NON SONO CALATE LE MORTI SUL LAVORO, MA SOLO QUELLE ACCERTATE DALL’INAIL

Autore : Marco Bazzoni

Fonte Facebook

 

Oggi e’ stato presentato il Rapporto Annuale Inail sugli infortuni e le malattie professionali avute nel 2017 e come accade da diversi anni l’Inail ci dice che le morti sul lavoro sono calate ( nel 2017, 617 morti sul lavoro, rispetto alle 670 nel 2016).E ancora, L’Inail ha ancora in istruttoria 34 casi di denunce di infortunio mortale, che nella remota ipotesi venissero riconosciute tutte, si arriverebbe a 651 morti sul lavoro nel 2017, inferiori a quelle del 2016.Le morti sul lavoro sono davvero calate come ci dice l’Inail o e’ un problema di riconoscimento delle morti sul lavoro???Intanto va detto, onde sgomberare il campo da equivoci, che l’Inail riconosce come morti sul lavoro solo ed esclusivamente i suoi assicurati, e fra questi non ci sono queste categorie di lavoratori-

– carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco, volontari della protezione civile, personale di volo, sportivi e addirittura i giornalisti.

Si, avete capito bene, anche chi fa informazione nei tg, nelle radio, nelle agenzie di stampa, nei quotidiani non e’ assicurato con l’Inail.

E che ce un problema di riconoscimento e’ palese, quando a fronte di 1104 denunce di infortunio mortale nel 2016 ne sono state riconosciute 670 e invece nel 2017 che ce ne sono state 1112 ne sono state riconosciute come morti sul lavoro 617 ( al massimo si arrivera’ a 651).Come e’ possibile tutto cio’?Io me lo sono chiesto come mai in tutti questi anni dalle 400 alle 500 circa denunce di infortunio mortale non venissero riconosciute come morti sul lavoro dall’Inail.Cosi’ a suo tempo, a Luglio del 2016 (dopo la presentazione del rapporto annuale), avevo scritto all’Inail per chiedere spiegazioni (neanche preso in considerazione).Cosi’ scrivo alla Presidenza della Repubblica, che invita l’Inail a fornire al sottoscritto Bazzoni tutte le spiegazioni del caso e ad informarne anche la Presidenza della Repubblica.E si scopre che nel 2015 su 1246 denunce di infortunio mortale, 526 non erano state riconosciute come morte sul lavoro, perche’:

-290 casi non erano morte sul lavoro (non riconducibile all’evento)

-64 casi erano in difetto di occasione di lavoro

-43 persone non erano assicurate con l’Inail (si avete letto bene)

– 39 casi erano in difetto di infortunio in itinere.

-14 persone svolgevano un attivita’ non tutelata dall’Inail (si avete letto bene)

-Per 55 casi c’era una carenza di documentazione valida.

Capite adesso che parlare di calo delle morti sul lavoro non e’ assolutamente corretto quando ci sono un sacco di persone morte che non erano assicurate con l’Inail o non erano tutelate, quando mancava la documentazione e l’Inail non ha riconosciuto l’infortunio mortale.

I mezzi d’informazione dovrebbero chiedere spiegazioni all’Inail, che ha l’obbligo morale e di legge (e’ un Istituto pubblico) di fornirle.Io faccio l’operaio e non il giornalista, quindi non competerebbe a me chiedere queste spiegazioni.Ma lo faccio volentieri, perche’ non ci sto che l’Inail tutti gli anni fornisca dei dati parziali sulle morti sul lavoro (visto che molti lavoratori non sono assicurati con l’Inail) e poi si venga pure a dire che le morti sul lavoro sono calate.NON SONO CALATE LE MORTI SUL LAVORO, MA SOLO QUELLE ACCERTATE DALL’INAIL (c’è una bella differenza).L’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro, diretto da Carlo Soricelli, ha accertato nel 2017 oltre 1350 morti sul lavoro. Spero che qualcuno lo dica.

Inail : aggiornamento dati degli infortuni sul lavoro gennaio – aprile 2018

 

Tra gennaio e aprile denunciate 24 morti sul lavoro in più rispetto ai primi quattro mesi del 2017, da 262 a 286 (+9,2%). L’aumento è legato ai casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il posto di lavoro, che sono aumentati di 28 unità (da 68 a 96), mentre quelli occorsi in occasione di lavoro sono stati quattro in meno (da 194 a 190)
Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio con esito mortale e di malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di aprile. Si tratta di dati provvisori, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche e di consolidamento degli archivi. Per quantificare i casi accertati positivamente, infatti, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero anno 2018, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.
Dopo l’introduzione dell’obbligo di trasmissione telematica all’Inail, a fini statistici e informativi, delle comunicazioni relative agli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno (escluso quello dell’evento) – obbligo che ricade su tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private – è stata temporaneamente sospesa la pubblicazione degli open data mensili relativi alle denunce complessive di infortunio, per evitare confronti di mese e di periodo non coerenti. La pubblicazione riprenderà entro il mese di agosto, una volta concluso il processo di adeguamento dei sistemi statistico-informatici dell’Istituto.

CASI MORTALI

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi quattro mesi di quest’anno sono state 286, 24 in più rispetto alle 262 dell’analogo periodo del 2017 (+9,2%). L’aumento, a livello nazionale, riguarda i casi avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il posto di lavoro, che sono aumentati di 28 unità (da 68 a 96), mentre quelli occorsi in occasione di lavoro hanno fatto segnare una diminuzione di quattro unità (da 194 a 190).

Nel primo quadrimestre del 2018 si è registrato un aumento di 29 casi mortali (da 230 a 259) nella gestione Industria e servizi, mentre in Agricoltura i decessi denunciati sono stati tre in meno (da 24 a 21) e nel Conto Stato due in meno (da 8 a 6).

L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 21 casi mortali nel Nord-Ovest, di nove casi nel Nord-Est e di 10 al Centro. Diminuzioni si riscontrano, invece, al Sud (-7 decessi) e nelle Isole (-9). A livello regionale spiccano le 16 denunce in meno (da 21 a 5) dell’Abruzzo, teatro nel gennaio 2017 delle tragedie di Rigopiano e Campo Felice, i nove casi mortali in meno in Sicilia (da 25 a 16) e i sei in meno in Puglia (da 10 a 4). Aumenti significativi si registrano, invece, in Lombardia (da 35 a 50), Piemonte (da 18 a 27), Lazio (da 19 a 27) e Calabria (da 2 a 10).

L’incremento rilevato nel confronto tra i primi quattro mesi del 2017 e del 2018 è legato principalmente alla componente maschile, i cui casi mortali sono aumentati di 23 unità, da 225 a 248, mentre quella femminile ha fatto registrare un aumento di un caso, da 37 a 38 decessi. L’incremento interessa sia le denunce dei lavoratori italiani (da 222 a 241 casi), sia quelle dei lavoratori stranieri (da 40 a 45).

Dall’analisi per classi d’età emerge come una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, per i quali si registra un incremento tra i due periodi di 36 casi (+31%). In diminuzione, invece, le denunce che riguardano i lavoratori fino a 34 anni (da 40 a 35 casi) e quelli tra i 45 e i 49 anni (da 37 a 25).

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE

Dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi quattro mesi del 2018 le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono tornate ad aumentare. Al 30 aprile 2018, l’incremento si attesta al +5,5% (pari a 1.091 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017, da 19.969 a 21.060), dopo quelli osservati nelle precedenti rilevazioni mensili: +14,8% a gennaio, +10,3% a febbraio e +5,8% a marzo.

L’aumento interessa tutti i comparti: nell’Industria e servizi le denunce di malattia professionale sono aumentate del 3,8% (da 15.915 a 16.526), in Agricoltura dell’11,2% (da 3.845 a 4.275) e nel Conto Stato del 23,9% (da 209 a 259).

L’analisi territoriale evidenzia un incremento delle tecnopatie denunciate al Sud (+649 casi), dove si concentra un quarto del totale dei casi protocollati dall’Istituto, al Centro (+396), dove i casi denunciati sono un terzo del totale, nel Nord-Ovest (+165) e nel Nord–Est (+4). Le Isole mostrano invece un calo di 123 casi.

In ottica di genere si rilevano 957 casi in più per i lavoratori (da 14.540 a 15.497) e 134 in più per le lavoratrici (da 5.429 a 5.563). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (11.144 casi), con quelle del sistema nervoso (2.255) e dell’orecchio (1.470), continuano a rappresentare le prime malattie professionali denunciate (oltre il 70% del complesso). FONTE INAIL

MORTI BIANCHE 2017 IN ITALIA: UNA TRAGEDIA SENZA FINE. IL 2017 SI CHIUDE CON 1029 VITTIME: UNA MEDIA DI QUASI 86 MORTI AL MESE. UN TRAGICO AUMENTO DEL 1,1% RISPETTO L’ANNO PRECEDENTE.

FONTE NEWSLETTER VEGAENGINEERING

“La legislazione italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata una buona legislazione e il sistema dei controlli interviene su 200.000 imprese ogni anno. Serve, però, anche un impegno permanente di tutti i soggetti interessati ed una peculiare attenzione da parte degli imprenditori perché non dovrebbe mai accadere che un lavoratore perda la vita mentre svolge la sua attività”- Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro.

Il fenomeno delle morti bianche continua silenziosamente il suo luttuoso cammino che conta un incremento della mortalità del 1,1% rispetto l’anno precedente. Infatti, il 2017 si è concluso con 1029 decessi (1018 casi registrati nel 2016), di cui 283 in itinere e 746 in occasione di lavoro. Soffermandosi su questi ultimi, appare significativo evidenziare che la situazione rispetto al 2016 è invariata: si segnala un’irrisoria diminuzione dello 0.4% (il numero di infortuni con esito mortale in occasione di lavoro rilevati nel periodo gennaio-dicembre 2016 era 749).

Analizzando le statistiche degli infortuni mortali avvenuti nei luoghi di lavoro, gli esperti dell’Osservatorio Sicurezza evidenziano che la fascia d’età più colpita è quella dei 55-64 anni. In questo caso, l’indice di incidenza sugli occupati è pari al 61,2 (30,8% del totale) con 230 casi registrati. A seguire troviamo i lavoratori con età compresa tra i 45 e 54 anni con un indice di incidenza sugli occupati del 33,0 (30,6% del totale) con 228 casi registrati.

Un Dicembre tragico per Lombardia ed Emilia Romagna, le quali rimangono stabili nella luttuosa classifica nazionale, contando rispettivamente 92 e 81 decessi (dati infortuni mortali in occasione di lavoro). Il Veneto si posiziona al terzo posto con 61 decessi, seguito da Piemonte e Lazio (60).

Nel 2017 il fenomeno delle morti bianche in occasione di lavoro ha toccato anche la Valle d’Aosta con 2 casi, al contrario del 2015 e del 2016 nei quali contava zero morti.

Roma si riconferma la provincia con più casi di infortuni mortali sul lavoro anche nel 2017. La capitale, con un indice di incidenza sugli occupati pari a 22, conta infatti 39 vittime (nel 2016 erano 35). Subito dopo si trovano Torino (24) e Milano (22).

Leggi tutto “MORTI BIANCHE 2017 IN ITALIA: UNA TRAGEDIA SENZA FINE. IL 2017 SI CHIUDE CON 1029 VITTIME: UNA MEDIA DI QUASI 86 MORTI AL MESE. UN TRAGICO AUMENTO DEL 1,1% RISPETTO L’ANNO PRECEDENTE.”

“SICURI IN ITINERE”

 

INFORTUNI IN ITINERE IN EMILIA-ROMAGNA DENTRO UNA LETTURA DI GENERE:    

MAPPATURA E VALIDAZIONE DI BUONE PRATICHE. 

COSTRUZIONE E SPERIMENTAZIONE DI STRUMENTI PREVENTIVI

Segnaliamo il sito web “SICURI IN ITINERE” che supporta un progetto che si pone l’obiettivo di esplorare le ragioni del fenomeno degli incidenti in itinere e costruire pratiche preventive e di contenimento degli accadimenti infortunistici.
I promotori di questo progetto sono Cgil Emilia-Romagna e Confindustria Emilia-Romagna, con il coordinamento di Ires Emilia-Romagna attraverso un bando co-finanziato da INAIL Direzione Regionale Emilia Romagna. Nel sito vengono riportati i dati risultanti dalla ricerca e gli stadi di avanzamento del progetto. La banca dati riporta inoltre già un certo numero di esperienze positive che rappresentano una prima risposta per mitigare il fenomeno degli incidenti in itinere.

IL SITO “SICURI IN ITINERE”

Nanomateriali, anche il contributo dell’Inail nelle linee guida dell’Oms per la protezione dei lavoratori

 FONTE INAIL.IT

Il Dipartimento di medicina epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale dell’Inail,  attivo da anni sulla tematica dei rischi emergenti, ha partecipato alla stesura della pubblicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità con una revisione sistematica della letteratura, inclusa nel documento finale e pubblicata come articolo scientifico sull’International Journal of Hygiene and Environmental Health

Nanomateriali, anche il contributo dell’Inail nelle linee guida dell’Oms per la protezione dei lavoratori

ROMA – Il Dipartimento di medicina, epidemiologia e igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, attivo da anni sulla tematica dei rischi emergenti, ha contribuito alla stesura delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la protezione dei lavoratori esposti a nanomateriali ingegnerizzati (Nmi). Il rapido avanzamento delle nuove tecnologie basate sullo sviluppo e le produzione di strutture alla scala nanometrica (inferiori a 100 nanometri pari a 10-7 metri) – che permettono di realizzare applicazioni innovative in differenti settori dall’elettronica, alla cura della persona, dalla farmaceutica alle costruzioni, dal tessile alle energie rinnovabili – può infatti rappresentare un rischio per la salute, che deve essere valutato e gestito con un approccio specifico.

Manovra: Cgil, preoccupati per gestione risorse salute e sicurezza su lavoro

FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA 

Roma, 29 dicembre 2017

“Esprimiamo forte preoccupazione per la gestione delle risorse destinate alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Se il Fondo vittime dell’amianto verrà incrementato, così come stabilito nella legge di Bilancio di  81 milioni per il triennio 2018-2020, importanti finanziamenti strutturali per progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza  verranno sottratti dalle casse dell’Inail”. Così Claudio Iannilli responsabile amianto e bonifiche Cgil Nazionale.

“Inoltre – prosegue il dirigente sindacale – un ulteriore colpo verrà inferto al Fondo vittime dell’amianto con la decisione, contenuta sempre nella manovra, di non rendere più obbligatorio per le aziende che in passato hanno utilizzato amianto il pagamento di 8 milioni di euro”.

“Tutto ciò ci fa dedurre che l’Inail prema affinchè il Fondo vittime amianto venga eliminato definitivamente così da poter governare tali risorse all’interno della gestione dei finanziamenti ISI di esclusiva competenza dell’Istituto, per i quali, alla ripresa dei lavori per il 2018, chiederemo un loro rifinanziamento”. Conclude Iannilli.

 

Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza

Fonte Notizia : INAIL.IT

20/12/2017

Questa mattina a Roma la riunione di insediamento alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Il neopresidente succede a Francesco Rampi nel mandato quadriennale alla guida del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto

Il nuovo presidente del Civ Inail, Giovanni Luciano

ROMA – La sesta consiliatura del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, ricostituito con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 14 novembre, ha preso il via ufficialmente questa mattina con la riunione di insediamento che si è svolta a Roma, presso la sede dell’Istituto di via IV Novembre, alla presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Nel corso della riunione Giovanni Luciano è stato eletto alla presidenza dell’organo che definisce i programmi e individua le linee di indirizzo dell’Inail, determina gli obiettivi strategici pluriennali ed esercita le funzioni di vigilanza ai fini della realizzazione degli obiettivi e della corretta ed economica gestione delle risorse. Leggi tutto “Al via la sesta consiliatura del Civ Inail. Giovanni Luciano eletto alla presidenza”

Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari – Benessere di medici e infermieri, performance e conseguenze sulla sicurezza dei pazienti

FONTE INAIL.IT

Il lavoro illustra i risultati di un progetto che ha coinvolto oltre seicento operatori di sei Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie della Toscana.

Immagine Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari - Benessere di medici e infermieri, performance e conseguenze sulla sicurezza dei pazienti

Tale progetto ha indagato sulle cause che fanno sì che i fattori legati ai volumi di attività e all’organizzazione del lavoro possono avere ricadute sul benessere degli operatori, sull’incidenza delle tecnopatie (al di là di infortuni al sistema muscolo-scheletrico), sulla frequenza di eventi avversi, sulla qualità dell’assistenza e sull’efficienza anche economica del Sistema sanitario in generale.

Prodotto: volume
Edizioni: Inail – 2017
Disponibilità Sì –  Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

 

Disponibili online i dati INAIL su infortuni e malattie professionali dei primi dieci mesi del 2017

FONTE  INAIL.IT

Tra gennaio e ottobre presentate all’INAIL circa 534mila denunce di infortuni sul lavoro (+0,7%), 864 dei quali con esito mortale (+1,6%). Prosegue il trend in diminuzione delle malattie professionali (-3,0%).

ROMA – Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio e malattia professionale presentate all’Istituto entro il mese di ottobre. Si tratta di dati provvisori, perché per quantificare i casi accertati positivi sarà necessario attendere il consolidamento dei dati del 2017, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (ottobre 2016 vs ottobre 2017) e “di periodo” (gennaio-ottobre 2016 vs gennaio-ottobre 2017). Il confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetto all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche e di consolidamento degli archivi.

Leggi tutto “Disponibili online i dati INAIL su infortuni e malattie professionali dei primi dieci mesi del 2017”

Dossier scuola Inail 2017

dal sito Inail.it

I numerosi progetti formativi dedicati al mondo della scuola, realizzati dalle Direzioni regionali, testimoniano la capillare attenzione che l’Istituto riserva da anni alla diffusione dei valori e della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di studio e di vita quotidiana.

Immagine Dossier scuola Inail 2017

In tale ottica, anche per il 2017 è stato predisposto il Dossier scuola, pubblicazione che presenta una selezione dei progetti formativi, realizzati dalle Direzioni regionali su tematiche inerenti la cultura della prevenzione, destinati a studenti e docenti di istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di accompagnare i futuri cittadini nella formazione alla salute e sicurezza sin dalla scuola primaria.

Il Dossier, realizzato in collaborazione con la Direzione centrale pianificazione e comunicazione, contiene anche contributi della Direzione centrale patrimonio,  relativamente ai finanziamenti erogati dall’Istituto per il miglioramento e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, e della Consulenza statistico attuariale, con la presentazione dell’andamento degli infortuni occorsi agli studenti nell’ultimo quinquennio.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni: Inail – Novembre 2017
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it