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FONTE: DORS.IT

Autrici :Grazia Bertiglia, Dors - Elisa Valesio, Regione Piemonte

 

La norma italiana a completamento del Regolamento Europeo 2016/679

Il 10 agosto 2018 è stato approvato il D.Lgs. 101: la scelta è stata, alla fine, di conservare – per quel che si poteva - il Codice italiano (D.Lgs. 196/2003) modificandolo alla luce del Regolamento Europeo.

Il decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 7 settembre non è di agevole lettura: gran parte è dedicato a modificare abrogare gli articoli del Codice; gli ultimi articoli, da 17 a 26 contengono invece norme originali. Riportiamo perciò in allegato sia il testo del decreto 101/2018, sia il testo modificato del (D. Lgs. 196/2003) in vigore dal 19.9.2018.

Purtroppo la materia specifica di cui trattiamo non è fra quelle su cui la stampa, anche specialistica si sia soffermata con commenti di esperti della privacy: l’attenzione, a partire da maggio di quest’anno, è stata rivolta soprattutto ad aspetti di gestione dei sistemi informativi, di trattamento di dati da parte dei colossi dell’informazione, all’impatto nel mondo privato e alle temute sanzioni. Al momento anche il Garante italiano (ora “autorità di controllo” ) non ha dedicato particolare enfasi agli aspetti inerenti i trattamenti di dati per scopi sanitari e di ricerca. In attesa dell’emanazione del D.Lgs. 101/2018, per evitare un vuoto normativo, il   data ha prorogato le autorizzazioni generali, scadute il 25 giugno, all’indomani dell’entrata in vigore piena del Regolamento europeo.

Le disposizioni del Regolamento Europeo per la sanità.

Quali sono oggi, allora, i punti fermi della nuova normativa privacy per chi opera nei servizi di prevenzione e sanità pubblica, per la promozione della salute, la ricerca scientifica, la programmazione dei servizi sanitari?

In primo luogo, occorre tener conto delle nuove regole che valgono per ogni trattamento di dati personali: base giuridica, informazioni, accountability, minimizzazione e pseudonimizzazione, privacy by design e by default, sicurezza e valutazione di impatto. (già esaminati in precedenti  articoli su questo sito).

Il Regolamento Europeo tratta in particolare di questi ambiti specifici in alcuni punti:

Il Considerando 33 riguardo alla ricerca scientifica riconosce che “in molti casi non è possibile individuare pienamente la finalità … al momento della raccolta dei dati” e dà spazio alle comunità scientifiche per definire regole deontologiche adeguate per tutelare le persone anche senza il loro consenso specifico: questo può riguardare anche la ricerca sanitaria, in particolare tutta la ricerca epidemiologica che si basa su dati raccolti in precedenza per le attività di diagnosi, cura e prevenzione.

Il Regolamento definisce poi puntualmente i dati genetici:

cons 34/art. 4- punto 13: i dati personali relativi alle caratteristiche genetiche ereditarie o acquisite di una persona fisica che forniscono informazioni univoche sulla fisiologia o sulla salute di detta persona fisica, e che risultano in particolare  dall’analisi di un campione biologico di detta persona fisica.

e i dati sanitari:

cons.35/art 4- punto 15: dati personali attinenti alla salute fisica o mentale di una persona fisica, compresa la prestazione di servizi di assistenza sanitaria, che rivelano informazioni relative allo0 stato di salute;

Riguardo alla base giuridica il cons. 45 indica che dove c’è interesse pubblico, allora ci vuole come base giuridica una norma di legge; il consenso al trattamento dei dati personali in sanità è cosa diversa dal consenso informato all’atto medico, previsto dalla legge n. 219/2017 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento.” che dice all’art. 1 “La presente legge, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all'autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario puo' essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge.” 

Fermo restando quanto sopra, il consenso al trattamento dei dati personali in sanità viene ristretto (cons. 32- art 7), ma il Regolamento europeo specifica che quando occorre ottenerlo dal soggetto per trattare i suoi dati, questo consenso è sempre revocabile.

L’art 9 del Regolamento disciplina il trattamento di categorie particolari di dati personali tra cui rientrano i dati relativi alla salute, i dati genetici ecc. Nell’ambito sanitario segnaliamo:

Il paragrafo 1 prevede in linea generale che: “E’ vietato trattare dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica,….nonchè trattare dati genetici,…., dati relativi alla salute…”

Il paragrafo 2 prevede delle eccezioni. Non si applica il comma 1 se:

a) l’interessato ha prestato il proprio consenso esplicito… e puo’ revocarlo in ogni momento;

oppure il trattamento è necessario per:

b) assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti specifici del titolare del trattamento o dell'interessato in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale e protezione sociale ..;

c) tutelare un interesse vitale dell'interessato o di un'altra persona fisica qualora l'interessato si trovi nell'incapacità fisica o giuridica di prestare il proprio consenso;

g) motivi di interesse pubblico rilevante sulla base del diritto dell'Unione o degli Stati membri, …purchè l’interesse sia proporzionato ;

h) finalità di medicina preventiva o di medicina del lavoro, valutazione della capacità lavorativa del dipendente, diagnosi, assistenza o terapia sanitaria o sociale ovvero gestione dei sistemi e servizi sanitari o sociali ed è condotto da un professionista soggetto a segreto professionale;

i) motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, quali la protezione da gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero o la garanzia di parametri elevati di qualità e sicurezza dell'assistenza sanitaria e dei medicinali e dei dispositivi medici, …;

j) archiviazione nel pubblico interesse ricerca scientifica e statistica (con l’obbligo di pseudonimizzare i dati).

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE DORS.IT 

 

FONTE: EPICENTRO 

In relazione ai casi di polmonite registrati in numerosi Comuni delle Provincie di Brescia e di Mantova a partire dall’inizio di settembre 2018, l’Istituto superiore di sanità (Iss) sottolinea che l’inchiesta epidemiologica e microbiologica di tutti i casi è ancora in corso ed è finalizzata a trovare un’eventuale esposizione comune. Sono inoltre in corso azioni specifiche per identificare la fonte e i metodi di trasmissione del batterio. Leggi il commento dei ricercatori con il punto sulla situazione attuale e sulle indagini in corso.

Fonte ASSR Emilia-Romagna

Il contributo dell’ASSR allo studio pubblicato sulla rivista International Journal of Epidemiology apre nuove linee di ricerca
Terremoti, gli effetti di salute a medio-lungo termine

È la prima volta che uno studio scientifico indaga l’impatto dei terremoti sulla salute delle persone nel medio e lungo termine. Gli esiti della ricerca – che ha sintetizzato 52 studi osservazionali condotti nell’arco di 30 anni a partire dai dati di oltre 82.000 individui – ci dicono che il terremoto può avere effetti sulla salute anche a distanza di mesi o di anni dall'evento sismico. Generalmente gli studi epidemiologici si concentrano sulle conseguenze immediate di un evento sismico, a distanza cioè di ore o di pochi giorni. Questo studio pertanto colma un vuoto e apre a nuove e ulteriori linee di ricerca.

L’Agenzia sanitaria e sociale regionale ha contribuito a questa ricerca in collaborazione con il Research Center in Emergency and Disaster Medicine (CRIMEDIM), l’Università del Piemonte Orientale, l’Università dell’Aquila e sotto il patrocinio dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. La collaborazione è sfociata nella recente pubblicazione sulla rivista International Journal of Epidemiology, Medium- and long-term health effects of earthquakes in high-income countries: a systematic review and meta-analysis.

Lo studio scientifico indaga la tematica in maniera analitica considerando le sue implicazioni a medio e lungo termine, quando carenze fisiche (ad esempio ridotta disponibilità di farmaci) e psicologiche (stress legato all’esperienza traumatica appena vissuta e allo sradicamento dal proprio territorio) possono aumentare il carico di malattia.

Come anticipato, questo lavoro è frutto di una sintesi analitica di 52 studi osservazionali condotti in Paesi ad alto reddito negli ultimi 30 anni, comprendenti dati di oltre 82.000 persone. I principali effetti riscontrati riguardano un aumento dei tassi di mortalità per tutte le cause (+2%), infarto miocardico (+36%) e ictus (+37%) e maggiori livelli medi di emoglobina glicata (+0,16%) rispetto alle persone non esposte a terremoti. Non sono invece stati rilevati effetti del terremoto sulla pressione sanguigna, sull’indice di massa corporea e sui biomarcatori lipidici. ...continua a leggere "Terremoti, gli effetti di salute a medio-lungo termine"

 

FONTE AREA7.CH

Condannati a respirare piombo e veleni

di Marina Forti

Il gruppo Sider Alloys di Lugano ha acquisito lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme, in Sardegna, il più importante impianto italiano per la produzione di alluminio primario. L’accordo è stato firmato il 15 febbraio presso il ministero per lo sviluppo economico (Mise), a Roma, e coinvolge Invitalia, l’agenzia italiana per gli investimenti. È stato annunciato un investimento di 135 milioni di euro per far ripartire la produzione: ma saranno in gran parte anticipati da Invitalia. I lavoratori della ex Alcoa, che da quasi quattro anni presidiano lo stabilimento per impedirne la chiusura, ora sperano di tornare al lavoro. Portovesme però è uno dei siti più inquinati d’Italia, in attesa di bonifica per rimediare a quarant’anni di scarichi industriali incontrollati. Tra le ragioni della salute ambientale e quelle del lavoro rischia di scoppiare un nuovo conflitto.

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Disciplinary Borders and Tensions Between Academic and Field Expertise and How They Produce Knowledge and Ignorance in Occupational Health

Fronteras disciplinarias y tensiones entre el conocimiento académico y el conocimiento adquirido en el terreno en la producción de saberes y de ignorancia en salud ocupacional

 di Emilie Counil et Emmanuel Henry

Cet article présente plusieurs pistes de réflexion sur les formes d’interdisciplinarité à même de dévoiler les points encore aveugles des liens entre santé et travail. S’appuyant sur des exemples abordés lors d’un séminaire interdisciplinaire (2014-2015) et d’un colloque international (2016), il analyse les conséquences de la dépendance de l’expertise vis-à-vis des savoirs constitués et des disciplines telles qu’elles se sont historiquement construites (en particulier l’épidémiologie). Il vise aussi à analyser l’impact de l’investissement insuffisant de certaines thématiques par la recherche scientifique sur les capacités de mobilisation et de construction d’une contre-expertise. Il s’applique enfin à trouver comment rendre les connaissances plus accessibles aux acteurs directement concernés afin qu’ils puissent s’en saisir pour protéger leur santé ou obtenir réparation. Loin de répondre définitivement à ces questions, cet article rend plus simplement compte de la façon dont elles ont été problématisées et discutées par différentes catégories d’acteurs ayant participé à ces rencontres.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SULLA RIVISTA PISTES

Which Epidemiology(ies) for Work Health ? Thoughts About Occupational Cancer
¿Qué epidemiología para la salud ocupacional? Reflexiones a partir de cánceres ocupacionales

Charles-Olivier Betansedi

Résumés
Depuis le début des années 1990, l’épidémiologie est le théâtre de vifs débats internes, portant sur la nature de la discipline et le rôle qu’elle est censée jouer dans la société. À partir d’une étude critique de la littérature sur les cancers professionnels, l’article propose de restituer la nature des différents conflits opposant les principaux paradigmes de recherche en santé au travail, et d’en comprendre les fondements et logiques sociales. S’appuyant sur diverses disciplines, l’épidémiologie professionnelle est soumise à des logiques théoriques et explicatives concurrentes et contradictoires qui se donnent à voir aussi bien au niveau de la construction des objets d’étude, qu’à celui des choix des hypothèses et/ou des variables d’intérêt. Plus précisément, il souligne que les oppositions et conflits entre disciplines (médecine, sciences sociales, etc.) se rejouent à l’intérieur même de l’épidémiologie, dans chacune de ses branches, en raison de son hyperspécialisation croissante et de l’opposition « nature » vs « culture » qui structure l’entièreté du champ.

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Newsletter Medico-Legale Inca Cgil a cura di Marco Bottazzi                                    Numero 1/2018

Tumori professionali: i dati del progetto Nocca

In un recente articolo Laurent Vogel dell’Unità sulle Condizioni di Lavoro, Salute e Sicurezza dell’ Institut Syndacal Européen (ETUI) fa il punto sui risultati de sistema Nocca.

Il progetto NOCCA (Nordic Occupational Cancer) coinvolge i 5 paesi nordici: Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia ed Islanda e si basa su uno strumento statistico che permette di collegare patologie e condizioni di lavoro.

Gli aspetti della salute professionale restano spesso sottovalutati. Il progetto NOCCA (acronimo di Nordic Occupational Cancer) dimostra che, anche con finanziamenti modesti, si possono creare strumenti statistici che attenuano la scarsa visibilità delle neoplasie occupazionali nel settore pubblico. Vi partecipano 5 Stati (Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda) con l’istituzione e l’utilizzo dei registri tumori, nei quali acquistano particolare importanza le conoscenze sulle attività lavorative svolte dai pazienti (oltre al sesso, la localizzazione della neoplasia, il paese di appartenenza), onde stabilire l’incidenza e la mortalità di ciascun tipo di tumore per professione.

Una associazione statistica è un segnale di allarme e potenzia le iniziative di miglioramento della prevenzione primaria e di potenziamento degli studi epidemiologici, essenziali nel ridurre il fenomeno della ”ignoranza organizzata” nei diversi Paesi. A tali scopi della lotta alle diseguaglianze sociali di salute partecipano attivamente le organizzazioni sindacali di ogni azienda.

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The report estimates that there will be 1,735,350 new cancer cases and 609,640 cancer deaths in the United States in 2018*. The cancer death rate dropped 26% from its peak of 215.1 per 100,000 population in 1991 to 158.6 per 100,000 in 2015. A significant proportion of the drop is due to steady reductions in smoking and advances in early detection and treatment. The overall decline is driven by decreasing death rates for the four major cancer sites: Lung (declined 45% from 1990 to 2015 among men and 19% from 2002 to 2015 among women); female breast (down 39% from 1989 to 2015), prostate (down 52% from 1993 to 2015), and colorectal (down 52% from 1970 to 2015).

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Image: The cancer death rate dropped 1.7% from 2014 to 2015, continuing a drop that began in 1991 and has reached 26%, resulting in nearly 2.4 million fewer cancer deaths during that time.

Source: The data is reported in Cancer Statistics 2018, the American Cancer Society’s comprehensive annual report on cancer incidence, mortality, and survival. It is published in CA: A Cancer Journal for Clinicians and is accompanied by its consumer version: Cancer Facts and Figures 2018.

From: American Cancer Society
Published January 4, 2018 11:05 AM