INRS. ” Plateformisation 2027 Consequences de l’uberisation en santé et securité au travail”

 

Rendiamo disponibile il documento di base sul quale si è sviluppata il confronto tra esperti nel Convegno: ” Plateformisation 2027 Consequences de l’uberisation en santé et securité au travail” promosso dall’Istituto francese INRS. Il Convegno si è celebrato nel gennaio 2018.
Il convegno aveva come obiettivo coinvolgere i partecipanti nell’esercizio di immaginare  gli effetti futuri che le trasformazioni organizzative e sociali del lavoro avranno sulla vita delle persone che vivono del loro lavoro. Come costruire contesti di lavoro più sicuri, meno rischiosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori quando le forme tradizionali d’impresa vengono sostituite da piattaforme come Uber Amazon e le innumerevoli altre che recapitano a casa pizze o altri oggetti di consumo acquistati online ? Come si possono riaggregare per darsi forme di rappresentanza questi lavoratori subordinati il cui lavoro viene organizzato tramite app aziendali installate nei loro smartphone ? Dagli stessi smartphone i lavoratori di solito ricevono gli ordini di lavoro e quando non servono più anche la notifica del licenziamento. A quel punto l’app viene disattivata da remoto dall’azienda e il lavoratore diviene un altro dei tanti in cerca di un nuovo lavoro, di una nuova app da installare sul telefono …

Su quali principi si basano gli algoritmi che fanno funzionare queste piattaforme, quali sono gli effetti sulla salute e sulla sicurezza nel lavoro dei tanti che alla guida di mezzi più o meno precari portano pizze e stufati nelle case dei clienti ? Nel documento si prospettano per il futuro quattro tipologie di scenari. Scenari differenti in relazione al grado di partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici.
Invitiamo i lettori e le lettrici di Diario per la Prevenzione a leggere e studiare questo documento qui allegato perchè, sia pure con le necessarie cautele, a nostro parere, esso rappresenta un’importante traccia per sviluppare le iniziative di autotutela nel prossimo futuro.

IL DOCUMENTO

New ESENER-2 analysis highlights disparity in the management of safety and health risks in the workplace

FONTE OSHA.EU

A new report analysing findings of the second European Survey of Enterprises on New and Emerging Risks (ESENER-2) takes a broad view of European occupational safety and health (OSH) practice. The report highlights that, although traditional occupational safety risks are largely well addressed across Europe, health and psychosocial risks are not as well managed. There is a need to expand current trends to more comprehensively address health and psychosocial risks as part of good OSH practice.

The report notes that having a strong commitment from management, worker representation and available resources, both financial and personnel, make a significant difference to firms’ implementation of good OSH practice. Larger firms and those in production and manufacturing sectors generally demonstrate higher levels of OSH management implementation — yet, even in these organisations, the focus is still mainly on traditional safety risks, rather than on health or psychosocial factors.

The report identifies a synergy between current EU policy and practice — which provides the opportunity to build on and consolidate the improvements in OSH practice made in recent years.

Download the full ESENER-2 OSH management report and the summary

The ESENER surveys at a glance

“Crisi”, “ripresa” e salute: elementi retrospettivi di Jean Olivier Mallet

Con questo articolo di Jean Olivier Mallet si apre su Diario Prevenzione una riflessione sugli effetti che la crisi economica ha prodotto sul patrimonio di salute della popolazione italiana ed europea. Invitiamo a commentare questo articolo e/o ad inviare alla redazione contributi ed articoli. Editor

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“Crisi”, “ripresa” e salute: elementi retrospettivi.
di Jean Olivier Mallet

L’impatto della crisi economica decennale 2007-2017 sulla salute pubblica (direttamente e attraverso la pressione sul sistema sanitario) a lungo non è stato un punto focale dell’attenzione mediatica ne della ricerca. E’ vero che il divario tra Nord e Sud in Europa non ha favorito l’omogeneità degli sguardi. In un Paese come la Francia, la tematica della crisi è stata forte negli anni 2008-2009, prima di essere rimossa a causa della resistenza del Welfare e delle politiche pubbliche effettive a lungo meno incisive in termini di “riforme strutturali”. Anzi medias e politici si sono spesso di nuovo interessati alle discriminazioni (genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità) più che non alle disuguaglianze (sociali), che ovviamente interferiscono con loro. Solo a giugno 2017, il periodico trimestrale Actualité et Dossier en Santé publique (del Haut Comité de Santé publique, comitato consultivo presso il Ministero della Sanità) dedica un numero intero a “Crise économique et santé”. Il secondo biennio della presidenza Hollande e quella Macron con politiche thatcheriane d’urto stanno rilanciando solo ora il tema di una crisi forse più sociale che non economica. Nel numero di dicembre 2014 della Chronique internationale de l’IRES dedicata all’impatto della crisi sulla scuola e la sanità, colpisce l’opposizione tra le politiche di privatizzazione e precarizzazione “di ordinaria amministrazione” in Germania e la violenza delle stesse “riforme strutturali” smantellando velocemente servizi territoriali ed ospedali in Portogallo e in Grecia.

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Adapter les mesures préventives de santé et de sécurité pour les travailleurs qui cumulent des précarités : les obligations d’équité

fonte PISTES 

Adapting Preventive Occupational Health and Safety Measures for Workers in Precarious Job Situations : the Obligations of Equity
La adaptación de la salud y la seguridad preventiva para los trabajadores que se acumulan precariedad: las obligaciones de equidad
Sylvie Gravel, Katherine Lippel, Daniel Vergara, Jessica Dubé, Jean-François Ducharme et Gabrielle Legendre

L’Italia per l’equità nella salute

 fonte: disuguaglianzedisalute

Venerdì 1 dicembre la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin ha presentato a Roma il rapporto “L’Italia per l’equità nella Salute” realizzato su sua commissione da un gruppo di lavoro dei quattro enti centrali (Inmp, Istituto superiore di sanità, Agenas e Aifa) coordinato da Giuseppe Costa.

Il convegno è iniziato con la proiezione del video “L’Italia per l’equità nelle salute”, che ha introdotto i lavori della giornata.  Il video è disponibile al link https://youtu.be/bn2t78Ah14Q

Di seguito un breve resoconto del contenuto del rapporto e una sintesi delle conclusioni e degli impegni assunti nel corso dell’incontro.

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Coinvolgimento della comunità per il contrasto alle disuguaglianze di salute

FONTE : DISEGUAGLIANZEDISALUTE

Quali sono le evidenze di efficacia degli interventi che si pongono l’obiettivo di un coinvolgimento attivo della comunità locale? Come le diverse modalità di attivazione della comunità agiscono sulla salute e sulla riduzione delle disuguaglianze?

Quali sono i meccanismi che possono rafforzare i processi partecipativi? Come tali meccanismi si traducono in rinforzo delle competenze e della capacità delle singole persone di prendere le decisioni più adeguate rispetto a stili di vita e comportamenti salutari? Come la comunità può supportare scelte salutari? Quale il ruolo degli operatori in questi processi? Quali cambiamenti culturali e professionali sono necessari? Questi sono alcuni dei quesiti che hanno dato origine a questo report, che si struttura in due contributi distinti.

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L’uguaglianza sociale comincia dalla salute

 

fonte INGENERE.IT

La salute delle donne e dei bambini è considerata un passo fondamentale nella direzione dell’uguaglianza sociale. Le risorse non mancano e nemmeno le intenzioni politiche, stando alle ultime dichiarazioni del G7. Ma i rapporti internazionali descrivono una situazione critica

Ridurre la mortalità materna, infantile e fra gli adolescenti. Questo è l’obiettivo rilanciato dalla vice direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) Flavia Bustreo, medico epidemiologo, in occasione del G7 dei ministri della salute a Milano.

Le risorse non mancano: due miliardi di euro sono stati previsti dal fondo Global Financing Fscility a favore della tutela della salute delle donne e dei bambini, considerata un passo fondamentale nella direzione dell’uguaglianza sociale.

D’altra parte, la situazione resta critica, seppure migliorata rispetto a qualche anno fa

Se si guarda alla salute delle donne a livello nazionale, per esempio, secondo l’indagine conoscitiva portata avanti dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna il 49% delle donne nel 2016 ha dichiarato di fare prevenzione rispetto al 44% nel 2006. Cambiano nettamente i comportamenti: se nel 2006 soltanto il 48% delle donne dichiarava di sottoporsi a controlli e visite anche quando stava bene, nel 2016 la quota sale al 62%.

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