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FONTE   ETUI.ORG
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Secondo un nuovo rapporto dell'University College di Londra (UCL), le pressioni derivanti dall'essere un tassista o un corriere indipendente possono aumentare significativamente il rischio di essere coinvolti in un incidente stradale.

La maggior parte degli intervistati - il 63% - non ha ricevuto formazione sulla gestione del rischio del traffico stradale. Il 65% ha dichiarato di non aver ricevuto l'equipaggiamento di sicurezza, come un giubbotto ad alta visibilità, e oltre il 70% utilizza la propria attrezzatura.

Nicola Christie e Heather Ward (Centro Studi di trasporto - UCL) hanno condotto 48 approfondite interviste qualitative con i driver, i driver di consegna e manager, e analizzato le risposte a un sondaggio online al quale 200 tassisti o la consegna di pacchetti o cibo che ottiene lavoro dalle piattaforme attraverso le app.

Più di due su cinque conducenti e motociclisti (42%) hanno riferito che il loro veicolo è stato danneggiato a causa di una collisione sulla strada, e uno su dieci ha dichiarato che qualcuno era rimasto ferito. L'8% ha dichiarato di essere stato ferito e il 2% ha dichiarato che un'altra persona è rimasta ferita.

"I nostri risultati evidenziano che l'emergere e il successo dei servizi di consegna relativi alla Gig Economy potrebbe portare ad un aumento dei fattori di rischio che influenzano la salute e la sicurezza delle persone che lavorano in questo settore e altri utenti della strada ", ha detto Ward.

"Più persone entrano nell'Economia Gigante, maggiore è la competizione, più ore hanno bisogno di lavorare e le distanze che devono percorrere per guadagnare un reddito stabile. Sappiamo che si tratta di un problema, ma non sappiamo esattamente fino a che punto è, perché non tutte le società sono tenute a segnalare al governo il numero di corrieri indipendenti che utilizzano ".

Il rapporto UCL, intitolato Le problematiche emergenti per la gestione del rischio stradale professionale in un'economia in evoluzione , contiene raccomandazioni per piattaforme per il trasporto di persone in auto e consegna a domicilio con veicoli motorizzati o meno.

I telefoni cellulari non dovrebbero essere una distrazione, dicono gli autori dello studio dopo che i risultati hanno mostrato che il 40% degli utenti di un'applicazione tramite il proprio telefono cellulare ritiene che li distrae quando guidano. La maggior parte dei conducenti di biciclette, motocicli o scooter intervistati ha riferito di aver ricevuto un lavoro tramite un'applicazione che emetteva rumore a intervalli regolari per avvisarli del lavoro da svolgere in una finestra temporale fissa da accettare.

Altri fattori di rischio per conducenti e conducenti di consegna includono la fatica, soprattutto per la consegna dei pacchi, dovuta a un eccessivo lavoro e ad un'intensa pressione di consegna, molti dei quali riportano regolarmente gli incidenti e collisioni.

I partecipanti dicono che sono più propensi a correre rischi come guidare a velocità eccessiva o attraversare luci rosse per risparmiare tempo.

Fonte: University College London

Articolo ETUI sull'argomento:

 

FONTE ANMIL

Tra le iniziative che vedono l’ANMIL in prima linea sul tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro, dallo scorso anno abbiamo voluto prevedere un nuovo appuntamento annuale dedicando uno studio approfondito e mirato proprio sulla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, realizzato da un gruppo di esperti, per fare il punto sui principali interventi del legislatore, della giurisprudenza, della prassi amministrativa e del mondo della ricerca in materia di salvaguardia della salute dei lavoratori in ambito lavorativo.

Il 17 maggio 2017, ospitati nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani del Senato, con il 1° Rapporto sulla Salute e sicurezza sul lavoro, l’ANMIL ha inaugurato un “annuario della sicurezza sul lavoro”, con l’obiettivo di mettere a disposizione e a beneficio di tutti gli addetti ai lavori un prodotto editoriale innovativo ed unico nello scenario nazionale ed europeo, e l’auspicio di contribuire all’innalzamento del livello di conoscenza e spirito critico che il tema merita.

Dunque, ricorrendo quest’anno anche il decennale dell’entrata in vigore del Testo Unico Sicurezza, il prossimo 10 settembre, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, presenteremo il 2° Rapporto nella Sala del Parlamentino del CNEL (Viale Davide Lubin n. 2), per fare il punto sull’andamento del periodo 2008-2018, sia sotto il profilo dell’incidenza degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali sia alla luce di una più ampia prospettiva economico-normativa, in considerazione anche della ripresa della produzione e dell’occupazione, e con uno sguardo non solo al contesto nazionale ma anche alla prospettiva europea ed internazionale

...continua a leggere "L’ANMIL PRESENTA, NELLA SALA DEL PARLAMENTINO DEL CNEL, IL 2° RAPPORTO SULLA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO Roma, 10 settembre 2018 "

 

Purtroppo il Ministro del Lavoro affronta questo tema con un certo dilettantismo : i sistemi premiali , sia per le aziende come per i lavoratori sono stati sperimentati da molti anni e non sempre sono efficaci, anzi il più delle volte hanno effetti collaterali che superano i vantaggi che possono produrre. Il primo effetto e quello della tendenza a nascondere gli eventi negativi , i piccoli infortuni mettendo i lavoratori in ferie o in malattia.... I day click dell’Inail esistono da molti anni : sono fondi che premiano le aziende che portano avanti progetti di miglioramento impiantistico o nel campo della formazione. Un vero bilancio di questa distribuzione di risorse non è mai stato fatto, sono soldi che vanno a progetti che di fatto non vengono verificati... Non serve in questo campo l’effetto sorpresa, le aziende che lavorano in sicurezza lo fanno perché hanno un interesse strategico: gli infortuni e le malattie professionali hanno un costo elevato per le aziende , le altre , quelle condotte con superficialità o cinismo giocano sulla fortuna e sulla pelle dei lavoratori.In questo caso serve una maggiore vigilanza per chi fa dumping sulla pelle dei lavoratori. Per quanto attiene alla legislazione ancora una volta il ministro come altri suoi predecessori gioca ad attirare consensi con la promessa di semplificazione delle norme .... Si qualcosa si può fare ma se un’azienda non fa la valutazione dei rischi e la usa come strumento di gestione dei rischi serve poco semplificare . Purtroppo troppe aziende invece di mettere in opera una efficace valutazione e gestione dei rischi pagano dei consulenti furbetti che producono una documentazione burocratica inutile che dovrebbe servire solo ad affrontare la vigilanza degli ispettori delle Asl .... come dire , le proposte di di Di Maio per alcuni versi appaiono dilettantesche per altri ricalcano strade già collaudate con scarsi risultati. Ai molti fans del ministro una sola raccomandazione: la questione sicurezza e materia difficile e complessa e non la si affronta con lo spirito di una tifoseria da stadio.... Gino Rubini editor di www.diario-prevenzione.it

DOCUMENTI

CAMERA DEI DEPUTATI

Informativa urgente del Governo sugli incidenti nei luoghi di lavoro.........................................................

Intervento del Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali) DI MAIO Luigi, Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali
(Interventi) pagine 29, 33

di Lisa Bartoli,Rassegna.it

 

Di fronte a un incidente sul lavoro, gli ostacoli non sono più soltanto quelli frapposti dall’azienda. Anche l’Inail ci mette del suo, con procedure burocratiche e rigidità interpretative. Lo dimostra il caso di un ciclofattorino milanese

Già è difficile per un qualsiasi rider vedersi riconoscere lo status di “lavoratore subordinato”, ma anche quando il “miracolo” riesce, di fronte ad un infortunio sul lavoro gli ostacoli non sono più solo quelli frapposti dall’azienda: “l’Inail ci mette del suo, con procedure burocratiche e rigidità interpretative ingiustificate delle norme, che rendono le tutele antinfortunistiche una meta assai lontana”. La denuncia è dell’Inca di Milano, che sta assistendo un dipendente di una società tedesca, vittima di un infortunio, riconosciuto come da lavoro dallo stesso Istituto, avvenuto più di un anno fa. Tutto è cominciato un maledetto giorno di febbraio 2017, quando il “non più giovane fattorino” (ultracinquantenne), mentre cercava di bruciare i tempi della consegna, tra un semaforo e l’altro nel caos urbano, è stato investito dalla portiera di un’ auto, aperta improvvidamente da un automobilista, che lo ha fatto cadere rovinosamente sull’asfalto.

L'articolo prosegue alla fonte Rassegna.it

FONTE  FIOM CGIL NAZIONALE

Il caso dei rider ribelli di Foodora su cui si è pronunciato il Tribunale di Torino ha avuto una certa risonanza mediatica. Però, i più prudenti media nazionali hanno preferito sospendere il giudizio sulla vicenda in attesa di conoscere la motivazione della decisione che, come è noto, ha negato ai ricorrenti la fruibilità delle tutele proprie dei lavoratori dipendenti. Comunque, comune ai più o meno improvvisati commentatori è stata la tendenza a vedere nella controversia un sintomo delle criticità del lavoro nel XXI secolo che sta chiudendo definitivamente i conti col passato. E’ in circostanze del genere che mi sorprendo a chiedermi come avrebbe reagito l’opinione pubblica di un centinaio di anni fa, se anch’essa fosse stata tempestivamente informata che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Dopotutto, l’avvento dell’industrializzazione fu meno veloce, ma non meno travolgente e dirompente del passaggio d’oggigiorno al post-industriale.

Fonte Controlacrisi.org

La mattanza continua, le statistiche degli infortuni e delle morti, delle malattie professionali contratte nei luoghi di lavoro andrebbero aggiornate di giorno in giorno. 1,67 morti al giorno, è questa la percentuale stando alle statistiche ufficiali che poi in fatto di salute e sicurezza sono sottostimate. Non si tratta di applicare normative di legge perchè queste normative sono facilmente aggirabili e chi dovrebbe vigilare (gli ispettori asl) sono in numero insufficiente da anni, anzi hanno organici cosi' risibili da effettuare ormai solo controlli a campione.

...continua a leggere "“Morti e produttività, rovesciare il ragionamento”. Il domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti"

Fonte FiomNotizieBologna

 

 

E’ una serata qualsiasi al circolo Arci RitmoLento.  Sono le dieci e mezza e le attività del circolo sono finite. La maggior parte dei frequentatori inizia ad andare verso il letto. Non è raro che vi siano serate in cui il RitmoLento si riempa di riders. Ma chi sono i riders? I riders sono i tradizionali fattorini inquadrati nel nuovo settore del “food-delivery” (consegna del cibo). Quando termina il turno capita che si riuniscano per conoscersi e confrontarsi.

Dall’autunno scorso i riders della città hanno cominciato a incontrarsi periodicamente e organizzarsi sotto il nome di Riders Union Bologna. L’obiettivo? Rivendicare condizioni contrattuali migliori, ottenere diritti e tutele oggi assenti, divenire un punto di riferimento e di mutuo aiuto per i fattorini della gig economy. L’ultima iniziativa è stata lo sciopero inter-piattaforma di venerdì 23 febbraio, mentre era in corso una pesante nevicata. Nemmeno il freddo e il gelo sono riusciti a impedire il corteo in bicicletta per le vie del centro.

Per comprendere bene in quale contesto si inserisca questo sciopero, quali siano le condizioni dei lavoratori del food delivery e la situazione bolognese, è però necessario fare qualche passo indietro. Fin dall’ inizio del 2016 il settore del food delivery a Bologna era interamente occupato da un’unica piattaforma online che copriva la stragrande maggioranza dei ristoratori bolognesi, PizzaBo, e la cui unica funzione era quella di offrire uno spazio virtuale di incontro tra domanda e offerta. Ogni pizzeria gestiva la consegna degli ordini autonomamente, tramite i propri fattorini. Nel 2016 PizzaBo è stata venduta a Justeat, un colosso mondiale del food delivery. Da quel momento abbiamo assistito a una progressiva invasione di altre compagnie internazionali del settore; una invasione che si è accompagnata a una proliferazione di ristoranti e pizzerie, tanto che Bologna è ormai definita “city of food”(città del cibo).

...continua a leggere "Difficile da digerire, il lavoro duro dei riders bolognesi"

FONTE FIOM-CGIL.IT

“Lo scorso 19 gennaio è avvenuto un tragico incidente presso il Cantiere Navale Vard Tulcea in Romania. Un operaio di 48 anni è rimasto decapitato mentre lavorava a bordo di una nave in costruzione. Non possiamo che esprimere il nostro cordoglio alla famiglia di questo lavoratore e alle famiglie di tutti quanti in questi primi giorni del 2018, anche in Italia, hanno perso la vita sul posto di lavoro o andando al lavoro. Come sindacato dobbiamo continuare nel nostro impegno per far rispettare le normative e le garanzie previste in materia di sicurezza sul lavoro e più in generale dobbiamo riuscire a contrastare l'idea che le regole e le tutele siano “i lacci” da tagliare per rispondere alla crisi e alle sfide economiche imposte dalla globalizzazione. In tutta Europa avanzano le politiche liberiste e le “riforme” imposte dai centri finanziari e dalle lobbies industriali cancellando i diritti, le pensioni, la sanità e la scuola pubblica. Un contesto nel quale, in assenza di risposte ai grandi temi sollevati dai cittadini, proliferano nuove forme di fascismo. A livello europeo, visti anche i processi di integrazione industriale in corso, occorre portare avanti un disegno comune di salute e sicurezza sul lavoro, di diritti sul lavoro e salari adeguati”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Potetti, responsabile cantieristica navale Fiom-Cgil nazionale.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 26 gennaio 2018

Un contributo alla riflessione sulla sicurezza e salute nel lavoro  di Giuseppe Casadio che ringraziamo . editor

C'entra anche con le elezioni prossime, e in generale con la politica, il tema (di questi giorni) del rapporto annuale INAIL sugli incidenti e malattie sul lavoro nel 2017.
Nel 2017 hanno perso la vita sul lavoro 1029 persone; circa 3 per ogni giornata di lavoro. Dato di nuovo in crescita, dopo molti anni di tendenziale diminuzione, seppure lenta nell'ultimo ventennio.
Ma il dato numerico, in sè, non dice tutto: andrebbe opportunamente rapportato alle ore lavorate, più che al numero degli occupati, in tempi come l'attuale di lavori saltuari, precari, part-time (statisticamente computati al pari dei lavori permanenti e a tempo pieno).
Il rapporto preliminare INAIL ci dice anche che l'aumento delle vittime si è concentrato fra i lavoratori extra-comunitari (spesso i più de-qualificati e meno formati alla prevenzione del rischio da parte delle imprese), e, territorialmente, in Lombardia ed Emilia Romagna.
Già da questi semplici dati si evidenzia cosa significhi rispetto e dignità per il lavoro. Ma chi ne parla, anche nei programmi elettorali?
Solamente un'altra considerazione molto significativa: la nuova crescita ha a che fare anche con l'organizzazione dei cicli produttivi: il proliferare di esternalizzazioni, appalti, segmentazione dei cicli produttivi facilita il fenomeno, in quanto, tutt'al più, i lavoratori conoscono il rischio insito nel proprio segmento di attività, ma non altrettanto quello derivato dal lavoro che si svolge, magari sullo stesso piazzale o nella linea a fianco, perchè affidato o appaltato ad altra e separata impresa. E' un dato più frequente di quanto si pensi: "rischio da interferenza". (Si pensi, ad esempio, ad una situazione lavorativa molto complessa come un'area portuale, ecc.)
Sulle malattie professionali i dati sono ancora più incerti e problematici: non essendoci l'obbligo ad un libretto personale che illustri tutta la vita lavorativa del lavoratore, è molto aleatorio riconoscere come professionale una malattia che si manifesti oggi, pur essendo stata causata da una esposizione a fattori di rischio risalente a tempi anche lontani, e avente tempi lunghi di incubazione..........
Sono solo spunti di riflessione, ma quando si dice "dignità e valore del lavoro" si dicono cose molto concrete, per nulla ideologiche.

fonte PISTES 

Adapting Preventive Occupational Health and Safety Measures for Workers in Precarious Job Situations : the Obligations of Equity
La adaptación de la salud y la seguridad preventiva para los trabajadores que se acumulan precariedad: las obligaciones de equidad
Sylvie Gravel, Katherine Lippel, Daniel Vergara, Jessica Dubé, Jean-François Ducharme et Gabrielle Legendre