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FONTE AFEVAEMILIAROMAGNA

Bologna, 10 ottobre 2018

In un comunicato, CGIL Emilia Romagna e AFeVA ER denunciano il frequente ripetersi di incidenti, spesso mortali, nel corso dei lavori di bonifica e non solo, dei tetti di ETERNIT, causati da cadute dall’alto del lavoratore.

I tetti di ETERNIT, non sono portanti, se non collocati su solai che impediscano lo sfondamento.

Scarica il Comunicato stampa (.pdf)

Vedi alcuni dei casi ripresi dalla stampa

In Emilia-Romagna

19 settembre 2018 “Il Resto del Carlino” – Grave incidente a Riccione (RN)

27 agosto 2018 “NEWSRIMINI.IT” Incidente a Sogliano sul Rubicone (RN)

27 agosto 2018 “CesenaToday.it” – Grave incidente a Sogliano sul Rubicone (RN)

8 agosto 2018 “Sul Panaro news” – Grave incidente a Finale Emilia (MO)

2 agosto 2017 “RavennaNotizie.it” – Incidente mortale a San Romualdo (RA)

Nel resto d’Italia

19 settembre 2018 “EcodiBergamo.it” – Incidente mortale a Camisano nel Cremonese (CR)

21 agosto 2018 “Il Messaggero” – Incidente mortale a Castrocielo (FR)

19 giugno 2018 “TrevisoToday” Incidente mortale a Resana (TV)

25 maggio 2018 “ANSA.IT” – Grave incidente a La Spezia

28 marzo 2018 – “Venezia-Mestre Il Gazzettino.it” – Incidente a due lavoratori (uno grave) a Pramaggiore (TV)

Il testo del comunicato stampa:

L’AMIANTO UCCIDE DUE VOLTE

Mentre continua la strage di amianto per i lavoratori esposti negli anni 1960–1992, si ripetono frequenti incidenti per cadute dall’alto nei cantieri di bonifica dei tetti in eternit

La Cgil Emilia Romagna, congiuntamente all’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto, esprime preoccupazione per i frequenti casi di incidenti sul lavoro, spesso mortali che coinvolgono lavoratori impegnati nelle attività di bonifica dei tetti in eternit.

Negli ultimi mesi ricordiamo il caso avvenuto a Riccione il 19 settembre 2018, che ha coinvolto un lavoratore precipitato dalla tettoia in eternit su cui stava lavorando, il caso di un lavoratore a Sogliano sul Rubicone deceduto a causa della caduta dal cestello mentre lavorava ad un tetto in eternit il 27 agosto 2018, la caduta avvenuta l’8 agosto 2018 a Finale Emilia di un operaio che stava lavorando su un tetto in eternit, quello del lavoratore della Plasfor di Forlì precipitato dal tetto in eternit il 23 agosto 2017, il caso dell’agricoltore deceduto il 2 agosto 2017 a causa della caduta dal tetto in eternit del capanno agricolo in provincia di Ravenna.

Sono solo alcuni casi accaduti in Emilia Romagna nell’ultimo anno, ricavati dalle cronache giornalistiche, dati più sistematici ci fornirebbero un quadro ancora più preoccupante.

Riteniamo che le cause siano molteplici: interventi eseguiti da persone senza la necessaria formazione, la scarsa conoscenza del carattere non portante delle coperture in eternit, il mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza, il mancato controllo dei mezzi tecnici utilizzati e la loro manutenzione, in alcuni casi interventi fatti da persone non titolate.

Non è sufficiente che gli interventi siano eseguiti da aziende certificate per la bonifica dell’amianto, spesso i lavoratori non sono formati e lavorano in condizioni non adeguate e pressati dai tempi ristretti.

Numerose sono le segnalazione che il sindacato riceve da lavoratori di aziende dove si sta eseguendo, o è stata eseguita la bonifica, che denunciano la scarsa qualità degli interventi che restituiscono gli ambienti di lavoro inquinati dalle fibre di amianto o che vedono lavoratori impegnati nella bonifica operare senza una adeguata conoscenza dei rischi per loro e per gli altri e senza l’uso di protezioni.

La necessaria opera di bonifica e rimozione dell’amianto deve avvenire nella sicurezza assoluta.

Deve essere effettuata una attività di vigilanza sistematica e con modalità efficaci in tutti i cantieri di bonifica che coinvolgono strutture industriali ed agricole, e va previsto un controllo preventivo in tutte le aziende certificate per verificare la conformità dei Documenti di valutazione dei rischi e della formazione dei lavoratori (spesso si tratta di lavoratori stranieri), e lo stato di conformità delle attrezzature tecniche e dei DPI.

Nei piani di lavoro delle bonifiche devono essere attestati il rispetto delle procedure e dei diritti di informazione dei lavoratori e dei Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza come previsto dal DM 6/9/1994 e dal DLGS 81/08.

Il piano operativo del Piano Amianto Regione Emilia Romagna deve quindi affrontare efficacemente queste problematiche, anche destinando le risorse necessarie ai servizi di vigilanza delle AUSL.

#AMIANTOZERO, #LAVOROINSICUREZZA

Cgil Emilia Romagna

Associazione Familiari e Vittime Amianto Emilia Romagna

Bologna, 24 settembre 2018

FONTE OSHA.EU

Prevenzione dell’esposizione alle emissioni dei motori diesel e ad altri gas di scarico durante il controllo tecnico dei veicoli

 

Questo studio di caso descrive dettagliatamente come il direttore di una piccola impresa indipendente – all’interno di un più ampio franchising – abbia preso provvedimenti per evitare l’esposizione a fumi cancerogeni sul luogo di lavoro. Grazie al sostegno fornito da un organismo ufficiale di previdenza sociale, il direttore ha deciso di ideare e mettere in atto un nuovo sistema di ventilazione degli efflussi per migliorare l’ambiente di lavoro.

Questo esempio di buona pratica mostra come sia stato possibile garantire il finanziamento esterno e la competenza necessaria per ideare una soluzione semplice e sostenibile. Il sistema è già stato utilizzato come modello per apportare miglioramenti in altri stabilimenti.

Downloadin:EN

Segnalazione

Fonte Inail.it 

La Sezione ‘Sistemi di sorveglianza e gestione integrata del rischio’, del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, ha condotto un’analisi degli infortuni nel settore marittimo-portuale, anche nel quadro di una collaborazione con gli enti competenti, allo scopo di approfondire le problematiche della sicurezza sul lavoro.

Immagine Lavoratori del Mare

L’analisi è effettuata sulla base dei dati derivanti da due fonti informative: le schede di rilevazione degli infortuni subiti dai lavoratori marittimi indirizzate alle Capitanerie e l’archivio Infor.Mo che riposta le informazioni sui fattori causali evidenziati nel corso delle inchieste infortuni condotte dalle Asl. Nel report è presente anche una sintetica descrizione del profilo di rischio nel settore marittimo-portuale.

Prodotto: Volume
Edizioni: Inail – 2018
Disponibilità: Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

 

FONTE OSHA.EU

L'Organizzazione mondiale della sanità lancia l'undicesima edizione della Classificazione internazionale delle malattie e degli infortuni (ICD-11). Una versione dell'ICD-11 è stata rilasciata il 18 giugno 2018 per consentire agli Stati membri di prepararsi per l'attuazione, compresa la traduzione dell'ICD nelle loro lingue nazionali. L'ICD-11 sarà presentato al 144 ° Riunione del Comitato Esecutivo nel gennaio 2019 e al Settantaduesimo Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2019 e, a seguito dell'approvazione, gli Stati membri inizieranno le relazioni utilizzando l'ICD-11 il 1 ° gennaio 2022.

La sezione di lesioni all'interno dell'ICD-11 è presentata in una struttura multiassiale e progettata per consentire la combinazione di più codici per descrivere i casi di lesioni.

L'ICD è stato rivisto per soddisfare le esigenze di più casi d'uso e utenti nella registrazione, segnalazione e analisi delle informazioni sanitarie. ICD-11 ha una migliore usabilità, contenuti scientifici aggiornati, consente la codifica di tutti i dettagli clinici, collegati a altre classificazioni e terminologie pertinenti e con un supporto multilingue completo (traduzioni e risultati).

La prima edizione di classificazione internazionale, conosciuta come l'International List of Causes of Death, fu adottata dall'International Statistical Institute nel 1893. Alla OMS fu affidata l'ICD alla sua creazione nel 1948 e pubblicò la 6a versione, ICD-6, che incorporava la morbilità per la prima volta. I regolamenti sulla nomenclatura dell'OMS, adottati nel 1967, stabilivano che gli Stati membri utilizzavano la revisione più aggiornata dell'ICD per le statistiche sulla mortalità e la morbilità. L'ICD è stato rivisto e pubblicato in una serie di edizioni per riflettere i progressi nel campo della salute e della scienza medica nel tempo. L'ICD-10 è stato approvato nel maggio 1990 dalla Quarantatreesima Assemblea Mondiale della Sanità. È citato in oltre 20.000 articoli scientifici e utilizzato da oltre 100 paesi in tutto il mondo.

Maggiori informazioni 

 

A cura di Ministero della Salute

Abstract
La postura rappresenta la posizione assunta dalle varie parti del corpo le une rispetto alle altre e rispetto all'ambiente circostante e al sistema di riferimento del campo gravitazionale. Il Ministero della salute ha promosso, tramite un apposito Gruppo di lavoro, l'elaborazione di un documento per fornire alle diverse professionalità sanitarie coinvolte nella prevenzione, diagnosi e cura del disturbo posturale, indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.

Download

Linee guida nazionali sulla classificazione, inquadramento e misurazione della postura e delle relative disfunzioni (PDF 282.7 Kb)

Un lavoro importante di Gianni Marchetto, già operaio e sindacalista alla Fiat di Torino che ci offre la comparazione tra i tradizionali modi di produzione della Fiat e le innovazioni del metodo organizzativo WCM .
Nella presentazione di Marchetto vengono descritte le differenze organizzative apportate nelle varie fasi del ciclo di produzione dei motori della FTP del gruppo FIAT.
Nella presentazione "La fabbrica in-umana- critica al WCM", Gianni Marchetto affronta il "nuovo" modello di organizzazione del lavoro negli aspetti di costrittività e di limitazione delle possibilità di crescita professionale degli operai e di rischi per la salute. Un punto di vista esperto che ha conosciuto a fondo le modalità tradizionale di organizzazione della linea di montaggio e si confronta con i limiti del WCM per individuare un percorso di umanizzazione del lavoro.

LA FABBRICA IN-UMANA
di Gianni Marchetto

 

Una nuova relazione dell’EU-OSHA evidenzia i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori dei porti che vengono a contatto con container da trasporto sottoposti a fumigazione. Una raccomandazione chiave è quella di compiere in modo prioritario le valutazioni dei rischi prima dell’apertura dei container e di applicare la normativa in materia di etichettatura dei container.

La relazione offre una panoramica della normativa e individua le lacune nelle conoscenze esistenti in questo ambito. Si forniscono inoltre esempi pratici e strategie preventive per migliorare la prassi corrente e la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Leggi il comunicato stampa

Consulta la relazione completa e leggi un articolo di OSHwiki 

Scarica una presentazione della relazione 

Riproduciamo dal sito del  Ministero della Salute

" E’ in via di finalizzazione la procedura di adozione del decreto concernente “Regolamento sulle misure e sui requisiti dei prodotti fitosanitari per un uso sicuro da parte degli utilizzatori non professionali”. Al fine di agevolare l’implementazione delle “misure transitorie” previste agli articoli 7 e 8 del suddetto decreto, in attesa della sua pubblicazione, si forniscono informazioni ed indicazioni applicative queste ultime rivolte, in particolare, alle imprese titolari di prodotti fitosanitari."

Consulta:

  • Indicazioni applicative
  • Allegato 1  (format per la presentazione dell’elenco dei prodotti per cui si richiede la modifica dell’etichetta)
  • Allegato 2 (modulo di istanza da utilizzare per richiesta di modifica dell’etichetta)

 

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INAIL : INDIRIZZI OPERATIVI PER LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE PROFESSIONALI DELL’APPARATO RESPIRATORIO

LA BROCHURE

Normalmente quando si pensa agli incidenti e alle malattie professionali si fa riferimento per lo più ai rischi relativi alle macchine, ai pericoli di caduta dall’alto, di caduta materiali o di folgorazione, all’esposizione agli agenti fisici o al sovraccarico biomeccanico, ma raramente agli infortuni o alle malattie dovuti alla mancanza di requisiti dei luoghi di lavoro. Ad esempio in relazione alle carenze nella viabilità, nell’illuminazione, nella pavimentazione, o nella presenza di porte, aperture e scale fisse o portatili non sicure.

Ci soffermiamo oggi proprio su alcuni di questi elementi con riferimento al contenuto di un documento correlato al progetto Impresa Sicura, un progetto multimediale - elaborato da EBER, EBAM, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione Consultiva Permanente come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013 e che ha affrontato in questi anni il tema della sicurezza in vari comparti lavorativi.

Infatti il documento “ Settore agroalimentare_La lavorazione della carne”, che riporta diverse indicazione sui requisiti dei luoghi di lavoro, sulla normativa, sulla classificazione degli ambienti, dedica un intero paragrafo alla pavimentazione, ai muri e soffitti, alle finestre, alle scale e alle banchine e rampe di carico.
L'articolo segue alla fonte PUNTOSICURO.IT

FONTE CNR.IT

22/12/2017

Assessment of glacier and permafrost hazards in mountain regions

 

Pubblicate le linee guida per la valutazione della pericolosità naturale legata a ghiacciai e permafrost in aree montane (Assessment of glacier and permafrost hazards in mountain regions: technical guidance document). Il documento, in lingua inglese, è frutto di un’intensa attività di confronto all’interno del gruppo scientifico Gaphaz (Glacier and permafrost hazards in mountains) dell’International association of cryospheric sciences (Iacs) e dell’International permafrost association (Ipa).

Il documento rappresenta una pietra miliare nelle attività del gruppo di lavoro Gaphaz, istituito allo scopo di migliorare lo scambio di informazioni sui pericoli naturali legati a ghiacciai e permafrost, all’interno della comunità scientifica internazionale e tra questa e gli enti di gestione del territorio. Queste linee guida si propongono come una risorsa per agenzie internazionali e nazionali, autorità governative e società private.

I pericoli naturali legati a ghiacciai e al permafrost rappresentano un’importante minaccia in molte aree montane del mondo. I cambiamenti climatici in corso stanno causando significative modificazioni di questi ambienti, aprendo nuovi scenari di pericolosità: questo, unitamente alla crescente pressione antropica, rendono questo tipo di pericoli meritevoli di adeguata attenzione.

Alla stesura del documento, coordinata da ricercatori del Dipartimento di Geografia dell’Università di Zurigo, hanno contribuito scienziati di tutto il mondo, tra cui la ricercatrice dell’Irpi-Cnr Marta Chiarle, del gruppo di ricerca GeoClimAlp, che attualmente è titolare della segreteria di Gaphaz.

Per informazioni:

Marta Chiarle
Strada delle Cacce 73, 10135 Torino
marta.chiarle@irpi.cnr.it

Vedi anche:

FONTE INAIL.IT

Immagine Numero 15 - ottobre 2017

di Luca Rossi

La mancanza di una legislazione nazionale specifica, che prescriva la dotazione sulle coperture di sistemi necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori che svolgono attività su di esse, ha determinato, in molte regioni italiane, l’emanazione di regolamenti ad hoc. Essi, ove presenti, non sono per ovvie ragioni “armonizzati” a livello nazionale e non facilitano il lavoro dei vari soggetti coinvolti.
Individuare tutte le possibili misure di prevenzione e protezione da utilizzare in copertura non è semplice. In questo contesto ne vengono analizzate alcune per l’accesso ed altre relative al transito e all’esecuzione.
Lo studio cerca, inoltre, di identificare e fornire informazioni e dati agli operatori di settore che possono essere utilizzati anche dalle istituzioni pubbliche per la loro attività di verifica, controllo e indirizzo per condividere le misure di sicurezza da adottare per l’esecuzione delle attività sulle coperture.
Il documento non vuole essere esaustivo, ma si propone di affrontare una parte delle problematiche relative alla realizzazione delle citate misure, con particolare riguardo ai requisiti che i prodotti debbono soddisfare.
L’esplicitazione di tali requisiti è la sintesi di specifica attività effettuata dal Dipartimento, anche a livello sperimentale, negli ambiti di ricerca e normativa nazionale e internazionale.

Prodotto: Volume - Collana Quaderni di ricerca
Edizioni: Inail - ottobre 2017
Disponibilità: Consultabile solo in rete
Informazioni e richieste: dcpianificazione-comunicazione@inail.it