Vai al contenuto

Segnaliamo questo elaborato Inail importante, come strumento di lavoro,  per continuare le opere di bonifica dei siti contaminati dall'amianto.

 

Fonte INAIL.IT

L’Italia, in passato, è stata tra i maggiori produttori e utilizzatori mondiali di amianto e di Materiali Contenenti Amianto (MCA).

Immagine Siti contaminati da amianto: misure di sicurezza da adottare a tutela dei lavoratori e degli ambienti di vita

Questi sono stati largamente utilizzati su tutto il territorio nazionale fino agli anni ‘90. La legge 257/92, pur mettendo al bando la loro produzione, importazione e commercializzazione non ne ha vietato l’utilizzo pertanto molti sono i siti nel nostro Paese contaminati da amianto. Il lavoro proposto presenta una sintesi dei dati inerenti il numero dei siti rilevati, una attenta disamina delle misure di prevenzione e protezione da adottare per la loro gestione in sicurezza, evidenziando l’importante contributo Inail a supporto delle pubbliche amministrazioni.

Prodotto: fact sheet
Edizioni: Inail - 2020
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

 

FONTE MINISTERO SALUTE 

“Secondo alcuni esperti, del virus Covid-19 non ci sarebbe più traccia in giro per l’Italia. Se le cose vanno meglio questo è merito delle misure di lockdown assunte dal Governo. In ogni caso, in attesa di evidenze scientifiche a sostegno della tesi della scomparsa del virus, della cui attendibilità saremmo tutti felici, invito invece chi ne fosse certo a non confondere le idee degli italiani, favorendo comportamenti rischiosi dal punto di vista della salute’’. È quanto dichiara in una nota la Sottosegretaria di Stato alla Salute, Sandra Zampa.

“Nel momento in cui ci accingiamo all’apertura dei transiti da regione a regione e un ritorno a una vita il più possibile normale occorre al contrario invitare gli italiani alla massima prudenza, a mantenere il distanziamento fisico, ad evitare assembramenti, al lavaggio delle mani frequente, all’uso della mascherina”, aggiunge Zampa.

“Sento infine il bisogno di esprimere alle e ai componenti del Comitato Tecnico Scientifico la stima e la gratitudine mia, del Governo e, sono certa, di tutti gli italiani per il duro impegno di questi mesi e per la generosità con cui hanno messo a disposizione le proprie competenze", conclude Zampa.

Segnaliamo su Collettiva.it un articolo importante di Davide Orecchio sul profilo di rischio contagio da agenti biologici che risulta molto elevato nei mattatoi e nell'industria della lavorazioni carni.

FONTE  COLLETTIVA.IT  - AUTORE : DAVIDE ORECCHIO   CHE RINGRAZIAMO 

Stati Uniti, Canada, Brasile, Germania. L'industria della macellazione registra tassi di contagio più alti della media. Le possibili cause. Gli errori di Trump. Berlino interviene contro il sistema del subappalto

È successo dappertutto. Nord America, Brasile, Europa. I lavoratori delle industrie di macellazione e confezionamento della carne sono stati contagiati dal Covid-19 con tassi nettamente superiori rispetto alla media della popolazione. Gli esperti (per ora) escludono la possibilità di infezione dovuta all’esposizione alla carne. Bisogna dunque ragionare su un circuito di concause, dalla situazione ambientale e sanitaria dei vari stabilimenti alle condizioni delle comunità locali, alle basse temperature all’interno dei macelli. Ma il fenomeno parte dal racconto dei dati.

Negli Stati Uniti - regno planetario della bistecca in tavola - le infezioni nelle aree vicine agli stabilimenti di produzione di carne hanno mostrato subito, a partire da marzo, tassi superiori a quello nazionale. Cifre raccolte dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) indicano cinquemila lavoratori contagiati e almeno 20 morti in circa 180 impianti di produzione. Ma, a inizio maggio, il sindacato Usa United Food and Commercial Workers International Union ha portato numeri diversi: almeno 30 morti a causa del coronavirus e più di diecimila infettati o esposti. In un mattatoio della Smithfield, a Sioux Falls, in South Dakota, su 3.268 dipendenti ne sono stati infettati 870. Negli Usa grandi multinazionali del settore - come JBS, Cargill, la stessa Smithfield, Tyson - concentrano la produzione e vendita di carne bovina coprendo fino all’80% del mercato interno. In ragione di questi volumi, mentre i contagi esplodevano, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo, facendo leva sul Defense Production Act, e ha imposto alle aziende di macellazione di proseguire l’attività “vitale”, ma senza prevedere (e vigilare su) misure di contenimento sanitarie adeguate al rischio cui si esponevano i lavoratori.

A quel punto il coronavirus ha iniziato a diffondersi nei macelli Usa a più del doppio del tasso nazionale. “Nelle contee statunitensi con importanti macelli di carne bovina o suina - rileva la Iuf-Uita (il sindacato internazionale del settore) - i casi confermati di Covid-19 sono balzati del 40% nella settimana successiva all'ordine esecutivo, a fronte di un aumento del 19% a livello nazionale”. Nonostante la decisione sciagurata di Trump, già dopo l’11 maggio scorso almeno cinquanta stabilimenti di carne e pollame, divenuti focolai, sono stati temporaneamente chiusi.

...continua a leggere "MATTATOI E CORONAVIRUS L’infezione globale"

 

Il tedesco Christian Drosten, probabilmente il virologo più autorevole in Europa e l’autore del capolavoro della sanità tedesca, che è riuscita a contenere al massimo gli effetti devastanti della pandemia, non è un santo e non tutto quello che dice può essere preso come oro colato. A scriverlo è il quotidiano popolare e viscerale Bild Zeitung, a pensarlo sono molti tedeschi insofferenti delle regole blande rispetto alla situazione italiana, ma ferme, che il potere politico ha imposto alla cittadinanza nelle scorse settimane.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU PRIMAONLINE

FONTE  GMB UNION 

Oltre l'80% dei genitori non intende rimandare i propri figli a scuola oggi, secondo un sondaggio GMB.

Un totale di 1.601 membri hanno risposto a un'indagine dell'Unione GMB lanciata venerdì 29 maggio - un massiccio 1.307 di genitori afferma che non avrebbero intenzione di rimandare i propri figli oggi.

Durante il fine settimana diversi membri dell'organo consultivo SAGE del governo hanno messo in guardia dall'allentamento delle restrizioni di blocco  per l'accoglienza dei bambini, anno 1 e anno 6.

Il personale scolastico, i genitori, i consigli e i migliori scienziati concordano tutti: aprire le scuole più ampiamente oggi è un rischio troppo grande.

Karen Leonard, ufficiale nazionale GMB

I migliori scienziati hanno anche affermato che l' apertura delle scuole oggi comprometterebbe la strategia di blocco del coronavirus nel Regno Unito.

Si uniscono al personale scolastico, ai genitori e ai consigli per sollecitare i ministri a rinviare l'apertura della scuola più ampia fino a quando il tasso di infezione sarà inferiore.

Karen Leonard, funzionario nazionale GMB, ha dichiarato: 

“Il governo deve mostrarci le prove: il pubblico si è saggiato e ha chiesto trasparenza aperta e onesta.

"Il personale scolastico, i genitori, i consigli e i migliori scienziati concordano tutti: aprire le scuole più ampiamente oggi è un rischio troppo grande.

Visita l'hub di consulenza Make Work Safe

"Abbiamo ancora migliaia di nuove infezioni ogni giorno nel Regno Unito e il sistema di localizzazione non è quasi pronto.

"Vogliamo tutti che la vita torni alla normalità il più rapidamente possibile, ma non vale la pena mettere i bambini e il personale a maggior rischio per il governo che cerca di ottenere alcuni titoli facili

“I ministri devono pubblicare immediatamente i dati su quanti alunni e personale sono stati testati, su come i DPI sono resi disponibili, su chi li finanzia e sui tassi di R in cui le scuole hanno aperto più ampiamente. "

Fonte mente politica

Autore : Francesco Domenico Capizzi * 

Chiese vuote, cimiteri pieni, ospedali tracimanti, terapie intensive insufficienti, saracinesche chiuse in strade deserte e silenziose, tutti annichiliti nello scorrere del tempo incollati a finestre, telefoni e  schermi, inquieti verso la sospirata incerta riapertura nella convinzione che “nulla sarà più come prima”. Ma, basta una pandemia virale per “cambiare tutto”?

Per “cambiare” non sono bastati 8 milioni e mezzo di morti annui per la pandemia neoplastica, 40 milioni per la fame (75% della mortalità generale), 7 milioni per l’inquinamento atmosferico, centinaia di migliaia per le 35 guerre attive nel mondo, le migrazioni forzate, la povertà, la miseria, il miliardo di denutriti e senza futuro…! (The Lancet, OMS 2019). Forse la vera speranza recondita consiste, semplicemente, nell’attendere che i tanti rigagnoli, ora dispersi, riprendano a defluire nel solco della consuetudine quotidiana?  E dunque gli applausi, i canti, gl’inni, le bandiere, la comunione d’intenti, la solidarietà, l’orgoglio e l’unità nazionale di fronte al pericolo, la lotta e la “presa di coscienza collettiva”…? Si restringono, si dissolvono, evaporano, “lasciano le cose come stavano prima”?

Va risorgendo, intanto, un’interpretazione pessimistica della realtà oscillante fra moralismi conservatori e ingiustificate ostilità e straripanti scontrosità distruttive verso le più disparate direzioni, lambendo il senso del “qualunquismo” post-bellico, mentre tarda la svolta epocale di cui tutti, cittadini e istituzioni, abbiamo im­pellente necessità. Una svolta perché effettivamente "nulla rimanga come prima", una speranza di progresso che riscopra e indirizzi uno spazio interiore di ognuno verso tutti, nessuno escluso, consapevoli, finalmente, delle debolezze intrinseche dell’Esistenza avendo sperimentato le distanze che ci separano dal paradiso terrestre.

...continua a leggere "Dissonanze che oltrepassano i limiti della convenienza"

I dipendenti Carrefour sono per  due terzi "  sfiniti moralmente e fisicamente  " e il 76% non crede che la società cresca, secondo un sondaggio che ha raccolto 7000 risposte, presentato venerdì dal CFDT, 2 ° sindacato del gruppo, in videoconferenza 

Il barometro intitolato "  I note my box  ", eseguito faccia a faccia da 136 delegati CFDT da gennaio a marzo, attribuisce a Carrefour un punteggio complessivo di 4,5 su 10. Secondo Sylvain Macé, rappresentante sindacale centrale di Carrefour , questa è la prima in una società in Francia. Le risposte, elaborate da una società indipendente, riguardano la salute, le condizioni di lavoro e l'organizzazione. Sono integrati da un questionario a maggio sulla crisi di Covid-19. (continua) 

L'articolo prosegue alla fonte su LA VDN 

 

Fonte Ministero Salute 

Trend generale dei nuovi positivi in diminuzione.
È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 del 30 maggio.

L’incremento dei nuovi positivi è pari a 416.

Complessivamente i casi dall'inizio dell’emergenza sono 232.664, così divisi:

  • 155.633 guariti
  • 43.691 attualmente positivi
  • 33.340 deceduti (questo numero potrà essere confermato dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso).

Tra gli attualmente positivi:

  • 36.561 sono in isolamento domiciliare
  • 6.680 ricoverati con sintomi
  • 450 in terapia intensiva.

Consulta le tabelle:

Consulta:

Vai a

Data di pubblicazione: 30 maggio 2020 , ultimo aggiornamento 30 maggio 2020

Berlin Street Foto - Luci sulla Sprea (foto gierre )

E' arrivata anche la fine di maggio, notti un poco freddine ma BERLINO SEMPRE IN GRAN SPOLVERO. E'ora del cambio di stagione e di cambiare argomenti di discussione. Perciò, per quanto mi riguarda, chiudo il Festival della Pandemia, con poche info. E' tempo di passare dalla difesa all'attacco, come suggeriscono le 40 manifestazioni autorizzate a Berlino nell'ultimo fine settimana e le 60 dimostrazioni all'aperto che sono state autorizzate dalla Polizia per questo fine settimana e alle quali dovrebbero partecipare non più di 50 persone distanziate, ma si sa che ce ne saranno almeno il quadruplo. Finalmente, dopo un tira e molla del Senato berlinese che per tre giorni aveva registrato semaforo rosso (mix di indice Rt, occupazione posti letto intensivi e numero dei contagi) e temeva una nuova ondata epidemica, finalmente arriva il semaforo verde. Il tasso di riproduzione arriva a 0,88, le nuove infezioni per 100.000 abitanti restano al 4.7, e ci sono solo 56 ricoverati in letti di terapia intensiva. Con 195 morti dall'inizio della pandemia e 6.702 guariti si può parlare di rischio accettabile o, come direbbe Conte, calcolato. Insomma, la „CONVIVENZA CON IL VIRUS“ può proseguire non essendo stata troppo terrificante. Perciò, contando sui poteri e le responsabilità che la Cancelliera Merkel lascia volentieri alle Regioni, limitandosi a fare da osservatrice, dopo un periodo di discussioni faticose sulla distribuzione dei poteri in uno stato federale, il Senato dell'area metropolitana ha deciso che si procede sulla strada intrapresa. Manifestazioni, Cinematografi, Concerti all'aperto, dal 2 giugno sono possibili per 200 persone, dal 16 giugno per 500 persone, dal 30 giugno per 999 persone (i tedeschi son precisi e l'approssimazione non è il loro forte). Fino al 31 agosto vietate le grandi manifestazioni. Celebrazioni e ricorrenze varie restano possibili fino a 50 persone. Altre aperture sono previste ma mi fermo qui ma, in sostanza, tutto è affidato, come ovvio, a distanziamento fisico, non sociale, e igiene. Resta il problema degli asili e delle scuole perché si è aperto un conflitto tra virologi (e ti pareva?!?!) sulla pericolosità dei bambini come portatori sani. Studio contro studio, come nella migliore tradizione. Personalmente la vedo come una questione difficile da risolvere, perché non è sanitaria, ma sociale. Chi ha avuto bambini sa che sono portatori instancabli di ogni tipo di infezione e non vedo perchè il corona virus, che si è trovato così bene con la specie umana, dovrebbe trascurarli. Che possano essere portatori sani di epidemia è sicuro, che non si possano usare le armi preventive della igiene e distanziamento è altrettanto sicuro. Occorre solo decidere come tenerli alla larga da soggetti con deficit immunitari e pluripatologici per ridurre i rischi e come controllare i focolai che potrebbero suscitare. Se questo rischio non si intende assumerlo, occorre dire alle mamme che dovranno restare prigioniere a casa per anni, con grande soddisfazione delle destre reazionarie che ringrazieranno la pandemia per aver rafforzato la loro concezione della donna come generatrice e allevatrice di prole nel focolare domestico.

Vivendo in un Comune dove l'età media della popolazione è di 38 anni che, pur essendo molto rispettosa delle norme di prevenzione, non è per niente allarmata dai dati sull'epidemia, prevedere come va a finire la disputa scientifica non è molto difficile: o si riapre abbastanza prestino o le manifestazioni di protesta diverranno irrefrenabili e nervosette.

C'è anche da dire che il panorama nazionale è molto articolato non solo per differenze oggettive, ma anche perchè la pandemia non è distribuita uniformemente e le sensibilità sono molto diverse, come è noto.

Personalmente, per es. non ho trovato all'oggi, in due mesi e mezzo, una sola persona che „conosca“ un deceduto o un ricoverato in terapia intensiva ed è difficile paragonare questa sensazione con quelle dei bavaresi e metterla giù dura con provvedimenti draconiani.

C'è ancora da attendere una quindicina di giorni, forse la fine di giugno, per capire bene come è andata complessivamente l'apertura, ma a Berlino, nonostante la mancanza di turismo e l'azzeramento della vita culturale e artistica, la vita è ripresa, a scartamento ridotto, in forme nuove, ma direi appieno e con moderata preoccupazione per lo tsunami di infezioni che dovrebbe arrivare. L'onda di ritorno non si è registrata e il rischio calcolato, pare si possa dire che è stato, finora „ben calcolato“. Ciò che rassicura, dice un mio amico che gestisce un piccolo bar, è che sia lui che il suo dipendente, hanno ricevuto dallo Stato, pochi giorni dopo il relativo decreto, soldi molto sufficienti sia per vivere stando a casa, sia per ristrutturare il locale ai fini del distanziamento. Uno dei miei figli, invece, che è in CIG in Italia non ha visto un ghello dopo tre mesi e mezzo e non si sa quando lo vedrà e se perderà il lavoro A proposito di capacità di spesa e di rinascita economica. Lui non è molto sereno e se se ne dovesse fregare della pandemia (non è così, per fortuna) , potrei comprenderlo perchè le mie ragioni di persona a rischio e di garantito dalla pensione non sono certamente le sue.

Ci sentiamo tra una settimana se non diverrò preda della grande giustiziera.

 

Riteniamo molto importante queste Prime Note per la Commissione Regionale Covid 19 della Regione Lombardia elaborate da un  gruppo di soci SNOP lombardi. Il Documento segnala alcune criticità nella gestione della emergenza COVID nella regione Lombardia.
Le gravi insufficienze e incongruenze organizzative del sistema di Prevenzione sono analizzate in questo Documento che oltre ad individuare limiti avanza proposte di correzione.Le politiche sanitarie della Regione Lombardia, nel corso degli anni, hanno privilegiato il finanziamento delle strutture ospedaliere di eccellenza pubbliche e private convenzionate mentre hanno trascurato la rete dei Servizi territoriali di Prevenzione. Solo una rete territoriale integrata di Servizi di prevenzione di sanità pubblica può ragionevolmente fare fronte e predisporre le misure attive per contenere i contagi…

IL DOCUMENTO 

 

Segnaliamo il Report della Ricerca dell'Istat su comportamenti e percezioni dei cittadini in pieno lockdown. 

FONTE ISTAT

L’indagine presentata in questo report, condotta nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19 ovvero nel periodo dal 5 al 21 aprile 2020, misura comportamenti e percezioni dei cittadini in pieno lockdown. Vengono qui pubblicati i primi risultati, in particolare quelli relativi al rispetto delle misure adottate dal Governo e al clima respirato all’interno della famiglia.
3 cittadini su 4 hanno usato parole di significato positivo per descrivere il clima familiare vissuto nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19.Alta la fiducia espressa verso il personale medico e paramedico del Servizio Sanitario Nazionale con un punteggio medio pari a 9 (in una scala da 0 a 10) e verso la Protezione civile (8,7).Il 91,2% dei cittadini ha considerato utili le regole imposte per contrastare l’evoluzione della pandemia. L’89,5% ha percepito come “chiare” le indicazioni su come comportarsi per contenere il contagio.

 

 

FONTE PROTEZIONCIVILE

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della protezione civile.

In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 27 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 231.139, con un incremento rispetto a ieri di 584 nuovi casi.

Il numero totale di attualmente positivi è di 50.966, con una decrescita di 1.976 assistiti rispetto a ieri.

Tra gli attualmente positivi, 505 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 16 pazienti rispetto a ieri.

7.729 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 188 pazienti rispetto a ieri.

42.732 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

Rispetto a ieri i deceduti sono 117 e portano il totale a 33.072. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 147.101, con un incremento di 2.443 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 24.037 in Lombardia, 6.464 in Piemonte, 3.998 in Emilia-Romagna, 2.287 in Veneto, 1.460 in Toscana, 1.269 in Liguria, 3.488 nel Lazio, 1.450 nelle Marche, 1.146 in Campania, 1.513 in Puglia, 477 nella Provincia autonoma di Trento, 1.318 in Sicilia, 356 in Friuli Venezia Giulia, 866 in Abruzzo, 171 nella Provincia autonoma di Bolzano, 32 in Umbria, 215 in Sardegna, 27 in Valle d’Aosta, 190 in Calabria, 166 in Molise e 36 in Basilicata.

 

Riportiamo questa dichiarazione della Segretaria generale del Sindacato inglese Frances O'Grady che ci offre la dimensione degli impatti sociali che potrà avere il programma di test e tracciamenti Covid-19 ,proposti dal Servizio Sanitario Nazionale inglese,  sui lavoratori che saranno testati positivi e posti in autoisolamento.

 

Frances O'Grady Segretaria generale TUC ( FOTO Wikipedia )

Commentando il lancio (mercoledì) del programma dei test e dei tracciamenti del Servizio Sanitario Nazionale  NHS, il segretario generale della TUC, signora  Frances O'Grady, ha  dichiarato:

“Abbiamo bisogno di un programma di test e di tracciamenti  attivo e operativo il più presto possibile.

“Ma non sarà efficace se i lavoratori vengono messi  in difficoltà quando devono autoisolarsi.

“La retribuzione per malattia obbligatoria è di soli £ 95 a settimana - e due milioni di lavoratori non ne hanno nemmeno diritto.

“Se i lavoratori non possono permettersi l'auto isolamento, saranno costretti a continuare a lavorare. Ciò metterà a rischio loro, i loro compagni di lavoro e la loro comunità locale e minerà l'intero programma di test e rintracciabilità.

"Il governo deve estendere la retribuzione per malattia a tutti - indipendentemente da ciò che viene pagato - e portarla al livello del salario reale, £ 260 a settimana. E il regime di sostegno al reddito autonomo deve rimanere in atto come fonte di sostegno finanziario per coloro che sono costretti a isolarsi autonomamente. Ecco come dimostrare che siamo davvero tutti insieme. "

Infine essa ha aggiunto:

“Se un lavoratore ( di una scuola o di una struttura per l'infanzia. ndr) risulterà positivo, l'intero posto di lavoro potrebbe essere chiuso durante la notte. Ciò potrebbe portare alla chiusura improvvisa delle scuole e delle strutture per l'infanzia, forse ripetutamente. Il governo deve stabilire chiaramente in che modo si aspettano che i datori di lavoro trattino il proprio personale  ( i genitori dei minori che si ritrovano la scuola chiusa . ndr ) ,  in questa situazione e quale supporto è disponibile ?  ”.

- Il TUC ha pubblicato un rapporto sulle implicazioni sul posto di lavoro di test e tracciabilità, disponibile qui:  https://www.tuc.org.uk/sites/default/files/2020-05/Testing%20and%20Tracing.pdf

 

Dopo la quarantena , il 4 giugno, un libro importante sarà disponibile nelle librerie, "The Reason of the Strongest: Chronicles of the France Telecom Trial". »Alle edizioni Atelier. Questo libro non deve scomparire nel bazar del "deconfinamento". Si riferisce all'intero processo contro i leader di France Telecom accusati di "molestie morali istituzionali" durante quella che fu spesso chiamata "crisi suicida di France Telecom", dal 2005 al 2010. Una lotta dal "vecchio mondo" ? Non ci credo affatto. Ho avuto l'onore e la felicità di essere associato a questo processo e a questo libro, per scriverne una cronaca, come alcune decine di altri "lavoratori intellettuali" (scrittori, giornalisti, registi, comici, musicisti, accademici,
Riassumerò rapidamente. Alla fine del XX secolo, negli anni '90, France Telecom era una grande impresa statale, un servizio pubblico che impiegava 120.000 lavoratori, la maggior parte dei quali erano dipendenti pubblici e assicurò l'ingresso della Francia nella rivoluzione. Nuove tecnologie di comunicazione, con alcune belle, forse promettenti innovazioni al suo attivo. Ma questi furono gli anni dell'ideologia neoliberista trionfante, il dogma dell'organizzazione del libero mercato e il peso crescente dei capitalisti finanziari sull'apparato statale francese. E poi, le prospettive di profitti nella nuova filiale sono ardenti. Così France Telecom è stata privatizzata nel 2004, diventerà Orange. Un nuovo management team arriva a capo dell'azienda, con un obiettivo chiaro ed esplicito: ottenere la partenza “volontaria” di 22.000 dipendenti, che non possono essere licenziati poiché sono dipendenti pubblici e causare la mobilità interna di altri 10.000.

...continua a leggere "Le ragioni dei più forti – Cronache del Processo Telecom France"

.
L'ho riletto varie volte. Non sono riuscito a convincermi nè delle ragioni di tale richiamo (forse per mie lacune conoscitive che spero di colmare) nè delle finalità (nobili e genericissime, valide ieri, oggi, domani). Condivido solo l'ultimo capoverso laddove si parla del dolore e della preoccupazione per le troppe morti di persone anziane in questi ultimi tre mesi. Unica motivazione che ho compreso mi pare essere quella di combattere l'idea che sia possibile sacrificare le vite degli anziani in favore di altre. Come non essere d'accordo su una concezione talmente ovvia!!!! Ma dove sarebbe stata propagandata e, soprattutto, dove sarebbe stata praticata una assurda cultura di sanità selettiva? Chi la sostiene, dove, come e quando è stato violato in modo tanto grave un principio basilare che ha fatto indignare così tanto fior fiore di personalità che hanno aderito all'appello? ...continua a leggere "SENZA ANZIANI NON C’E’ FUTURO – Una riflessione sull’Appello della Comunità di Sant’Egidio di Franco Di Giangirolamo"

 

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sostiene che vada superato, in questo tempo di pandemia, il concetto di “distanziamento sociale” a favore del concetto di “distanziamento fisico”.

Il pensiero sotteso è che l’espressione “distanziamento sociale” possa creare equivoci. Quello che va mantenuto, per contrastare il Covid-19, è il “distanziamento fisico”. Il virus può infatti diffondersi tramite goccioline respiratorie, piccole quantità di liquido che potrebbero fuoriuscire quando una persona affetta da questa patologia starnutisce o tossisce. Limitando i contatti con gli altri e mantenendo il distanziamento fisico di almeno un metro, si riducono le probabilità di contrarre il virus e di trasmetterlo a qualcun altro.

Va invece incentivato il più possibile il rafforzamento dei legami sociali, promuovendo al contempo la socialità come concetto positivo in grado di mantenere e aumentare il benessere psicofisico. Gli esperti affermano che il contatto sociale è vitale per la salute mentale. La  sua mancanza può generare ansia e sentimenti di solitudine privando le persone delle sostanze scatenate dal contatto fisico, quali endorfine e serotonina, che aiutano a tenere sotto controllo stress e paura.

Il cambiamento di lessico non è cosa di poco conto perché aiuterà a non associare il termine “sociale” a un concetto negativo. Miriadi di studi scientifici vanno nella direzione dell’influenza positiva delle relazioni sociali per coadiuvare la cura e la guarigione dalle malattie. ...continua a leggere "Distanza fisica, contatto sociale Quanto è importante la differenza tra i termini “distanziamento fisico” e “distanziamento sociale”? a cura di Marina Penassi, Dors"

Riteniamo utile proporre la lettura del Documento del Consiglio di indirizzo e vigilanza  (CIV) dell'Inail articolato in cinque missioni e 104 obiettivi strategici, il documento del Consiglio di indirizzo e vigilanza tiene conto delle ricadute su tutte le attività dell’Istituto dell’epidemia da Covid-19, a cui è dedicato un programma di ricerca specifico. Ecco la presentazione del Documento che abbiamo ripreso dal sito delll'Inail : 

ROMA - Con la delibera numero 8 del 12 maggio, il Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inail ha approvato la relazione programmatica per il triennio 2021-2023. Articolato in cinque missioni – politiche previdenziali, tutela della salute, politiche per il lavoro, ricerca e innovazione, servizi istituzionali e generali – e in 104 obiettivi strategici, il documento tiene conto delle gravi ripercussioni per il Paese dell’epidemia da nuovo Coronavirus e delle sue ricadute sulle attività dell’Istituto.  

Riteniamo utile segnalare queste indicazioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

 

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Nuovo coronavirus SARS-CoV-2

Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e

Produttive

Roma, 22 maggio 2020

SCOPO E PRINCIPI GENERALI

Le presenti schede tecniche contengono indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di attività, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere
generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.
In particolare, in ogni scheda sono integrate le diverse misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, tra le quali: norme comportamentali, distanziamento sociale e
contact tracing.
Le indicazioni in esse contenute si pongono inoltre in continuità con le indicazioni di livello nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile
2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed
economici.
In tale contesto, il sistema aziendale della prevenzione consolidatosi nel tempo secondo l’architettura prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 costituisce la cornice naturale per supportare la gestione integrata del rischio
connesso all’attuale pandemia. In ogni caso, solo la partecipazione consapevole e attiva di ogni singolo utente e lavoratore, con pieno senso di responsabilità, potrà risultare determinante, non solo per lo specifico contesto aziendale,
ma anche per la collettività.
Infine, è opportuno che le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto locale e le procedure/istruzioni operative per mettere in atto dette misure. Tali procedure/istruzioni operative possono coincidere con procedure/istruzioni operative già adottate, purché opportunamente integrate, così come possono costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Resta inteso che in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo.
Le schede attualmente pubblicate saranno eventualmente integrate con le schede relative a ulteriori settori di attività.

IL DOCUMENTO ( 36 pagine pdf )

 

 

Novità in ambito formativo: sempre da lunedì 25, tornano la parte pratica in presenza e gli stage

Formazione, lavoro, consulenzaIl presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha firmato l’ordinanza che adotta formalmente i protocolli di sicurezza per la ripresa delle attività già programmata per lunedì prossimo, 25 maggio: corsistica; centri sociali, circoli culturali e ricreativi; attività ricettive extralberghiere; parchi tematici e luna park.

Si tratta delle attività che l’ordinanza regionale dello scorso 17 maggio, sempre del presidente della Regione, aveva stabilito potessero ripartire dal 25 maggio, previa definizione dei protocolli approvati in questi giorni e condivisi con operatori, associazioni di categoria, sindacati e Comuni, oltre che con le organizzazioni del Terzo settore per quando riguarda la ripresa di centri sociali, culturali e ricreativi. L’obiettivo comune a tutti è fissare regole che salvaguardino la sicurezza di lavoratrici e lavoratori, utenti, volontari. I protocolli già da ieri sono stati via via pubblicati sul sito della regione (www.regione.emilia-romagna.it).

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA

FONTE SCIENZAINRETE CHE RINGRAZIAMO 

Paura del contagio da superfici, oggetti, tastiere di computer, borse della spesa, abiti… Una certa giustificazione c’è: ottimi lavori scientifici dimostrano che, in condizioni sperimentali controllate, il maledetto SARS-CoV-2 riesce a sopravvivere per un certo tempo [1-2-3]. E tuttavia, la probabilità di infettarsi toccando superfici, tastiere, maniglie, sedili è infinitamente piccola, risibile nella vita reale.

Anche una certa logica scientifica c’è: SARS-CoV-2 è un virus a trasmissione respiratoria e col suo respiro un infetto, anche asintomatico, emette miliardi di quegli ormai famosissimi droplets, le microgoccioline di vapore acqueo che possono anche veicolare cellule epiteliali del nostro apparato boccale, cioè un epitelio in continuo rinnovamento. Queste goccioline restano sospese nell’aria per un certo tempo per poi cadere a terra o sulle superfici che circondano l’infetto. Alcune di queste goccioline contengono anche cellule dove è attiva la replicazione del virus.

Così, un malcapitato può avere la sfortuna di raccogliere con le mani queste goccioline fresche, prima che si disidratino con la conseguente morte del loro contenuto. E tuttavia, raccoglierle con le mani ancora non garantisce l’infezione al malcapitato, nemmeno se si mette le mani in bocca: infatti il virus non si trasmette per via cutanea né per via orale, basta la saliva a farlo fuori! Tuttavia il nostro sfortunato cittadino potrebbe creare inavvertitamente un aerosol sbattendo le mani (o in altro modo a me sconosciuto) o, meglio ancora, potrebbe sfregarsi gli occhi, allora sì permettendo l’introduzione nel suo organismo di cellule ancora vive (ma quante?). Insomma infettarsi raccogliendo il virus da una superficie richiede una sequenza di improbabili eccessive, sfortunatissime, rare combinazioni. ...continua a leggere "Sorvegliare e pulire: eccessi da sanificazione di Donato Greco"

 

FONTE GOVERNO ITALIANO 

Attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro.

Il testo modifica le norme volte ad assicurare un’adeguata sorveglianza sanitaria dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro. In particolare, rispetto all’attuale normativa, si prevede che il medico o l’autorità responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori possa segnalare che la stessa debba proseguire anche dopo il termine dell’esposizione, per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato. Inoltre, il testo prevede specifiche modifiche alle norme sui lavoratori esposti alla polvere di silice cristallina respirabile.

*****

FONTE MORNING STAR 

I sindacalisti statunitensi hanno presentato documenti per intentare causa contro la Sicurezza sul lavoro e la salute (OSHA) del paese, accusando il presidente Donald Trump di rifiutare di costringere le aziende a proteggere i lavoratori da Covid-19.

L'AFL-CIO, che rappresenta quasi 13 milioni di lavoratori negli Stati Uniti, ha intentato causa alla Corte d'appello di Washington DC lunedì.

La federazione ha insistito sul fatto che la questione era urgente poiché gli stati stavano iniziando a riaprire le imprese e la folla stava cominciando a riunirsi, aumentando il rischio della diffusione del coronavirus.

...continua a leggere "I sindacati statunitensi fanno causa a OSHA per non aver protetto i lavoratori da Covid-19"

da Collettiva che ringraziamo 

Un lavoro speciale, specializzato, altamente professionale. Un lavoro svalutato e svalorizzato, poco considerato e poco pagato. Al tempo del Coronavirus, ma non solo, un lavoro indispensabile. Un lavoro in appalto

Guanti, mascherine, camici monouso e calzari da indossare prima di entrare nelle corsie Covid degli ospedali per pulire e sanificare gli spazi e così contribuire a non diffondere il contagio, a contenere e ridurre la pandemia.

 

Una responsabilità enorme sulle spalle soprattutto di donne che garantiscono salubrità e sicurezza a malati e operatori sanitari in orari in cui gli altri dormono ancora o fanno colazione. Un lavoro poco considerato, ritenuto umile e proprio per questo, in un mondo che dà valore solo a ciò che “costa”, assai poco pagato – solo 7,26 euro all’ora – ma che per esser svolto prevede una formazione professionale specifica, in “aula” ad insegnare anche virologi ed infettivologi perché distinguere come “funzione un batterio o un virus è indispensabile per eliminarlo da pavimenti e suppellettili”. Ce lo racconta Anna Santo Stefano che questi corsi li ha seguiti 14 anni fa prima di entrare a lavorare allo Spallazzani di Roma, Ospedale per la lotta e la cura delle malattie infettive, e che nuovi corsi li ha frequentati qualche settimana fa quando la pandemia si annunciava anche nel nostro Paese e a chi doveva e deve garantire pulizia e salubrità è stato chiesto di “imparare” un nuovo modo di procedere. Professionalità è la parola che Anna Santo Stefano ripete con più frequenza, insieme a impegno e responsabilità.

...continua a leggere "Lavoratrici delle pulizie: indispensabili ma umiliate"

 

Fonte : Segretariato Internazionale per il divieto dell'amianto

19 maggio 2020

Il rifiuto cinese dell'amianto: ufficiale

Un documento pubblicato questo mese (maggio 2020) segnalava che un altro importante passo era stato compiuto dalle autorità in Cina - un importante consumatore e produttore di amianto crisotilo (bianco) 1 - nel riconoscere le conseguenze mortali dello sfruttamento commerciale dell'amianto. Come il testo intitolato: Distribuzione di imprese di amianto e casi di asbestosi - Cina, 1997-2019 2 è stato pubblicato nell'attuale numero di China CDC Weekly, una piattaforma online per il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie - “a livello governativo e nazionale organizzazione tecnica ”- e finanziato dalla National Natural Science Foundation of China e dall'Accademia di Ingegneria, è probabile che i risultati degli autori saranno discussi e approvati dai più alti livelli di governo.

...continua a leggere "Il rifiuto cinese dell’amianto: ufficiale"

Il virologo Christian Drosten ha pubblicamente esortato i tedeschi a non sottovalutare il coronavirus. Lo ha fatto ieri, nel podcast NDR (episodio 42), citando uno studio in cui è coinvolto anche lo Charité, importante struttura sanitaria della capitale tedesca in cui lo stesso Drosten dirige l’Istituto di virologia. Citata dallo studio anche la comunità italiana di Nembro, che nel mese di marzo ha registrato più morti che nell’intero anno precedente.

L'articolo prosegue alla fonte su  ILMITTE.COM  

Il 20 maggio 1970, al culmine di una stagione di mobilitazioni sindacali e riforme politiche, venne approvata la legge n. 300 dal titolo “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”. Una legge che ha dato dignità alla persona di chi vive del proprio lavoro. Un bilancio positivo di una norma che purtroppo ha subito mutilazioni che l'hanno resa meno efficace rispetto ad un modo del lavoro in continuo cambiamento. Per quanto attiene gli impatti sulle condizioni di lavoro e di salute  segnaliamo dai siti della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione e della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione  diversi articoli e contributi.

Riteniamo di particolare interesse  il contributo del  Prof. Paolo Pascucci

Cinquant’anni di Statuto dei lavoratori (l. n. 300/1970)
Autore : Paolo Pascucci 
Università di Urbino Carlo Bo
L'articolo

 

ISS. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19

IL DOCUMENTO 

 

 

Street photo in Berlin - 2019 foto gierre

Ridotta finalmente ad una ristretta minoranza gli oltranzisti del confinamento e convinti che la lotta contro l'epidemia non potrà essere completamente vittoriosa, certamente nel breve e forse anche nel lungo periodo, indipendentemente dalla scoperta del vaccino, ci si è avviati, quasi ovunque in Europa, verso una difficile e problematica convivenza con il coronavirus, con l'obiettivo di mettere in campo il massimo e il meglio delle risorse umane e materiali disponibili per contrastarne la diffusione e la virulenza.

I principi di precauzione e di rischio accettabile (calcolabile ma non ancora ben calcolato) si stanno facendo largo a fatica, dopo l'enfasi delle parole d'ordine della "lotta per la vita e la salute a qualsiasi costo“, emersa da una cultura che pensava ad una società al servizio della guarigione, che, insieme alla retorica di stampo bellicista, ha prodotto effetti Nocebo che non poteva che scontrarsi con i "fatti“ (economici, psicologici, sociali, etc.) che hanno sempre, come si sa, la testa dura.

D'altra parte la Convivenza dell'essere umano con i virus non è, nè sarà, una stranezza o una novità a meno che non si neghi che buona parte della storia umana possa essere letta come coevoluzione tra uomo e animali e loro habitat (compresi virus, batteri, microbi, etc.) in una relazione stretta e di dimensione planetaria, oggi giorno amplificata prevalentemente dalla esplosione demografica e dall'urbanizzazione eccessiva.

Pochissimi virus sono stati debellati (quasi) definitivamente, per quanto ne so, senza disporre di una cultura specifica. Forse quello della poliomielite con il vaccino Sabin e il vaiolo, dichiarato dall'OMS non più pericoloso per l'uomo da non molti decenni. Non sarà per caso che nei primi 4 mesi del 2020 a livello mondiale siano morte 237.469 persone per (o con) coronavirus, poco meno di quante ne sono morte per malaria (327.267) e 17 volte di meno di quante ne sono morte per malattie infettive (4.331.251). Pur tralasciando i 3.731.427 morti per fame (evitabili, tra cui moltissimi i minori), i morti per tumore (2.740.193), e quelli per incidenti stradali (450.388) e per suicidio (357.785), mi pare di poter dire che la convivenza con i rischi e con i virus sia un fatto assodato anche se le principali stragi di esseri umani sono passate del tutto inosservate o siano state moltissimo sottovalutate dai sostenitori della "supremazia assoluta e indiscutibile della salute sulla economia“, probabilmente perchè si trattava in gran parte della salute degli "altri“ e della "econo-nostra“ e forse anche perchè per salute si alludeva non già alla definizione che ne dà l'Organizzazione Mondiale della Sanità ma, operando una scissione cartesiana,la pura e semplice sopravvivenza del corpo materiale, meccanico, oggettivo della società contagiata.Certamente una notevole quantità di morti dovuta ad una pandemia di cui si ignora quasi tutto, che colpisce persone già deboli, che li tormenta dolorosamente nell'isolamento dal contesto di vita e familiare, accompagnata freddamente all'incenerimento senza alcun conforto, così come è accaduto in Italia, desta maggiore attenzione perchè opera nel Nord del Nord, ovvero nel territorio più ricco di una nazione abbastanza ricca in una Europa relativamente benestante e non in un oscuro angolo della terra dove gli ultimi degli ultimi si ostinano a vivere una vita "indegna di essere vissuta“.

Ciò ha consentito ai media e ai poteri pubblici di trasformare una motivatissima paura in un grande, ingiustificato terrore, con tutto ciò che ne è conseguito. Fortunatamente questa ulteriore e non necessaria sofferenza, che ha un impatto anche sulla salute pubblica, in Germania ci è stata risparmiata, grazie ad una gestione complessiva, sia delle politiche sanitarie che della politica comunicativa, molto più avveduta, anche se non prive di contraddizioni e problemi.Non so qual'è il clima nel paese, ma a Berlino questa settimana di risveglio mi è parsa tutto sommato tranquilla. Più gente per la strada, poche mascherine all'aria aperta e tutti mascherati al chiuso o sui mezzi. pubblici, un certo rigore per il rispetto delle norme di prevenzione in tutti i negozi aperti, pratiche di disinfezione diffuse e norme dettagliate per gran parte delle attività lavorative. Attitudine al distanziamento senza ossessione e clima tranquillo. In ogni caso Berlino è una città dagli ampi spazi e mantenere le distanze e sedersi tranquillamente a prendere un caffè nei tavoli esterni di un bar non è cosa nè pericolosa nè impossibile .Di quanto si ridurrà il rischio di contagio non si sa, che ci saranno ancora contagiati, ammalati e una percentuale di morti è sicuro, che siano "accettabili“ dipende da vari fattori, non tutti sanitari.
Girano ancora pochi trolley, segno che il turismo e il movimento nazionale, pure libero, è ancora in letargo. Oltre al pendolarismo interno, mancano dalle strade solo i turisti stranieri, le persone spaventate che continuano la quarantena anche se non obbligatoria, i quarantenati obbligatori, e coloro che si sono abituati alle gioie della casa. Quando, come nel mio caso, si ha un figlio cuoco di professione e in cassa integrazione, a casa si resta volentieri perchè farsi coccolare con dei buoni bocconi senza l'obbligo di cucinarseli, diciamolo!!!! è una fortuna da nababbi!!!!
Dimenticavo che tra i noncuranti disinteressati alla prevenzione non ci sono solo persone marginali, machisti di varie specie, ma anche "oppositori“ politico ideologici che con un multiforme varietà di motivazioni ritengono inutili, dannose e pericolose le misure adottate in quanto frutto di complotti internazionali, capitanati dai più svariati soggetti e con finalità antidemocratiche, assolutistiche,dittatoriali, sia di portata politica che economica. Fare un quadro dei soggetti che ogni fine settimana organizzano manifestazioni di protesta mi è difficile, per ora, ma cercherò di impegnarmi a capire.Per il momento, da quelle statistiche che essi definiscono tutte bugie, leggo che nella capitale i decessi restano sotto il livello di 190, con circa 6.500 contagiati e poco meno di 6.000 guariti e non vedo motivo di allarme anche se bisognerà attendere la fine del mese per valutare l'esito combinato delle norme di prevenzione con il comportamento dei cittadini prima di altre decisioni su apertura delle frontiere (ilGoverno sta lavorando per una proposta unitaria dei paesi di Schengen).

Per la scuola (problema esemplare: se si infetta una insegnante si mette in quarantena tutta la scuola, visto che il suo intorno è di quella dimensione, o solo lei?). Altre scelte dovranno essere prese per le manifestazioni e le iniziative pubbliche (che sono numerose nella capitale), per le manifestazioni artistiche (il pane dello spirito di Berlino), sportive e culturali e per il turismo. Questi ultimi, sono i settori più penalizzati in assoluto.

A proposito di penalizzazioni, sarà dura fare il bilancio dell'area metropolitana di Berlino per il 2020-2023. Si calcola che il deficit in quel periodo aumenterà di 8,35 miliardi di euro rendendo vani gli sforzi che nel periodo dal 2011 al 2019 hanno consentito di ridurre il deficit annuo dai 62,91 Mld ai 57,56 Mld.Come ha detto qualcuno: Die fetten Jahre sind vorbei (finiti gli anni grassi, ovvero quelli degli investimenti miliardari).

FONTE  COLLETTIVA.IT

Chi chiede uno scudo penale generalizzato per le imprese o è in mala fede oppure non sa leggere le disposizioni dei protocolli sottoscritti con le parti sociali. Per il Patronato della Cgil, è importante assicurare le tutele individuali ai lavoratori e alle lavoratrici contagiati da Covid-19 rispettando la normativa sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il principio ispiratore delle norme, contenute nell’articolo 2087 del codice civile, nel Testo Unico 1124/65 e nei Decreti legislativi 38/2000 e 81/2008, è che il datore di lavoro è responsabile e garante della salute e della sicurezza dei lavoratori e che, pertanto, è tenuto ad assicurare la loro integrità psicofisica adottando ogni misura necessaria allo scopo.

Pur comprendendo la drammatica situazione economica causata dalla pandemia da Coronavirus, non si capisce perché nell’attuale emergenza sanitaria si voglia rimuovere ogni possibile responsabilità in capo alle aziende, consentendo loro di non rispondere di eventuali inadempienze che, proprio in ragione dell’altissimo rischio di contagio nei luoghi di lavoro, possono aggravare la diffusione del virus, mettendo a repentaglio non soltanto la salute di quei lavoratori, che non possono lavorare in smart working, ma anche delle loro famiglie. Chiedere, come fanno le associazioni datoriali, che i casi di contagio da Coronavirus in occasione di lavoro siano da considerare come malattia comune e non infortunio, significa, di fatto, che chi ha contratto il virus debba essere trattato alla stregua di chi ha una semplice influenza, senza la copertura assicurativa antinfortunistica Inail, escludendo ogni possibile aggravamento, che pure in questi casi, è quanto di probabile possa accadere.

Richiamare le difficoltà di dimostrare l’origine professionale dei casi di coronavirus non è sufficiente a giustificare la richiesta di uno scudo penale generalizzato. Vorrei ricordare che il nostro Paese ha bandito la commercializzazione dell’Amianto nel 1992, dopo la chiusura per fallimento dello Stabilimento Eternit di Monferrato (1986), a cui sono seguiti numerosi processi, alcuni dei quali ancora in corso. A oltre trent’anni di distanza, nessuno mette più in dubbio l’origine professionale del mesotelioma pleurico e, nonostante i numerosi sforzi, ancor oggi dobbiamo aggiornare costantemente la lista dei decessi per amianto: c’è una ricca legislazione al riguardo che assicura le tutele Inail non soltanto per i lavoratori ex esposti, ma anche per chi è venuto a contatto con l’amianto per motivi ambientali o familiari.

...continua a leggere "Per l’Inca, il Patronato della Cgil, è necessario assicurare le giuste tutele ai contagiati"

Segnaliamo l'articolo del Dott. Roberto Riverso che decostruisce con precisione e competenza l'attuale polemica e il chiacchericcio animati dalla campagna sulla presunta  responsabilità penale delle imprese relativa all'infortunio sul lavoro da Covid. 

 

Vero e falso sulla responsabilità datoriale da Covid-19. Aspetti civili, penali e previdenziali
di Roberto Riverso consigliere Corte di cassazione

La polemica antigovernativa contro la presunta responsabilità penale delle imprese per l’infortunio sul lavoro da Covid, che tanto agita le associazioni datoriali ed alcuni settori politici, è fondata sul niente. Anche se mira ad un risultato molto concreto quanto incostituzionale: lo scudo penale.
L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE —> QUESTIONE GIUSTIZIA

 

 

 

Pubblichiamo questo Documento redatto da un gruppo di medici e non che operano in Liguria, alcuni soci dell' Ecoistituto di Reggio Emilia e di Genova.Le considerazioni contenute in questo documento propongono al dibattito, in forma ordinata e puntuale, le domande legittime sugli errori e sugli atti mancati e sulle carenze strutturali e istituzionali che sono stati all'origine , fin dall'inizio, della perdita di governo da parte delle istituzioni e delle strutture sanitarie dell'evento epidemico Covid. Riteniamo importante il contributo di riflessione e di proposta del Documento per il governo e la gestione delle fasi 2 e successive. Diario Prevenzione è uno spazio a disposizione per promuovere e socializzare i contributi che ci verranno inviati sul tema. Editor

IL DOCUMENTO

Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da COVID-19) nell’attuale scenario emergenziale SARS-CoV-2
Gruppo di Lavoro ISS  Prevenzione e Controllo delle Infezioni

Versione del 10 maggio 2020

IL DOCUMENTO 

 

Un articolo del Washington Post descrive l'ecatombe di guidatori e guidatrici di autobus e metro della città di New York e di altre metropoli degli USA. Un autista di bus di New York Danny Cruz, iniziò a preoccuparsi che nessuno capisse il pedaggio che il virus stava facendo pagare ai suoi compagni di lavoro. Cominciò a tenere un diario ove segnava i nomi dei compagni di lavoro morti a causa del Covid-19. Solo per la città di New York secondo Danny Cruz sono stati 129 gli operatori di bus e metro morti a causa di Covid-19 su di un organico di 74.000 addetti.
L'articolo riporta poi dati su diverse città degli USA. Questa Antologia di Spoon River riporta storie terribili come quella di un ragazzo di 19 anni colpito dal Covid-19.
Un articolo d'inchiesta da leggere anche per vedere come si possa fare buon giornalismo d'inchiesta.

Transit workers are paying a heavy price during the pandemic

Fonte:   Il Mulino  che ringraziamo

 

La gestione della pandemia di Covid-19 ha implicato la messa in atto di misure restrittive di lunga durata per conseguire un efficace distanziamento sociale. L’imposizione di queste misure solleva evidenti questioni di tutela dei diritti di libertà di movimento e di associazione degli individui. Non è quindi scontato se e fino a che punto queste misure siano pienamente giustificate e quali siano le ragioni affinché le persone vi si adeguino nel tempo. Le determinanti del grado di adeguamento a prescrizioni di distanziamento sociale sono infatti molteplici. Le modalità con cui le autorità comunicano le ragioni delle decisioni, in particolare, possono incidere sul grado e sulla durata del rispetto delle stesse.

...continua a leggere "Emanuela Ceva, Andrea Fracasso. Una questione di etica pubblica Giustificare il distanziamento sociale"

Ultimi aggiornamenti da Epicentro - ISS

17/5/20202 - Aggiornamento dei dati: i bollettini della sorveglianza integrata COVID-19 in Italia

Sono online i nuovi dati realizzati dall’ISS: il documento “Epidemia COVID-19. Aggiornamento nazionale 14 maggio 2020” (pdf 13 Mb) - con l’appendice al bollettino con il dettaglio regionale (pdf 1,1 Mb).

 

17/5/2020 - Monitoraggio della Fase 2

Il 16 maggio, il Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro ha illustrato i dati relativi agli indicatori con cui verranno misurati periodicamente gli effetti della riapertura. Il monitoraggio permetterà eventuali chiusure selettive. Guarda il video del Presidente Brusaferro. Guarda il video del Ministro Speranza. Consulta il rapporto “Monitoraggio Fase 2. Report 0 situazione alla fine del lockdown. Sintesi nazionale” e il documento “Monitoraggio Fase 2. Report settimanale. Presentazione (16 maggio 2020)”.

 

Le disposizioni della Regione Emilia-Romagna per la ri/partenza del  18 maggio

Dal 18 maggio in vigore i Decreti del Governo e l'ordinanza regionale: in Emilia-Romagna resta la mascherina obbligatoria

Tutte le attività che ripartono in Emilia-Romagna, protocolli di sicurezza condivisi

Nuova ordinanza del presidente Bonaccini: dal 18 maggio negozi, commercio, ristorazione, alberghi, servizi alla persona. Resta l'obbligo della mascherina

Coronavirus, distanziamento sociale

 

Le riaperture previste da domani, lunedì 18 maggio, sulla base dei protocolli già condivisi con associazioni di categoria, operatori, imprese, sindacati, enti locali e validati dalla sanità regionale: negozi, mercati, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, tatuatori, alberghi, strutture ricettive all’aria aperta, solo per citarne alcune. E nel rispetto delle linee guida nazionali, apriranno anche musei, biblioteche, archivi, complessi archeologici e monumentali.

Altre da lunedì 25 maggio: gli stabilimenti balneari, anche in questo caso secondo le regole fissate nel protocollo regionale già approvato. Poi palestre, piscine, centri sportivi (anche per allenamenti di squadra); attività corsistiche (dalle lingue straniere alla musica); centri sociali e circoli ricreativi; parchi tematici, di divertimento e luna park: per tutte queste attività, però, servirà prima l’adozione di uno specifico protocollo regionale per ognuna, nel rispetto dei principi contenuti nelle linee guida nazionali definite d’intesa fra Governo e Regioni. Oltre a rispettate le norme di distanziamento sociale, senza alcun assembramento.

Infine, dall’8 giugno, sempre previa adozione di uno specifico protocollo regionale, potranno ripartire i centri estivi e per i minori di età superiore a tre anni.
È quanto prevede la  nuova ordinanza (pdf, 3.3 MB) firmata dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, valida dal 18 maggio in tutta l’Emilia-Romagna.

Le misure adottate partono dall’attuale situazione epidemiologica del contagio da Coronavirus nel territorio emiliano-romagnolo, tale da consentire la riapertura e l’autorizzazione di diverse attività ma sempre nel rispetto del principio del distanziamento sociale. Così come bisognerà seguire le regole di prevenzione, igiene e protezione, a partire dall’uso della mascherina, il cui obbligo viene confermato dall’ordinanza nei locali aperti al pubblico e nei luoghi all’aperto dove non sia possibile mantenere la distanza di un metro.

Rispetto agli spostamenti, da domani cessano di avere effetto tutte le misure limitative della circolazione all'interno del territorio regionale.

Inoltre, è ammesso lo spostamento anche al di fuori della Regione Emilia-Romagna, non oltre la provincia o il comune confinante, da parte di residenti in province o comuni collocati a confine tra Emilia-Romagna e altre regioni, previa però comunicazione congiunta ai Prefetti competenti da parte dei presidenti delle Regioni, dei presidenti delle Province o dei sindaci dei Comuni tra loro confinanti. Saranno queste stesse comunicazioni a circostanziare tali possibilità.

Così come, sempre da domani, sarà consentito l’accesso alle spiagge libere e agli arenili.

I servizi di trasporto pubblico dovranno rimodulare l’offerta in considerazione della riapertura delle attività produttive, rispettando le prescrizioni previste la prevenzione e il contrasto alla diffusione del contagio.

Quanto previsto dall’ordinanza regionale si aggiunge alle misure valide nell’intero territorio nazionale contenute nel Decreto Legge e nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri approvati fra ieri e oggi dal Governo. A partire dalla possibilità di muoversi liberamente all’interno dei confini regionali senza più alcuna autocertificazione, necessaria invece per gli spostamenti fra una regione e l’altra, consentiti, così come prima, solo e unicamente per motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza. Resta inoltre il divieto di uscire dalla quarantena, così come di spostarsi se positivi al Coronavirus.

E fra le misure nazionali rientra anche la possibile riapertura delle Autoscuole a partire dal 20 maggio.