La prevenzione senza ossigeno

FONTE: SNOP.IT
Lunedì 22 Gennaio 2018 18:06
I tragici infortuni avvenuti negli ultimi giorni hanno suscitato sconcerto, anche fra quanti hanno operato ed operano nel sistema pubblico di prevenzione. Nonostante tutto l’impegno profuso nelle attività di informazione, assistenza e controllo, anche mirate, i fatti ci dicono che nei luoghi di lavoro si ripetono ancora eventi mortali spesso con dinamiche che riportano al passato. Questi eventi ci interrogano, e hanno indotto in alcuni di noi riflessioni che qui pubblichiamo, sperando che siano utili all’apertura di un dibattito “largo” che vogliamo ospitare in questo spazio.

Chi desideri inviare un contributo (non più di una o due cartelle dattiloscritte) sarà il benvenuto: può quindi farlo pervenire all’indirizzo presidenza@snop.it

La pubblicazione avverrà a cura dell’Ufficio di Presidenza della SNOP.

La Presidente Anna Maria Di Giammarco

Attachments:
File File size
Download this file (Di Leone - Dopo le morti di Milano.pdf)Di Leone – Dopo le morti di Milano.pdf 452 Kb
Download this file (gennaio2018.pdf)gennaio2018.pdf 358 Kb

 

Morti per esalazioni di gas: come prevenire questi infortuni?

Riproduciamo da Punto Sicuro  questa intervista importante sulla tragedia sul lavoro avvenuta nell’Azienda Lamina di Milano. Ringraziamo Punto Sicuro per il prezioso lavoro d’informazione sulla sicurezza. Editor
Morti per esalazioni di gas: come prevenire questi infortuni?
Tiziano Menduto

 Tiziano Menduto
 Interviste e inchieste

 
22/01/2018: Riflessioni e considerazioni sulla prevenzione e su quanto può essere avvenuto all’azienda Lamina spa dove sono morti quattro lavoratori per esalazioni di gas. Ne parliamo con Adriano Paolo Bacchetta, esperto in materia di spazi confinati.

Milano, 22 Gen – Giovedì è morto anche il quarto operaio, Giancarlo Barbieri, coinvolto nel gravissimo incidente che è avvenuto a Milano alla Lamina spa, azienda di produzione per laminazione a freddo di nastri di alta precisione in acciaio e titanio.

PuntoSicuro, che si occupa per lo più di aspetti tecnici, di prevenzione in materia di sicurezza e salute sul lavoro, raramente interviene direttamente sui recenti fatti di cronaca in materia di infortuni. Il ruolo di commento e approfondimento del nostro giornale diventa difficile quando la magistratura sta ancora lavorando, quando sia ancora difficile dipanare cause e responsabilità.

Tuttavia ci sono tipologie di incidenti – come fu per quello relativo all’ incendio alla Thyssenkrupp e come è per questo di Milano – che possono e devono far scaturire utili riflessioni che, al di là degli aspetti meramente tecnici, ci permettano di comprendere la situazione della sicurezza in Italia.

E per raccogliere qualche considerazione “competente” abbiamo chiesto aiuto ad Adriano Paolo Bacchetta, coordinatore di spazioconfinato.it e tra i principali esperti nazionali in tema di “ambienti sospetti di inquinamento o confinati”. Non è stato semplice coinvolgerlo, nessuno ama rispondere su temi che evolvono giornalmente, che potrebbero mutare a seconda dei riscontri che ci saranno. Tuttavia abbiamo ottenuto alcune risposte che ci permettono di offrire qualche spunto di riflessione ai nostri lettori.

Partendo dai pochi dati certi e di là dalle tante ipotesi che si possono fare riguardo al gravissimo incidente alla Lamina, cerchiamo di fare qualche breve riflessione. Intanto mi pare che quanto è avvenuto riguardi un ambiente confinato e non deve essere la prima volta che infortuni di questo tipo avvengono durante operazioni di manutenzione o pulizia di forni…

Adriano Paolo Bacchetta: “Non è mia abitudine commentare ‘a caldo’ un evento drammatico, come quello successo a Milano, tenuto conto del rincorrersi delle notizie parziali e, talvolta, contraddittorie provenienti degli organi d’informazione. Questo anche perché gli accertamenti tecnici degli inquirenti sono ancora in corso.

Fatto salvo il commosso sentimento di cordoglio per le vittime e i loro familiari, ogni considerazione potrebbe essere certamente passibile di errori, anche grossolani, derivanti dalla limitata disponibilità d’informazioni circostanziate.

Tuttavia, volendo aderire alla richiesta di formulare qualche ipotesi preliminare che, come detto, potrà essere confermata o smentita in futuro quando si avranno informazioni di dettaglio, bisogna rilevare che sul sito web della Lamina S.p.A. si legge che all’interno dello stabilimento è operativo un forno statico di ricottura a campana “Ebner” con raffreddamento ad acqua in cascata, che permette la ricottura degli acciai ad alto e medio tenore di carbonio e del titanio. Non ho dati sul tipo, modello e caratteristiche specifiche del forno in questione ma, in generale, si può dire che questo è un sistema di ricottura tra i più frequenti e di notevole impiego nei cicli di lavorazione a freddo, soprattutto quando vi sia la necessità di trattare grosse quantità di materiale. La letteratura indica che la struttura di questi forni è usualmente rappresentabile come una base su cui sono sovrapposti a strati i rotoli di materiale (coils) che devono essere sottoposti a ricottura e un sistema a due campane che isola gli stessi coils dall’ambiente esterno, in modo da poter generare nel volume interno un’atmosfera controllata, ovvero in cui l’ossigeno è a bassissime concentrazioni (o praticamente assente). Questo consente di evitare alterazioni del materiale derivanti da fenomeni di ossidazione, possibili in caso di processi di ricottura della durata di diverse ore, oltre ad assicurare un’elevata qualità superficiale dei nastri e l’ottenimento di caratteristiche meccaniche ottimali dopo la ricottura. I gas indicati sul sito aziendale come in uso per controllare l’atmosfera interna, sono argon o azoto.

Io non ho visitato direttamente i luoghi ma, considerata la particolare forma del forno (in tal senso anche la foto presente sul sito web aziendale) e delle normali modalità di apertura e movimentazione verticale delle campane, oltre al riferimento agli organi di stampa che hanno parlato di “forno interrato”, posso immaginare che si tratti di un’installazione in buca, in altre parole una vasca a cielo libero cui si accede normalmente sul fondo mediante una normale scala fissa e avente una profondità idonea a contenere l’intero sviluppo verticale del forno o, almeno, una sua parte (dalle notizie di stampa si dovrebbe trattare di una vasca profonda circa 2 metri e di un forno alto circa 4 metri, condizione che prevede che lo stesso sporga rispetto al piano di calpestio. Questo sarebbe anche coerente con l’immagine pubblicata sul sito web aziendale). Potrei ovviamente sbagliarmi, ma credo che la rappresentazione che ho fatto in precedenza sia ragionevole e pertanto, se quanto ipotizzo fosse corretto, il personale non dovrebbe essere “entrato nel forno” come riportato in un primo tempo nei lanci delle agenzie di stampa (in letteratura non ho trovato indicazioni riguardanti forni Ebner di questa potenzialità con portelli d’ispezione accessibili o passi d’uomo sulle campane), ma potrebbe essere sceso nella vasca a cielo libero al cui interno è installato il forno. Le testimonianze di alcuni dipendenti della Lamina riferiscono che, quando non hanno visto uscire i colleghi, altri due si sono affacciati, e questo sarebbe coerente con l’ipotesi di una vasca interrata con parapetto perimetrale (in tal senso ritorno a citare la foto presente sul sito web aziendale)”.

Da quello che lei ha potuto comprendere dalle diverse ricostruzioni dell’incidente, al di là dall’allarme che non sarebbe entrato in funzione, quali potrebbero essere le carenze in materia di sicurezza. O meglio, visto che le informazioni in nostro possesso non sono ancora molte, quali sono negli infortuni avvenuti in passato in questa tipologia di spazi le carenze più frequenti?

 

Adriano Paolo Bacchetta: “Come giustamente osserva, la situazione è ancora priva di certezze. L’effettiva presenza di sensori, la loro tipologia e corretto funzionamento, saranno certamente punti salienti degli accertamenti tecnici da parte degli inquirenti. Resta però il fatto che, i testimoni presenti, hanno raccontato che non erano presenti odori e che, quando hanno cercato di portare soccorso ai colleghi, sentivano ‘mancare l’aria’. Questo dovrebbe rafforzare l’ipotesi della presenza di un’atmosfera sotto ossigenata per il rilascio accidentale di uno dei gas tecnici utilizzati per l’inertizzazione dell’interno delle campane (azoto o argon). Probabilmente, come ho già detto, tutto potrebbe essere quindi da ricondurre non tanto all’ingresso all’interno di un’apparecchiatura (entrata nel “forno interrato”), ma all’accesso all’interno di una vasca interrata a cielo libero, in cui potrebbe essersi creata un’atmosfera con una ridotta percentuale di ossigeno. In generale, l’analisi degli incidenti occorsi in passato, individua nella presenza di un’atmosfera pericolosa (sotto-ossigenazione o presenza di gas/fumi/vapori tossici), la causa d’incidenti nel 52,2% dei casi (elaborazione dati IN.FOR.MO 2014 – scheda “Gli ambienti confinati”). Sempre in conformità a questa elaborazione, seguono con il 24,4% le cadute dall’alto o in profondità dell’infortunato, con il 10% le cadute dall’alto di gravi e nel restante 13,4% sono ricomprese tutte le altre cause. Per quanto riguarda i luoghi, l’analisi dei dati indica che cisterne/serbatoi/autoclavi sono gli ambiti in cui si sono verificati il 28,8% degli incidenti: A seguire con il 22,2% le vasche, quindi i pozzi/pozzetti con il 15,5%, i silos con l’11,1%, le camere/cavedi con il 10% e per finire, con il 12,2 % altri luoghi (canalizzazioni, condotte, stive, celle frigo, ecc.). A riguardo, mi sono recentemente occupato dell’analisi di alcuni casi studio riguardanti incidenti occorsi in silos (o sili) di materiale incoerente dove, oltre al problema dell’atmosfera interna (sotto-ossigenazione o presenza di una miscela di anidride carbonica e ossidi di azoto per fermentazione naturale degli insilati tagliati da poco), le altre cause sono state il seppellimento (engulfment) per il distacco improvviso dalle pareti di ampie porzioni di materiale, il cesoiamento degli arti a causa del contatto dell’operatore con la coclea di fondo oppure, in alcuni casi, anche l’esplosione. La casistica è varia, come pure lo sono le cause. È però vero che, nel complesso, è possibile identificare gli ambiti e le cause maggiormente ricorrenti, in modo che sia possibile valutare e, se del caso, adottare adeguate misure di prevenzione e protezione. Questo, però, non significa che sia possibile categorizzare i luoghi e le attività all’interno di una sorta di “griglia decisionale”, che consenta di poter definire in modo automatico la classificazione di un ambiente mettendo semplicemente una crocetta in corrispondenza di qualche casella presente in generiche checklist preconfezionate. Tutto dipende dall’effettuazione di una corretta e adeguata valutazione dei rischi. A riguardo, ricordo che la normativa 29 CR OSHA 1926.21(b)(6)(ii) identifica come Confined Space (ai fini della somministrazione di un’adeguata informazione/formazione sui rischi e addestramento all’utilizzo dei DPI e applicazione delle procedure di emergenza), anche una vasca a cielo libero avente una profondità maggiore di quattro piedi, ovvero circa 1,22 metri”.

 

Ci troviamo poi spesso ad affrontare anche il tema degli infortuni tra i soccorritori. In ogni azienda il soccorso negli spazi confinati o, comunque, negli ambienti sospetti di inquinamento (ex art.66, D.Lgs. 81/2008), immagino debba essere ben pianificato. Qual è, da questo punto di vista, la sua esperienza nei tanti convegni e corsi realizzati sulla sicurezza di questi ambienti?

Leggi tutto “Morti per esalazioni di gas: come prevenire questi infortuni?”

Ancora una strage sul lavoro, 4 operai morti a Milano in un’azienda metalmeccanica.

 

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) desidera esprimere profondo cordoglio per le vittime e la propria vicinanza alle famiglie.
Il tragico incidente del 16/1/18 ripropone il tema della sicurezza del lavoro, tema di cui si parla, purtroppo, solo in occasione di eventi come questo per poi dimenticarsene per il resto del tempo fino al prossimo incidente.

Le cause del plurimo infortunio sono in corso di accertamento da parte degli organi competenti, Magistratura, operatori della ATS e Vigili del Fuoco.
Una cosa sembra certa: l’incidente è avvenuto in un “ambiente confinato” in cui la presenza di gas ha saturato l’atmosfera determinando l’asfissia di chi stava lavorando.

Questa dinamica è simile a quella di tanti altri infortuni mortali accaduti nel passato e anche di recente: ricordiamo la strage di Ravenna nel 1987 durante la riparazione della nave “Elisabetta Montanari” che provocò la morte di 13 operai e poi più recentemente le stragi di Molfetta (3 maggio 2008, 5 morti), Mineo (11 luglio 2008, 6 morti), Sarroch (26 maggio 2009, 3 morti), Capua (11 settembre 2010, 3 morti) e ancora Molfetta (8 aprile 2014, 3 morti), Aprilia ( 28 luglio 2014, 2 morti), Emo di Adria (22 settembre 2014, 4 morti), su una nave nell’Adriatico (5 febbraio 2016, 1 morto), Messina (2 dicembre 2016, 3 morti), Ravenna (22 dicembre 2016, 1 morto). Si tratta di incidenti che si ripetono con dinamiche similari, inalazione massiccia di gas tossici o asfissia da carenza di ossigeno, e che provocano numerosi morti anche per i generosi tentativi di soccorrere i colleghi senza aver indossato adeguati dispositivi di protezione e in assenza di corrette procedure: nel periodo 2005-2010 sono stati registrati 29 eventi di questa tipologia che hanno determinato la morte di ben 43 lavoratori.

Episodi che hanno portato alla emanazione di una specifica norma (DPR 177/2011), alla produzione di documentazione tecnica, all’organizzazione di tanti momenti di informazione, divulgazione e formazione sui rischi specifici, da parte delle strutture del SSN e delle associazioni scientifiche, alla intensificazione dei controlli su questo rischio, anche nella stessa città di Milano, da parte dei Servizi delle ASL .

Purtroppo tutto ciò non è bastato a risparmiare la vita di 4 lavoratori. Perché la sicurezza dei lavoratori, la prevenzione, il rispetto delle norme vengono visti come un onere, un orpello, un fastidio cui dedicare il minimo possibile di attenzione, tempo e risorse, assolvendo solo formalmente agli obblighi di legge per essere “a posto” in caso di ispezione. C’è sottostima dei rischi e scarsa competenza nell’affrontare il lavoro in sicurezza, consulenti improvvisati, business sulla formazione, in un mondo del lavoro con un’ampia presenza di economia sommersa, flessibilità esasperata e precarietà dei rapporti di lavoro, ampio ricorso ad appalti impropri.

Al dolore per le morti sul lavoro si unisce l’amarezza e la rabbia di chi opera per la prevenzione e continua ad operare anche davanti a questo muro di indifferenza verso i valori della vita e del lavoro.
Certo, i controlli vanno potenziati, ma occorre anche che chi giustamente lo sostiene si impegni concretamente per ottenere un adeguamento delle risorse degli organi di controllo che, tutti, operano con risorse limitate e in costante diminuzione.

La Lombardia per la prevenzione in generale, negli ambienti di vita e di lavoro, spende solo il 4% del fondo sanitario, a fronte del minimo 5% stabilito a livello nazionale. L’ATS di Milano il 3,1%.
Non servono altre leggi e non servono roboanti appelli a soluzioni fantasiose, dettate solo da atteggiamenti personalistici e/o superficiali, a stravolgimenti istituzionali, spesso invocati anche in questo campo a fronte del disimpegno di tutti i giorni ad affrontare seriamente i problemi.

Servono l’attenzione e l’impegno continui da parte di tutti gli attori in gioco, ma soprattutto da parte di chi, nella conduzione delle imprese e nel governo della cosa pubblica, ha maggiori responsabilità nell’attuazione e rispetto di quanto le norme già esistenti prescrivono per la salvaguardia e il rispetto della vita, della salute e del lavoro.

Serve investire di più per innalzare la cultura della sicurezza e della prevenzione perché, come ormai noto, maggiore prevenzione significa guadagno in salute per chi lavora e maggior qualità del lavoro stesso.

Il Presidente Susanna Cantoni

I morti di Milano

SNOP – Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione

I morti di Milano

Mentre I colleghi della ATS e la Procura di Milano stanno indagando su questo assurdo e gravissimo incidente avvenuto alla LAMINA, non si può non collegarlo all’altro quello del 1997 nella camera iperbarica dell’Ospedale Galeazzi con i suoi 11 morti tra pazienti e lavoratori.

E tante domande a cui poi si darà una risposta : sottostima del rischio ? rilevatori di ossigeno fuori uso?, mancanza di procedure anche di una possibile emergenza ? carenza di formazione specifica? altro ?

In una azienda di trattamento metalli (settore da sempre ad elevato rischio) riemerge il rumore di fondo nei media , l’ipocrisia di tante posizioni che si fanno vive solo nelle tragedie senza mai occuparsi della quotidianità ovvero la cultura diffusa nel mondo delle imprese e dei lavoratori, risorse per controlli mirati e coordinati anche nelle ASL .

E per quotidianità parlo del sostegno “politico” al sistema pubblico (risorse umane diversificate, capacità di lettura dei fenomeni, programmazione miratissima dei controlli…) ma anche sostegno al sistema degli RLS e alla partecipazione dei lavoratori, alla valorizzazione della competenza dei medici di azienda nelle valutazioni dei rischi, nella preparazione /convinzione dei datori di lavoro, etc.

Mentre i giornalisti ancora oggi parlano di triste primato perché nessuno è ancora capace di contare numeratori e denominatori o di utilizzare qualche open data che in fondo c’è.

Mentre ancora come sempre non si vogliono capire che ci sono delle differenze di competenze e ruoli tra il mondo ASL e quello del Nuovo Ispettorato del Lavoro, anche se sarebbero sempre auspicabili le collaborazioni nella programmazione dei controlli sulle aziende a rischio, il sistema informativo unificato ….

Mentre qualche illustre magistrato in pensione rinnova la richiesta di una Procura Unica, peraltro già bocciata nella scorsa legislatura.

Forse un aumento degli infortuni ( ma occorre sempre calcolare sul numero delle ore lavorate…) , sembra emergere anche un altro fatto nel caso della Lamina di Milano dove fortunatamente c’erano tante commesse da soddisfare…… un possibile rischio di abbassamento di tutele e di comportamenti “automaticamente” sensati.

L’attuale dibattito anche in vista delle elezioni ha, nel mondo del lavoro, come obiettivo principale altre problematiche. La legislazione italiana in materia di sicurezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro è sempre stata considerata all’avanguardia, anche se migliorabile (una buona notizia…ha ripreso il Gruppo di Lavoro CIIP sulla Legislazione con tutor Paolo Pascucci di Olympus !) ma il rispetto della stessa appare per troppi un fastidio, malgrado la possibilità di investimento anche economico ( sconti fiscali….)diventa prassi il rispetto formale della norma al minor costo possibile.

Forse tra le 400 leggi che qualcuno vuole abolire …c’è l’81 ? ( ma attenzione occorre uscire dalla UE ) . Forse ancora troppi considerano la valutazione di tutti i rischi ( compresi quelli nelle lavorazioni di manutenzione, controllo…) “carte da compilare” per occhiuti mangiatori di fogli (noi) e si accontenta di sostenere il business della falsa formazione con attestazioni a minor costo possibile se non false.

Nel nostro piccolo SNOP e Ambiente & Lavoro siamo stati purtroppo profetici portando alla ribalta l’anno scorso nei Convegni di Milano e Modena, nel Dossier specifico l’ attualità dei rischi connessi al lavoro in ambienti confinati o comunque potenzialmente a rischio di grave inquinamento ( leggi nel caso specifico di Milano l’ asfissia ) dove la legge anche quella degli anni ’50 impone procedure ferree.

Esco adesso da SKY TG 24 ( su proposta di Antonio Boccuzzi ) dove sono stata intervistata come SNOP proprio su questi temi . Dobbiamo farci sentire in tutte le sedi.

18 gennaio 2018

Lalla Bodini

 

Milano, incidente alla Lamina Spa: tre operai morti e uno grave

Un gravissimo incidente sul lavoro alla Lamina Spa, azienda che produce laminati d’acciaio in uno stabilimento alla prima periferia di Milano. L’allarme è scattato alle 16.50 di ieri pomeriggio. Sei operai che stavano pulendo un forno sotterraneo sono stati investiti in pieno da una fuoriuscita di gas e sono rimasti intossicati. Le condizioni di quattro lavoratori sono apparse subito molto gravi, mentre altri due presentavano solo lievi segni di intossicazione. Un operaio era stato portato in codice rosso all’ospedale di Monza, dove è deceduto. Due in codice rosso al San Raffaele in arresto cardiaco (uno è morto in serata) e un quarto collega è arrivato in codice rosso al Sacco ed è deceduto dopo il ricovero in ospedale. Nello stabilimento dell’azienda Lamina Spa sono intervenuti molti mezzi del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia locale. È rimasto intossicato anche il capo squadra dei vigili del fuoco, tra i primi a prestare soccorso: è stato trasportato in codice giallo al Niguarda per accertamenti.

Per il premier Paolo Gentiloni si tratta di “un terribile incidente sul lavoro”. Il presidente del Consiglio ha quindi rivolto un “pensiero commosso” alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. La Cgil e la Fiom Nazionale chiedono di fare al più presto piena luce sulla vicenda. “Ci auguriamo – si legge in una nota – che gli organi competenti possano, nel più breve tempo possibile, ricostruire la dinamica di quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità, ma è indubbio che la tragicità dell’evento non possa non porre grandi interrogativi sul rispetto delle misure di sicurezza previste per il tipo di lavorazione”. “Un altro gravissimo infortunio sul lavoro ripropone la drammaticità del fenomeno nel nostro Paese, che — sottolineano ancora Cgil e Fiom — in questo ultimo anno ha registrato una pericolosa inversione di tendenza”. Per Confederazione e categoria “il tema della sicurezza deve essere prioritario anche nella contrattazione, nel confronto con le associazioni datoriali e nell’attività istituzionale”. “Come sindacati — concludono — continueremo a sostenere l’impegno dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza, per imporre il pieno rispetto di tutte le norme in materia sui luoghi di lavoro. Non può esistere crescita economica e sociale senza difendere e valorizzare il lavoro”.

Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza

Fonte Notizia : INAIL.IT

20/12/2017

Questa mattina a Roma la riunione di insediamento alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Il neopresidente succede a Francesco Rampi nel mandato quadriennale alla guida del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto

Il nuovo presidente del Civ Inail, Giovanni Luciano

ROMA – La sesta consiliatura del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, ricostituito con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 novembre, ha preso il via ufficialmente questa mattina con la riunione di insediamento che si è svolta a Roma, presso la sede dell’Istituto di via IV Novembre, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Nel corso della riunione Giovanni Luciano è stato eletto alla presidenza dell’organo che definisce i programmi e individua le linee di indirizzo dell’Inail, determina gli obiettivi strategici pluriennali ed esercita le funzioni di vigilanza ai fini della realizzazione degli obiettivi e della corretta ed economica gestione delle risorse. Leggi tutto “Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza”

Emilia Romagna: aumentano gli infortuni sul lavoro

Preoccupazione nel corso della prima assemblea regionale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza promossa da Cgil, Cisl e Uil regionali

Nel primo semestre del 2017 gli infortuni sul lavoro in Emilia Romagna sono aumentati dello 0,7%, in controtendenza rispetto a un trend oramai consolidato nell’ultimo decennio. L’inquietudine espressa dai rappresentanti di lavoro e sicurezza (Rls) e dal sindacato confederale “riguarda il rischio che la ripresa economica possa comportare anche un rilancio del fenomeno infortunistico”. Per scongiurare tale rischio, Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna pongono in evidenza l’impellente necessità di una stretta collaborazione tra parti sociali e istituzioni”. Leggi tutto “Emilia Romagna: aumentano gli infortuni sul lavoro”

Gammastamp Vercelli. Muore operaio per falle nella sicurezza degli impianti, domani sciopero!

Morte sul lavoro

È morto oggi un operaio della ditta Gammastamp, Naim Macak, mentre stava effettuando un intervento di manutenzione su un impianto sito all’interno dello stabilimento di Bianzé nella provincia di Vercelli.

Le cause dell’incidente non sono ancora state ricostruite, sembrerebbe che mentre il lavoratore stesse svolgendo la sua attività di ripristino l’impianto sia ripartito causandone lo schiacciamento.

Chiediamo pertanto che la Procura si attivi immediatamente per la verifica dell’accaduto.

Come Fiom-Cgil Vercelli Valsesia porgiamo sentite condoglianze ai familiari e mettiamo fin da subito a disposizione tutta la nostra struttura e i nostri legali al fine di fare chiarezza sulla questione.

La Fiom-Cgil dichiara fin da subito che a fronte di responsabilità accertate si costituirà parte civile.

Domani sciopero.

Fiom-Cgil Vercelli Valsesia

fonte FIOM CGIL nazionale

Vercelli, 4 dicembre 2017

Raffaele Guariniello: «La specializzazione dei Pm ha salvato il processo Thyssen»

fonte Famiglia Cristiana

04/12/2017  L’ex pubblico ministero: «Ho vissuto la giustizia dalla parte dei deboli, nel caso Thyssen la specializzazione è stata determinante, le indagini veloci hanno evitato la prescrizione»

Un grande tavolo bianco. Intorno, ordinatissime sugli scaffali, copie di sentenze della Cassazione. Più che una stanza, la sintesi di una vita. Alle pareti una foto famosa del 1932, operai che mangiano sospesi nel vuoto sulla trave di un grattacielo a New York: l’idea platonica dell’insicurezza sul lavoro. Di fronte, Gioachino Rossini dice della passione per la lirica e, forse, degli anni spesi a dar la caccia agli odierni Dulcamara, venditori d’elisir. Due toghe appese in un angolo, inoperose, dicono che è la stanza della seconda vita di Raffaele Guariniello, iniziata il giorno d’addio alla magistratura, per raggiunti limiti di età, ma non ancora per raggiunti limiti. Chi non ne può più non scriverebbe un libro intitolato: La giustizia non è un sogno.

Leggi tutto “Raffaele Guariniello: «La specializzazione dei Pm ha salvato il processo Thyssen»”

Disponibili online i dati INAIL su infortuni e malattie professionali dei primi dieci mesi del 2017

FONTE  INAIL.IT

Tra gennaio e ottobre presentate all’INAIL circa 534mila denunce di infortuni sul lavoro (+0,7%), 864 dei quali con esito mortale (+1,6%). Prosegue il trend in diminuzione delle malattie professionali (-3,0%).

ROMA – Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio e malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di ottobre. Si tratta di dati provvisori, perché per quantificare i casi accertati positivi sarà necessario attendere il consolidamento dei dati del 2017, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (ottobre 2016 vs ottobre 2017) e “di periodo” (gennaio-ottobre 2016 vs gennaio-ottobre 2017). Il confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetto all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche e di consolidamento degli archivi.

Leggi tutto “Disponibili online i dati INAIL su infortuni e malattie professionali dei primi dieci mesi del 2017”

Muore pescatore di 52 anni, Flai: non è una fatalità

30 novembre 2017 ore 15.44
“Ai familiari esprimiamo il più sentito cordoglio e lanciamo il grido di allarme per un’altra tragedia sul lavoro che poteva essere evitata”

“È morto sul lavoro Msaddelk Abdallah, pescatore esperto di 52 anni, salpato dal porto di Ancona per la giornaliera battuta di pesca. Ai familiari esprimiamo il più sentito cordoglio e lanciamo il grido di allarme per un’altra tragedia sul lavoro che poteva essere evitata”. Lo dichiara Antonio Pucillo della Flai Cgil nazionale.

“Dalle prime ricostruzioni sembra che il pescatore sia scivolato in acqua mentre era a poppa dell’imbarcazione. È evidente, almeno dovrebbe esserlo, come in alcune condizioni lavorative particolari un incidente che altrove potrebbe avere conseguenze non gravi in questo caso risulti fatale”.

“Da anni – prosegue Pucillo – denunciamo quanto sia importante il tema della sicurezza anche per i lavoratori della pesca, che operano esposti alle intemperie, su una superficie instabile, movimentando attrezzature, in condizioni estreme. È necessario investire di più su prevenzione e sicurezza, cominciando ad applicare anche ai lavoratori della pesca il Testo Unico 81 su salute e sicurezza; è necessario che siano conosciuti tutti i DPI (dispositivi di protezione individuale); è necessario che le autorità preposte ai controlli non abbassino la guardia. Gli incidenti sul lavoro – conclude Pucillo – non sono tragiche fatalità, ma la conseguenza di mancata prevenzione, mancati controlli e una scarsa, anzi assente, cultura della sicurezza”.

Sul rischio di folgorazione e sulla genericità dei piani di sicurezza

Sul rischio di folgorazione e sulla genericità dei piani di sicurezza
Redazione

 Redazione
 Sentenze commentate

29/11/2017: Una recente sentenza della Corte di Cassazione si sofferma su un infortunio mortale per folgorazione avvenuto in un cantiere TAV. L’appalto, la normativa applicabile, gli intrecci di responsabilità e la genericità del POS.

Roma, 29 Nov – Sono tante le sentenze, nell’ambito della giurisdizione penale, che in questi anni hanno mostrato come un’attenzione maggiore nel valutare i rischi nei luoghi di lavoro, da parte dei vari attori della sicurezza aziendale e di chi è titolare di una posizione di garanzia, sarebbe stata sufficiente a evitare infortuni gravi o mortali dei lavoratori.

Ci soffermiamo oggi in particolare su una recente sentenza della Cassazione Penale, la Sentenza n. 38529 del 02 agosto 2017, che non solo mostra la dinamica di un infortunio mortale per folgorazione avvenuto in un cantiere TAV (Treno ad Alta Velocità), ma presenta anche utili indicazioni sul tema degli appalti e dei piani di sicurezza.

La sentenza della Corte di Cassazione del 2 agosto segnala che “la Corte d’Appello di Bologna, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Modena in data 13 dicembre 2010” rideterminava “la pena inflitta al LM. in sei mesi di reclusione. Questi era stato tratto a giudizio per rispondere del reato previsto e punito dagli artt. 110, 590 comma 2 c.p. perché in concorso” con altri e nella qualità di amministratore e legale rappresentante della ditta XXX s.n.c., per imprudenza ed imperizia “consistite nel non esaminare attentamente il luogo ove operava M.L., con la mansione di ferraiolo, che avrebbe consentito di accertare l’esistenza di una fessura di 15 mm. posta alla base della trave immediatamente vicina a quella dove stava lavorando, nonché in violazione delle norme sugli infortuni sul lavoro concernenti le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei mobili, non facevano apporre idoneo riparo su detta fessura”. E con tale condotta veniva cagionata “la morte di M.L., il quale, mentre effettuava lavori di posa in opera di tondini di ferro su galleria artificiale in cemento armato, alta metri 12, lunga metri 100 e larga metri 20, che sovrasta la ferrovia Bologna- Milano, rimaneva fulminato da corrente elettrica, causa la caduta dalle mani di due-tre tondini di ferro di diametro di mm 12 che, penetrando nella fessura sopra descritta, venivano in contatto con la linea elettrica ad alta tensione di 3660 volt sottostante la predetta galleria che alimenta i treni sulla citata tratta ferroviaria”.

l’articolo prosegue alla fonte  PUNTOSICURO.IT

Incidente durante attività addestrativa di avio lancio, muore sottufficiale

fonte Aeronauticamilitare

(di Aeronautica Militare)
29/11/17

Nel tardo pomeriggio di ieri, il sergente maggiore Mirko Rossi, 41 anni, in forza al 17° Stormo dell’Aeronautica Militare, ha perso la vita in seguito all’impatto al suolo durante un’attività addestrativa di lancio con paracadute pre-pianificata che si stava svolgendo presso l’Aeroporto Militare di Guidonia (RM).

Il sottufficiale è deceduto presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove era stato trasportato da un elicottero del 118.

Dopo l’incidente il sergente maggiore era stato immediatamente soccorso dal personale medico militare presente in base.

L’Aeronautica Militare ha attivato le procedure per accertare le cause dell’incidente.

Esecuzione in sicurezza dei lavori in copertura. Misure di prevenzione e protezione

FONTE INAIL.IT

Immagine Numero 15 - ottobre 2017

di Luca Rossi

La mancanza di una legislazione nazionale specifica, che prescriva la dotazione sulle coperture di sistemi necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori che svolgono attività su di esse, ha determinato, in molte regioni italiane, l’emanazione di regolamenti ad hoc. Essi, ove presenti, non sono per ovvie ragioni “armonizzati” a livello nazionale e non facilitano il lavoro dei vari soggetti coinvolti.
Individuare tutte le possibili misure di prevenzione e protezione da utilizzare in copertura non è semplice. In questo contesto ne vengono analizzate alcune per l’accesso ed altre relative al transito e all’esecuzione.
Lo studio cerca, inoltre, di identificare e fornire informazioni e dati agli operatori di settore che possono essere utilizzati anche dalle istituzioni pubbliche per la loro attività di verifica, controllo e indirizzo per condividere le misure di sicurezza da adottare per l’esecuzione delle attività sulle coperture.
Il documento non vuole essere esaustivo, ma si propone di affrontare una parte delle problematiche relative alla realizzazione delle citate misure, con particolare riguardo ai requisiti che i prodotti debbono soddisfare.
L’esplicitazione di tali requisiti è la sintesi di specifica attività effettuata dal Dipartimento, anche a livello sperimentale, negli ambiti di ricerca e normativa nazionale e internazionale.

Prodotto: Volume – Collana Quaderni di ricerca
Edizioni: Inail – ottobre 2017
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Informazioni e richieste: dcpianificazione-comunicazione@inail.it