi troppe, ma con quel po' di ottimismo di cui non mi voglio privare, vorrei augurarmi che le prossime due settimane ci diano delle positive sorprese sul terreno economico disastrato dalla crisi. E sono quasi sicuro che ce le daranno tre donne tra le più vituperate in questi ultimi giorni. La Presidentessa della BCE, la Presidentessa della Commissione Europea e la Cancelliera tedesca Angela Merkel.

Fonte Etui.org

"L'Inghilterra sta vacillando", hanno dichiarato le linee di apertura della Marmot Review of Health Equity in Inghilterra, pubblicata nel febbraio 2020 e coordinata dal famoso epidemiologo Sir Michael Marmot, direttore dell'Institute of Health Equity. Il tasso di aspettativa di vita, che, insieme al miglioramento continuo della salute, è in costante aumento dall'inizio del XX secolo, dal 2011 rallenta in proporzioni mai viste in 120 anni: un fenomeno che 'non vediamo altrove in Europa. Nelle comunità più povere fuori Londra, è addirittura diminuito per una parte del decennio 2010-2020.

...continua a leggere "Inghilterra: l’aumento del lavoro di scarsa qualità è la chiave per il peggioramento della salute pubblica"

Ad evidenziarlo è la Consulta Italiana Interassociativa della Prevenzione che raggruppa circa una ventina tra Associazioni Scientifiche e Professionisti della Sanità Pubblica che sottolinea come gli addetti dei Dipartimenti di Prevenzione, sono quasi dimezzati rispetto agli oltre 5000, in servizio
nel 2009.

Il Documento

FONTE WHO

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Inglese 

2020, viii + 49 pagine
ISBN 978 92 890 5464 5
Questa pubblicazione è disponibile solo online.

Questa guida tecnica delinea le prove attuali, le conoscenze e le migliori pratiche relative alle incidenze di violenza e lesioni tra rifugiati e migranti nella Regione Europea dell'OMS. Evidenzia i principi chiave, sintetizza le azioni e le sfide prioritarie, mappa gli impegni e i quadri internazionali esistenti e fornisce considerazioni politiche pratiche per prevenire e rispondere a tali sfide. Le aree specifiche di intervento includono la garanzia di un passaggio sicuro per la migrazione; affrontare le cause di violenza e lesioni nei paesi di transito e di destinazione, compreso il cambiamento di norme e valori; identificazione delle vittime e assistenza e protezione; indagare e perseguire gli autori; e rafforzare la base di conoscenze. Mentre i destinatari principali di questa serie di orientamenti tecnici sono i responsabili politici di tutti i settori a livello locale,

Fonte Greenreport.it che ringraziamo

Roussef: «Famigerato e irresponsabile». Guimarães: «Un idiota pericoloso». Greenpeace: «No a contrapposizione tra lavoro e salvare vite umane»

[31 Marzo 2020]

 

Se qualcuno volesse rendersi conto di cosa vuol dire avere un neofascista, ultraliberista, sovranista, omofobo e negazionista climatico alla guida di un Paese al tempo del coronavirus, restando nell’Unione europea, basterebbe pensare a quel che è successo in Ungheria, dove Orban si è fatto dare da un Parlamento ridotto a bivacco di manipoli quei pieni poteri che il suo amico Salvini chiedeva solo un’estate fa, dopo ver tentato di chiudere il Parlamento italiano, con una manovra di palazzo maldestramente concepita al Papeete di Milano Marittima dopo un mojito di troppo. Oppure basterebbe pensare a cosa stanno facendo tre governi di destra – Grecia, Turchia e Bulgaria – con il volenteroso aiuto dei carnefici nazifascisti, ai confini dell’Asia e dell’Europa, applicando le loro ricette (che sono le stesse reclamate dai loro amici e camerati italiani) alla tragedia dimenticata dei profughi siriani e kurdi, ostaggi del nulla e dell’indifferenza nella terra di nessuno. Ma se si vuole capire come, in poco più di un anno e mezzo, l’elezione di uno dei campioni della neo-destra mondiale – festeggiata a champagne e mortaretti dal centro-destra italiota – si è trasformata in tragedia e farsa, basterebbe ascoltare quel che dice e contraddice, ormai quotidianamente e caparbiamente, il presidente neofascista del Brasile, Jair Bolsonaro, che mentre i brasiliani muoiono e si ammalano, continua a minimizzare la portata dell’emergenza e che si è definito troppo “macho” per poter essere colpito dal Coronavirus.

...continua a leggere "Bolsonaro: «I veri uomini non prendono il coronavirus». L’opposizione: «Il Brasile non può essere distrutto da Bolsonaro»"

30/3/2020 - COVID-19 e uso dei dispositivi individuali di protezione per gli operatori

È online un aggiornamento del documento con le indicazioni sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale durante l’assistenza ai pazienti. Sulla base delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili vengono indicati quali sono i dispositivi di protezione (guanti, mascherine, camici o occhiali) nei principali contesti in cui operano gli operatori sanitari che entrano in contatto con i pazienti affetti da COVID-19. In linea con quanto fatto da altre agenzie internazionali il testo fornisce indicazioni sui criteri di priorità per gli operatori a più elevato rischio professionale. Per maggiori informazioni scarica il documento “Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da COVID-19) nell’attuale scenario emergenziale SARS-CoV-2” aggiornato al 28 marzo e leggi il comunicato stampa ISS.

 

30/3/2020 - Aggiornamento dati: l’infografica quotidiana dall’ISS

È online l’infografica giornaliera con i principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornata al 30 marzo 2020.

29/3/2020 - COVID-19 e farmaci: lo stato dell’arte su conoscenze e sperimentazioni

Al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. Tuttavia, in considerazione della situazione di emergenza, i medici possono valutare l’utilizzo di alcuni medicinali utilizzati per il trattamento di altre malattie. Inoltre, al fine di favorire lo sviluppo di nuovi farmaci l’AIFA sta semplificando e accelerando le procedure di sperimentazione clinica, e ad oggi sono stati autorizzati alcuni studi con l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza di diverse molecole. Per maggiori informazioni leggi il Primo Piano ISS a cura di Patrizia Popoli (ISS).

 

29/3/2020 - Aggiornamento dati: l’infografica quotidiana dall’ISS

È online l’infografica giornaliera con i principali dati relativi al sistema di Sorveglianza integrata COVID-19 realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornata al 29 marzo 2020.

 

 

Finalmente la neve a Berlino! Una spolverata finora, con freddino anzi che no. Ora speriamo nella pioggia perchè dover...

Pubblicato da Franco Di Giangirolamo su Lunedì 30 marzo 2020

 

Finalmente la neve a Berlino! Una spolverata finora, con freddino anzi che no. Ora speriamo nella pioggia perché dover reggere anche la siccità estiva dopo la clausura monacale primaverile sarebbe fastidioso.
Mentre uno dei miei figli prova dei pezzi alla chitarra e prepara il pane per oggi (uno degli effetti positivi collaterali delle misure antivirus) scorro alcuni organi di stampa.
Tengono le misure di prevenzione e contenimento adottate dal Senato Berlinese? Il Sindaco Mueller pare contento anche se, ovviamente, le infrazioni ci sono e i 15.000 poliziotti mobilitati cercano di rilevarle. Le misure non sono stringenti per ciò che riguarda la mobilità delle persone ma i "consigli" sui raggruppamenti, sulle distanze, sulle cautele vengono abbastanza rispettate, tenuto conto che nessuno ti mette multe e cose del genere (tranne ai locali che non rispettano le disposizioni) e non devi dimostrare niente a nessuno, né alla polizia e neppure ai rompic..... dei vicini, improvvisatisi tutori della salute pubblica.

...continua a leggere "Cronache da Berlino di Franco Di Giangirolamo (9)"

 

FONTE SALUTEINTERNAZIONALE

Lettera di un gruppo di medici ospedalieri al NEJM. L’epidemia è fuori controllo

Bgreport –“ portale d’informazione indipendente che raccoglie testimonianze e dà voce a chi subisce gli effetti dei poteri che governano Bergamo e provincia” – ha pubblicato la traduzione della lettera dei medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII apparsa sulla rivista del gruppo New England Journal of Medicine, tradotta da Fabio Sabatini, professore di Politica economica dell’Università Sapienza di Roma.

“Lavoriamo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una struttura all’avanguardia con 48 posti di terapia intensiva. Nonostante Bergamo sia una città relativamente piccola, è l’epicentro dell’epidemia con 4305 casi, più di Milano e di qualsiasi altro comune nel paese.

...continua a leggere "Noi medici di Bergamo"

Fonte mente politica

Francesco Domenico Capizzi * - 18.03.2020

Coronavirus

Molti si stanno chiedendo, e qualche lettore di “Mentepolitica” mi ha interrogato a proposito, se i decessi avvengano “per il virus o con il virus” viste le età avanzate, accompagnate da pluri-morbilità, di larga parte delle persone ricoverate in Reparti di terapia sub-intensiva e intensiva e decedute. Per sciogliere questo dilemma bisogna giustapporre i dati acquisiti ai processi fisiopatologici di base, cioè affacciarsi sulla catena di fenomeni che precedono e dominano ogni patologia d’organo e di organismo, dalle infezioni alle già pandemiche malattie croniche e degenerative.
Cominciamo dai dati statistici disponibili su questa epidemia nazionale. Parlano chiaro: nei due terzi le persone decedute presentano nelle loro anamnesi da 2 a 3 malattie associate (in prevalenza ipertensione arteriosa, diabete, obesità), con età media di 81 anni e con circa 20 anni in più rispetto all’età media delle persone risultate positive al virus. In particolare, i decessi si sono verificati nel 14.1% con età superiori ai 90 anni,  nel 42,4% nella fascia compresa fra gli 80 e gli 89 anni con una lieve prevalenza del sesso maschile, nel 32.4% fra i 70 e i 79 anni, nell’8.4% fra i 60 e i 69 anni, nel 2.8% tra i 50 e i 59 anni (Istituto Superiore di Sanità).

 

In questo momento è più che mai necessaria l'unità d'intenti per sconfiggere la pandemia Covid-19. Il Servizio Sanitario nazionale italiano è messo a dura prova da questa emergenza. La natura universalistica del SSN italiano ha già segnato positivamente, pure tra difficoltà e contraddizioni, la capacità di risposta della sanità pubblica rispetto alla drammaticità del momento. Vi sono ancora sacrifici e restrizioni prima di pervenire all'uscita dal tunnel della pandemia, ma ne usciremo. E' più che mai necessario sin d'ora cominciare a pensare e a progettare il dopo pandemia anche dal punto di vista delle politiche sociali, economiche e sanitarie nella loro complessità. Per questi motivi assume rilevanza e significato il Manifesto-Appello sul Diritto alla Salute sottoscritto da decine di professionisti della medicina e da personalità della cultura e della società. Riteniamo per davvero importante la diffusione e la condivisione di questo Manifesto-Appello sia come riferimento in questo momento cruciale sia per il dopo emergenza Covid-19. Editor (Gino Rubini)

MANIFESTO-APPELLO SUL DIRITTO ALLA SALUTE: LA MEDICINA PARLI,LAPOLITICA E LE ISTITUZIONI ASCOLTINO E
AGISCANO CON DECISIONE ED URGENZA --->  IL DOCUMENTO (pdf)

Riproduciamo da ILMITTE.COM questo importante articolo. Ringraziamo il Mitte e l'Autore.

 

di Maurizio Costa Clari

Carissimi lettori, in questo periodo di emergenza Coronavirus (COVID-19) vorrei brevemente mettere a confronto la situazione della sanità pubblica italiana e tedesca.

Le notizie che riceviamo giornalmente dall’Italia non ci danno pace e in non pochi casi sono frutto di speculazioni o di storture, vediamo quindi dati alla mano quali le differenze tra i due Paesi. Vorrei sottolineare anche che la mia analisi comparativa non vuole creare un clima da “tifoseria”, ma semplicemente analizzare numeri e dati, nel difficile tentativo di mettere a fuoco temi specifici in un momento così denso di comprensibile angoscia e confusione.

Iniziamo con un problema più che mai attuale, quello relativo al numero di posti letto in terapia intensiva all’interno delle strutture sanitarie. Questo tipo di analisi è più che mai importante, soprattutto considerando che la saturazione degli ospedali e la conseguente incapacità di continuare a fronteggiare un contagio esteso sono problemi chiave, in questo difficile momento.

Quanti posti in terapia intensiva possiedono l’Italia e la Germania?

Al momento la Germania è la nazione che può contare del maggior numero dei posti letto in terapia intensiva in Europa in rapporto al numero di abitanti, con circa 28.000 posti letto totali contro i circa 5000 dell’Italia, che si colloca al 19° posto su 23 Paesi europei.

...continua a leggere "Coronavirus e posti letto: un confronto tra Italia e Germania"

FONTE MINISTERO SALUTE

Le emozioni sono importanti e non vanno mai sottovalutate. Dobbiamo prendercene cura come si fa con il corpo. La morte improvvisa di un proprio caro, il periodo prolungato di isolamento dalla vita sociale, di lontananza dalla sede di lavoro, di convivenza con la famiglia senza momenti per sè possono mettere a dura prova la nostra positività e la nostra pazienza. Se state vivendo un momento di ansia, stress o smarrimento potete chiedere aiuto a uno psicologo. Segnialiamo tre iniziative messe in campo a livello nazionale: quella del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop), che ha istituito un motore di ricerca (accessibile dal sito Cnop) per prenotare un teleconsulto gratuito con lo psicologo che si trova più vicino a noi; il servizio di ascolto e consulenza telefonica della Società psicanalitica italiana (Spi); e i due numeri della Croce rossa: 800065510 dedicato a tutti i cittadini e 065510 riservato agli operatori sanitari.

Qui sotto, invece, trovate l'elenco delle iniziative di supporto psicologico regione per regione.   

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU MINISTERO SALUTE

 

 

28/3/2020 - Dispositivi di protezione individuale e pulizia degli ambienti

Dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) due nuovi documenti per gli operatori: un Rapporto tecnico fornisce consigli sull’uso di mascherine facciali in tessuto e sulla sterilizzazione di respiratori e mascherine chirurgiche come alternativa, in ambienti sanitari con casi sospetti o confermati di COVID-19, in caso di carenza di maschere chirurgiche e respiratori facciali; un altro Technical Report riporta indicazioni sulle procedure di pulizia degli ambienti nei contesti sanitari e non-sanitari durante la pandemia da COVID-19. Consulta i documenti completi “Cloth masks and mask sterilisation as options in case of shortage of surgical masks and respirators”, “Disinfection of environments in healthcare and non-healthcare settings potentially contaminated with SARS-CoV-2”.

 

28/3/2020 - Attività fisica a casa. Consigli per gli adulti

Adulti in movimento… anche a casa. Dopo aver pubblicato consigli pratici per bambini e ragazzi, l’ISS continua a offrire consigli pratici (con materiali grafici dedicati) a operatori sanitari e famiglie costretti a casa in questa situazione di emergenza generale. Anche gli adulti, nella fascia d’età 18-64 anni, si trovano a trascorrere la giornata nella propria abitazione, prevalentemente in ambienti chiusi, svolgendo attività spesso di tipo sedentario. E dunque: un po’ di stretching (che mantiene i muscoli flessibili, forti e in salute), di rafforzamento muscolare e di attività aerobica (che migliora la funzionalità cardiorespiratoria), per rimanere attivi anche restando in casa. Leggi l’approfondimento Adulti in movimento…anche a casa e scarica la scheda grafica “Adulti in movimento… anche a casa! Per adulti dai 18 ai 64 anni” (pdf 6 Mb).

 

28/3/2020 - COVID-19 e gestione dello stress

In un’emergenza come quella che stiamo vivendo in seguito alla pandemia di COVID-19, l’esposizione allo stress riguarda sia le famiglie e le persone confinate in casa, sia gli operatori sanitari chiamati a fronteggiare l’impatto dell’epidemia. L’ISS, tramite il sito EpiCentro, pubblica due testi sulla gestione dello stress in questa situazione emergenziale, uno dedicato agli operatori sanitari e uno a come far fronte allo stress in casa e in famiglia.

 

 

Fonte ISPI

Il tasso di letalità di COVID-19 in Italia (9,9% al 24 marzo 2020) è un dato molto discusso. Se paragonata ai principali paesi del mondo, la letalità del virus in Italia è nettamente la più alta. Ma utilizzare questo dato sarebbe un errore. Esso infatti non dice quasi nulla circa la letalità reale del virus, che studi recenti stimano nello 0,7% per la Cina, mentre ISPI stima in 1,14% per l’Italia.
La differenza tra questo dato realistico e quello “fuori scala” è riconducibile al numero di persone che sono state contagiate ma non sottoposte al tampone per verificarne la positività. ISPI stima infatti che le persone attualmente positive in Italia siano nell’ordine delle 530.000, contro i circa 55.000 “casi attivi” ufficiali.

Il dato sulla letalità apparente è dunque un indicatore inaffidabile, e nulla suggerisce che la letalità plausibile italiana sia così diversa dalle cifre attese. All’opposto, confrontare letalità apparente e letalità plausibile ci permette di tracciare meglio la curva dei contagi in Italia, seguendo in maniera più realistica l’andamento dell’epidemia.

L'ARTICOLO DA ISPI IN FORMATO PDF

Fonte SNPA

Il Consiglio SNPA, riunito in videoconferenza lunedì 23 marzo, ha approvato un documento che contiene indicazioni generali per la gestione dei rifiuti nell’ambito dell’emergenza Covid-19.

Il documento tiene conto delle linee di indirizzo in materia fornite dall’Istituto Superiore di Sanità.

per leggere l'articolo vai a SNPA

 

Relazione in Assemblea legislativa, riunita in seduta telematica: "Ora una nuova fase di contrasto al virus. Subito attivi, spesso anticipando provvedimenti nazionali"

Fonte Inail.it

Pubblicata la seconda edizione della scheda informativa a cura dell’Inail. Contiene indicazioni aggiuntive, rispetto alla versione precedente, per tutelare la salute e la sicurezza delle categorie professionali in prima linea nel contrasto all’emergenza sanitaria in corso

Immagine di operatori sanitari durante l'emergenza da contagio Covid-19

ROMA – È online “Covid-19 e protezione degli operatori sanitari”, la seconda edizione del documento pubblicato dall’Inail che contiene indicazioni per tutelare la salute e la sicurezza di questa categoria di lavoratori, in prima linea nel contrasto all’emergenza sanitaria in corso nel nostro Paese, causata dalla diffusione del nuovo coronavirus. Le informazioni sono state aggiornate tenendo conto della costante evoluzione della situazione epidemiologica.

Autrice :  Norina Di Blasio

Chiudere l’attività ambulatoriale significa lasciare le persone sole, abbandonate, con tutte le difficoltà che già esistevano nel sistema salute mentale in Italia. L’intervista a Fabrizio Starace, presidente SIEP.

“È solo quando tu e il tuo paziente indossate una mascherina che vi rendete conto di quanto l’assistenza medica dipenda dall’espressione facciale e dalla comunicazione non verbale”, scrive Danielle Ofri, in un recente articolo sul New York Times dal titolo Why Doctors and Nurses Are Anxious and Angry. “Mentre effettuavo i tamponi ai miei primi pazienti per il coronavirus qui al Bellevue Hospital la scorsa settimana, è diventato evidente che alleviare la loro ansia era tanto importante quanto sondare le loro rino-faringi”. In questa frase la Ofri, Medico presso il Bellevue Hospital di New York e docente della New York University School of medicine, ci restituisce un effetto che l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha sulla salute mentale e le conseguenti misure ha determinato sulle persone tutte, dai pazienti agli operatori sanitari. “ Noi medici e infermieri ci sentiamo altrettanto sconcertati come tutti gli altri : ‘Un gel a base di alcol e aloe può realmente sostituire un disinfettante per le mani? È sicuro andare al negozio di bagel? Come possiamo gestire i nostri genitori anziani? È possibile fare in modo che i nostri figli non si tocchino la faccia?’. Guardiamo alle notizie con la stessa ansia del grande pubblico”, continua infatti la Ofri, offrendoci piccoli affacci sulle psicopatologie quotidiane, lievi effetti che la pandemia da coronavirus comincia ad avere sulla nostra salute mentale.

Ma che impatto hanno le misure di distanziamento sociale sulle persone con disagio psichico e sulle loro famiglie? Dalle carceri alle strutture residenziali, dai centri diurni alle visite ambulatoriali, dagli SPDC alle visite domiciliari, esiste un mondo strutturato che si occupa della presa in carico delle persone che soffrono di disagio psichico, ma come si sta riorganizzando in questa situazione di emergenza sanitaria?  Come si stanno organizzando i Dipartimenti di salute mentale rispetto alle disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri? Vediamo cosa ne pensa Fabrizio Starace, presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP), in questa intervista* rilasciata a Senti chi parla.

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Saluteinternazionale

 

A Berlino il sole non dà tregua (17 gradi) e sfida la coriacea tempra dei prussiani alle prese con le misure di contenimento dell'epidemia. Il corona virus ha conquistato ormai la predominanza sulle testate dei giornali e anche un poco sulla TV ma non troppo. Le curve e le ipotesi si moltiplicano ma nessuno qui fa prognosi anche se il primo a non minimizzare è l'Istituto Koch che dice chiaramente che l'epidemia è appena all'inizio e che se non funzionerà il distanziamento sociale si potrebbero ammalare 10 milioni di tedeschi e potrebbero morirne 56.000 minimo e 100.000 massimo ad un tasso di mortalità (non di letalità per favore) dello 0,56%. Pensano che d'estate il virus si possa indebolire, ma insistono sull'abbattimento del picco della curva, leit motiv che ormai tutti conoscono. La strategia è quella di isolare i malati, ridurre i contagi e sorvegliare i contagiati, altrimenti anche il loro sistema collassa, benché sia messo un poco meglio, almeno sotto il profilo delle strutture, ma non da quello del personale.
A proposito di personale le casse mutue e i medici di base (6.000 circa) hanno chiesto al Senato berlinese 600.000 mascherine, 1,5 milioni di maschere FFP2 e 20.000 maschere FFP3 per riuscire a garantire l'assistenza ai cittadini senza che sia un rischio per loro e per il pubblico. Almeno questa l'hanno appresa dall'Italia, dopo aver visto il numero dei medici morti da noi, di cui il 50% sono medici generici. Ciò che sia l'Italia che la Germania non hanno appreso è a farsele in casa propria.
A Berlino, curiosità, si fanno dai 600 ai 700 test al giorno e in Germania si ia 160.000 test la settimana nei 54 laboratori attivi per la fattispecie. Così, per dare numeri che vanno tanto di moda.

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