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Nel Consiglio dei ministri del 10 ottobre 2019 è stato approvato il decreto clima. Tra le principali novità introdotte dal decreto clima, il buono mobilità per le città e le aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria per il quale vengono stanziati 255 milioni di euro (fino a 1500 euro per la rottamazione dell’auto fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per i motocicli a due tempi). Sono istituiti un fondo di 40 milioni di euro per i Comuni per la realizzazione o l’ammodernamento delle corsie preferenziali e un fondo di 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a euro 6.

Inoltre, 30 milioni di euro saranno destinati alla piantumazione e al reimpianto degli alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane. E ancora: saranno aumentati i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque, per risolvere il problema storico delle infrazioni ambientali; venti milioni saranno destinati ai commercianti (fino a 5 mila euro per ciascuno) per la realizzazione di un “green corner” per la vendita di prodotti sfusi.

Infine, l’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale di cui si avvale il ministero dell’Ambiente, realizzerà un database pubblico, grazie a una dotazione di un milione e mezzo di euro, per la trasparenza dei dati ambientali. I concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete i risultati delle rilevazioni effettuate.

“Tengo a precisare – dichiara Costa – che la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi, inizialmente prevista nel decreto clima, è contemplata nella legge di bilancio. La nostra idea è fare un taglio costante negli anni, da qui al 2040, ma senza penalizzare nessuno. Con le necessarie limature e concertazioni cercheremo di dar luce al miglior provvedimento possibile, con l’obiettivo principale di tutelare l’ambiente, salvaguardando al tempo stesso il nostro sistema produttivo”.

FOTO DA WIKIPEDIA
14 ottobre 2019 ore 09.47
“Non bisogna aver paura di usare parole forti perché questa è la realtà. I morti, gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali sono in drammatico aumento, parliamo ormai di una vera e propria strage”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, evidenziando che “sono i numeri purtroppo a dirlo. Se guardiamo i dati degli ultimi dodici anni, 17 mila persone sono morte sul lavoro o mentre si recavano o tornavano dal posto di lavoro. Numeri che fanno indignare, si continua a morire come si moriva quaranta, cinquanta anni fa”.

Per il leader della Cgil “ha ragione il presidente Mattarella, quando dice che ‘la sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e non si possono accettare passivamente le tragedie che si ripetono’. È ora di agire. Prevenzione è la parola d’ordine. C’è sicuramente un problema di formazione che va fatta a chi comincia a lavorare, periodicamente a chi già lavora, a chi opera in appalto. Ma va svolta anche agli imprenditori, visto che il tessuto produttivo italiano è fatto di tante piccole e medie imprese”.

Maurizio Landini, infine, sollecita l'adozione di “una specie di ‘patente a punti’ per le imprese. Un documento che indichi quanti infortuni hanno avuto, cos'è successo, quale affidabilità hanno sulla sicurezza, che diventi elemento di valutazione nell'attribuzione degli appalti. Serve, infine, rafforzare le funzioni ispettive e di prevenzione negli ispettorati e nelle Asl, il che significa assunzioni e risorse”.

 

di Gianni Marchetto – ottobre 2019, in occasione della giornata dedicata alla sicurezza

Ai miei tempi (primi anni ‘60) si diceva: un morto ogni ora e un infortunio ogni minuto. Da allora parecchia acqua è passata sotto i ponti. Nel 1968 veniva edita dalla FIOM CGIL la Dispensa Ambiente di Lavoro, sposata anche dalla FIM CISL e dalla UILM UIL nel 1971. Nel 2006 veniva stampata anche dall’INAIL.

Il padre di questa impostazione fu Ivar Oddone(ex partigiano, medico e professore di Psicologia del Lavoro a Torino) che assieme a Gastone Marri (altro ex partigiano e direttore dell’INCA CGIL a Roma) ne fece occasione per un rinnovamento delle strategie sindacali allora tutte fiondate sulla monetizzazione del rischio (per 26 Lire/ora si vendeva la pelle dei lavoratori su una serie di sostanze nocive).

Da questa impostazione ne venne la parola d’ordine rivoluzionaria: la salute non si vende. Questa Dispensa divenne una sorta di “bibbia” per centinaia e migliaia di Delegati Sindacali, venne usata nei corsi di formazione per Delegati e nelle maggiori imprese italiane le quali furono investite da migliaia di richieste di bonifica ambientale che fu la maggiore spesa da queste sostenute. A tutt’oggi si sono perse le tracce a fronte del fatto che fu sul serio la prima mondializzazione fatta dal movimento operaio italiano: venne tradotta in quasi tutte le maggiori lingue del pianeta. E potrebbe benissimo essere riutilizzata come “modello operaio e sindacale” da mettere a confronto con i DVR (i Documenti di Valutazione dei Rischi) redatti dalle imprese.

La situazione attuale è in parte migliorata. Trattasi di oltre 500 morti ogni anno per infortunio, si tace invece sui morti per Malattia Professionali che sono 4 volte di più di quelli per infortunio. È ovvio che la morte per infortunio trova orecchie pronte, mentre quelle per le Malattie Professionali molto, molto di meno per via dei tempi di latenza di tali malattie.

Comunque siamo di fronte a troppi in rapporto al fatto delle innovazioni tecnologiche che ormai hanno investito la quasi totalità delle imprese manifatturiere. Occorre inoltre ricordare che ben il 20% di queste morti investono i “padroncini”, coloro i quali lavorano e operano accanto ai loro operai nelle “boite” con pochi addetti.

Che fare, quindi: il Tabellone Comunale di Rischio

Proposta: occorre andare alla sperimentazione almeno in 3 città per Regione (una piccola, una media e una grande) di un Tabellone Comunale di Rischio, da mettere a disposizione di tutti cittadini per aumentarne la loro “democrazia cognitiva” attraverso un uso del tutto proficuo della informatica e dell’elettronica (un tabellone elettronico in ogni spazio pubblico). Cosa dovrebbe contenere tale Tabellone: i dati riguardanti gli infortuni (per gravità e frequenza) e le malattie professionali a livello annuale. Chi li dovrebbe gestire: il Sindaco (che un decreto regio del 1927 lo fa responsabile della salute dei propri cittadini), infatti dipende da lui la firma delle "licenze di esercizio" (per ogni unità produttiva sita nel suo territorio), dipende da lui (e/o da un assessore incaricato) la disposizione delle vie a senso unico o a doppio senso, dipende da lui quante rotonde fare nel proprio comune, dipendono da lui i Vigili Urbani incaricati di fare delle ispezioni in tutte le macellerie e in tutti i negozi che vendono generi alimentari. Il tutto ovviamente per la difesa della salute dei propri cittadini.

Introdurre nell’ordinamento italiano l’obbligo della “patente per esercitare la professione di imprenditore”: se uno non sa niente sulla “sicurezza del lavoro” e su “Il diritto del lavoro” in Italia e nella UE, niente esercizio della professione. In pratica deve finire l’operazione per cui ad un semplice muratore basta che vada alla Camera di Commercio e oplà, pagati i bolli necessari può diventare un “imprenditore edile”. Ovvio che questa patente riguarderà innanzi tutto i padroncini.

1° Domanda: c'è qualcuno che sappia dire che un (UNO) Sindaco ha inchiodato un cantiere edile per inosservanza delle norme sulla sicurezza del lavoro???

2° Domanda: esiste in natura una esperienza di questo genere? SI, ESISTE. A Port de Boc e a Martiguy (sono due comuni di 30.000 abitanti ciascuno) in Francia vicino a Marsiglia vi è una esperienza di questo genere prodotta da una Mutuelle. Il produttore di questa esperienza risponde al nome di Ivar Oddone che la sperimentò negli anni ’80.

Se questa banalissima "riforma" (a costo zero) fosse contemplata dai Ministeri incaricati avremo un salto QUALITATIVO nella capacità di amministrare la cosa pubblica da parte dei Sindaci, i quali potrebbero benissimo (sulla base della concreta conoscenza degli accadimenti infortunistici e delle malattie professionali) chiedere alle parti sociali presenti sul territorio (Associazioni imprenditoriali e sindacati) di sedersi ogni anno attorno ad un tavolo per fare dei "bilanci di salute" e dei "piani di bonifica" individuando i settori e le imprese a maggior rischio. Ovvia anche la presenza degli Enti incaricati della gestione tecnico/operativa di tale questione: INAIL, ASL, ecc.

E ancora: perché avere una serie di strutture che si occupano tutte di una unica questione: la salute nei luoghi di lavoro? INAIL, ASL, ecc. non varrebbe la pena unificare almeno la parte riguardante la prevenzione.

Se non si fanno di queste cose siamo alla "coazione a ripetere" = un po' più di ispettori, un po' più di ispezioni, un po' più di formazione (che servirà solo ai formatori che la faranno!) e intanto si continuerà ad infortunarsi (e a morire) e a contrarre Malattie Professionali (di cui le morti, ripeto, sono 4 volte di più di quelle dovute agli infortuni).

Amen..

FONTE  ISTAS

L'obiettivo di questo progetto è promuovere il ruolo dei lavoratori come agenti di cambiamento nell'adattamento dei settori produttivi al riscaldamento globale. Questo progetto ha il sostegno del Ministero per la transizione ecologica attraverso la Fondazione Biodiversità.

L'impatto del cambiamento climatico comporterà processi di trasformazione, riconversione e adattamento in tutte le attività produttive, con maggiore intensità in quei settori più esposti ai suoi effetti, come silvicoltura, carta chimica, sanità, turismo, edilizia e acqua. I lavoratori sono un potente agente del cambiamento, quindi è essenziale sapere quali sono le percezioni, gli atteggiamenti e le opinioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti legali di fronte ai cambiamenti climatici. Ciò contribuirà all'elaborazione di politiche e misure di adattamento, nonché alla loro successiva comprensione e applicazione. Aiuterà inoltre le amministrazioni, le società e i sindacati a pianificare la loro risposta e il loro adattamento alle condizioni derivate dal cambiamento climatico,

Gli obiettivi e le linee d'azione di questo progetto sono:

  • Sviluppare un'analisi sociologica del lavoro per conoscere le percezioni e i comportamenti dei lavoratori e dei loro rappresentanti legali di fronte ai cambiamenti climatici, nonché i loro livelli di consapevolezza e informazione al riguardo.
  • Promuovere lo sviluppo di proposte e strategie per l'adattamento ai cambiamenti climatici.
  • Facilitare gli spazi per lo scambio e il dibattito tra i lavoratori e i loro rappresentanti, nonché altri agenti sociali coinvolti nelle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici dei settori produttivi.
  • Diffondere i risultati del progetto e promuovere l'assunzione delle competenze ambientali da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti nei settori più colpiti.

Per lo sviluppo dell'analisi sociologica del lavoro, l'ISTAS condurrà un'indagine quantitativa tra almeno 1.000 lavoratori e rappresentanti sindacali di diversi settori economici, oltre a condurre gruppi di discussione e interviste approfondite con informatori chiave e quadri sindacali.

Il lancio del progetto coincide con il mese di mobilitazioni attorno al World Climate Strike e la campagna "Boosts the Transition" guidata da Commissioni di lavoro che persegue gli obiettivi di un'azione per il clima e l'ambiente decisi sul posto di lavoro.

Questo progetto ha il sostegno del Ministero per la transizione ecologica attraverso la Fondazione Biodiversità  Logo della Fondazione Biodiversità

Con il supporto di:

Loghi Saludapt

FONTE: SICUREZZAELAVORO.ORG

Tutti assolti! Chi lavorava all’Olivetti di Ivrea e si è ammalato di mesotelioma pleurico o altre patologie asbesto correlate dovrà rassegnarsi: nessuno risarcirà le vittime. L’amianto l’avranno respirato altrove: “il fatto non sussiste”.

Lo ha stabilito a Roma la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, presieduta da Patrizia Piccialli, con la sentenza dell’8 ottobre 2019 con cui, rigettando il ricorso della Procura Generale di Torino e rifiutando di inviare gli atti alle Sezioni Unite della Suprema Corte, ha assolto tutti gli imputati, tra i quali Carlo De Benedetti, il fratello Franco De BenedettiCorrado Passera e altri vertici aziendali.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE 

FONTE OSHA.EU ( trad. translator Google) 

La Giornata mondiale degli insegnanti del 5 ottobre non costituisce soltanto un momento per mostrare gratitudine agli educatori, ma anche un’occasione per riflettere su come migliorare ulteriormente il loro status, i loro diritti e condizioni di lavoro.

Le parti sociali a livello europeo CSEI  ed EFEE , in stretta collaborazione con l’EU-OSHA, hanno sviluppato due strumenti online per assistere gli istituti di educazione e cura della prima infanzia (ECEC) e di istruzione secondaria nella valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL) e nell’adozione di misure preventive ed efficaci, non solo per gli insegnanti ma per tutto il personale interessato!

L’elaborazione dei suddetti strumenti è stata avviata nel 2016 in una dichiarazione comune di entrambi i partner: Preventing and Combating Psychosocial Hazards in the Education Sector (Prevenire e combattere i rischi psicosociali nel settore dell’educazione) .

I rischi nel settore dell’educazione presentano molteplici sfaccettature e gli strumenti includono un elevato numero di misure preventive per rischi psicosociali, rischi di scivolare, inciampare e cadere, rischi derivanti da carenze al livello della manutenzione degli edifici e altro ancora.

Scopri e condividi lo strumento OiRA per l’istruzione secondaria  e lo strumento OiRA per l’educazione e la cura della prima infanzia 

Diversi partner nazionali dell’OiRA hanno riconosciuto l’importanza della sicurezza e della salute sul lavoro nel settore dell’educazione offrendo uno strumento nazionale nella propria lingua. Consulta gli strumenti disponibili 

FONTE INRS.CA CHE RINGRAZIAMO 
Una conversazione con Mario Polèse , professore emerito all'Institut national de la recherche scientifique (INRS) e autore del libro The Wealth and Poverty of Cities: Why Nations Matte r, recentemente pubblicato da Oxford University Press. 
Parlaci del tuo nuovo libro The Wealth and Poverty of Cities. Quale nuova luce getta su questo argomento? 
Mario Polèse: Esiste un vasto corpus di letteratura sulle città dal punto di vista dell'economia e della sociologia urbana. Il mio libro non è particolarmente nuovo in questo senso. Ciò che lo distingue dalle altre pubblicazioni è il suo sottotitolo: Why Nations Matter, che aggiunge una prospettiva diversa. 
Generalmente, quando parliamo di città, spieghiamo i loro successi e insuccessi in base al modo in cui sono gestiti e alle loro caratteristiche locali. Ma nel mio libro, prendo una direzione diversa. Se dovessi riassumere, direi che le città rispecchiano le società che le hanno costruite.  
Il modo in cui le città sono governate, progettate e organizzate dipende molto dalla legislazione, dalle norme e dai valori nazionali. Se le città francesi e americane sono diverse, non è a causa dei loro sindaci, ma a causa delle leggi e dei valori di ogni nazione. 
Questo è il messaggio di base del mio libro. Da New York, Port-au-Prince e Montreal a Toronto, Parigi e Buenos Aires, spiego come ogni città rifletta le istituzioni e le norme nazionali.   
Il lettore canadese e americano sarà particolarmente interessato a capire perché le città canadesi (in questo Quebec sono simili al resto del Canada) sono diverse dalle città americane. 
Perché non c'è Detroit in Canada? Perché Montreal non ha una città interna o ghetti in stile americano? ...continua a leggere "Canada.Il professor Mario Polèse dell’INRS pubblica un nuovo libro: La ricchezza e la povertà delle città"

FONTE:  AFeVA Emilia Romagna 

Bologna, 9 ottobre 2019

Vogliamo segnalare la recente pubblicazione del libro di Pietro Gino Barbieri “MORIRE DI AMIANTO – un dramma prevedibile, una strage prevenibile” Marco Serra Tarantola Editore.

Un libro necessario e utile, per la quantità informazioni, dati, e testimonianze di prima mano, un  “catalogo” importante delle vicende dell’amianto, delle fabbriche, dei settori, dei casi specifici incontrati nella sua attività. Un libro utilissimo per chi si occupa della tutela dei diritti degli ex-esposti amianto, dei malati e dei loro familiari. Un libro interessantissimo per capire la storia dell’amianto, la sua diffusione, il valore della ricostruzione storica che aggiunge elementi importanti per capire come si è arrivati a quella tragedia, e quali insegnamenti ci consegna per evitare per il futuro la sua continuazione.

L’autore

Pietro Gino Barbieri, medico del lavoro dal 1980, è stato direttore del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro della ASL di Brescia e responsabile del Registro Mesoteliomi Maligni della Provincia di Brescia. Si è occupato per molti anni del rischio da amianto e delle malattie asbesto-correlate. E’ stato animatore di Seminari e Convegni sul Mesotelioma maligno. E’ autore di numerose pubblicazioni scientifiche sull’argomento; consulente tecnico e perito in numerosi processi penali su patologie da amianto.

Come ricevere il libro:

è sufficiente farne richiesta all’autore scrivendogli direttamente all’indirizzo Mail pietrogino.barbieri@gmail.com indicando il proprio Nome e Cognome e il proprio indirizzo per la spedizione. Il costo del volume è di 25,00 € facendo un bonifico all’IBAN che sarà comunicato dall’autore.

FONTE: TEAMSTERCANADA.ORG

In diversi settori dell'industria dei trasporti, la fatica riduce la produttività, crea rischi per la sicurezza pubblica e mina la salute dei lavoratori. Il prossimo governo federale dovrà stabilire regole affidabili, basate sull'evidenza, che non sono dettate dalle imprese.

La scienza medica è chiara: lunghi orari di lavoro portano a problemi medici per i lavoratori, tra cui obesità, diabete, malattie cardiache, disturbi cognitivi e morte precoce. Inoltre, lavorare per lunghe ore lontano dalla famiglia è dannoso per una vita sociale sana e comporta costi elevati per le comunità.

Ottawa deve riconoscere e affrontare il caos che lunghe ore lavorative possono provocare sulla salute fisica, mentale e sociale dei lavoratori.

Health Canada dovrebbe condurre uno studio per quantificare i rischi per la salute e la società e i conseguenti costi sanitari della fatica nel settore dei trasporti.

I rappresentanti dell'Unione devono svolgere un ruolo attivo in questa vasta impresa per frenare l'affaticamento dei lavoratori. Il loro contributo ci fornirà una visione a 360 gradi di un problema che influisce negativamente sulla vita quotidiana dei lavoratori dei trasporti e ci aiuterà a mettere insieme il loro benessere.

Teamsters Canada incoraggia i suoi membri a consultare le piattaforme elettorali dei partiti politici per scoprire le loro posizioni sui vari temi della campagna.

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione, a cui
fanno riferimento 15 Associazioni tecnico scientifiche, e che compie questo anno 30 anni di attività, invia una lettera al Presidente del Consiglio e ai Presidenti delle Regioni nella quale esprime forte preoccupazione per l’aumento degli infortuni, in particolare gravi e mortali, verificatisi in Italia. Nella lettera si richiama all'attenzione il ruolo determinante della prevenzione negli ambienti di lavoro e di vita ai fini della riduzione degli infortuni e delle patologie professionali e ambientali; come ormai dimostrato da diversi studi per ogni euro investito in prevenzione vi sono 4 euro di guadagno in salute....

LA LETTERA DELLA C.I.I.P AL GOVERNO E AI PRESIDENTI DELLE REGIONI

 

Giunta alla sua quarta edizione, la presentazione del Rapporto annuale dell’ASviS ha dovuto spostarsi dalla Camera dei deputati all’Auditorium Parco della musica per raggiunti limiti di capienza. Infatti, all’evento di venerdì 4 ottobre, nella Sala Sinopoli, hanno partecipato circa mille persone, alla presenza del Capo dello Stato e di numerosi esponenti politici.

L’incontro è stato aperto dal presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini, che ha messo in evidenza il ruolo dell’Alleanza nella costruzione di una visione condivisa. “La governance del processo di transizione ecologica, che sappiamo essere fondamentale per il futuro, può essere declinata attraverso alcuni criteri principali: primo, incentivare la partecipazione democratica, coinvolgere le persone, le imprese, la società civile, mobilitare tutte queste energie; secondo, gestire attraverso la contrattazione l’impatto che inevitabilmente la transizione avrà sul lavoro e quindi costruire politiche in grado di reggere questa sfida; terzo, una programmazione puntuale, trasparente, sostenibile, utilizzando appieno tutte le possibilità offerte dall’economia circolare”.
L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE SU ASVISS

Scarica il Rapporto ASviS 2019

 

 

 

FONTE INCHIESTAONLINE.INFO

Bill Mckibben, un ambientalista statunitense attivo anche come scrittore e giornalista, definito nel 2010 dal Boston Globe come “probabilmente l’ambientalista più influente della nazione”, ha lavorato sul cambiamento climatico per trent’anni e dice di aver imparato a liberare la sua angoscia e a tenerla sotto controllo. Ma, negli ultimi mesi, ammette che la sua angoscia vera riguarda i suoi figli. Questa primavera è stato registrato per la concentrazione di l’anidride carbonica nell’atmosfera il livello record di 415 parti per milione, superiore a quanto non sia mai stato in molti milioni di anni. L’estate è iniziata con il mese più caldo mai registrato, quindi Luglio è diventato il mese più caldo dell’era moderna. Il Regno Unito, la Francia e la Germania, hanno tutti raggiunto nuove alte temperature e il calore si è spostato verso nord, fino a quando la maggior parte della Groenlandia si è sciolta e immensi incendi siberiani hanno inviato grandi nuvole di carbonio verso il cielo. All’inizio di settembre, l’uragano Dorian si è fermato sopra le Bahamas, dove ha scatenato quello che un meteorologo ha definito “il più lungo assedio di tempo violento e distruttivo mai osservato” sul nostro pianeta. Gli avvertimenti scientifici di tre decenni fa sono i più micidiali avvisi di calore del presente e, per il futuro, ci impongono scadenze rigide. Lo scorso autunno, gli scienziati climatici di tutto il mondo hanno affermato che, se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati nell’accordo sul clima di Parigi del 2015,

...continua a leggere "Mario Agostinelli: Una mobilitazione della società e del mondo del lavoro per la decarbonizzazione e l’emergenza climatica"

Nota:  la traduzione con translator Google è molto imprecisa... conviene leggere il testo in originale 

FONTE GMB 

 

Le "menzogne" di Amazon sul suo record scioccante di salute e sicurezza sono state esposte da un'indagine di GMB.

L'Health and Safety Executive (HSE) afferma che "non riconosce" le affermazioni di Amazon sulle condizioni nei suoi magazzini - che hanno visto centinaia di chiamate di ambulanza.

La mostra arriva mentre GMB chiama Amazon in una mozione per la Conferenza del lavoro di Brighton oggi.

In risposta alle precedenti indagini di GMB Union sulle pratiche di lavoro di Amazon - che hanno rivelato centinaia di chiamate di ambulanze ai magazzini di Amazon - la società afferma sul suo sito Web :

"Secondo il governo britannico RIDDOR, responsabile per la salute e la sicurezza, Amazon ha in media il 43% di infortuni in meno rispetto ad altre società di trasporto e deposito nel Regno Unito"

Tuttavia, dopo che il GMB ha scritto all'HSE per interrogarlo, l'HSE ha risposto affermando che "non riconosce" l'affermazione dell'azienda.

Tim Roache, Segretario Generale GMB, ha dichiarato:

“Amazon potrebbe aggirare il tavolo, lavorare con GMB - che rappresenta centinaia dei suoi lavoratori - e apportare modifiche per proteggere i propri dipendenti.

La linea di fondo è che le condizioni sui siti di Amazon sono spaventose. I rapporti che riceviamo sono orribili e Amazon ha bisogno di risolverli al più presto.

Tim Roache, Segretario Generale GMB

“Invece, sembrano disposti a dire bugie a faccia in giù sulla carta sulla realtà ed evitare le loro responsabilità.

"È ovvio - mostra il disprezzo  verso il contribuente del Regno Unito e i loro clienti in quanto pensavano di non essere scoperti.

“La linea di fondo è che le condizioni sui siti di Amazon sono spaventose. I rapporti che riceviamo sono orribili e Amazon ha bisogno di risolverli al più presto. "

Amazon: rispetta i tuoi lavoratori
Unisciti alla nostra campagna

Laura Pidcock, ministro del lavoro ombra, ha dichiarato:

“Amazon dovrebbe vergognarsi del modo in cui ha travisato le esigenze dei suoi magazzinieri per le cure di emergenza.

Il lavoro metterà il potere nelle mani dei lavoratori istituendo un'Agenzia per la protezione dei lavoratori che, a differenza dell'attuale sistema, farà effettivamente valere diritti, standard e protezioni, in modo che ogni lavoro sia un buon lavoro.

Laura Pidcock, ministro del lavoro ombra

“Queste condizioni pericolose sono uno scandalo. Il fatto che Amazon richieda urgentemente che i suoi lavoratori siano adeguatamente protetti dagli infortuni dimostra quanto sia basso il livello di questo gigante aziendale.

“Il Labour metterà il potere nelle mani dei lavoratori istituendo un'Agenzia per la protezione dei lavoratori che, a differenza dell'attuale sistema, farà effettivamente valere diritti, standard e protezioni, in modo che ogni lavoro sia un buon lavoro. Inoltre, renderemo più facile per i sindacati entrare nei luoghi di lavoro per rappresentare i loro membri, verificare la loro sicurezza e ascoltare le loro preoccupazioni ".

Jack Dromey, ministro ombra del lavoro e delle pensioni, ha dichiarato:

“Amazon ha mentito per nascondere un vergognoso record nel mettere a rischio i propri lavoratori.

"La società dovrebbe scusarsi e concordare un audit indipendente sulla salute e la sicurezza insieme a GMB in modo che nessun altro lavoratore rischi la vita o il lavoro degli arti per Amazon"

FONTE  RASSEGNA.IT CHE RINGRAZIAMO 

Vertice nel pomeriggio a Roma tra i ministri Catalfo e Speranza e i sindacati sulla sicurezza sul lavoro, considerata "una priorità" dal governo. Landini: "Occorre affrontare anche le cause, che risiedono nella precarietà e nel sistema degli appalti"

Un piano straordinario per la prevenzione degli infortuni. È quanto ha promesso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo programma di governo: un provvedimento che oggi (lunedì 23 settembre) vede la posa della prima pietra, con l’incontro fra i ministri del Lavoro Nunzia Catalfo e della Salute Roberto Speranza e i vertici di Cgil, Cisl e Uil. L’appuntamento è a Roma, alle ore 15 presso il dicastero del Lavoro (in via Flavia 6).

“Ci aspettiamo che inizi un seria discussione su questo tema. Il numero degli infortuni e delle morti sul lavoro sta aumentando, così come crescono le malattie professionali”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, sottolineando che “si lavora di meno, ma ci sono più infortuni e più malattie, e si muore come si moriva cinquanta anni fa”.

Maurizio Landini evidenzia che se conteggiamo anche coloro che muoiono “in itinere”, ovvero mentre vanno o tornano dal lavoro, negli ultimi dodici anni le vittime sono 17 mila “Un dato che – commenta – come sindacalista ti fa sentire anche in colpa per non aver fatto fino in fondo il tuo mestiere, perché non esiste che una persona muoia lavorando, è un concetto che non può essere accettato”.

Per il segretario generale è evidente che “fare un piano straordinario per la prevenzione vuol dire puntare sulla formazione e decidere chi la deve fare: occorre anzitutto potenziare, attraverso nuove assunzioni, gli ispettorati e i servizi di medicina del lavoro”. Landini evidenzia anche la necessità “che Inps, Inail e gli altri istituti comincino a scambiarsi i dati. Non è accettabile che, in quest’era digitale, ognuno resti proprietario delle proprie banche dati, è una cosa che non permette di far funzionare bene il Paese e di affrontare queste situazioni”.

Ma per Landini, alla base di ogni confronto, deve esserci “la volontà di affrontare assieme questo tema, entrando dunque nel merito del perché succedono le morti sul lavoro”. Un “perché”, conclude il segretario generale della Cgil, che va ricercato “nella troppa precarietà, in un sistema degli appalti che va affrontato con decisione, nella necessità di far diventare la cultura della sicurezza un investimento e non un costo come invece prevale adesso”.

 

FONTE ETUI.ORG CHE RINGRAZIAMO 

Esistono centinaia di sostanze che interrompono la produzione di ormoni. Impiegate massicciamente dall'industria in molte produzioni, queste sostanze sono associate a gravi problemi di salute come tumori, danni alla salute riproduttiva, disturbi dello sviluppo come l'obesità, un calo del quoziente di intelligenza, ... Tra questi , compresi bisfenoli, ftalati, parabeni, eteri glicolici, ritardanti di fiamma bromurati, composti perfluorurati (PFC). Per la prima volta, Public Health France ha misurato la presenza di queste sostanze estremamente preoccupanti nel corpo di bambini e adulti in un ampio campione (1.104 bambini e 2.503 adulti) rappresentativo della popolazione francese.

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Sono stati monitorati quasi 70 biomarcatori. Lo studio si basa su campioni biologici (urina, siero e capelli) e sull'invio di un questionario su abitudini di vita, consumo di cibo, caratteristiche dei partecipanti. L'analisi incrociata dei risultati dei campioni e dei questionari consente di quantificare la presenza di questi inquinanti nella popolazione e di conoscere meglio le fonti di esposizione. 

I risultati indicano che queste sostanze che sono onnipresenti negli oggetti di uso quotidiano e che sono spesso interferenti endocrini o agenti cancerogeni, provate o sospette, sono "presenti nel corpo di tutti i francesi" e "livelli più elevati di impregnazione. si trovano nei bambini . In generale, i livelli di impregnazione riscontrati sono paragonabili a quelli di altri studi condotti all'estero, in particolare negli Stati Uniti e in Canada.

Questo primo importante studio sul biomonitoraggio sarà seguito da altre due sezioni su metalli e pesticidi. Lo studio non affronta esplicitamente il problema delle esposizioni professionali. "Riflette un divario purtroppo comune nella maggior parte delle politiche di sanità pubblica", afferma Laurent Vogel , ricercatore senior presso ETUI. "Esistono prove da altre fonti che le esposizioni professionali sono un'importante fonte di impregnazione per molte attività", conclude. 

Rapporti dallo studio ESTEBAN

FONTE EQUALTIMES.ORG CHE RINGRAZIAMO 

Una nuova battaglia - economica e politica per il momento - sta emergendo su uno degli stadi geografici più ostili del pianeta, l'Artico. I principali attori sono i tre superpoteri, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, ma la crescente rivalità per l'accesso e il controllo delle vaste risorse nella regione e il suo uso come principale rotta commerciale ha importanti implicazioni per gran parte del mondo , in particolare l'Unione europea, con gli Stati membri nella regione artica e un chiaro interesse per lo sviluppo dell'area. L'Africa occidentale e alcuni paesi dell'America Latina saranno inoltre interessati dalla nuova rotta di navigazione. ...continua a leggere "Guerra fredda nell’Artico: l’ultimo hotspot della geopolitica globale grazie ai cambiamenti climatici"

Segnaliamo questa opera collettiva che offre uno  sguardo sui legami tra lavoro e consumo di sostanze psicoattive.

 

 

Christine Gauthier , "  Doping to Work under the Direction of Crespin, Lhuilier and Lutz  ", Interdisciplinary Perspectives on Work and Health [Online], 21-1 | 2019, pubblicato il 01 luglio 2019, accesso 21 settembre 2019. URL:

http://journals.openedition.org/pistes/6245

 

Se_Doper_Pour_Travailler

1 Pubblicato da Éditions Érès nella Collezione Clinique du travail, questa importante opera collettiva di Renaud Crespin, Dominique Lhuilier e Gladys Lutz dà uno sguardo generale ai legami tra lavoro e consumo di sostanze psicoattive ("APS", come le droghe, alcol, droghe) e consente una migliore comprensione di un problema complesso ancora troppo spesso ignorato, quello di avere a volte (spesso) "droga per funzionare".

2 Che relazione possiamo stabilire tra consumo e lavoro? In che modo l'attività lavorativa, l'ambiente collettivo o organizzativo promuove il consumo? Cosa fanno e devono fare le imprese e i sindacati quando si osservano problemi di consumo? Che dire dell'azione pubblica e della prevenzione del consumo di SPA sul posto di lavoro? Queste sono alcune delle domande su cui questo libro si concentra.

3 Per alimentare questa riflessione, gli autori del libro hanno riunito autori che provengono da contesti diversi e multidisciplinari, siano essi ricercatori in sociologia, psicologia, psichiatria, ergonomia e diritto del lavoro o medici sindacalisti o sindacali.

4 Nella prima parte, presentando una panoramica delle varie rappresentazioni sociali che consentono di problematizzare i legami tra lavoro e consumo, il contributo di Marie-France Maranda pone all'inizio la gamma di "punti di vista" sulla situazione. Vengono presentati quattro scenari, evidenziando per ciascuno di essi i modi distintivi di concepire la prevenzione (primaria, secondaria, terziaria): quello del "problema dei dipendenti", che deve essere disciplinato, controllato e trattato. ; quella della relazione "problema lavoro-dipendente", che mette in relazione la persona che ha problemi (finanziari, familiari, ecc.) con il posto di lavoro che non offre un adattamento sufficiente; il "problema culturale", che sottolinea le pratiche di consumo nel commercio e che a volte costituiscono l'identità professionale; e il "lavoro che è il problema", che dà uno sguardo critico al lavoro e all'esperienza psichica ed emotiva dei dipendenti.

5 Maranda sostiene che la prevenzione più efficace deve essere in grado di lavorare sul problema alla fonte, vale a dire sul lavoro e sulle organizzazioni patogene, raramente implicate in termini di consumo e consumo. dipendenza. Come Dejours e Dolo, ci invita a dare uno sguardo diacronico ed evolutivo alla vita professionale, a ciò che è cambiato e a considerare il problema che i lavoratori si troverebbero sempre più di fronte a un problema. vita al lavoro difficile da sostenere psichicamente.

6 La seconda parte si interroga sull'azione pubblica e sindacale in materia di prevenzione del consumo sul lavoro. Vengono sollevate alcune questioni etiche e politiche. Ad esempio, concentrandosi sui test antidroga e sull'approccio "difettoso" nelle politiche pubbliche e negli standard legali (Crespin), viene negata la responsabilità dell'azienda, che deve agire anche in termini di prevenzione del consumo di droghe. SPA. Robinaud espone chiaramente tali responsabilità contraddittorie dell'azienda: quella di preservare la sicurezza sul luogo di lavoro rimuovendo dal luogo di lavoro i lavoratori che hanno consumato (screening); e quello di mettere in discussione le proprie pratiche sul lavoro, che possono essere all'origine del consumo di PPS.

LA RECENSIONE PROSEGUE SU PISTES 

Troppo spesso si tende a considerare l’ergonomia come una scienza che si occupa, in ambito lavorativo, solo dei disturbi muscolo-scheletrici o dei problemi correlati alle posture.

In realtà anche se è vero che i disturbi muscolo-scheletrici sono da tempo i primi in classifica tra le malattie professionali riconosciute da parte dell'Inail, esistono molti altri ambiti ergonomici meno conosciuti e, dunque, poco considerati nei luoghi di lavoro.

 

Cosa è veramente l’ergonomia? E perché è importante tenerne conto nei luoghi di lavoro?

Quali sono le norme che ne parlano direttamente? Ci sono delle differenze di genere in relazione alle patologie ergonomiche? E lo stress può dipendere da carenze ergonomiche?

Si pensa all’ergonomia nelle aziende? Che rapporto c’è tra organizzazione ed ergonomia? E cosa dovrebbero fare i medici competenti?

LEGGI L'ARTICOLO ALLA FONTE SU PUNTOSICURO.IT

Dai giocattoli pieni di ftalati ai phon che mentre ti asciughi io capelli possono darti una scarica terribile se non letale…anche questa settimana la Commissione ha emesso la sua lista dei prodotti da ritirare in forma precauzionale dal  mercato

Report 38 ( Published on: 20/09/2019)

Convegno gratuito

PESCARA
venerdì 11 ottobre 2019
ore 14.30 - 17.30

Palazzo di Città, Sala Consiliare
piazza Italia,1

SALUTI ISTITUZIONALI

Carlo Masci, Sindaco della città di Pescara
Marcello Antonelli, Presidente del Consiglio Comunale

APERTURA DEI LAVORI

Rocco Vitale, Presidente AiFOS
Silvana Bresciani, Presidente AiFOS Protezione Civile

1^ SESSIONE: LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Carlo Zamponi, Consigliere Nazionale AiFOS, Docente a contratto Università degli Studi di LAquila
Stefano Maria Cianciotta, Docente di comunicazione di crisi, Università degli Studi di Teramo
Massimiliano Longhi, Disaster Manager e Formatore qualificato

2^ SESSIONE: LA COMUNICAZIONE NELLE SITUAZIONI DI EMERGENZA: CASI STUDIO

Donato De Carolis, Comandante CV (CP) Direzione Marittima di Pescara
Luca Verna, Comandante dei Vigili del Fuoco di Ascoli
Franco Pettinelli, Direttore della casa circondariale di Chieti
Anna Suriani, Dirigente Medico, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ASL Lanciano - Vasto - Chieti
Silvio Liberatore, Dirigente Servizio Emergenza di Protezione Civile Regione Abruzzo

3^ SESSIONE: LA “CULTURA” DELLA COMUNICAZIONE

Leila Fabiani, Professoressa ordinaria di Igiene generale e applicata, Direttore del Corso di Laurea in “Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro” Università degli Studi di L’Aquila
Stefano Necozione, Professore ordinario di Igiene generale e applicata, Direttore del Corso di laurea in “Scienze delle professioni sanitarie della Prevenzione” Università degli studi di L’Aquila

CONCLUSIONE DEI LAVORI

Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS

A tutti i partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.3 (comunicazione), RSPP/ASPP.

 

La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP www.ciip-consulta.it ), a cui fanno riferimento 15 Associazioni tecnico scientifiche, e che compie questo anno 30 anni di attività, esprime forte preoccupazione per l’aumento degli infortuni, in particolare gravi e mortali, verificatisi anche nella regione Lombardia negli ultimi anni. Si legge nel documento:

"…..La Lombardia investe in prevenzione una percentuale del Fondo sanitario ben al di sotto del 5% valore da tempo stabilito dagli indirizzi nazionali.
Le risorse di personale dei Dipartimenti di prevenzione delle ASL si sono via via assottigliate, in diversi casi dimezzate, per mancato reintegro del turnover per le varie figure professionali  e in mancati investimenti.
Nel solo periodo 2016-2017, secondo i dati forniti dalla Regione in risposta ad una interrogazione consiliare, si sono persi 290 operatori….."

LEGGI IL TESTO DELLA LETTERA DELLA CONSULTA INTERASSOCIATIVA ITALIANA PER LA PREVENZIONE INVIATA ALLE AUTORITA' DELLA REGIONE LOMBARDIA.

 

FONTE  LKA BLOG, SEGRETARIATO INTERNAZIONALE PER IL DIVIETO DELL'AMIANTO

4 settembre 2019

GB. Danno collaterale Brexit: importazioni di amianto?

Dopo centinaia di migliaia di morti evitabili causate da esposizioni all'amianto in Gran Bretagna, la possibilità di importazioni di amianto post Brexit era così preoccupante che gli attivisti a Liverpool hanno cercato un incontro con il sindaco della metropolitana Steve Rotheram, che è anche il presidente onorario delle vittime dell'amianto del Merseyside Gruppo di supporto (MAVSG). In un comunicato stampa del 3 settembre 2019, John Flanagan del MAVSG ha riassunto le paure del Gruppo nel modo seguente:

“ Per decenni i lavoratori portuali del Liverpool sono stati esposti a carichi letali di amianto trasportati nel Regno Unito attraverso i nostri porti. Come conseguenza di questa e di altre esposizioni tossiche, l'area di Merseyside ha un'incredibile incidenza di malattie legate all'amianto, inclusi i tumori fatali. MAVSG lavora da oltre 25 anni per sostenere i lavoratori malati e ottenere giustizia per loro e le loro famiglie. Siamo diventati sempre più preoccupati della possibilità di importazioni tossiche via Liverpool a seguito della Brexit. Qualsiasi accordo con gli Stati Uniti - un paese che non ha vietato l'amianto e continua a utilizzare l'amianto in una gamma di prodotti - deve stabilire che nessuna spedizione di merci contaminate dall'amianto sarebbe autorizzata ad entrare nel Regno Unito. " 1

La successiva lettera del sindaco Rotherham a Andrea Leadsom MP, il Segretario di Stato per gli affari, l'energia e la strategia industriale, le chiedeva di "garantire che qualsiasi accordo commerciale negoziato con qualsiasi paese, e in particolare gli Stati Uniti, non consentisse l'importazione di amianto, in articoli contenente amianto - come le parti automobilistiche. ”Con l'attuale crisi costituzionale del Regno Unito, la gestione quotidiana del paese è stata sospesa e le probabilità che tale garanzia sarà imminente sono estremamente basse. In riconoscimento della volontà del governo Tory di "liberare e declassare le misure a tutela della salute professionale e pubblica", il sindaco Rotherham sta prendendo in considerazione tutte le opzioni disponibili per salvaguardare la vita dei residenti della regione della città di Liverpool, inclusa quella di agire "unilateralmente per proteggere i nostri cittadini" dall'amianto rischio.

Poco più di 20 anni fa, i divieti di amianto adottati alla fine dal Regno Unito sono stati attuati sotto la copertura del divieto dell'Unione europea in quanto i politici britannici avevano troppa paura di essere coinvolti in una disputa dell'Organizzazione mondiale del commercio per intraprendere azioni unilaterali. 2 Se la Brexit dovesse davvero avvenire, chi assicurerà che il materiale tossico proveniente dagli Stati Uniti - un paese in cui l'uso dell'amianto rimane legale e in cui il presidente pro-amianto ha affermato che l'amianto fosse "sicuro al 100%" 3 - non venga spedito nel Regno Unito ? Con gran parte delle 7 milioni di tonnellate di amianto importate nel Regno Unito nel corso del XX secolo, i consumatori britannici e i lavoratori hanno motivi legittimi di preoccupazione.

1 comunicato stampa. Blocco di Liverpool sulle importazioni di amianto. 2 settembre 2019.
http://ibasecretariat.org/media-release-liverpool-blockade-on-asbestos-imports-3-9-2019.pdf

2 Kazan-Allen, L. Regno Unito vieta l'amianto . Newsletter britannica sull'amianto, numero 36, autunno 1999.
http://www.britishasbestosnewsletter.org/ban36.htm

3 Rosner, D. Deregolamentazione della sicurezza: il caso dello sforzo per vietare l'amianto . Giugno 2017.
https://www.milbank.org/quarterly/articles/deregulating-safety-case-effort-ban-asbestos/

FONTE  SNOP.IT 
La guida comprende le nozioni di base ed i criteri  per l'azione ITSS relative ai rischi psicosociali, sia nelle loro azioni proattive che reattive, ed è accompagnato da allegati che precisano il contenuto più tecnico. Guida in Spagnolo e Inglese.

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FONTE SNPAMBIENTE.IT

Lanciata come iniziativa "pilota" nel novembre 2018, in occasione della "Giornata europea del Radon", ritorna questo settembre l’iniziativa di scienza collaborativa promossa dall’Appa Bolzano che consenta la misura “casalinga" del radon.

“Misura il radon a casa tua!”, ritorna dal 19 settembre l’iniziativa di citizen science di Appa Bolzano rivolta ai cittadini residenti in Alto Adige. Previste 5 serate informative sul radon. Video su YouTube

L’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano ripropone a partire dal 19 settembre l’iniziativa di scienza collaborativa “Misura il radon a casa tua!“. Gli altoatesini interessati possono ricevere informazioni sul radon in occasione di 5 serate informative in programma nelle seguenti date: il 19 settembre a Brunico, il 23 settembre a Bressanone, il 24 settembre a Merano, il 25 settembre a Bolzano e il 26 settembre a Laives. Esperti del Laboratorio analisi aria e radioprotezione dell’Appa Bolzano spiegheranno ai cittadini innanzitutto cos’è il radon e perché è importante misurarne la concentrazione in ambienti chiusi; in aggiunta, durante le serate informative, sarà illustrato alle persone interessate come aderire all’iniziativa che consente le misurazioni casalinghe del radon. Il kit di misura non verrà distribuito durante le serate informative ma sarà spedito successivamente per posta a chi è interessato ed ha partecipato ad una delle cinque serate.


L’importanza di misurare il radon in ambienti chiusi
“Il radon – spiega Luca Verdi, direttore del Laboratorio analisi aria e radioprotezione dell’Appa Bolzano – è un gas radioattivo presente in modo naturale nel sottosuolo e nelle rocce; non può essere percepito, perché è incolore e inodore, ma è pericoloso per la salute perché può entrare e accumularsi in abitazioni e altri ambienti chiusi ed essere quindi inalato. È necessario quindi misurare la sua concentrazione negli ambienti di vita chiusi per poter eventualmente mettere in atto interventi di risanamento atti a ridurne la presenza. Una possibile strategia consiste nell’aumentare i ricambi d’aria, eventualmente installando in ambienti chiusi semplici sistemi di ventilazione che permettono di ridurre rapidamente valori anche elevati di radon”.

Ulteriori informazioni sull’iniziativa e sul radon in generale sono disponibili sul sito di Appa Bolzano

FONTE : ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO

Valori limite per gli agenti cancerogeni in ambiente di lavoro

Per gli agenti cancerogeni e mutageni l’articolo 235 del D.Lgs 81/2008 stabilisce che ogni qual volta il ricorso ad un sistema chiuso non sia tecnicamente possibile il datore di lavoro deve provvedere affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile e comunque non superiore al valore limite stabilito nell’ALLEGATO XLIII/81.

Nell’allegato sono attualmente elencati solo 3 agenti: Benzene, CVM e Polveri di legno, quest’ultimo peraltro con un limite ritenuto dagli addetti ai lavori eccessivamente alto.

Tuttavia dal 2017 sono intervenuti tre aggiornamenti alla Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni che hanno significativamente allungato la lista del VLE e, tra l’altro, ridotto il valore per le polveri di legno da 5 a 2 mg/m3 con uno step transitorio a 3 mg/m3 fino al gennaio 2023.

L'articolo completo di Gianandrea Gino è disponibile QUI 

Ringraziamo L'Autore e Ambiente Lavoro. Editor

Fonte OSHA.EU 

La decima conferenza internazionale sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro - WOS 2019 si svolgerà dal 23 al 26 settembre a Vienna.

I relatori chiave dell'EU-OSHA presenteranno presentazioni sui principali argomenti con un accento sulla sicurezza e la salute sul lavoro (SSL), come l' impatto della digitalizzazione sulla SSL, il futuro del lavoro e della SSL e il trasferimento e lo scambio di conoscenze .

Lo strumento di valutazione interattiva dei rischi online (OiRA)  sarà presentato anche durante il congresso.

Ulteriori informazioni su questo importante forum scientifico

Scarica una presentazione di uno dei relatori chiave EU-OSHA 

Muro ha ceduto in un cantiere edile e l'ha schiacciato
Un operaio di 57 anni è morto oggi in un infortunio sul lavoro in un cantiere a San Bartolomeo Val Cavargna (Como). Secondo i primi rilievi l'uomo, residente a Porlezza, è stato schiacciato dal cedimento di un muro in un cantiere edile per la realizzazione di una pista ciclabile.

FONTE ANSA.IT

 

Organizzato dalla FILLEA EMILIA ROMAGNA, dalla CGIL Emilia Romagna con la collaborazione di AFeVA Emilia Romagna, il giorno 30 settembre 2019 si terrà a Bologna presso la sede della I.I.P.L.E – Scuola di formazione edile in via del Gomito, 7 – il Convegno(*) di presentazione della Campagna informativa “Lavoratore edile come proteggersi dal rischio amianto” elaborata nell’ambito del “Progetto Amianto”, dal titolo “IL RISCHIO AMIANTO IN EDILIZIA” una iniziativa volta a informare e tutelare i lavoratori dell’edilizia dal rischio amianto, nel corso dei lavori di ristrutturazione edile.

DOCUMENTAZIONE E PROGRAMMA LAVORI

 

LEOPOLDO MAGELLI, PASQUALINA MARINILLI,  VENERE PAVONE
Tutto, o quasi, quello che si dovrebbe sapere sull'amianto
AFeVA Emilia Romagna (54 pagine)

Come è scritto nella premessa, "questo non è l'ennesimo volumetto divugativo sull'amianto, ma un breve memorandum creato ad hoc per coloro (ex-esposti o familiari, ma non solo) che si devono confrontare ogni giorno con una serie di specifiche problematiche relative alla salute, alla gestione della patologie professionali correlate , ai rapporti con le autorità amministrative, assicurative e giudiziarie competenti. Infatti l'indice nasce proprio da una ricognizone delle domande che vengono poste agli sportelli amianto dell'AFeVA o che sorgono nel corso dei vari procedimenti che vengono attivati a tutela dei lavoratori, ex lavoratori, familiari o eredi.
Lo sforzo degli autori è stato quello di riuscire ad essere comprensibili a tutti, soprattutto ai non addetti ai lavori, senza però rinunciare alla correttezza tecnico-scientifica (riferendoci alle conoscenze più condivise attualmente nel mondo scientifico) di quello che abbiamo scritto: speriamo di esserci riuscito."

PER CHI E' INTERESSATO A QUESTO VOLUME: PUO' RICHIEDERLO A

AFeVA EMILIA ROMAGNA
via Marconi 69 Bologna
Email
afevaemiliaromagna@gmail.com