La salute dei migranti

Autore: Benedetto Saraceno 

Fonte : Saluteinternazionale.info

 

 

Nel 2020 82 milioni di persone sono state obbligate a lasciare i loro territori per migrazione interna o esterna, nella maggior parte dei casi dovuta a conflitti armati e violenze locali.

Di rifugiati, profughi e più in generale si parla molto ogni giorno con esclusiva enfasi sulla loro capacità invasiva (rischio terrorismo, rischio importazione religione islamica, rischio competizione nell’accesso al lavoro, rischi trasmissione malattie infettive). Non uno di questi rischi è reale o perché è inesistente o perché è quantitativamente risibile. Ma di questo si parla e anche chi combatte questi stereotipi xenofobi e inaccettabili si limita troppo spesso a contestare la consistenza dei rischi che la propaganda enuncia, senza tuttavia riuscire a spostare il dibattito sulle vere questioni e, fra esse, certamente quella della salute. Infatti, non si parla della salute di quella categoria confusa di persone che chiamiamo a volte rifugiati, a volte profughi a volte genericamente migranti. Non se ne parla nei media nazionali e nel dibattito politico, come se la questione della salute fosse un problema che non ci riguarda e che soltanto loro dovrebbero risolvere. Tale disattenzione (a dir poco) fa parte delle crescenti manifestazioni di disumanità, di razzismo, di violenza verbale (e talvolta fisica) che si moltiplicano e lentamente ed inesorabilmente diventano accettabili e accettate.

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Il documento della SNOP A proposito della LEGGE 215 del 17 dicembre 2021 e del futuro

 

Riteniamo importante questo Documento della Società Nazionale degli Operatori della Prevenzione SNOP che propone una serie di quesiti sugli assetti istituzionali e operativi che escono da un percorso normativo che è avvenuto senza nessuna discussione nel merito in sede parlamentare. Una norma che pretende di riorganizzare le funzioni di vigilanza senza un progetto ed una strategia in materia di promozione e tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Una norma confusa, un pastrocchio che invece di rendere più efficace e funzionale il sistema istituzionale dei servizi di prevenzione centrale e regionali li sospinge nel vicolo cieco dei conflitti delle competenze. Ci vorrà molto lavoro per uscire dal vicolo cieco e ci vorrebbero condizioni politiche favorevoli ,  nel prossimo futuro: non è detto che vi saranno. Non conosciamo i “vincitori” di questa tornata normativa che doveva essere contro gli incidenti mortali sul lavoro, conosciamo bene , invece, chi ha perso : i lavoratori.
Gino Rubini, editor di Diario Prevenzione.

 

A-proposito-della-Legge-215-del-2021

Per scaricare il  Documento in formato .pdf clicca QUI 

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Podcast di Diario Prevenzione 14 gennaio 2022 – Puntata n° 93

 

a cura di Gino Rubini

In questa puntata parliamo di

– 12 Domande al Governo, ai Ministri della Salute, del Lavoro, ai Presidenti delle Regioni sulla Legge 215/21 in materia di salute e sicurezza sul lavoro
– Strategie di comunicazione per convincere i no nax a vaccinarsi ” Emmerder les non vaccinés ” può convincere a cambiare i comportamenti ?
– GB – Il long Covid costringe alcuni lavoratori a rivolgersi al la charity del Banco Alimentare
– Mario Agostinelli: il nucleare è per sempre
– Una riflessione sui dati della pandemia, darli “nature” o zuccherati ?

 

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« Emmerder les non-vaccinés » peut-il être efficace pour changer les comportements ?

Cet article est republié à partir de The Conversation sous licence Creative Commons. Lire l’article original.

Patricia Gurviez, AgroParisTech – Université Paris-Saclay et Marie-Laure Mourre, Université Paris-Est Créteil Val de Marne (UPEC)

« Emmerder » les non-vaccinés : la phrase fait les gros titres et alimente toutes les discussions depuis quelques jours. Nous ne nous lancerons pas dans un débat politique ni sémantique, ce que d’autres se chargent de faire très bien par ailleurs. En revanche, cette phrase semble apporter confirmation de la pertinence des modèles issus des sciences sociales et humaines et incite à s’y reporter.

Les recherches sur la résistance à la persuasion démontrent que les attaques frontales viennent en réalité renforcer les attitudes initiales au lieu de les modifier, aussi bien auprès des « anti » qui y verront une raison supplémentaire de résister face à une tentative de réduire leur liberté (aussi connue sous le terme de réactance), que les « pros » qui trouveront là une confirmation réconfortante de leurs propres convictions ; au final, les anti et les pro campent sur leurs positions, voire les accentuent.

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GB. Il long Covid spinge i lavoratori al banco alimentare

Fonte : RISK TUC

 

[ traduzione dell’articolo tramite google translator ]

Due operatori sanitari del Bedford Borough Council si affidano ai banchi alimentari per sopravvivere, dopo che Long Covid li ha visti esaurire tutta la loro indennità di malattia. Il loro sindacato Unite ha affermato che i casi – che sono seguiti alla cattura di Covid durante una grande epidemia sul posto di lavoro – hanno sollevato problemi per altri luoghi di lavoro nel Regno Unito, dove anche i dipendenti soffrono di effetti collaterali cronici dell’infezione. Ha chiesto ai capi del consiglio di pagare l’intera indennità di malattia ai suoi due membri mentre si riprendono, una discrezione consentita dall’accordo nazionale “Libro verde”. L’ufficiale regionale di Unite Richard Gates ha dichiarato: “L’impatto di Long Covid ha portato entrambi i membri ad avere giorni in cui non potevano nemmeno alzarsi dal letto, nebbia cerebrale, mancanza di energia e mancanza di respiro, quindi l’ultima cosa di cui hanno bisogno in aggiunta a questo è lo stress e la preoccupazione di non avere soldi e la prospettiva di essere portati attraverso la procedura di assenza per malattia per essere fuori dal lavoro. Non è giusto che facciano affidamento sui banchi alimentari e sui benefici per sopravvivere”. I due impiegati del consiglio comunale di Bedford hanno contratto il Covid alla fine del 2020 e da allora sono entrambi malati con una diagnosi di Long Covid, a seguito di un focolaio sul posto di lavoro con il risultato che il 30% del gruppo del personale è risultato positivo. Invitando il consiglio a seguire l’esempio dell’azienda sanitaria locale, che fornisce un’indennità completa per malattia ai lavoratori con Long Covid, Richard Gates ha affermato che i due lavoratori colpiti “dovrebbero essere sostenuti dal loro datore di lavoro in questo momento di difficoltà finanziarie,
Comunicato stampa Unite .

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Mario Agostinelli: Il nucleare é per sempre

Fonte: Inchiestaonline

Autore : Mario Agostinelli 

Cingolani Ministro durerà magari solo giorni: più sfortunatamente per noi anche per mesi, ma il nucleare, purtroppo, è per sempre, basta dire la verità. Purtroppo, l’educazione scolastica e l’informazione scientifica abitualmente non si responsabilizzano per illustrare l’incompatibilità tra il vivente e impieghi troppo densi di energia, come nel caso dei fossili e del nucleare.

Per rappresentare, in modo seppure grezzo e con qualche approssimazione, l’ordine di grandezza con cui le tecnologie energetiche possono interferire con la riproduzione della vita, basti dire che, per ottenere pari energia, la fusione di un grammo tra isotopi di idrogeno equivarrebbe alla fissione di 8-10 grammi di uranio, ovvero a portare a combustione 5.000 tonnellate di carbone o bruciare in centrale 6.300 metri cubi di gas, o, ancora, con processi ben più controllabili e non distruttivi, a far cadere da un dislivello di 1.000 metri 1/3 di tutta l’acqua del lago d’Iseo. Un simile confronto rappresenta in modo “drammatico” l’impatto assai differente di fonti di energia che si sono formate in processi lontanissimi nel tempo e che vengono ricuperate all’istante con tecniche estreme (fusione, fissione, combustione), che sprigionano effetti con ordini di grandezza di parecchio multipli rispetto alle forze naturali con cui conviviamo sul Pianeta (acqua vento, luce e calore del sole). Quanto più densa è la fonte energetica, tanto più lungo e duraturo sarà il suo tempo di smaltimento in atmosfera, negli oceani e nei suoli, fino ad effetti distruttivi in caso di incidente o di eccessivi accumuli.

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E’ disponibile la Rivista Lavoro e Salute anno 38 – gennaio 2022

Un numero ricco di contenuti sulle politiche della salute, sui temi della salute e sicurezza nel lavoro e oltre il lavoro.

les1gennaio2022-2

Per scaricare il file pdf della Rivista clicca QUI 

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Terapia intensiva

di Francesco Domenico Capizzi*

“Terribilis est locus iste! Haec domus Dei est et porta coeli” (Genesi, 28; 17): allocuzione che, scolpita in numerose abbazie e cattedrali, sollecita clero, fedeli e visitatori al “timore reverenziale” in quanto “casa di Dio e porta del cielo”. Il medesimo sentimento incute la dicitura “Reparto di terapia intensiva” in medici e operatori sanitari, malati e parenti in quanto luogo adatto a salvaguardare la vita, il quale si rende necessario dopo azioni chirurgiche complesse e nelle situazioni in cui siano opportuni supporti metabolici, farmacologici e meccanici come in caso di grave malattia da Covid.

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Vittorie storiche per i lavoratori di Just Eat e Deliveroo in Europa

Fonte : Uniglobalunion.org

I lavoratori delle consegne di cibo presso Just Eat in Spagna e Deliveroo nei Paesi Bassi saranno ora coperti da contratti collettivi che forniscono una serie di vantaggi e diritti, grazie alle importanti vittorie degli affiliati UNI Global Union in entrambi i paesi.

Il contratto collettivo tra Just Eat Spain – la più grande piattaforma di consegna del paese con 2,5 milioni di utenti – e i sindacati spagnoli CCOO e UGT, è il primo del suo genere ed è soggetto alla nuova legge spagnola sui passeggeri che classifica i corrieri di consegna di cibo come dipendenti. L’accordo garantisce 30 giorni di ferie annuali, una giornata lavorativa massima di nove ore e tutele per la salute e sicurezza per gli addetti alle consegne in azienda.

In base all’accordo, entrato in vigore dall’inizio di gennaio 2022, gli addetti alle consegne avranno anche il diritto alla disconnessione e alla privacy dalla sorveglianza digitale.

Altrove in Europa, un giudice nei Paesi Bassi si è pronunciato a favore di una causa intentata dalla filiale olandese di UNI, FNV, contro la multinazionale di consegne di cibo, Deliveroo. Ciò significa che i fattorini di Deliveroo sono ora coperti dal contratto collettivo di trasporto di merci di FNV, che consente loro di beneficiare di una paga oraria fissa, di ferie e malattia e di un pagamento durante i tempi di attesa, nonché di altri vantaggi. La sentenza si applica retroattivamente a tutti i fattorini che attualmente o precedentemente hanno lavorato in Deliveroo, e i riders sono invitati a presentarsi a FNV per rivendicare congiuntamente un contratto di lavoro ai sensi del nuovo contratto collettivo.

Il verdetto arriva dopo che un altro caso d’appello ha stabilito che i fattorini sono dipendenti e non liberi professionisti, come affermato da Deliveroo.

Willem Dijkhuizen, manager di FNV Transport & Logistics, ha dichiarato: “Questa sentenza è di nuovo una buona notizia per gli addetti alla consegna dei pasti. Poiché ora rientrano in questo contratto collettivo di lavoro, le loro condizioni di lavoro sono regolate correttamente e hanno certezze sul loro reddito”.

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Le indicazioni dell’Associazione Italiana di Epidemiologia per la scuola nell’attuale fase pandemica

Riprendiamo da Diseguaglianze di salute che ringraziamo questa pagina di indicazioni di grande utilità rispetto alla gestione del problema scuola in questa fase di pandemia. 

 

La pandemia di COVID-19 ha ripreso vigore. L’incidenza in Italia è in continua ascesa da metà ottobre, soprattutto tra le persone non vaccinate. La crescita dei contagi tra i bambini, in particolare al di sotto dei 12 anni, ha caratterizzato soprattutto la fase iniziale della salita della curva epidemica.

Parallelamente alla campagna vaccinale, che a partire dal 16 dicembre riguarderà anche la fascia di età 5-11 anni, occorre continuare a formulare raccomandazioni per il mantenimento della scuola in sicurezza, per la diagnosi precoce dei casi e per la prevenzione di focolai in setting scolastico.

L’Associazione Italiana di Epidemiologia ha formulato delle raccomandazioni per gestire l’attuale fase pandemica nella scuola per far sì che non si debba ricorrere a chiusure o didattica a distanza che hanno inasprito le disuguaglianze sia negli apprendimenti sia negli abbandoni scolastici.

Per accedere al documento “Le indicazioni dell’AIE per la scuola nell’attuale fase pandemica

Altri articoli sul tema:

La scuola a singhiozzo: quali conseguenze sugli apprendimenti

Sullo stesso tema Dors ha scritto:

Dors | Chiusura delle scuole durante la pandemia: quali conseguenze per bambini e adolescenti?

Dors | La trasmissione del SARS CoV-2 all’interno degli ambienti scolastici: chiudere è efficace?

Dors | Riaprire le scuola in sicurezza durante la pandemia: una mappa di tutte le misure messe in atto

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I registri algoritmici possono risolvere il bias automatizzato?

Fonte : Equaltimes.org che ringraziamo 

Nel gennaio 2021 il governo olandese è crollato a causa di uno scandalo che mette in evidenza i pericoli del tentativo di amministrare i servizi governativi essenziali con l’intelligenza artificiale (AI) . Tra il 2009 e il 2019, in quello che è diventato noto come il toeslagenaffaire (l’affare dei benefici), circa 26.000 genitori sono stati ingiustamente accusati di aver commesso una frode sugli assegni per l’infanzia.

I servizi fiscali olandesi hanno preso di mira pesantemente le famiglie provenienti da ambienti più poveri e quelle con nomi “dal suono straniero”, in alcuni casi costringendole inutilmente a rimborsare decine di migliaia di euro di assegni familiari. Spesso le persone coinvolte non hanno avuto accesso alle vie legali, portando molte famiglie a indebitarsi e divorziare. Alcune famiglie hanno persino perso la casa. Continua a leggere “I registri algoritmici possono risolvere il bias automatizzato?”

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Inghilterra. Il personale sanitario è “stretto” dalle pressioni della pandemia

Fonte : Newsletter Risks TUCNumero 1027 – 4 gennaio 2022

Più di due terzi (69%) del personale sanitario afferma di aver subito un esaurimento durante la pandemia e tre su cinque (62%) si sentono sopraffatti dopo turni lunghi e intensi, secondo un sondaggio UNISON. I risultati del sondaggio, pubblicati il ​​23 dicembre 2021 e basati sulle risposte di oltre 10.000 dipendenti sanitari in Galles, Inghilterra e Irlanda del Nord, mostrano che la metà (51%) copre più turni a causa della carenza di personale. È probabile che questa situazione peggiori poiché i lavoratori del SSN si ammalano di varianti omicron e delta nelle prossime settimane, ha affermato UNISON. Il sondaggio ha rilevato che quattro operatori sanitari su dieci (40%) hanno dovuto assentarsi dal lavoro per motivi di salute mentale durante la pandemia. 

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How COVID-19 transformed genomics and changed the handling of disease outbreaks forever

Angela Beckett, University of Portsmouth and Samuel Robson, University of Portsmouth

If the pandemic had happened ten years ago, what would it have looked like? Doubtless there would have been many differences, but probably the most striking would have been the relative lack of genomic sequencing. This is where the entire genetic code – or “genome” – of the coronavirus in a testing sample is quickly read and analysed.

At the beginning of the pandemic, sequencing informed researchers that they were dealing with a virus that hadn’t been seen before. The quick deciphering of the virus’s genetic code also allowed for vaccines to be developed straight away, and partly explains why they were available in record time.

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Salute Sicurezza sul Lavoro : una presa di posizione importante della FP CGIL di Piacenza

ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA GENERALE FP CGIL PIACENZA DEL 21.12.2021

L’ordine del giorno votato all’unanimità dall’Assemblea Generale FP Cgil di Piacenza rappresenta un punto di riferimento per un’analisi corretta degli impatti che il D.L 146, ora convertito in legge, produrrà  sulla organizzazione della vigilanza per quanto attiene la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un documento da leggere con attenzione.

IL TESTO DEL DOCUMENTO 

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Salute Sicurezza Lavoro, la Legge 215/21 modifica il D.lgs 81. 12 domande al Governo, ai Ministri del Lavoro, della Salute e alle Regioni

 

 

Il Decreto Legge 146/21 recentemente convertito in Legge 215/21 contiene alcune importanti novità in materia di sicurezza del lavoro che hanno dato e stanno dando vita a numerosi dibattiti e prese di posizione. Novità che non mancheranno di ricadute soprattutto negli assetti istituzionali.

Tra le testimonianza richiamo la lettera aperta che alcuni “preventori”, tra i quali la sottoscritta, hanno indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Ministro del Lavoro, al Presidente della Conferenza delle Regioni, lettera sottoscritta da più di 1000 firmatari, nella quale sono state espresse  perplessità e critiche. 

In aggiunta, quale “preventore” di lunga data (ho dato il mio contributo alla nascita degli SMAL dove poi ho cominciato a lavorare proseguendo tutta la mia vita professionale nei Servizi di prevenzione delle ASL) desidero porre alcune domande a chi ha dato vita alle modifiche dell’assetto istituzionale, pensate, a mio  avviso, troppo frettolosamente, senza un aperto confronto con tutte le istituzioni coinvolte e con i professionisti che tutti i giorni operano sul campo, come per dare, comunque sia (“a prescindere” direbbe Totò), un segnale di interesse al problema degli infortuni sul lavoro.

  • Se l’intento del Governo era quello di rafforzare la vigilanza sulla salute e sicurezza dei lavoratori perché non sono stati presi provvedimenti per  rafforzare i Servizi PSAL delle ASL, eliminando i blocchi di assunzioni e cominciando a compensare le perdite di personale con un piano di nuove assunzioni dedicate?
  • Perché si è voluto rafforzare, giustamente ma unicamente, l’INL e non anche le strutture del SSN?
  • Che ruolo intende giocare il Ministero della Salute per rafforzare le strutture del SSN deputate alla prevenzione, e in particolare, in questo caso, quelle deputate alla prevenzione nei luoghi di lavoro?

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Le navi a guida autonoma saranno la “caduta” del settore marittimo?

 

Fonte : Equaltimes.org che ringraziamo 

Autore :   Claudio Moreno

Navi da centocinquanta tonnellate attraverseranno gli oceani senza equipaggio. Città industriali che trascinano acqua come placche tettoniche. Come spettri metallici. Questo è il futuro del settore marittimo se seguiamo le sue stesse previsioni.

(Marga Ferrer)

Navi da centocinquanta tonnellate attraverseranno gli oceani senza equipaggio. Città industriali che trascinano acqua come placche tettoniche. Come spettri metallici. Questo è il futuro del settore marittimo se seguiamo le sue stesse previsioni. Le navi autonome sono da tempo nell’agenda delle compagnie di navigazione e l’Organizzazione marittima internazionale lavora dal 2017 per garantire il funzionamento sicuro e pulito delle navi di superficie marittime autonome (MASS). La loro automazione procede imperterrita, anche se sono ancora necessari ulteriori sviluppi, sia tecnologici che normativi, per raggiungere la fase finale in cui le navi sono libere di navigare senza un solo essere umano a bordo. Per il momento, quasi 100.000 navi e i loro equipaggi stanno attualmente solcando i mari, trasportando gran parte del carico mondiale. Sono molte barche e molti lavori che dipendono dalla spedizione convenzionale. Continua a leggere “Le navi a guida autonoma saranno la “caduta” del settore marittimo?”

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Informativa del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla sicurezza sui luoghi di lavoro – Camera dei Deputati 22 dicembre 2021 – i

 

Riteniamo importante condividere il testo della Informativa del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Questa informativa è stata presentata all’Assemblea della Camera dei Deputati mercoledì 22 dicembre 2021 .

Informativa-ministro-Orlando-Camera-sicurezza-lavoro-22122021

Per scaricare il file formato .pdf del Documento Clicca QUI 

 

 

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Ha ragione Papa Francesco : ” basta morti sul lavoro, impegnamoci per questo”

Autore:   Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Firenze
Nei primi 10 mesi dell’anno, secondo i dati Inail ci sono state 1017 denunce di infortunio mortale sul lavoro.
Ho citato pochissimi numeri, e vi spiegherò il perchè.
Quando si parla di queste tragedie, spesso si parla sempre e solo di numeri.
Credo fortemente che chi muore sul lavoro, non debba essere ricordato da statistiche piene zeppe di numeri.
Basta parlare di numeri, quelle sono persone.
Che avevano degli affetti, che avevano degli hobby, che avevano degli amici, che avevano una vita!

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“SE ATENE PIANGE SPARTA NON RIDE” . SI PRIVILEGI IL DIALOGO 

  Fonte Smips.org 

 

 

di Francesco Domenico Capizzi*

La contrapposizione aperta fra cittadini no-vax, da una parte, e Istituzioni politiche e scientifiche, sostenute da una larga maggioranza di cittadini, dall’altra, rischia di concludersi con quanto la sapienza antica ha mirabilmente voluto rappresentare nell’espressione “se Atene piange Sparta non ride”: qualunque sarà l’esito della tensione crescente le conseguenze socio-sanitarie della pandemia danneggeranno, comunque, ambedue i contendenti, compresa la frazione, anche se maggioritaria, che prevarrà. Tali saranno i guasti prodotti sul piano sociale da poterli assimilare agli effetti di una guerra, anche se vinta. Vi saranno innumerevoli “morti e feriti” ed uno sconquasso sociale assimilabile al periodo post-bellico che ricadrà su tutti indistintamente e irrimediabilmente.

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La Scozia si muove verso il “diritto alla disconnessione”

 

Fonte : Risks 1026 – dicembre 2021 

Il governo scozzese è diventato il primo nel Regno Unito ad annunciare il sostegno a un “diritto alla disconnessione” per il personale che lavora per i dipartimenti governativi e le agenzie decentrate. Accanto alla dichiarazione di bilancio del 9 dicembre, il governo scozzese ha annunciato che ci si aspetta che gli organi responsabili dei ministri scozzesi abbiano discussioni significative sul diritto alla disconnessione. Prospect ha detto che la decisione è stata una vittoria per la sua campagna. Ha affermato che, in qualità di sindacato leader del servizio pubblico, ha esercitato pressioni sul governo scozzese per fare la mossa come parte della sua più ampia campagna in tutto il sindacato. Prospect ha aggiunto che desidera che le conversazioni tra sindacati e datori di lavoro mettano in atto le regole giuste per ciascun luogo di lavoro, piuttosto che un approccio unico per tutti. Il futuro segretario nazionale Richard Hardy ha dichiarato: “Questo è un importante passo avanti nella nostra campagna per ottenere il diritto alla disconnessione per i lavoratori del settore pubblico in Scozia. Riceviamo costantemente segnalazioni di un aumento del burn out, dello stress e dell’offuscamento dei confini tra la vita domestica e quella lavorativa. Questa è una tendenza che esisteva prima della pandemia, ma che è stata accelerata a causa di essa”. Ha aggiunto: “Ora cercheremo di impegnarci con i datori di lavoro e i nostri membri per progredire in ogni luogo di lavoro”.
Prospetto comunicato stampa e ricerca e guida sul diritto alla disconnessione .

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Londra. La Società dei Trasporti di Londra  accoglie con favore il divieto di portare i monopattini elettrici  sui mezzi pubblici di Londra 

 

 

Fonte RISKS . TUC

La decisione di Transport for London (TfL) di imporre il divieto di utilizzo di scooter elettrici (e-scooter, monopattini elettrici) sulla rete è stata accolta con favore dall’unione dei trasporti e dei viaggi TSSA. Il regolamento, entrato in vigore il 13 dicembre, fa seguito alle richieste di intervento della TSSA a seguito di gravi incidenti alla metropolitana ( Risks 1020). In un incidente del 1 novembre, una batteria al litio di un e-scooter ha preso fuoco su un treno della metropolitana e ha continuato a bruciare sulla piattaforma. E il 26 ottobre a Stanmore, ai vigili del fuoco è stato richiesto di assistere a un incendio in una stazione negli alloggi del personale, a seguito dell’accensione di una batteria al litio di e-scooter contenuta in un oggetto smarrito. Il direttore organizzativo della TSSA Lorraine Ward ha commentato: “Il nostro sindacato mette sempre al primo posto la sicurezza dei nostri membri e del pubblico viaggiante. Quindi, è bello vedere che TfL è d’accordo con noi e vieta gli e-scooter (monopattini elettrici) attraverso la rete di viaggi di Londra. Questo dimostra che avevamo ragione a dare l’allarme sulla scia del grave incidente a Parsons Green perché una cosa è certa, era solo questione di tempo prima che le persone si facessero male gravemente, o peggio. Quindi oggi chiamo di nuovo Grant Shapps, il segretario ai trasporti: attuare senza indugio un ulteriore divieto su tutta la rete di viaggi più ampia. Dovrebbe essere un gioco da ragazzi.”
Comunicato stampa TSSA .

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Francia. Una ricerca sugli effetti della crisi causata dal Covid-19. “Una società stanca?”

Riprendiamo dal sito del sindacato francese CFDT il Report di una ricerca interdisciplinare svolta da un Comitato di esperti di scienze sociali. Riteniamo questa iniziativa molto interessante e al tempo stesso un riferimento per sviluppare iniziative analoghe nel nostro paese.

 

SAGGIO “UNA SOCIETÀ STANCA?”

A seguito della crisi causata dalla pandemia di Covid-19, CFDT e la Fondazione Jean-Jaurès hanno deciso di riunire, dal novembre 2021, un comitato di esperti di scienze sociali interdisciplinari e congiunti composto da Henri Bergeron, sociologo, Patrick Boucheron, storico, Pierre-Yves Geoffard, economista, Florence G’sell, professore di diritto, Serge Hefez, psichiatra, Emmanuel Hirsch, professore di etica medica, Jeanne Lazarus, sociologa, Isabelle Lespinet-Moret, storica, Hélène L’Heuillet, filosofa, Marie- Caroline Saglio-Yatzimirsky, antropologa, Claudia Senik, economista, e Frédéric Worms, filosofo.

La pandemia che ci sta attraversando dall’anno 2020 lascia un segno duraturo nelle nostre società. Impronta sulle persone di malattie e lutti, è ovvio; impronta economica, senza dubbio, anche se lo shock della crisi sembra assorbito, se non riassorbito, con molto credito. Ma forse il segno più profondo e paradossalmente meno visibile è nelle menti più che nei corpi, nella società più che nell’economia.

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“LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!” MAI?

di Francesco Domenico Capizzi* 

I non vaccinati rappresentano una parte cospicua e variegata di popolazione che articola il proprio rifiuto, a parte i casi con impedimenti clinici e paure per sporadici eventi avversi, in contrapposizioni radicali verso Istituzioni democratiche e Organizzazioni sanitarie cliniche, di ricerca e di garanzia,  e in genere verso istanze scientifiche gridando espressioni fantasiose di sfida, e perfino allegoriche, che intendono denunciare i prodromi instaurativi di uno strisciante sistema universale autoritario e repressivo. In sostanza, i loro discorsi ed azioni configurano la negazione di principi stabiliti in Carte costituzionali, Dichiarazioni dei diritti fondamentali, Universalismi dei Servizi sanitari, Organismi internazionali, destituiscono di veridicità dati sanitari ufficiali e smentiscono l’efficacia delle conseguenti misure preventive fino a denunciare l’esistenza di un complotto e l’instaurazione di una dittatura sanitaria… 

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Chi ha paura dello sciopero?

Fulvio Cammarano * – 18.12.2021

Sciopero

 

 

 

Sciopero è un termine ansiogeno, una parola che evoca preoccupazione e fastidio nell’opinione pubblica. La preoccupazione deriva dal clima di tensione e agitazione che si crea in occasione delle manifestazioni e dei comizi dai toni infuocati, mentre il fastidio, più prosaicamente, sorge per la sospensione della routine quotidiana, vale a dire per i problemi causati dall’interruzione dei servizi pubblici e della produzione. E’ invece un peccato che tale parola non riesca quasi mai a suscitare un sentimento di sollievo a fronte della constatazione che il sistema democratico, con tutti i suoi limiti, funziona. Non dobbiamo infatti dimenticare che la prima misura attuata dai regimi autoritari è proprio quella di vietare ogni forma di sciopero.

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