Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici.

Rapid Alert System è il sistema UE per tutti i prodotti di consumo pericolosi, ad eccezione di alimenti, prodotti farmaceutici e dispositivi medici. La relazione include informazioni dettagliate sui prodotti interessati, i rischi, lo Stato membro notificante e le misure adottate in risposta. Il sistema di allarme rapido consente uno scambio rapido di informazioni tra 31 paesi europei e la Commissione europea in merito a prodotti non alimentari pericolosi che presentano un rischio per la salute e la sicurezza dei consumatori. Ogni settimana, un aggiornamento delle ultime segnalazioni inviate dagli Stati membri è pubblicato sul sito web. Questo servizio di messaggi consente agli abbonati di essere informati su questi avvisi ogni settimana. Per leggere la scheda delle segnalazioni clicca

Linee guida per la valutazione della pericolosità naturale legata a ghiacciai e permafrost in aree montane

FONTE CNR.IT

22/12/2017

Assessment of glacier and permafrost hazards in mountain regions

 

Pubblicate le linee guida per la valutazione della pericolosità naturale legata a ghiacciai e permafrost in aree montane (Assessment of glacier and permafrost hazards in mountain regions: technical guidance document). Il documento, in lingua inglese, è frutto di un’intensa attività di confronto all’interno del gruppo scientifico Gaphaz (Glacier and permafrost hazards in mountains) dell’International association of cryospheric sciences (Iacs) e dell’International permafrost association (Ipa).

Il documento rappresenta una pietra miliare nelle attività del gruppo di lavoro Gaphaz, istituito allo scopo di migliorare lo scambio di informazioni sui pericoli naturali legati a ghiacciai e permafrost, all’interno della comunità scientifica internazionale e tra questa e gli enti di gestione del territorio. Queste linee guida si propongono come una risorsa per agenzie internazionali e nazionali, autorità governative e società private.

I pericoli naturali legati a ghiacciai e al permafrost rappresentano un’importante minaccia in molte aree montane del mondo. I cambiamenti climatici in corso stanno causando significative modificazioni di questi ambienti, aprendo nuovi scenari di pericolosità: questo, unitamente alla crescente pressione antropica, rendono questo tipo di pericoli meritevoli di adeguata attenzione.

Alla stesura del documento, coordinata da ricercatori del Dipartimento di Geografia dell’Università di Zurigo, hanno contribuito scienziati di tutto il mondo, tra cui la ricercatrice dell’Irpi-Cnr Marta Chiarle, del gruppo di ricerca GeoClimAlp, che attualmente è titolare della segreteria di Gaphaz.

Per informazioni:

Marta Chiarle
Strada delle Cacce 73, 10135 Torino
marta.chiarle@irpi.cnr.it

Vedi anche:

Assassinio di delfini, sacchi e sacchetti e addetti alle casse… una polemica bizzarra poiché il problema è di organizzazione del lavoro.

 

In Italia infuria la polemica sul pagamento dei sacchettini bio in cui ogni giorno migliaia di consumatori infilano arance, mele , patate e cavoletti di Bruxelles . I sacchettini bio venivano già pagati anche prima, ma non è questo il problema. Il problema riguarda la motivazione per cui vengono fatti pagare questi sacchettini: l’obiettivo è la riduzione del consumo di massa di codesti involucri, il pagamento dovrebbe essere pedagogico e indurre i consumatori a smetterla di consumare tonnellate di plastica sia pure bio . Almeno questo parrebbe essere l’intento del legislatore italiano che ha recepito una direttiva europea verosimilmente senza comprenderne il senso.

Qui, da Berlino, ove vivo diversi mesi all’anno la questione dei sacchetti “biodegradabili” per frutta e verdura appare una storia bizzarra e priva di senso. La vera differenza sta nel fatto che ora verrebbero fatti pagare per unità di prodotto in modo scorporato dal costo della frutta o della verdura. Prima li pagavamo pure: il loro costo veniva “caricato” nel prezzo del prodotto, mele o cavoletti di Bruxelles … Ora si dice che si fanno pagare per ridurne il consumo, per evitare l’inquinamento dalla plastica…

Argomentazione risibile: i consumatori li pagheranno perché ne hanno bisogno. Il bisogno deriva dalle casse automatiche ove è stato eliminato il personale umano . Nei negozi di Edeka o Rewe il problema in gran parte non esiste: se io compro sei clementine le metto sfuse nel cestino o nel carrello, alla cassa è la cassiera o il cassiere che le pesa mentre fa scorrere i prodotti sul lettore di barre,   poiché le casse sono dotate di una pesatrice elettronica e così vale per altre frutte o verdure . Se compro un cavolfiore non ho bisogno di imbustarlo nel sacchetto, è l’addetto alla cassa che lo pesa e io lo infilo “nature” nella busta della spesa. Senza fare drammi, si può dire che avere spinto l’eliminazione delle persone addette alle casse , in Italia,ha indotto un maggiore consumo da parte dei clienti di sacchetti che devono pesare ed etichettare con il prezzo le sei o sette clementine o pomodori dopo averle messe in una busta. Laddove poi alcune casse sono ancora gestite da umani  che non siano i clienti, in Italia, queste non sono dotate di bilancia istantanea come le casse dei magazzini della grande distribuzione nordica.

Quindi il problema del consumo abnorme di sacchetti è stato indotto dalla eliminazione fisica delle cassiere/i e dal fatto che una parte del loro lavoro è stata scaricata sui clienti che dovranno pure sentirsi in colpa come crudeli inquinatori e assassini di delfini

Volevo aggiungere inoltre che il mantenimento del personale alle casse in Germania  non pare abbia influito in modo particolare sui prezzi dei prodotti ….

editor